<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-21019054</id><updated>2012-02-16T11:20:31.282-08:00</updated><category term='DALAILEMA'/><category term='KOBRA'/><category term='GRAZIE PRODI ANCHE PER QUESTO'/><category term='lotta alla pedofilia'/><category term='I DANNI AL PENTAGONO'/><title type='text'>NICOLICKBLOG</title><subtitle type='html'>ILLUMINA L'OSCURITA'</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://nicolickblog.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>robertonicolickblog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10696820634292186739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/__sovc-LxprE/SKcJsJi1znI/AAAAAAAABxA/HrexKsWky0Q/S220/P8130065.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1070</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-21019054.post-4475662553850460880</id><published>2012-02-09T09:45:00.000-08:00</published><updated>2012-02-09T09:45:53.215-08:00</updated><title type='text'>la sparizione di Luciano Ugusto Murri</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;La scomparsa diLuciano Murri, giornalista&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Augusto Luciano Murri, nato aLoano classe 1920, era uno studente universitario e svolgeva anche l’attivitàdi giornalista, per l’esattezza ricoprì &amp;nbsp;l’incarico di corrispondente di guerra dallaGermania , all’epoca dei fatti, parliamo del 1945, aveva venticinque anni etutta una vita davanti piena di progetti. Giovane brillante di bell’aspetto,viaggiava molto da Loano, per poter svolgere la sua attività giornalistica. Lucianonon era un militare e neppure era armato, era solo un giornalista.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il giovane apparteneva ad unafamiglia benestante di Loano, i suoi genitori erano Vittorio Murri e MaddalenaStefania Isnardi la quale vantava come padre un garibaldino. Il Murri infervoratoed appassionato, come tutti i giovani, aveva un orientamento politico ed unamilitanza molto precisa, infatti fu uno dei fondatori del Partito FascistaRepubblicano presso la sua città: Loano. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Questa sua scelta politica, loportò ad essere inserito immediatamente nelle liste di proscrizione deicosiddetti “collaborazionisti”, stilate dai commissari politici comunisti chedirigevano le brigate partigiane nel ponente del Savonese. A causa della suascelta politica, il giovane Murri sarà processato dalla Corte Di AssiseSpeciale e condannato ad una pena molto mite che comunque non dovrà neppurescontare : sei mesi. Ma i partigiani comunisti non si dichiarano soddisfatti e siinteressò a Luciano &lt;st1:personname productid="la G.A" w:st="on"&gt;la G.A&lt;/st1:personname&gt;.P.( Gruppo di Azione patriottica ) di Vado Ligure , Compagnia Corradini, cheiniziò a ricercarlo nella solita crudele&amp;nbsp;ottica della liquidazione di tutti coloro che in qualche maniera,fossero stati coinvolti con il Regime repubblicano e Luciano Murri , per suadisgrazia, era ai loro occhi compromesso e quindi da eliminare.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Nel maggio del &lt;st1:metricconverter productid="1945, in" w:st="on"&gt;1945, in&lt;/st1:metricconverter&gt; pieno periodopost insurrezionale, i suoi genitori vengono arbitrariamente fermati daipartigiani e trasferiti a Savona, presso Palazzo Santa Chiara in Questura, sededella famigerata Polizia Ausiliaria Partigiana, dopo alcuni accertamenti perloro fortuna finiti bene, la coppia viene rilasciata perché nulla emerge a lorocarico. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il Luciano Murri, saputo delfermo dei genitori si mette in apprensione e ovviamente, da subito, corre aSavona , chiede notizie del padre e della madre senza esito e riparte pertornare, probabilmente, a Loano. Su quel tratto di strada che collega Savonacon Loano , al ragazzo accade qualcosa.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Da quel momento, e siamo al 12maggio 1945, si perdono le tracce del giovane giornalista, come se fosse finitoin un buco nero. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il tormento della famiglia Murrinon finisce con la sparizione del figlio: il 20 maggio dello stesso anno, ungruppo di partigiani della medesima brigata partigiana, posizionata a VadoLigure, si reca con un camion a Loano presso la casa dei Murri, al momentoassenti e la svuota completamente, poi raggiunge una abitazione signorile sullecolline di Loano, villa Von Mutach, dove la famiglia aveva accantonato tutti ipropri beni di valore &amp;nbsp;per salvarli dallaguerra , ceramiche, porcellane, biancheria, argenteria e libri antichi ( tuttocifrato ). Gli oggetti sono “sequestrati” dai partigiani che rilasciano unaricevuta al custode della villa che assiste impotente alla razzia e che inseguito non avrà alcuna memoria dell’identità dei razziatori. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;I genitori di Luciano, nelfrattempo rilasciati dalla Questura di Savona, dopo qualche giorno dallasparizione del figlio, fanno delle ricerche. Apprendono che è sparito sullatratta ferroviaria Savona – Loano, accertano da alcune indiscrezioni cheLuciano era stato “prelevato” da elementi partigiani della Compagnia Corradini,gli stessi della “requisizione”, per trasferirlo in altro luogo, forse Segno,dove sorgeva un Gulag gestito dalla polizia ausiliaria partigiana. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Elementi della stessa banda si &amp;nbsp;sono recano armati, a Savona in una casa diVia Guidobono, da una signora che aveva affittato una camera ammobiliata alragazzo e consegnano all’affittuaria un biglietto manoscritto firmato daLuciano, in cui egli avvisa la signora di essere in custodia presso la lorobrigata. Inoltre sempre gli stessi, impongono alla donna di consegnare loro glieffetti personali del prigioniero.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La povera donna, preoccupata,chiede cosa ne faranno del Murri e quelli gli rispondono con il solito &amp;nbsp;esemplare cinismo “ per il momento corregge lerime delle loro canzoni, e poi lo avrebbero ucciso”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La ricerca degli sventuratigenitori prosegue angosciosamente e senza sosta sino al 1949, con tutti i mezzipossibili : ricerche private, denunce alla &amp;nbsp;Questura di Savona e alla Magistratura, inserzionisui giornali, il tutto senza raggiungere alcun risultato degno di nota , il poveroLuciano sembra sparito nel nulla. Commovente è la parte finale di un loroesposto alla Magistratura : ”se la loro creatura fu soppressa in quei giorni diindiscriminata follia omicida,&amp;nbsp; siaconcessa , almeno, la possibilità di ricuperare le povere ossa per comporle inCristiana sepoltura”. Dopo tante ricerche i due poveri genitori, stanchi edaddolorati, lasciano &lt;st1:personname productid="la Liguria" w:st="on"&gt;la Liguria&lt;/st1:personname&gt;, e si trasferiscono a Porto Civitanova nelle Marche. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ci sono da segnalare alcuni fatti: il custode della villa Von Mutach, riconobbe i partigiani che effettuarono larazzia, perché questi soggetti fecero alcuni sopraluoghi nella villa prima didepredarla, ma minacciato, si rifiutò di comunicare i nomi ai Murri, i qualidenunciarono il furto ad opera di ignoti, furto che tuttavia fu &amp;nbsp;archiviato &amp;nbsp;su richiesta del P.M. perché rubricato comenormale azione di guerra, la beffa dopo il danno. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Per quanto riguarda la fine delpovero Luciano Murri, un rapporto della Tenenza dei Carabinieri di Savona dicetestualmente :”le informazioni attinte per sapere quale fine abbia fatto, o perrintracciare il suo cadavere hanno dato esito negativo”, “risulta che sullealture di Savona e Vado ligure, vennero fucilate numerose persone per motivi dicarattere politico e consta che finora poche salme sono state rintracciate,ricerche e indagini che si ripetono da anni, ma i pochi casi positivi sono staiquelli in cui coloro stessi che procedettero alle fucilazioni e conseguentesepoltura, hanno fornito prudentemente e senza farsi conoscere, preciseindicazioni anche sul posto, atte alla identificazioni delle tombe, senzaquesto procedimento è pressoché inutile insistere nelle ricerche” .&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Dopo anni di ricerche , nel 1958,Vittorio Murri, il padre , decide di fare istanza di morte presunta di Luciano,e in base a questa richiesta, il Tribunale di Savona, formalizza la mortepresunta del ragazzo e la pone&amp;nbsp; alle ore24 del 31 luglio 1945, decreta inoltre la pubblicazione della sentenza di mortesulla Gazzetta Ufficiale.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Nessuno di quelli cheparteciparono al sequestro ed all’omicidio di Luciano Murri, fecero maipervenire alla famiglia ,neppure per via anonima, notizie sul &amp;nbsp;luogo dove giace il suo corpo. Molto probabilmentei suoi resti, come quelli di tanti altri sono stati nascosti in qualche fossasulle alture di Vado Ligure, alle Tagliate, luogo preferenziale dove avvenivanole esecuzioni sommarie degli squadroni rossi della morte. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Luciano, in tutti questi anni,non ha mai avuto una mano che posasse un fiore sulla sua tomba, non ha maiavuto una persona che si fermasse a piangere e a pregare su di lui, per lacrudeltà e l’odio che taluni uomini riescono ad esprimere molto bene. Forse ilbosco, molto più pietoso dei suoi assassini ha permesso che qualche fioresbocciasse sulla terra che lo ricopre , come un muto omaggio ad un ragazzoassassinato solo perché aveva una idea diversa dai suoi spietati boia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Un omicidio di un giovane e lasparizione del corpo, una serie di furti, impuniti come al solito: la triste etragica normalità a quei tempi&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-wDh6tOVKmjA/TzQGQDUuDvI/AAAAAAAAESU/T0Vc9Qqwqhc/s1600/2+repubblicani+ammazzati.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-wDh6tOVKmjA/TzQGQDUuDvI/AAAAAAAAESU/T0Vc9Qqwqhc/s320/2+repubblicani+ammazzati.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Roberto Nicolick&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/21019054-4475662553850460880?l=nicolickblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolickblog.blogspot.com/feeds/4475662553850460880/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2012/02/la-sparizione-di-luciano-ugusto-murri.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/4475662553850460880'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/4475662553850460880'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2012/02/la-sparizione-di-luciano-ugusto-murri.html' title='la sparizione di Luciano Ugusto Murri'/><author><name>robertonicolickblog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10696820634292186739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/__sovc-LxprE/SKcJsJi1znI/AAAAAAAABxA/HrexKsWky0Q/S220/P8130065.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-wDh6tOVKmjA/TzQGQDUuDvI/AAAAAAAAESU/T0Vc9Qqwqhc/s72-c/2+repubblicani+ammazzati.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-21019054.post-7639269396603549238</id><published>2012-02-07T10:24:00.000-08:00</published><updated>2012-02-07T10:24:32.609-08:00</updated><title type='text'>Nicolick al lat machine</title><content type='html'>&lt;iframe height="344" src="http://www.youtube.com/embed/jFjdN5gFrAM?fs=1" frameborder="0" width="459" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/21019054-7639269396603549238?l=nicolickblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolickblog.blogspot.com/feeds/7639269396603549238/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2012/02/nicolick-al-lat-machine.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/7639269396603549238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/7639269396603549238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2012/02/nicolick-al-lat-machine.html' title='Nicolick al lat 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src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/21019054-1051563691262022734?l=nicolickblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolickblog.blogspot.com/feeds/1051563691262022734/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2012/02/nicolick-bagnino-nel-1989-39-anni-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/1051563691262022734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/1051563691262022734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2012/02/nicolick-bagnino-nel-1989-39-anni-di.html' title='Nicolick bagnino nel 1989, a 39 anni di 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qualche foto della città imbiancata dalla neve, il giorno precedenteun corteo di NOTAV aveva sfilato per le vie del centro per protestare contro irecenti arresti. Durante la manifestazione, i soliti cretini si sono dati dafare con l’arte pittorica, in tutte le sue tecniche principale, bombolettespray, palloncini riempiti di vernice e quant’altro. Infatti le colonne e ipilastri dei portici della via principale di Torino, via Roma, sono statilordati da scritte di odio, un pò contro tutti : contro l’attuale governo,contro i giornalisti, contro la linea ad alta velocità, naturalmente, contro unnoto magistrato, contro un giornalista. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Alcuni palloncini di vernicerossa e nera, sono stati scagliati a imbrattare le serrande, il pavimento dellevetrine ove qualche mese fa era ospitata &lt;st1:personname productid="LA STAMPA" w:st="on"&gt;LA STAMPA&lt;/st1:personname&gt; . &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Fra tutte queste scritte colme diodio, una in particolare mi ha fatto sorridere, per un umorismo, sicuramenteinvolontario perché assente in chi pratica certe manifestazioni di fanatismo, l’hofotografata perché è un documento di un “distinguo” che vale la pena disegnalare. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Sul muro, angolo Via Roma, piazzaSan Carlo, sono state vergate, in rosso queste parole : “ ACAB” che è unrecente acronimo anglosassone, per indicare che tutti i questurini sonobastardi e poi più sotto, una precisazione fra parentesi, “NON IL FILM”. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il distinguo dei NOTAV è moltopedagogico e didascalico, infatti in questi giorni gira nelle salecinematografiche proprio un film, che narra la storia di alcuni agenti dellapolizia impiegati nei reparti anti sommossa della Polizia Italiana e la scrittasta ad indicare che non ci si vuole riferire a questo spettacolo, fuori dallarealtà, ma soprattutto lontano dalla realtà di odio e intolleranza che vivono iNOTAV violenti della piazza in oggetto. Per la cronaca i lanciatori di bome divernice si sono accaniti anche contro una grande immagine di un filosofo,lontanissimo anni luce dalla violenza e dal capitalismo, Norberto Bobbio.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-45JzpeyK3Q0/TyZWz2YMq0I/AAAAAAAAESM/ySClzbidLX0/s1600/umorismo+involontario+dei+NO+TAV.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-45JzpeyK3Q0/TyZWz2YMq0I/AAAAAAAAESM/ySClzbidLX0/s320/umorismo+involontario+dei+NO+TAV.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Roberto Nicolick&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/21019054-7532574066050219860?l=nicolickblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolickblog.blogspot.com/feeds/7532574066050219860/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2012/01/umorismo-involontario-dei-no-tav.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/7532574066050219860'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/7532574066050219860'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2012/01/umorismo-involontario-dei-no-tav.html' title='UMORISMO INVOLONTARIO DEI NO TAV'/><author><name>robertonicolickblog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10696820634292186739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' 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/&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-rsyqgF-R2e0/Tx21l9_O96I/AAAAAAAAEH0/rMrXRxjdefk/s1600/IMGP0091.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-rsyqgF-R2e0/Tx21l9_O96I/AAAAAAAAEH0/rMrXRxjdefk/s320/IMGP0091.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-XEzxW5VOFwA/Tx21xOvYmyI/AAAAAAAAEH8/I3HxvRZpgP0/s1600/IMGP0092.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-XEzxW5VOFwA/Tx21xOvYmyI/AAAAAAAAEH8/I3HxvRZpgP0/s320/IMGP0092.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-_cT2_74xuWA/Tx217eRghZI/AAAAAAAAEIE/v_IdpDh8XPg/s1600/IMGP0093.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-_cT2_74xuWA/Tx217eRghZI/AAAAAAAAEIE/v_IdpDh8XPg/s320/IMGP0093.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-8WXDDrw-Q7o/Tx22His-iTI/AAAAAAAAEIM/Xbg-ewe1G2o/s1600/IMGP0094.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-8WXDDrw-Q7o/Tx22His-iTI/AAAAAAAAEIM/Xbg-ewe1G2o/s320/IMGP0094.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-0Yu46FEWTIs/Tx22So4NgaI/AAAAAAAAEIU/A3ZXvmb1uyQ/s1600/IMGP0095.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-0Yu46FEWTIs/Tx22So4NgaI/AAAAAAAAEIU/A3ZXvmb1uyQ/s320/IMGP0095.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-z52UBM7IpUE/Tx22ccWy3oI/AAAAAAAAEIc/1AYpi15Vvhs/s1600/IMGP0096.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-z52UBM7IpUE/Tx22ccWy3oI/AAAAAAAAEIc/1AYpi15Vvhs/s320/IMGP0096.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-JV6PeEYW9rA/Tx22nnnj79I/AAAAAAAAEIk/XbgY2U4IkMk/s1600/IMGP0097.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-JV6PeEYW9rA/Tx22nnnj79I/AAAAAAAAEIk/XbgY2U4IkMk/s320/IMGP0097.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-PYcnU_Dr4vM/Tx220YceLRI/AAAAAAAAEIs/eowB41i5jOQ/s1600/IMGP0099.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-PYcnU_Dr4vM/Tx220YceLRI/AAAAAAAAEIs/eowB41i5jOQ/s320/IMGP0099.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-_PVt2aiz8BQ/Tx23AIkBTQI/AAAAAAAAEI0/XcYE8ey3b8I/s1600/IMGP0100.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-_PVt2aiz8BQ/Tx23AIkBTQI/AAAAAAAAEI0/XcYE8ey3b8I/s320/IMGP0100.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-aKJ-P6DjyDQ/Tx23KHnNhiI/AAAAAAAAEI8/DtTfthTkUoo/s1600/IMGP0101.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-aKJ-P6DjyDQ/Tx23KHnNhiI/AAAAAAAAEI8/DtTfthTkUoo/s320/IMGP0101.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-7BYvbEsd63g/Tx23VQko9uI/AAAAAAAAEJE/AHCK6Jrx-X8/s1600/IMGP0102.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-7BYvbEsd63g/Tx23VQko9uI/AAAAAAAAEJE/AHCK6Jrx-X8/s320/IMGP0102.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-jDYGWCER95o/Tx23f3KfqhI/AAAAAAAAEJM/WeFa4OrbcFo/s1600/IMGP0103.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-jDYGWCER95o/Tx23f3KfqhI/AAAAAAAAEJM/WeFa4OrbcFo/s320/IMGP0103.JPG" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Gmi61z01aXY/Tx23rPivfcI/AAAAAAAAEJU/OkJybzZYdio/s1600/IMGP0104.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-Gmi61z01aXY/Tx23rPivfcI/AAAAAAAAEJU/OkJybzZYdio/s320/IMGP0104.JPG" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-224ABQiqDq0/Tx232tDcHuI/AAAAAAAAEJc/-hD5O0VbU30/s1600/IMGP0105.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-224ABQiqDq0/Tx232tDcHuI/AAAAAAAAEJc/-hD5O0VbU30/s320/IMGP0105.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-fFBbVqs95Cc/Tx24CJdFtCI/AAAAAAAAEJk/MwdgrgdT7xY/s1600/IMGP0106.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-fFBbVqs95Cc/Tx24CJdFtCI/AAAAAAAAEJk/MwdgrgdT7xY/s320/IMGP0106.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-tE1ZLAJwSoQ/Tx24N0_ajHI/AAAAAAAAEJs/ZIBAZgtg_Qg/s1600/IMGP0107.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-tE1ZLAJwSoQ/Tx24N0_ajHI/AAAAAAAAEJs/ZIBAZgtg_Qg/s320/IMGP0107.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-BXzWNW4MFPM/Tx24YoZRVPI/AAAAAAAAEJ0/nAbBGZOoqo0/s1600/IMGP0108.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-BXzWNW4MFPM/Tx24YoZRVPI/AAAAAAAAEJ0/nAbBGZOoqo0/s320/IMGP0108.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-W-L4gw0XO68/Tx24jsbGF4I/AAAAAAAAEJ8/fw8U2fD4GtQ/s1600/IMGP0110.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-W-L4gw0XO68/Tx24jsbGF4I/AAAAAAAAEJ8/fw8U2fD4GtQ/s320/IMGP0110.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-md1mGvTRf0w/Tx24utIK9wI/AAAAAAAAEKE/5-PVgkLTW4s/s1600/IMGP0111.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-md1mGvTRf0w/Tx24utIK9wI/AAAAAAAAEKE/5-PVgkLTW4s/s320/IMGP0111.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-TfQB5ixbRMM/Tx245n0RMGI/AAAAAAAAEKM/T1OZWLx9k8E/s1600/IMGP0112.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-TfQB5ixbRMM/Tx245n0RMGI/AAAAAAAAEKM/T1OZWLx9k8E/s320/IMGP0112.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-edceffcxtsc/Tx25EmtYpZI/AAAAAAAAEKU/OhCpLCsoG64/s1600/IMGP0113.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-edceffcxtsc/Tx25EmtYpZI/AAAAAAAAEKU/OhCpLCsoG64/s320/IMGP0113.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-X6gCyHUFyB0/Tx25Pj7kGlI/AAAAAAAAEKc/0eutlGfMkD0/s1600/IMGP0114.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-X6gCyHUFyB0/Tx25Pj7kGlI/AAAAAAAAEKc/0eutlGfMkD0/s320/IMGP0114.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-QQKdfdfnNTg/Tx25aH7OEvI/AAAAAAAAEKk/z41ALmr83aA/s1600/IMGP0115.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-QQKdfdfnNTg/Tx25aH7OEvI/AAAAAAAAEKk/z41ALmr83aA/s320/IMGP0115.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/--Vf46LXRagc/Tx25kD5DLPI/AAAAAAAAEKs/OWe9vDvG580/s1600/IMGP0116.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/--Vf46LXRagc/Tx25kD5DLPI/AAAAAAAAEKs/OWe9vDvG580/s320/IMGP0116.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Ygv3dUt-WOE/Tx25uqj2GYI/AAAAAAAAEK0/PfU1AKF0fMw/s1600/IMGP0117.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-Ygv3dUt-WOE/Tx25uqj2GYI/AAAAAAAAEK0/PfU1AKF0fMw/s320/IMGP0117.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-TtDQFrlZY6E/Tx255Y8YjsI/AAAAAAAAEK8/02ajh7QjKFs/s1600/IMGP0118.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-TtDQFrlZY6E/Tx255Y8YjsI/AAAAAAAAEK8/02ajh7QjKFs/s320/IMGP0118.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-HQH9D5pmauM/Tx26EO4zQkI/AAAAAAAAELE/sBnEVvZqDFo/s1600/IMGP0119.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-HQH9D5pmauM/Tx26EO4zQkI/AAAAAAAAELE/sBnEVvZqDFo/s320/IMGP0119.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-mPWOduHYnpM/Tx26PW-JCfI/AAAAAAAAELM/Chkn5Y67hmU/s1600/IMGP0120.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-mPWOduHYnpM/Tx26PW-JCfI/AAAAAAAAELM/Chkn5Y67hmU/s1600/IMGP0120.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-1-AXCZvwmD8/Tx26Z0sC8EI/AAAAAAAAELU/OjJrGzCoPd4/s1600/IMGP0121.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-1-AXCZvwmD8/Tx26Z0sC8EI/AAAAAAAAELU/OjJrGzCoPd4/s320/IMGP0121.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-wz1kg_FkTx0/Tx26lNreYzI/AAAAAAAAELc/ZOy6KKfxz_I/s1600/IMGP0122.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-wz1kg_FkTx0/Tx26lNreYzI/AAAAAAAAELc/ZOy6KKfxz_I/s320/IMGP0122.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-CfqZBNkdwi8/Tx26xPPsWmI/AAAAAAAAELk/5E-PiiE3u10/s1600/IMGP0123.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-CfqZBNkdwi8/Tx26xPPsWmI/AAAAAAAAELk/5E-PiiE3u10/s320/IMGP0123.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-HJ5M7IAjygE/Tx269kHZnCI/AAAAAAAAELs/MjEnd2X4pAM/s1600/IMGP0124.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-HJ5M7IAjygE/Tx269kHZnCI/AAAAAAAAELs/MjEnd2X4pAM/s320/IMGP0124.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-RLKRmKPbfg0/Tx27JHT2LLI/AAAAAAAAEL0/vyyK7BcpPvg/s1600/IMGP0125.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-RLKRmKPbfg0/Tx27JHT2LLI/AAAAAAAAEL0/vyyK7BcpPvg/s320/IMGP0125.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-kSG2EtnPVAI/Tx27VNzwKtI/AAAAAAAAEL8/agxGJomF3Y0/s1600/IMGP0126.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-kSG2EtnPVAI/Tx27VNzwKtI/AAAAAAAAEL8/agxGJomF3Y0/s320/IMGP0126.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-GPXqWZMUuHQ/Tx27fJPJnbI/AAAAAAAAEME/5suAyJQZAkA/s1600/IMGP0127.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-GPXqWZMUuHQ/Tx27fJPJnbI/AAAAAAAAEME/5suAyJQZAkA/s320/IMGP0127.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-FqWvxU9mLcA/Tx27ppHm2lI/AAAAAAAAEMM/agifocHAEkA/s1600/IMGP0128.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-FqWvxU9mLcA/Tx27ppHm2lI/AAAAAAAAEMM/agifocHAEkA/s320/IMGP0128.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-JIYXSrC1ENk/Tx271YKUo3I/AAAAAAAAEMU/72yQgD9bW6Y/s1600/IMGP0129.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-JIYXSrC1ENk/Tx271YKUo3I/AAAAAAAAEMU/72yQgD9bW6Y/s320/IMGP0129.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-qEh4DowHXGs/Tx28D5YHQ-I/AAAAAAAAEMc/p8ZPP5AZw0g/s1600/IMGP0130.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-qEh4DowHXGs/Tx28D5YHQ-I/AAAAAAAAEMc/p8ZPP5AZw0g/s1600/IMGP0130.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-dxT9sCXKXO8/Tx28QGBl9VI/AAAAAAAAEMk/SCQczENl5Kg/s1600/IMGP0131.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-dxT9sCXKXO8/Tx28QGBl9VI/AAAAAAAAEMk/SCQczENl5Kg/s320/IMGP0131.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-PYOg1B9sJXg/Tx28b8txDOI/AAAAAAAAEMs/vcC1WJwHTjc/s1600/IMGP0132.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-PYOg1B9sJXg/Tx28b8txDOI/AAAAAAAAEMs/vcC1WJwHTjc/s1600/IMGP0132.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-7feezTVrbNM/Tx28nWeCtbI/AAAAAAAAEM0/hwIKEqeLRL4/s1600/IMGP0133.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-7feezTVrbNM/Tx28nWeCtbI/AAAAAAAAEM0/hwIKEqeLRL4/s320/IMGP0133.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-_kc374pz3OM/Tx280aZRinI/AAAAAAAAEM8/JYTbTUCxW_M/s1600/IMGP0134.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-_kc374pz3OM/Tx280aZRinI/AAAAAAAAEM8/JYTbTUCxW_M/s320/IMGP0134.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-CBFsHcqiKUE/Tx29AbZTGTI/AAAAAAAAENE/J_ZP0OPtvVE/s1600/IMGP0135.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-CBFsHcqiKUE/Tx29AbZTGTI/AAAAAAAAENE/J_ZP0OPtvVE/s320/IMGP0135.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-p1F2LAUkwv4/Tx29M_DQF7I/AAAAAAAAENM/WK7QjLUjQoo/s1600/IMGP0136.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-p1F2LAUkwv4/Tx29M_DQF7I/AAAAAAAAENM/WK7QjLUjQoo/s320/IMGP0136.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-S8-qRHCzrSg/Tx29ZVKHEmI/AAAAAAAAENU/xVXH87BNSxA/s1600/IMGP0137.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-S8-qRHCzrSg/Tx29ZVKHEmI/AAAAAAAAENU/xVXH87BNSxA/s320/IMGP0137.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-OI5cq19N1nY/Tx29lftEI8I/AAAAAAAAENc/ceMI9yu7Hac/s1600/IMGP0138.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-OI5cq19N1nY/Tx29lftEI8I/AAAAAAAAENc/ceMI9yu7Hac/s1600/IMGP0138.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-sPkGdiSf4Lg/Tx29w3nAU_I/AAAAAAAAENk/0vUer1mlTUE/s1600/IMGP0139.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-sPkGdiSf4Lg/Tx29w3nAU_I/AAAAAAAAENk/0vUer1mlTUE/s1600/IMGP0139.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-RRHMvg44jLI/Tx297rmnRqI/AAAAAAAAENs/iJrb6caCswo/s1600/IMGP0140.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-RRHMvg44jLI/Tx297rmnRqI/AAAAAAAAENs/iJrb6caCswo/s1600/IMGP0140.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-n_o7vDQVCx0/Tx2-G3dmPWI/AAAAAAAAEN0/UByKfLv5tD0/s1600/IMGP0141.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-n_o7vDQVCx0/Tx2-G3dmPWI/AAAAAAAAEN0/UByKfLv5tD0/s320/IMGP0141.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-k2FCsHfcFIQ/Tx2-SlxEpXI/AAAAAAAAEN8/X3L1CTKXouY/s1600/IMGP0142.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-k2FCsHfcFIQ/Tx2-SlxEpXI/AAAAAAAAEN8/X3L1CTKXouY/s1600/IMGP0142.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Jme4eBjP5TE/Tx2-e1lhcwI/AAAAAAAAEOE/om0d6Yz88e0/s1600/IMGP0143.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-Jme4eBjP5TE/Tx2-e1lhcwI/AAAAAAAAEOE/om0d6Yz88e0/s320/IMGP0143.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ziJMp-wRf3M/Tx2-2rLLZ5I/AAAAAAAAEOU/lUiPhn1nxRI/s1600/IMGP0145.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-ziJMp-wRf3M/Tx2-2rLLZ5I/AAAAAAAAEOU/lUiPhn1nxRI/s320/IMGP0145.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-sa4V_tIh61s/Tx2_CFlbSUI/AAAAAAAAEOc/xTtyfMZjkU8/s1600/IMGP0146.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-sa4V_tIh61s/Tx2_CFlbSUI/AAAAAAAAEOc/xTtyfMZjkU8/s320/IMGP0146.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-AKKRzuwnl0g/Tx2_NoSqiuI/AAAAAAAAEOk/gLaX5S9xids/s1600/IMGP0147.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-AKKRzuwnl0g/Tx2_NoSqiuI/AAAAAAAAEOk/gLaX5S9xids/s320/IMGP0147.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-KLlGIUe10-U/Tx2_YvsJUtI/AAAAAAAAEOs/2Pnldn5daMw/s1600/IMGP0148.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-KLlGIUe10-U/Tx2_YvsJUtI/AAAAAAAAEOs/2Pnldn5daMw/s1600/IMGP0148.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-OUcQBBQeU7E/Tx2_iz2oM0I/AAAAAAAAEO0/YqMc0fy4E_A/s1600/IMGP0149.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-OUcQBBQeU7E/Tx2_iz2oM0I/AAAAAAAAEO0/YqMc0fy4E_A/s1600/IMGP0149.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-gzF7Ei0jjfk/Tx2_v5OyatI/AAAAAAAAEO8/f7O_Kypeop4/s1600/IMGP0150.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-gzF7Ei0jjfk/Tx2_v5OyatI/AAAAAAAAEO8/f7O_Kypeop4/s1600/IMGP0150.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-KAz7ZkkVYOA/Tx2_7tUomFI/AAAAAAAAEPE/rnhkGaPr6aU/s1600/IMGP0151.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-KAz7ZkkVYOA/Tx2_7tUomFI/AAAAAAAAEPE/rnhkGaPr6aU/s320/IMGP0151.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-z3CDn17jRkA/Tx3AHYoUuwI/AAAAAAAAEPM/yMuW_XIS2UE/s1600/IMGP0152.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-z3CDn17jRkA/Tx3AHYoUuwI/AAAAAAAAEPM/yMuW_XIS2UE/s320/IMGP0152.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-OXbgRFr-mHs/Tx3AWAsYDbI/AAAAAAAAEPU/6ph83abg_fg/s1600/IMGP0153.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-OXbgRFr-mHs/Tx3AWAsYDbI/AAAAAAAAEPU/6ph83abg_fg/s320/IMGP0153.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-hFMF0a9HP3w/Tx3Alw3i4_I/AAAAAAAAEPc/iO55YuQwUPM/s1600/IMGP0154.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-hFMF0a9HP3w/Tx3Alw3i4_I/AAAAAAAAEPc/iO55YuQwUPM/s1600/IMGP0154.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-pPeizzsHLhU/Tx3A1RnzHQI/AAAAAAAAEPk/9O5zgRjouWA/s1600/IMGP0155.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-pPeizzsHLhU/Tx3A1RnzHQI/AAAAAAAAEPk/9O5zgRjouWA/s1600/IMGP0155.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-oJBUZKaewZM/Tx3BAie0cUI/AAAAAAAAEPs/b9BAgxn2tc4/s1600/IMGP0156.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-oJBUZKaewZM/Tx3BAie0cUI/AAAAAAAAEPs/b9BAgxn2tc4/s1600/IMGP0156.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-S93Y6rNF4wE/Tx3BOTsrFqI/AAAAAAAAEP0/H-kdvz-svmg/s1600/IMGP0157.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-S93Y6rNF4wE/Tx3BOTsrFqI/AAAAAAAAEP0/H-kdvz-svmg/s1600/IMGP0157.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-YJtlaoKzTMY/Tx3BaTerXkI/AAAAAAAAEP8/LbQVIjAD7vI/s1600/IMGP0158.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-YJtlaoKzTMY/Tx3BaTerXkI/AAAAAAAAEP8/LbQVIjAD7vI/s320/IMGP0158.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-h_F1L0ClkRY/Tx3Bm84HYpI/AAAAAAAAEQE/Gh2BmVCkq3E/s1600/IMGP0159.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-h_F1L0ClkRY/Tx3Bm84HYpI/AAAAAAAAEQE/Gh2BmVCkq3E/s320/IMGP0159.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-IUuvHqD2kVw/Tx3BzAz-NWI/AAAAAAAAEQM/qIWWyb7ifLE/s1600/IMGP0160.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-IUuvHqD2kVw/Tx3BzAz-NWI/AAAAAAAAEQM/qIWWyb7ifLE/s1600/IMGP0160.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-BYM53yx3jfY/Tx3B_64128I/AAAAAAAAEQU/C8_OPDXjo4I/s1600/IMGP0161.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-BYM53yx3jfY/Tx3B_64128I/AAAAAAAAEQU/C8_OPDXjo4I/s1600/IMGP0161.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-gyMf8ulA79o/Tx3CMjkxCuI/AAAAAAAAEQc/8uX0MZwocng/s1600/IMGP0162.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-gyMf8ulA79o/Tx3CMjkxCuI/AAAAAAAAEQc/8uX0MZwocng/s320/IMGP0162.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-2aCP29HXIM4/Tx3CXzqR5WI/AAAAAAAAEQk/58exZ513YwE/s1600/IMGP0163.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-2aCP29HXIM4/Tx3CXzqR5WI/AAAAAAAAEQk/58exZ513YwE/s1600/IMGP0163.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-UbrpT0ckmGM/Tx3Ch_-A9UI/AAAAAAAAEQs/v2cmJ7DVWTo/s1600/IMGP0164.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-UbrpT0ckmGM/Tx3Ch_-A9UI/AAAAAAAAEQs/v2cmJ7DVWTo/s1600/IMGP0164.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-4_zYSRfcVy0/Tx3CugmNBXI/AAAAAAAAEQ0/20IWvozhW_0/s1600/IMGP0165.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-4_zYSRfcVy0/Tx3CugmNBXI/AAAAAAAAEQ0/20IWvozhW_0/s1600/IMGP0165.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Avuuifkl0MI/Tx3C46MnfdI/AAAAAAAAEQ8/L9N3XOhu7G8/s1600/IMGP0166.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-Avuuifkl0MI/Tx3C46MnfdI/AAAAAAAAEQ8/L9N3XOhu7G8/s1600/IMGP0166.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-LWwbW4hVLO4/Tx3DEobefEI/AAAAAAAAERE/IwdaYn9dVSY/s1600/IMGP0167.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-LWwbW4hVLO4/Tx3DEobefEI/AAAAAAAAERE/IwdaYn9dVSY/s1600/IMGP0167.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-sFQ46Otibjo/Tx3DQDqrVWI/AAAAAAAAERM/GQy6WvfC-h4/s1600/IMGP0168.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-sFQ46Otibjo/Tx3DQDqrVWI/AAAAAAAAERM/GQy6WvfC-h4/s1600/IMGP0168.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-pPTiOsK2D7A/Tx3Db6BwziI/AAAAAAAAERU/jAyiuGXXoXQ/s1600/IMGP0169.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-pPTiOsK2D7A/Tx3Db6BwziI/AAAAAAAAERU/jAyiuGXXoXQ/s1600/IMGP0169.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-WciNz8DdewU/Tx3DmyNu9LI/AAAAAAAAERc/zy2yAQfyDvE/s1600/IMGP0170.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-WciNz8DdewU/Tx3DmyNu9LI/AAAAAAAAERc/zy2yAQfyDvE/s1600/IMGP0170.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-oYBZpumfM34/Tx3D1GP-VfI/AAAAAAAAERk/1u5mlhuT2CY/s1600/IMGP0171.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-oYBZpumfM34/Tx3D1GP-VfI/AAAAAAAAERk/1u5mlhuT2CY/s1600/IMGP0171.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-wSJqvUQLRiM/Tx3EEQCsIpI/AAAAAAAAERs/K8oMSHFtq60/s1600/IMGP0172.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-wSJqvUQLRiM/Tx3EEQCsIpI/AAAAAAAAERs/K8oMSHFtq60/s1600/IMGP0172.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-JCg4PTQ8Qrw/Tx3ERHNmWsI/AAAAAAAAER0/Beatran1_X4/s1600/IMGP0173.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-JCg4PTQ8Qrw/Tx3ERHNmWsI/AAAAAAAAER0/Beatran1_X4/s1600/IMGP0173.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-6RqdFnhcsOs/Tx3Echlb3kI/AAAAAAAAER8/OeHAfAugzT8/s1600/IMGP0174.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-6RqdFnhcsOs/Tx3Echlb3kI/AAAAAAAAER8/OeHAfAugzT8/s1600/IMGP0174.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/21019054-1309259385997717933?l=nicolickblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolickblog.blogspot.com/feeds/1309259385997717933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2012/01/ciaspolata-valtournache.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/1309259385997717933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/1309259385997717933'/><link rel='alternate' type='text/html' 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(1).MOD'/><author><name>robertonicolickblog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10696820634292186739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/__sovc-LxprE/SKcJsJi1znI/AAAAAAAABxA/HrexKsWky0Q/S220/P8130065.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/WQEOSLeVz6w/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-21019054.post-421881953816694282</id><published>2012-01-13T02:32:00.000-08:00</published><updated>2012-01-13T02:32:34.208-08:00</updated><title type='text'>I crimini delle bierre a Genova</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli anni 70 Genova, fu teatro delle azioni terroristiche di gruppi armati di area comunista, inizialmente noti come gruppo XXII ottobre e in seguito come Brigate Rosse, la città fornì il brodo di cultura, dove nacque e prosperò il fenomeno terroristico delle Bierre, che imperversarono in tutta Italia anche se con maggiore ferocia nel Nord Italia, a volte sotto sigle diverse ma sempre con lo stesso orientamento ideologico. A Genova, città tradizionalmente comunista, le Bierre godettero anche di simpatie e complicità , da parte di determinati ambienti. Il fenomeno , allo stadio iniziale, non fu compreso dalle Istituzioni in tutta la sua gravità, poté quindi crescere ed espandersi sino a mettere in ginocchio lo Stato democratico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Genova vissero molti insospettabili fiancheggiatori che permisero ai brigatisti di nuotare tranquillamente, “come pesci in uno stagno” e di non essere individuabili tra un omicidio e l’altro. Come ebbe a dire la Rossanda, i Brigatisti erano parte integrante della “foto di famiglia” del Comunismo nostrano e internazionale, con tutti gli annessi e i connessi del movimento politico a cui si ispiravano.Le Bierre si erano date una struttura politica ed organizzativa complessa, partecipavano a riunioni politiche, le cosidette Direzioni Strategiche in cui elaboravano piani per colpire lo Stato e soprattutto assassinare i servitori dello Stato che li contrastavano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I comunicati con cui le Bierre rivendicavano i loro crimini, li faceva apparire come deliranti, verbosi e anche ossessivi ma dietro a quelle righe c’era un forte desiderio di prevaricare e di uccidere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le strategie militari delle Bierre, erano mutuate dalla guerra partigiana delle G.A.P. e delle S.A.P. che ammazzavano i Repubblichini per le strade, nei locali pubblici, sui mezzi di trasporto, ovunque se ne presentasse la possibilità.I brigatisti usavano anche la metodologia dei tribunali dell’immediato dopoguerra, che condannavano in modo inappellabile i prigionieri fascisti ad esecuzioni sommarie. Le armi usate nelle prime azioni provenivano quasi certamente dai depositi clandestini del dopoguerra. Queste armi tornarono utili ai “nipotini” dei partigiani comunisti, almeno nel periodo iniziale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una delle primissime azioni avviene il 2 marzo1971: viene ucciso in una rapina, Alessandro Floris, portavalori I.A.C.P., da parte del gruppo terroristico XXII Ottobre. Egli ha avuto il coraggio di reagire ai due rapinatori che volevano le buste paga dei dipendenti. Floris con grande coraggio, aggredito e percosso, tenta di bloccare i killer mentre fuggono su una Lambretta, si aggrappa ad una caviglia di uno dei due, che gli spara con una calibro 38 uccidendolo.Per questo gesto eroico Floris si meritò la medaglia d’oro al valore civile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le Bierre, iniziano ufficialmente la campagna genovese con un sequestro eccellente: il Giudice Mario Sossi, rapito il 23 maggio 1974, con una azione spettacolare, effettuata da 20 brigatisti con 7 autoveicoli. Sossi è un sostituto procuratore della Repubblica , noto per le sue azioni moralizzatrici nei confronti degli edicolanti che esponevano riviste pornografiche, ma ai brigatisti interessa perché in quei giorni sosteneva l’ accusa contro gruppi terroristici. Nel corso della suo sequestro, Sossi verrà interrogato , “processato” e condannato a morte. Durante una Direzione Strategica, nascono delle divergenze sulla gestione del rapimento, e i Brigatisti si scontrano nel loro interno. Viene chiesta per la liberazione di Sossi , la scarcerazione di alcuni terroristi detenuti e il loro trasferimento in Algeria oppure Cuba o Corea del Nord, che rifiutarono di ospitare i detenuti. Fallita la trattativa, Sossi fu liberato a Milano, in periferia. Il giudice da solo a piedi raggiunse una caserma dei Carabinieri e tornò a Genova. Con questa azion, le Bierre dimostrarono di essere efficenti sul piano miliare ed organizzativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel maggio del 74, entra in scena il Gen. dei CC, Carlo Alberto Dalla Chiesa che dopo aver valutato dieci ufficiali Dell’Arma, crea il Nucleo Speciale Antiterrorismo con base a Torino. Questo reparto inizia una azione di contrasto molto efficace contro le BR usando il metodo degli agenti infiltrati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le BR genovesi intanto, alzano il tiro, l’8 giugno 1976: Francesco Coco, Procuratore Generale , il brigadiere della Polizia Giuseppe Saponara e l’agente Antiaco Deiana sono freddati da due distinti gruppi di fuoco che agiscono in coordinazione tra di loro e a breve distanza. I terroristi attendono Coco all'inizio della salita di S. Brigida, una antica stradina in salita che il procuratore per rincasare deve percorrere a piedi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tre, armati di pistole e di una mitraglietta Skorpion, (di fabbricazione cecoslovacca) con silenziatore lo aspettano all’imbocco della salita. Coco scese dall'auto di servizio alle 13.38, il brigadiere Giuseppe Saponara a breve distanza, insieme iniziano a salire; i terroristi aprono il fuoco da pochi metri, a tradimento, Coco e il brigadiere cadono morti quasi senza sapere cosa è successo. L'appuntato Antiaco De Iana rimasto in macchina, al volante, ma prima che potesse reagire, due terroristi gli sparano uccidendolo. Dopo qualche ora gli omicidi vengono rivendicati a Savona con un volantino dal sedicente gruppo “Nuovi partigiani” , ma viene smentito da un ulteriore comunicato, molto più “tecnico “ e “professionale”il quale come al solito, gronda odio classista, che viene da lontano: «Il tribunale del popolo ha decisi di porre fine al suo bieco operato e lo ha condannato a morte. Ora questa sentenza è stata eseguita e gli aguzzini del popolo possono stare sicuri che se il proletariato ha una pazienza infinita ha anche una memoria prodigiosa, e che alla fine niente resterà impunito”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo giugno '77 prende avvio la campagna contro i giornalisti, soprattutto quelli poco inclini ad entusiasmarsi per le stragi, l’azione è orientata a "disarticolare la funzione controrivoluzionaria svolta dai grandi media". Viene ferito Valerio Bruno, del Secolo XIX della Redazione Genovese, i terroristi hanno anche bisogno di soldi per poter vivere in clandestinità e allora iniziano ad autofinanziarsi con un rapimento di un personaggio famoso, quello dell’armatore Costa, che avviene nel gennaio 1977 e termina con il pagamento di un riscatto di un miliardo e mezzo e la conseguente liberazione dell’ostaggio il 3 aprile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 21 giugno 1978 il Commissario di polizia Antonio Esposito viene ucciso da ben 12 pallottole mentre è sul bus 15 , diretto al Commissariato di Genova Nervi di cui era il dirigente. Il Commissario in passato, mentre era alla Squadra Politica della Questura di Torino aveva effettuato importanti arresti di terroristi rossi, fra cui Giuliano Naria, considerato uno degli assassini del Giudice Coco. Esposito, funzionario onesto ed efficiente, lascia una moglie e due bimbi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’agosto del 78 Dalla Chiesa ottiene poteri speciali per la lotta contro il terrorismo, e Coordina le Forze di Polizia e gli Agenti Informativi , crea un reparto operativo speciale alle dirette dipendenze del Ministero dell’Interno Rognoni, con particolare riferimento alla lotta alle BR e alla ricerca degli assassini di Aldo Moro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Successivamente le br, rompono un tabù, si accaniscono su un sindacalista, il 24 gennaio 1979, uccidono Guido Rossa, militante del PCI e delegato della Cgil, il suo torto era quello di aver denunciato un altro operaio della sua fabbrica che distribuiva volantini delle BIERRE. Rossa, ritenuto responsabile dell'arresto dell'operaio dell'Italsider Francesco Berardi (24 ottobre 78), viene colpito senza pietà. I due brigatisti che lo attaccano sono Riccardo Dura e Vincenzo Guagliardo. Gugliardo ferisce in prima battuta Rossa con tre colpi di pistola, mentre il Dura lo finisce con la sua pistola affermando che “le spie vanno uccise”. I terroristi rossi, comunque, individuano i principali nemici nelle forze dell’ordine e soprattutto nei Carabinieri , il 21 novembre 1979, alle 7,10, una pattuglia formata dal Maresciallo Vittorio Battaglini, comandante del nucleo radiomobile, e dal Carabiniere Mario Tosa, fanno una sosta al Bar Angelo di Via Monti, in pieno centro a Genova per il solito caffè. Il gruppo di fuoco delle Bierre entra in azione e li ammazza a tradimento, attorno ai due caduti, si contano 11 bossoli cal. 9 mm. Una telefonata ad un quotidiano Genovese rivendica l’azione alla colonna Berardi delle Brigare Rosse. Il 25 gennaio 1980 i brigatisti rossi uccidono addirittura un colonnello dei Carabinieri, Emanuele Tuttobene e il suo autista, Antonino Casu, mentre procedono sull’auto di servizio. Tuttobene è il comandante dell’ O.A.I.O. (Operazioni, Addestramento, Informazioni, Ordinamento), L’attentato viene rivendicato alle 14.00 alla redazione del “Secolo XIX” dalla colonna Francesco Berardi. La misura è colma, i terroristi manifestano tracotanza e ferocia, lo Stato reagisce : scatta l’ azione del Nucleo Speciale del Generale Dalla Chiesa che si svolge la notte del 28 marzo 1980, in Via Fracchia, ad Oregina, in un covo situato in una abitazione di proprietà di Anna Maria Ludman, una brigatista atipica che non era in clandestinità. Dopo giorni di indagini accurate ed approfondite e di pedinamenti i Carabinieri , un gruppo misto di Genova e Milano, individuano l’abitazione e localizzano i brigatisti rossi all’interno, fanno irruzione nel covo, ne nasce una violenta sparatoria che ha come bilancio un carabiniere ferito ad un occhio e quattro brigatisti uccisi con le armi in pugno : La Ludman, Lorenzo Betassa , Piero Panciarelli e Riccardo Dura ( lo spietato assassino di Guido Rossa). All’interno dell’appartamento fu trovato un vero arsenale comprese alcune bombe a mano. Questa azione vincente dei Carabinieri fu un vero colpo di maglio per le Bierre a Genova e non solo. Lo stato e le sue forze di polizia avevano dimostrato efficacia e metodo nelle indagini, capacità di azione militare e determinazione nello scontro armato, sino alle estreme conseguenze, dimostrando all’opinione pubblica, ai media e soprattutto a chi voleva trattare con i terroristi che se esisteva la volontà politica, si poteva eliminare il terrorismo rosso. Uno degli obiettivi delle BR era proprio quello di accreditarsi come esercito di liberazione e come elemento di disarticolazione dello Stato. Attraverso moltissimi sacrifici, tramite eroismi individuali e collettivi, gli uomini migliori presenti all’interno delle forze dell’ordine seppero sventare uno dei più pericolosi nemici della Democrazia e della Libertà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora che quegli anni di piombo sono lontani, le strade di Genova sono costellate di targhe a rendere onore ai caduti Magistrati, Carabinieri e Poliziotti morti nell’adempimento del dovere, combattendo una guerra vera e propria, in difesa della libertà e della convivenza civile, a loro va la gratitudine dei cittadini per bene. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roberto Nicolick&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-VxAP9qqc-ic/TxAIB-t3dHI/AAAAAAAAEHY/0FA-VQyqzdE/s1600/lapide+Coco.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" kba="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-VxAP9qqc-ic/TxAIB-t3dHI/AAAAAAAAEHY/0FA-VQyqzdE/s320/lapide+Coco.JPG" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-s9qwbSwaA-o/TxAIJeHaLnI/AAAAAAAAEHg/v2TPPjds1M8/s1600/salita+santa+brigida.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" kba="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-s9qwbSwaA-o/TxAIJeHaLnI/AAAAAAAAEHg/v2TPPjds1M8/s320/salita+santa+brigida.JPG" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/21019054-421881953816694282?l=nicolickblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolickblog.blogspot.com/feeds/421881953816694282/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2012/01/i-crimini-delle-bierre-genova.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/421881953816694282'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/421881953816694282'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2012/01/i-crimini-delle-bierre-genova.html' title='I crimini delle bierre a Genova'/><author><name>robertonicolickblog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10696820634292186739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/__sovc-LxprE/SKcJsJi1znI/AAAAAAAABxA/HrexKsWky0Q/S220/P8130065.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-VxAP9qqc-ic/TxAIB-t3dHI/AAAAAAAAEHY/0FA-VQyqzdE/s72-c/lapide+Coco.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-21019054.post-8522714423993544125</id><published>2011-12-22T11:44:00.000-08:00</published><updated>2011-12-22T11:44:48.428-08:00</updated><title type='text'>saccopelista al gelo notturno.MOD</title><content type='html'>&lt;iframe width="459" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/8hRGos6pVrU?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/21019054-8522714423993544125?l=nicolickblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolickblog.blogspot.com/feeds/8522714423993544125/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2011/12/saccopelista-al-gelo-notturnomod.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/8522714423993544125'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/8522714423993544125'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2011/12/saccopelista-al-gelo-notturnomod.html' title='saccopelista al gelo notturno.MOD'/><author><name>robertonicolickblog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10696820634292186739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/__sovc-LxprE/SKcJsJi1znI/AAAAAAAABxA/HrexKsWky0Q/S220/P8130065.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/8hRGos6pVrU/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-21019054.post-7522762052950906128</id><published>2011-12-22T11:15:00.001-08:00</published><updated>2011-12-22T11:15:22.525-08:00</updated><title type='text'>L'uccisione del carabiniere Umberto Bertoli</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 10pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: small;"&gt;L’uccisione del Brigadiere dei Carabinieri Umberto Bertoli “partigiano Umberto”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 10pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: small;"&gt;Bosco di Rezzo, Imperia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 10pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: small;"&gt;Anche sul ponente della Liguri, le esecuzioni sommarie e le vendette puramente personali , compiute da partigiani comunisti erano frequenti sia prima che dopo il 25 aprile 1945. Nell’Imperiese erano operative sul territorio, due brigate garibaldine, la “Cascione” e la “Bonfante”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 10pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&amp;nbsp;Questa tragica&amp;nbsp;&amp;nbsp;storia di sangue, riguarda un brigadiere dei Carabinieri di 44 anni, persona onesta e scrupolosa, che dopo l’8 settembre 1943, aveva scelto di fare parte della Resistenza e quindi di&amp;nbsp;combattere contro l’occupazione Nazifascista. Il graduato dei carabinieri durante il suo servizio nell’Arma Benemerita, era una persona inflessibile ed onesta, il quale non lasciava spazio ai delinquenti che imperversavano nella zona.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 10pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: small;"&gt;Nel corso della sua attività istituzionale , fra le altre cose,&amp;nbsp;&amp;nbsp;assicurò alla giustizia un ladro, che aveva sottratto a dei contadini alcune coperte, questo era il normale servizio di un brigadiere dei Carabinieri in un periodo storico molto difficile,&amp;nbsp;&amp;nbsp;proprio questo ladro di coperte che fu condannato dal Giudice ascontare sei mesi di galera, non si dimenticò facilmente di Bertoli e giurò vendetta in cuor suo, alimentando nel tempo dentro sé, un odio ottuso e feroce nei confronti del Carabiniere il quale bloccandolo aveva semplicemente compiuto il proprio dovere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 10pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&amp;nbsp;E così purtroppo accadde, infatti dopo l’otto settembre 1943, il carabiniere Umberto Bertoli sceglie la via dei monti , assume il nome di battaglia “Umberto” e per un fatale e&amp;nbsp;&amp;nbsp;tragico destino si trova a combattere nella stessa unità partigiana, dove milita proprio la persona che egli ha arrestato per il furto delle coperte. Il ladro, in quel momento partigiano comunista, ha la memoria lunga e riconosce immediatamente Umberto Bertoli, da quel momento, pianifica la sua vendetta, che non puo’ che essere sanguinosa e crudele oltreché ingiustificata, visto che egli ha commesso un furto ed era stato legittimamente fermato dal carabiniere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 10pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: small;"&gt;Il ladro – partigiano è pure&amp;nbsp;&amp;nbsp;fratello del comandante della brigata partigiana e quindi ha una grande facilità a mettere in atto il suo progetto criminale: il povero Bertoli, nonostante abbia ampiamente dimostrato di essere un antifascista sicuro ed affidabile, viene accusato ingiustamente di essere un delatore&amp;nbsp;&amp;nbsp;fascista, con questa infamante accusa, sarà trascinato sino ad&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;una&amp;nbsp;&amp;nbsp;vastissima foresta nell’entroterra dell’Imperiese, il bosco di Rezzo, un faggeto che copre ben&amp;nbsp;&amp;nbsp;600 ettari, molto fitto e in alcune sue parti inesplorato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 10pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: small;"&gt;Questa vera e propria foresta è stata usata dai partigiani comunisti per compiervi esecuzioni sommarie di prigionieri Repubblicani o di benestanti a cui , oltre ai beni materiali veniva tolta anche la vita. L’immenso faggeto è raggiungibile da Imperia, verso il passo di San Bernardino, per poi scendere verso Andagna ( Molini di Triora) passando per Passo Teglia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 10pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: small;"&gt;Queste atrocità avvenivano proprio nel Bosco di Rezzo per una serie di motivi: nessuno poteva vedere quello che accadeva nel fitto del bosco, nessuno poteva ascoltare gli spari persi nell’immensità dell’area verde e soprattutto gli assassini potevano seppellire i corpi degli sventurati sotto un palmo di terra, sicuri che la notte gli animali&amp;nbsp;&amp;nbsp;da preda avrebbero, nel giro di qualche settimana , fatto sparire i corpi o gran parte di essi. Qualcuno ha affermato che in quel bosco ci sono più morti che alberi e questa affermazione non è del tutto campata per aria.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 10pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&amp;nbsp;Il 20 settembre 1944, il Bertoli, ignaro del destino che lo attende, è prelevato mentre sta andando a comprare il latte, sarà portato in località Casa Rossa, costretto crudelmente come è d’uso dei boia comunisti, a scavarsi la fossa sotto la minaccia delle armi dei suoi assassini, in quel momenti molto probabilmente avrà riconosciuto il ladro e compreso le infami motivazioni della sua esecuzione. Secondo un rapporto dei Carabinieri,&amp;nbsp;&amp;nbsp;avrebbe urlato in faccia al suo assassino : “ sei un vigliacco”. Appena gridate queste parole, fu abbattuto senza pietà, da una raffica di mitra e i due criminali gettarono qualche palata di terra sul corpo del poveretto allontanandosi per tornare alla loro brigata ferocemente soddisfatti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 10pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: small;"&gt;Il destino di sangue che colpì il brigadiere Bertoli è il medesimo che colpì il maresciallo dei Carabinieri Barbagallo,&amp;nbsp;&amp;nbsp;ammazzato nella pubblica piazza di Albisola ( Savona)da un partigiano comunista dopo un feroce pestaggio, accusato di essere una spia fascista.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Il brigadiere dei Carabinieri, Carmine Scotti ucciso a Bargagli, nell’entroterra di Genova dalla banda dei vitelli,una banda di ladri che fra le altre cose, facevano affari con la borsa nera di Genova, anche Scotti fu obbligato a scavarsi la fossa dai suoi assassini che peraltro conosceva benissimo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 10pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&amp;nbsp;Bertoli, Barbagallo e Scotti, tre carabinieri coraggiosi e giusti, assassinati dalla stessa genia di criminali,&amp;nbsp;&amp;nbsp;che dovevano vendicarsi di fedeli servitori dello stato oppure volevano&amp;nbsp;&amp;nbsp;coprire la loro immoralità ed i loro crimini compiuti o in via di compimento e questo la dice lunga sulla qualità di tanti soggetti che si fecero scudo della Resistenza per raggiungere un veloce arricchimento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 10pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: small;"&gt;Bertoli, inoltre, fu&amp;nbsp;&amp;nbsp;una delle&amp;nbsp;&amp;nbsp;tante vittime di esecuzioni sommarie, uccise e seppellite nel famigerato bosco di Rezzo, che in seguito divenne sempre di più un grande scannatoio particolarmente dopo il 25 aprile 1945, e soprattutto divenne un gigantesco cimitero .&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 10pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: small;"&gt;Trascorsero alcuni decenni dall’omicidio di Bertoli e un coraggioso avvocato, Gino Sandei del foro di Milano parente dell’ucciso, presenta un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica, nell’aprile del 1985. Nell’esposto l’avvocato indica come presunti assassini due fratelli, partigiani di Oneglia , entrambi militanti di una formazione partigiana comunista, Pippo e Massimo Gismondi, al momento pensionati, uno dei quali decorato con grande sfarzo, da Pertini per meriti militari.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 10pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: small;"&gt;Dopo pochissimo tempo, purtroppo, l’accusa verso i due soggetti, sarà archiviata e non ci saranno conseguenze penali di nessun tipo , che si diranno scandalizzati e indignati per questo “attacco strumentale contro la Resistenza”, qualcuno griderà: “ è una manovra strumentale pilotata dai fascisti per sporcare la Resistenza”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 10pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&amp;nbsp;Il fatto curioso, che fa molto riflettere è che uno dei due ammise effettivamente, di aver “sequestrato” delle coperte per proteggersi dal freddo a un certo Nicola Terrucco ma che in quella occasione rilasciò una “regolare ricevuta. alle persone a cui prese le coperte”, inoltre sulla morte del Bertoli qualcuno rilasciò diverse versioni a volte contrastanti: inizialmente i due ex partigiani&amp;nbsp;&amp;nbsp;dissero che non avevano “mai sparato ad un uomo a sangue freddo”, poi che “avevano saputo della morte del brigadiere solo ora” e le ultime due versioni sono un campionario di ipocrisia: “ Bertoli era un delatore giustiziato dopo un regolare processo” e infine “ che era morto in combattimento con onore contro i fascisti”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 10pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&amp;nbsp;Insomma si tentò di seppellire la verità sotto il solito cumulo di menzogne controverse e incrociate, che i comunisti sono così bravi a creare per proteggere se stessi e i loro interessi. Dopo questa buriana, si svolsero molte riunioni tra i “reducisti ad oltranza della resistenza” e si arrivò anche a minacciare le solite denunce per tutelare il buon nome dello stesso Bertoli (sic), dei partigiani imperiesi e della resistenza. Furono sicuramente dichiarazioni involontariamente comiche.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 10pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri; font-size: small;"&gt;Nonostante l’impegno civile dell’Avvocato Sandei, i due fratelli uscirono indenni dalle accuse perche’ l’omicidio era prescritto e pertanto chi aveva ucciso Umberto Bertoli poté continuare a camminare libero tra la gente ma con la coscienza pesante e le mani lorde di sangue di un innocente ma soprattutto un giusto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 10pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;Roberto Nicolick&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 10pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 10pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 10pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 10pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 10pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br class="Apple-interchange-newline" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/21019054-7522762052950906128?l=nicolickblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolickblog.blogspot.com/feeds/7522762052950906128/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2011/12/luccisione-del-carabiniere-umberto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/7522762052950906128'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/7522762052950906128'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2011/12/luccisione-del-carabiniere-umberto.html' title='L&apos;uccisione del carabiniere Umberto Bertoli'/><author><name>robertonicolickblog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10696820634292186739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/__sovc-LxprE/SKcJsJi1znI/AAAAAAAABxA/HrexKsWky0Q/S220/P8130065.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-21019054.post-7077609507212179011</id><published>2011-12-12T10:32:00.000-08:00</published><updated>2011-12-12T10:44:20.667-08:00</updated><title type='text'>AD ERICA CORTESE IL PREMIO "ISTRIA AMATA"</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class="yiv1303320382MsoPlainText" style="background-color: white; color: #454545; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;AD ERICA CORTESE IL PREMIO “ISTRIA TERRA AMATA”&lt;/div&gt;&lt;div class="yiv1303320382MsoPlainText" style="background-color: white; color: #454545; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="yiv1303320382MsoPlainText" style="background-color: white; color: #454545; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;L’affermazione secondo cui i giovani sarebbero insensibili alla tragedia giuliana e dalmata, pur trovando conferme tanto tristi quanto frequenti, ha le sue brave eccezioni, fra cui vogliamo segnalare quella di Erica Cortese, giovane studentessa del Liceo Scientifico, nipote di Esuli da Pola, che ha voluto dedicare la sua tesi di maturità proprio alle Foibe ed al grande Esodo.&lt;/div&gt;&lt;div class="yiv1303320382MsoPlainText" id="yui_3_2_0_1_1323706567106138" style="background-color: white; color: #454545; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Ne è scaturita una monografia di ottimo valore, quale sintesi obiettiva e documentata di quanto accadde in quegli anni plumbei, che “L’Arena di Pola” ha ritenuto degna di pubblicazione in apposito opuscolo, distribuito agli abbonati e diffuso in occasione di alcune manifestazioni del Ricordo.&lt;/div&gt;&lt;div class="yiv1303320382MsoPlainText" style="background-color: white; color: #454545; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;A riconoscimento della gratitudine e dell’apprezzamento per il suo lavoro, anche il Comune di Pola in Esilio ha voluto dare ad Erica, ora universitaria, un attestato ufficiale: il Premio “Istria Terra Amata” costituito da una bella targa personalizzata che il Sindaco, Prof. Argeo Benco, ha consegnato ad Erica in una commovente cerimonia&amp;nbsp; svoltasi il 4 dicembre a Torino, alla presenza di un folto gruppo di esuli e di amici.&lt;/div&gt;&lt;div class="yiv1303320382MsoPlainText" style="background-color: white; color: #454545; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Il nostro Comitato si unisce ai complimenti di rito, con l’auspicio che l’esempio di Erica venga seguito da altri e che il buon seme del suo generoso impegno possa rapidamente germogliare.&lt;/div&gt;&lt;div class="yiv1303320382MsoPlainText" style="background-color: white; color: #454545; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="yiv1303320382MsoPlainText" style="background-color: white; color: #454545; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 20pt;"&gt;LICEO SCIENTIFICO STATALE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 20pt;"&gt;“L. LANFRANCONI”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 20pt;"&gt;GENOVA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 20pt;"&gt;L’ESODO&amp;nbsp; DIMENTICATO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 18pt;"&gt;“LA GUERRA E’ LA LEZIONEDELLA STORIA CHE I POPOLI NON RICORDANO MAI ABBASTANZA”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 20pt;"&gt;ERICA CORTESE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 20pt;"&gt;CORSO TRADIZIONALE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 20pt;"&gt;CLASSE QUINTA - SEZIONE “I”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 20pt;"&gt;ANNO SCOLASTICO 2009-2010&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Premessa&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Questa ricerca storicaha lo scopo di dimostrare che le foibe sono state certamente una delle causeprioritarie (assieme a tutte le altre persecuzioni, quali annegamenti efucilazioni, e come l’eccidio di Vergarolla del 18 agosto &lt;st1:metricconverter productid="1946 in" w:st="on"&gt;1946 in&lt;/st1:metricconverter&gt; cui l’OZNA fecescoppiare un deposito di bombe in prossimità della spiaggia, causando oltre uncentinaio di Vittime) dell’Esodo: mi sono limitata a riportare testimonianzepubblicate, italiane e slave, che dimostrano che gli infoibati non sonofantasmi inventati dai profughi per giustificare un “esodo sconsiderato”, mache gli incredibili infoibamenti si sono realmente verificati in diverse partidell’Istria. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Tratterò la storiadel calvario e del travaglio della &lt;st1:personname productid="Venezia Giulia" w:st="on"&gt;Venezia Giulia&lt;/st1:personname&gt; durante l’ultima guerra e documenteròle cause che determinarono la fuga&amp;nbsp; diquasi&amp;nbsp; tutta la popolazione italiana: èuna storia di sangue, di morti, di fughe, d’infoibamenti&amp;nbsp; barbari e crudelissimi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;“Giudicate Voi, connazionali e stranieri,uomini di studio e d’azione, d’ogni classe e di ogni partito, se questa nostraterra istriana non sia degna di tutto l’amore che le portiamo, non sia&amp;nbsp; inconfondibile nel carattere della suaciviltà; e pertanto non sia un delitto spartirla, soffocarla, snaturarla”. Questoangoscioso appello di Giani Stuparich è l’eco del dolore di centinaia dimigliaia di profughi che vissero e vivono nel silenzio più amaro e dignitoso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Inoltrarmi in questevicende e nel voler conoscere il motivo dell’abbandono di terre amatissime vuolessere anche la ricerca delle mie radici per capire perché il mio bisnonno haabbandonato lavoro, casa, tombe, amicizie, ricordi per andare verso l’ignotocon la sua numerosa famiglia (dieci persone,&amp;nbsp;tra cui un nipotino di pochi mesi e un suocero di 80 anni).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Desidero conoscere questaterra nella sua posizione geologica e geografica e prima di tutto nella sua storia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; e.c.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;img height="531" src="file:///C:/DOCUME~1/Roberto/IMPOST~1/Temp/msohtml1/01/clip_image002.jpg" v:shapes="_x0000_i1025" width="395" /&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;La penisola istriana nella sua attuale configurazione politicadivisa tra la Slovenia e la Croazia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’Istria, la piùgrande penisola adriatica, è un triangolo rovesciato di &lt;st1:metricconverter productid="4.956 chilometri" w:st="on"&gt;4.956 chilometri&lt;/st1:metricconverter&gt;quadrati. La base di &lt;st1:metricconverter productid="67 chilometri" w:st="on"&gt;67 chilometri&lt;/st1:metricconverter&gt; è attaccata alle radici del&amp;nbsp; Carso triestino. A nord e ad est è difesa dallabianca cerniera delle Alpi Giulie e dalle creste dei monti Tricorno (&lt;st1:metricconverter productid="2863 metri" w:st="on"&gt;2863 metri&lt;/st1:metricconverter&gt;), Nevoso (&lt;st1:metricconverter productid="1796 metri" w:st="on"&gt;1796 metri&lt;/st1:metricconverter&gt;) e Maggiore (1396).Si allunga per &lt;st1:metricconverter productid="48 chilometri" w:st="on"&gt;48 chilometri&lt;/st1:metricconverter&gt;,si restringe fino ad immergere il vertice nel&amp;nbsp;Quarnero. E’ fasciata da una costa di &lt;st1:metricconverter productid="500 chilometri" w:st="on"&gt;500 chilometri&lt;/st1:metricconverter&gt;,frastagliata da porti e da baie sabbiose, circondate da rocce che catturano edifendono il tepore. Il fiordo di Leme ha le pareti strettissime, alte &lt;st1:metricconverter productid="150 metri" w:st="on"&gt;150 metri&lt;/st1:metricconverter&gt; e l’acquaprofonda &lt;st1:metricconverter productid="20 metri" w:st="on"&gt;20 metri&lt;/st1:metricconverter&gt;.Il porto di Pola è lungo cinque chilometri ed è protetto da sette colli. I carghiper il carbone s’insinuano attraverso un canale industriale fino alle minieredell’Arsa. A sentinella delle cittadine costiere, ingioiellate di logge,&amp;nbsp; bifore e&amp;nbsp;campanili veneziani, ci sono molte piccole isole che nelle pinetenascondono ville e monasteri. Dopo Fianona, sotto il mare, sgorgano numerose polled’acqua tiepida a dieci gradi; tra Moschiena e Bersezio, da un fondo marino profondo&lt;st1:metricconverter productid="120 metri" w:st="on"&gt;120 metri&lt;/st1:metricconverter&gt;e largo 60, sgorga un getto violento di acqua calda che attira i bagnanti e ipesci.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I geologi la dividonoin tre settori. L’Istria bianca, così chiamata per le pietre nude e biancastrenella parte settentrionale, è un altopiano di circa &lt;st1:metricconverter productid="500 metri" w:st="on"&gt;500 metri&lt;/st1:metricconverter&gt; sul mare checostituisce il Carso istriano: “un’enorme spugna pietrificata”. L’Istria grigia,per i calcari sciolti nell’era terziaria, occupa la parte centrale: ècostituita da dossi collinosi, solcati da valloni, coperti da una vegetazionebassa e contorta di roveri, querce, lecci, betulle, aceri e faggi. Si estendefino a Pola, “l’antico ager” che la legge agraria “Julia” del 49 d.C. aveva assegnatoai fanti, ai centurioni, ai veterani delle guerre di Augusto. Comprende tuttala valle del Quieto fino a Montona: è la più bella e la più ricca. C’è infinel’Istria rossa, per le terre argillose, che si estende per i centri di Parenzo,Orsera e Fontane: quanto al 60 per cento predomina il pascolo e quanto al 40per cento il seminativo; il turismo vi ha installato villaggi ed alberghi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I geografi hannoscelto la nostra parola “Carso” per indicare un altopiano di petraia corrosa, chesi&amp;nbsp; presenta come tante schiene taglientidi antichi dinosauri pietrificati. Le creste sembrano arabeschi di pietra, trachiazze di sole e di vegetazione spremuta dalle fessure: una terra gialla,rossa, viola di arbusti, di argilla sanguigna. Ogni tanto si ripiega e siriposa in una collina di verde intenso, sprofonda improvvisamente nelle golegibbose delle foibe, che si aprono in caverne tortuose e nere dove i torrentiscrosciano e urlano nel mistero.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Un esempio classico èil Timavo, &lt;st1:personname productid="il fiume" w:st="on"&gt;il fiume&lt;/st1:personname&gt;sacro del Carso, del quale parlano Livio, Strabone, Sempronio Tuditano e lostesso Virgilio. E’ un’ondata di 230 mila metri cubi d’acqua che precipita daun’altezza di &lt;st1:metricconverter productid="670 metri" w:st="on"&gt;670 metri&lt;/st1:metricconverter&gt;dopo un breve percorso di &lt;st1:metricconverter productid="71 chilometri" w:st="on"&gt;71 chilometri&lt;/st1:metricconverter&gt;; l’ondata scende nelle gole sotterranee per &lt;st1:metricconverter productid="37 chilometri" w:st="on"&gt;37 chilometri&lt;/st1:metricconverter&gt; creandogallerie urlanti per esplodere in mare, come dice Virgilio, “con nove boccheche fanno rintronare i monti circostanti”. Pagani e cristiani l’hanno divinizzatocostruendo templi alle sue foci in onore di Ercole, della “Spes Augusta” e diSan Giovanni Battista. Anche i fiumi Risano, Quieto e Arsa corrono insuperficie, precipitano scrosciando negli anfratti, scavano cunicoli, creanolaghi e cupole, infine riappaiono freschi e veloci fra le rocce. Da questomanto argilloso e selvaggio la flora sboccia in un festa originale di coloritenui e fiammeggianti di essenze e di profumi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;st1:personname productid="LA STORIA DELL" w:st="on"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 18pt;"&gt;LA STORIA DELL&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 18pt;"&gt;’ISTRIA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In queste terre,nella prima guerra mondiale italiani e austriaci&amp;nbsp; hanno sparato l’uno contro l’altro con lescarpe nel fango; nell’ultima guerra i soldati si sono inseguiti ed uccisi conrabbia. Almeno dodici mila persone, vive e morte, sono state gettate comerifiuti nelle voragini; centinaia di profughi, braccati dalle mitragliatrici,si sono mimetizzati tra le pietre e i cespugli, molti sono rimasti appesi alfilo spinato. L’alito gelato e violento della bora, l’odio e l’eroismo degliuomini hanno graffiato, inciso storie folgoranti di colori e di tragedie, dipreghiere e di maledizioni. Scrittori come Svevo e Slataper l’hanno celebratocome un altare sacro e maledetto, sotto un velo di sogni e di ricordi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’Istria ha costituitodurante la storia una frontiera difficile e tormentata tra la civiltà latino-venezianae quella slava. La dinamica strutturale della popolazione è stata condizionatada particolari fattori storici, culturali e commerciali che ne hannodeterminato il carattere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Possono essere individuati sei periodiprincipali.&amp;nbsp; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&amp;nbsp;1 - PREISTORIA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il nome Istriaderiva da “Histrum”, un affluente del Danubio che scorre a nord della penisola.I primi abitanti, usciti dalle caverne nell’età del bronzo, costruirono i“castellieri”, costruzioni con pietre a secco con una cinta per la gente e unaper custodire gli animali. Era popolata da Veneti nel nord, da Liburni lungo lacosta, da Istri nel sud. Nel &lt;st1:metricconverter productid="400 a" w:st="on"&gt;400 a&lt;/st1:metricconverter&gt;.C. ebbe luogo una rilevante infiltrazione celtica chesi mescolò con gli Illiri e con i Giapidi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;2 - IMPERO&amp;nbsp; ROMANO (&lt;st1:metricconverter productid="177 a" w:st="on"&gt;177 a&lt;/st1:metricconverter&gt;.C. - 493 d.C.)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Per sei secoli l’Istriavisse nella “Pax Romana”: fondata Aquileia (Forum Julii), i Romani inviarono inIstria 15 mila coloni e fondarono le colonie di Trieste (Tergeste) e di Pola(Pietas Julia, dal nome della figlia di Augusto), i municipi di Parenzo (Parentium),i “Vici” (villaggi) di Fasana (Fasanum), Orsera (Ursaria), &amp;nbsp;Rovigno (Rubinium),&amp;nbsp; Umago (Humagum) e&amp;nbsp; Nesazio &amp;nbsp;(Nesathium); la grande via Flavia collegò Trieste,Pola e Fiume (Tarsatica).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nel &lt;st1:metricconverter productid="27 a" w:st="on"&gt;27 a&lt;/st1:metricconverter&gt;.C. Augusto concesse lorola cittadinanza romana; nello stesso anno il Senato divise l’Italia in undiciRegioni e creò &lt;st1:personname productid="la “Decima Regio" w:st="on"&gt;la “Decima Regio&lt;/st1:personname&gt; Venetia et Histria” che si estendeva dall’Oglioall’Arsa e dalle Alpi al Po. Il “Magister militum” aveva la sua sede a Pola.All’età di Costantino ebbe inizio la costruzione dei “Clausura AlpiumJuliarum”, uno sbarramento per bloccare le invasioni dall’Oriente: “si trattadi un poderoso ed unitario sistema difensivo, steso lungo i rilievi del Carso edelle Alpi Giulie, da Tarsatica (Fiume), sul golfo del Carnaro, fino a raggiungerela valle dell’odierna Carinzia. Articolato in torri di vedetta, castelli,installazioni militari, posti di controllo e lunghi muraglioni, veniva asbarrare la strada diretta da Lubiana ad Aquileia”. La Provincia diedeguerrieri, tribuni, consoli, senatori ed ammiragli, e Roma lasciò le ormenobilissime della sua arte: a Trieste il Colle capitolino, il Foro ed il Teatro;a Brioni terme e ville; a Parenzo il Palazzo Pretorio ed il lapidario; a Polal’Anfiteatro, l’Arco dei Sergi ed il Tempio di Augusto, due teatri, &lt;st1:personname productid="la Porta Gemina" w:st="on"&gt;la Porta Gemina&lt;/st1:personname&gt; e laPorta d’Ercole (il più antico monumento romano del nord Italia, costruito nel &lt;st1:metricconverter productid="40 a" w:st="on"&gt;40 a&lt;/st1:metricconverter&gt;.C.); a Fiume l’ArcoRomano; a Zara il Foro; a Spalato il Palazzo di Diocleziano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;3 - IMPERO&amp;nbsp; D’ORIENTE (553 - 830)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’ondata dei barbari attraversòle Alpi e fece tremare l’Impero Romano; gli istriani si rifugiarono sulle isolee sulla costa, non raggiungibili dai carriaggi. Sorsero così Isola,Capodistria, Pirano, Parenzo, Rovigno, poi gli abitanti costruirono dei pontied infine degli istmi. L’Istria passò sotto Ravenna: Teodorico la sfruttò “comedispensa della città reale” (Cassiodoro, ministro di Teodorico); sorse la Basilicaeufrasiana di Parenzo, splendente di meravigliosi mosaici dell’arte ravennate.Il Cristianesimo, partito da Aquileia, si diffuse attraverso &lt;st1:personname productid="la via Flavia" w:st="on"&gt;la via Flavia&lt;/st1:personname&gt; e fondò lediocesi di Parenzo, Pola, Cittanova, Capodistria e Pedena. Nel 788 l’Istriapassò a Carlo Magno, sotto il quale si instaurò il sistema feudale nelle manidel Duca Giovanni, che soppresse le autonomie comunali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Gli slavi avevanotentato, ma con scarso successo, di insediarsi in Istria nel &lt;st1:metricconverter productid="599 a" w:st="on"&gt;599 a&lt;/st1:metricconverter&gt; seguito degli Avari,nel &lt;st1:metricconverter productid="602 a" w:st="on"&gt;602 a&lt;/st1:metricconverter&gt;seguito dei Longobardi e nel 611 da soli; apparvero poi in piccoli gruppi nei secoliIX e X.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “La lotta per laconquista della regione giuliana si riassunse storicamente tra Romani e Germanie, nell’ultimo secolo anche fra italiani e slavi. Ciò mette in luce uno dei fattifondamentali di questa storia: mai, o quasi, gli slavi del sud, i croati o glisloveni, hanno preso parte direttamente in questo conflitto di sovranità, sinoal 1918. Il regno croato ha potuto soltanto sfiorare la regione giuliana neisecoli &amp;nbsp;X e XI”.&amp;nbsp; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nell’804, su iniziativadel Patriarca di Aquileia, ebbe luogo il “Placito di Risano”, una riunione deirappresentanti di tutte le città istriane, dei Vescovi e dei Giudici. Questiaccusarono i “Missi Dominici” di Carlo Magno e il Duca Giovanni perché nonrispettavano i loro diritti; chiesero così l’allontanamento dei “Paganos Sclavos”,altrimenti avrebbero preferito morire. Il Duca Giovanni, scosso dalle accuse,promise che li avrebbe espulsi: “Nos Eos Ejciamos Foras”. Egli fu allontanato, efurono ripristinati i diritti degli istriani, la magistratura e i tribunalisecondo le tradizioni romano-bizantine, e gli slavi furono confinati in territorimarginali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;4 - REPUBBLICA&amp;nbsp; DI&amp;nbsp;VENEZIA (830 - 1797)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La presenza diVenezia incontrò difficoltà &lt;st1:personname productid="nello spirito" w:st="on"&gt;nello spirito&lt;/st1:personname&gt; d’indipendenza degli istriani, nell’opposizione deiduchi di Baviera (952), dei conti di Corinzia (976), dei Weimar, dei conti diGorizia e dei patriarchi di Aquileia, ma col tempo, sia pure tra vivaci lotte,la presenza di Venezia si affermò su tutta l’Istria, i cui abitanti, sconfitticome nemici, prima diventarono sudditi irrequieti, poi amici, ed infine siintegrarono nella cultura, nell’arte, nelle sventure e nelle vittorie diVenezia. Il Leone di San Marco è stato il simbolo della presenza veneziana: ilprimo apparve nel 1250 su una vecchia torre dell’isola di Veglia; da allora lotroviamo sulle facciate delle chiese, dei palazzi comunali, sulle ported’ingresso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il commercio, l’arte,la lingua e la &lt;st1:personname productid="comune amministrazione" w:st="on"&gt;comune amministrazione&lt;/st1:personname&gt; hanno creato fra le due sponde un pontestraordinariamente ricco di cultura, di civiltà e di religione: l’Istria e laDalmazia hanno dato alla Serenissima dogi, capitani, magistrati ed equipaggi; hannofornito la pietra bianca per le chiese, per i campielli, per Piazza San Marco,per il Palazzo Ducale, per le scalinate dell’&lt;st1:personname productid="ARENA DI POLA" w:st="on"&gt;Arena di Pola&lt;/st1:personname&gt; (una targasull’Arena ricorda il Doge veneziano che ne impedì il completo smantellamentoper ricostruirla a Venezia), per la Cà d’Oro, per molti edifici pubblici, elegname per i cantieri navali, per le vetrerie di Murano e per i focolari. Sonodi pietra istriana le facciate di &lt;st1:personname productid="S. Giorgio" w:st="on"&gt;S. Giorgio&lt;/st1:personname&gt;, del SS. Redentore, di San Francesco della Vigna delPalladio, dei palazzi Pesaro, Rezzonico, delle Procuratie Nuove, la Basilicadella Salute, i ponti, le vere dei pozzi, gli stipiti delle finestre, il Fortedi &lt;st1:personname productid="S. Andrea" w:st="on"&gt;S. Andrea&lt;/st1:personname&gt;del Sanmicheli. Nella prestigiosa architettura veneziana c’è una piccolaIstria: le quattro colonne di marmo di marmo greco che sostengono l’arcotrionfale del presbiterio della Madonna della Salute provengono dal teatroromano di Monte Zaro presso Pola. Alcuni storici affermano che anche le quattrocolonne di alabastro, scolpite con storie sacre, che sostengono il ciborio di &lt;st1:personname productid="S. Marco" w:st="on"&gt;S. Marco&lt;/st1:personname&gt;, sono state tolte allaBasilica della Madonna del Canneto di Pola. Venezia esportò i suoi ordinamenti,le sue scuole, la sua architettura nelle chiese, nei palazzi, nelle logge. Quattordicigalere istriane e dalmate, con propri equipaggi, parteciparono alla battagliadi Lepanto, grande vittoria della Cristianità, nel 1571.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Dal 1347 al 1650 lapeste s’abbatté sull’Istria: la peste nera, untuosa, corrodeva la pelle degliuomini e degli animali, la corteccia degli alberi e i germogli dei fiori.Poiché le guerre contro i turchi e le pestilenze avevano decimato lapopolazione, Venezia importò tra il 1520 e il 1541 migliaia di slavi nellecampagne di Pisino, Rovigno, Parenzo e Pinguente:&amp;nbsp; per invogliare la loro immigrazione, liesonerò per cinque anni da tutti i tributi. Si trattava di gente povera, rozzae violenta, dedita alla pastorizia ed alla coltivazione dei campi. Nel 1625 lapopolazione di tutta l’Istria si era ridotta a 39 mila persone spaurite; unarelazione del Senato veneziano parla di “paese horrido et inculto”. Perripopolarlo Venezia chiamò bosniaci, morlacchi, albanesi che però noncoltivavano la terra, erano mandriani, ladri di buoi e di cavalli, grassatoridi strada, devastatori di selve e di boschi per legname da fuoco.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In Istria l’italianitànon fu importata da un’immigrazione esterna, ma si sviluppò “in loco” sul cepporomano e veneziano come è avvenuto in tutte le regioni italiane: nell’incontrotra due civiltà prevale la più ricca e moderna.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Lo storico austriacoVeiter scrive: “Nei territori adriatico-dalmati gli italiani appartenevano findai tempi remoti a ceti sociali elevati. Il dislivello sociale tra italiani eslavi deriva dall’originario livello culturale, molto più elevato, deiveneziani rispetto agli slavi”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Quando nel 1797 la Repubblicadi Venezia cadde, in Istria e Dalmazia gli stendardi della Serenissima venneronascosti sotto gli altari e si continuò a celebrare la festa di San Marco. Conil trattato di Campoformio, Venezia ed i suoi territori furono cedutiall’Austria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;5 - MONARCHIA AUSTRIACA(1797 - 1918)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Si tratta di undominio di 121 anni, interrotto dal 1806 al 1815 dal Regno napoleonico d’Italia.L’Austria delle fredde nebbie danubiane spalancò con l’Istria una porta verso ilmare caldo del Mediterraneo: i grossi mercanti tedeschi e austriaci, i conti ei baroni costruirono castelli e installarono agenzie d’affari con l’Oriente econ tutta l’Europa: l’Austria adornò Trieste di una sontuosa architettura, lediede il porto franco e nuove banchine trasformandola in un emporio mitteleuropeo(simbolo di questa grandiosità è rimasto il bianco Castello di Miramare). Ilgrande porto di Pola accolse la nuova flotta della “Imperiale Regia Marina”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; A Pola siinstallarono 16 mila marinai e gli ammiragli con le loro famiglie; il cantieremilitare diede lavoro a migliaia di altre famiglie. Fiume, come portocommerciale d’Ungheria, diventò un centro cosmopolita di affari: il benessereed un certo orgoglio si estesero nel mondo degli affari, della marina e dellagente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Sotto, fremeva l’irredentismoitaliano che si espresse in manifestazioni eroiche come quelle di Oberdan,Sauro, Filzi, Rismondo. L’Austria lo teneva sotto controllo con la forca, conl’appoggio alla minoranza slava, con l’investitura di vescovi austriaci e slavia Pola, Trieste e Gorizia, con le visite sfarzose di imperatori, di arciduchi edi principesse in occasione di inaugurazioni di ferrovie, degli impianti diluce elettrica, del varo di navi, di manifestazioni religiose; e con la libertàdi lingua e di costumi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nel 1915, alloscoppio della Grande Guerra, gli austriaci condannarono all’internamento diWagna 22 mila italiani dell’Istria, perché ritenuti politicamente sospetti: eraun campo di dodici baracche di legno, da cui molti prigionieri venivanosmistati negli altri campi sparsi per tutto il Regno. A Wagna esiste una crocein pietra bianca che ricorda 2920&amp;nbsp;istriani: quelli che vi trovarono la morte lontano dalla loro patria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’Austria, perdominare i vari popoli, spesso nemici tra loro, che facevano parte del suo impero,adottò la politica del “divide et impera”. In due lettere del 6 e del 21 luglio1848 l’amministrazione austriaca di Capodistria scriveva a Don A. Pavsler,parroco di Crociata, che “l’imperatore aveva piena fiducia soltanto neglislavi, apprezzava la loro fedeltà e sentiva il prezioso suo dovere di esaudirei desideri degli slavi dell’Istria” (Androvic, “La questione croata”, 1903).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’Austria, nonostantela sua propaganda non fu capace di spegnere lo spirito italiano nemmeno neglioperai dell’arsenale di Pola: non valsero i libri “zeppi di vittorie asburgichee di sconfitte italiane”; l’esaltazione dell’ammiraglio Tegethoff, vincitore aLissa; l’invio nelle scuole dei “ringhiosi ispettori slavi”; il parlare dell’Italiacome sinonimo “di miseria, di sporcizia, di grettezza, di inettitudine &amp;nbsp;a qualunque seria occupazione, mentre l’imperoaustriaco era costituito da gloriosi ammiragli, da una lingua&amp;nbsp; che garantiva una carriera sicura; daingegneri appartenenti ad una razza ritenuta superiore e privilegiata; da unpopolo, destinato da Dio a condurre il mondo sulla giusta strada”. Unimperialismo che, sfruttando tutte le vocali, si sintetizzava nella sigla&amp;nbsp; AEIOU: “Austriae Est Imperare Orbi Universo”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Eppure questapolitica non ha provocato esodi di massa come avverrà sotto Tito. Per gli italiani,però, l’Austria con i suoi gendarmi politici, i suoi colori e la sua cultura danubiana,era pur sempre straniera.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;6 - MONARCHIA&amp;nbsp; ITALIANA (1918 - 1945)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il trattato diVersailles del 28 giugno 1919 assegnò &lt;st1:personname productid="la Venezia Giulia" w:st="on"&gt;la Venezia Giulia&lt;/st1:personname&gt; all’Italia;poi fu completato con quello di Rapallo del 22 novembre 1920 che assegnò all’Italiala città di Zara e le isole di Cherso, Lussino, Lagosta e Pelagosa e da quellodi Roma del 27 gennaio 1924 che le assegnò anche Fiume e cedette Porto Barossalla Jugoslavia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il passaggiodall’Austria all’Italia ebbe ripercussioni profonde sul pianoeconomico-sociale: il porto di Trieste non fu più lo sbocco al mare di unentroterra&amp;nbsp; europeo statualmenteomogeneo, Pola non ebbe più il ruolo di scalo strategico di una grande potenzamilitare, l’agricoltura istriana soffrì subito la concorrenza delle ricche campagnevenete e friulane.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ad applicare i nuoviordinamenti arrivarono i funzionari statali, che la gente avvertiva diversi &lt;st1:personname productid="per cultura" w:st="on"&gt;per cultura&lt;/st1:personname&gt; e tradizione e chiamava“regnicoli”. Con i contadini croati e sloveni, che in genere capiscono ildialetto istro-veneto, ma non la lingua italiana, l’incomunicabilità si tradussein forme di ostilità, tanto più che il nuovo Stato si presentava anche con ilvolto, severo e inflessibile, del fisco. La gente dei campi era abituata alsistema fiscale austriaco, rigido nell’accertamento ma duttile nellariscossione e si trovò a dover affrontare il fisco italiano, molto più rigido.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’Istria è una terrapovera di acqua e ricca di sassi; solo lungo la costa occidentale la terra èmeno avara e i contadini seminano ogni appezzamento di terra sui fianchi dellecolline e destinano i declivi più ripidi al pascolo; il reddito più consistenteviene dal vino e dall’olio. Con le nuove condizioni fiscali le medie e piccoleproprietà non poterono reggere: molte terre andarono all’incanto e passarono inproprietà di alcuni avventurieri politico-finanziari venuti da altre regioni,di commercianti creditori, ma soprattutto degli istituti di credito fondiario.&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nella &lt;st1:personname productid="Venezia Giulia il" w:st="on"&gt;Venezia Giulia il&lt;/st1:personname&gt; Governofascista decise di attuare sin dall’inizio una politica della “mano dura”: nei confrontidegli slavi, definiti allogeni, la parola d’ordine fu subito quella di “assimilazione”.Il Decreto regio che dispone di italianizzare tutta la toponomastica è del 1923e quello relativo all’italianizzazione dei cognomi reca la data del 1928, ma sitratta di atti governativi che sanciscono processi di fatto, avviati da anni.Già dal &lt;st1:metricconverter productid="1919, in" w:st="on"&gt;1919, in&lt;/st1:metricconverter&gt;epoca prefascista, le autorità militari avevano impartito l’ordine di non usarele lingue slovena e croata nei luoghi pubblici.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;La riforma della scuola varata dal ministro Giovanni Gentile (ottobre1923) decreta (art. 17) la cessazione dell’insegnamento in lingua stranieraentro i confini del regno. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’austriaco Veiterscrisse: “In tutto il territorio in questione gli italiani avevano avuto il predominiopolitico ed economico ed avevano dato il tono culturale, non solo sin dai tempidel dominio di Venezia, ma anche dove gli Absburgo dominavano dal primo MedioEvo. E questo predominio rimase intatto sino al &lt;st1:metricconverter productid="1918”" w:st="on"&gt;1918”&lt;/st1:metricconverter&gt;. Infatti nel 1914,sotto l’Austria, c’erano in Istria 50 Comuni, dei quali 13 con amministrazioneslava e 37 con amministrazione italiana. Tra questi ultimi figurano tutti icentri più importanti per numero di abitanti e per attività economiche eculturali, come&amp;nbsp; Trieste, Pola, Fiume,Capodistria, Rovigno, Cherso, Lussino, Albona, Dignano. Nel &lt;st1:metricconverter productid="1914 in" w:st="on"&gt;1914 in&lt;/st1:metricconverter&gt; 118 centri della &lt;st1:personname productid="Venezia Giulia" w:st="on"&gt;Venezia Giulia&lt;/st1:personname&gt; eranostate censite 69 scuole italiane, 26 slave e 15 mistilingui. Durante la guerra1914-1918 ben 2107 giuliani, dei quali 1030 ufficiali, passarono clandestinamentela frontiera e si arruolarono nell’esercito italiano, rischiando &lt;st1:personname productid="la forca. Questo" w:st="on"&gt;la forca. Questo&lt;/st1:personname&gt;spirito d’italianità ha trovato conferma nel glorioso e doloroso primato dei Cadutigiuliani durante l’ultima guerra, nei confronti di tutte le altre Regioniitaliane. &lt;st1:personname productid="la Venezia Giulia" w:st="on"&gt;La Venezia Giulia&lt;/st1:personname&gt; ha avuto 30 Caduti ogni mille abitanti, seguita dalFriuli con 16, ma la media nazionale è di dieci Caduti ogni mille abitanti(Istat).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;* * *&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; JUGOSLAVIA(1943 - 1947)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;PRIMA OCCUPAZIONE&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;: dal 9 settembre al 13 ottobre 1943.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il 6 aprile &lt;st1:metricconverter productid="1941, a" w:st="on"&gt;1941, a&lt;/st1:metricconverter&gt; seguito del colpodi stato di Belgrado e del suo cambiamento di campo, l’Asse dichiara guerraalla Jugoslavia e dopo cinque giorni le truppe italiane entrano a Lubiana edoccupano tutta la Dalmazia: dopo solo 11 giorni la Jugoslavia capitola e chiedel’armistizio. L’Italia&amp;nbsp; istituisce ilRegno di Croazia ed il Governatorato della Dalmazia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’8 settembre 1943 l’Italia,dove il Governo del Maresciallo Badoglio ha sostituito quello di Mussolini,chiede l’armistizio agli Alleati e i partigiani slavi ne approfittano edilagano nella &lt;st1:personname productid="Venezia Giulia" w:st="on"&gt;Venezia Giulia&lt;/st1:personname&gt;: Trieste, Pola e Fiume dopo poche settimane vengonorecuperate dai tedeschi. Questa prima occupazione slava dura 35 giorni, ma poii tedeschi, appoggiati da gruppi italiani della nuova RSI, riprendono il controllodel territorio giuliano. Il 13 ottobre rigettano oltre il vecchio confine gliultimi slavi e costituiscono a Trieste l’“Operations Zone AdriatischesKùstenland” (Zona di operazione del&amp;nbsp;Litorale Adriatico) sotto il comando di un “Oberster Kommissar” (SupremoCommissario).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’Istria era rimastain mano ai partigiani&amp;nbsp; per poco più di unmese, ma in quel periodo si ebbero una serie di processi da parte diimprovvisati tribunali popolari, confische di beni, rappresaglie e sopra tuttouccisioni di massa, con l’eliminazione&amp;nbsp;delle Vittime nelle foibe del sottosuolo carsico o nei pozzi delle cavedi bauxite. Gli eccidi ebbero il carattere di una rappresaglia brutale, ispiratada alcuni croati autoctoni che volevano indirizzare l’insurrezione partigiana sulbinario di una rivincita nazionale e sociale contro l’Italia. L’elenco delle Vittimenon è interamente conosciuto ed il quadro della tragedia istriana delsettembre-ottobre 1943 non è del tutto definito. Nel ricordo di molti istrianiresta una stagione di terrore&amp;nbsp; in cui gliuomini del nuovo potere si aggirano per i paesi armi in pugno, minaccianoepurazioni e vendette e, soprattutto di notte, penetrano nelle case prelevandouomini e donne sulla cui sorte nulla dicono. La politica del potere popolare siabbatte su tutto il gruppo etnico italiano, e tende a colpire specialmente laclasse dirigente di ogni attività, per eliminare coloro che erano stati i puntidi riferimento comune.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il&amp;nbsp; Litorale Adriatico è considerato dai tedeschi,se non altro in via di fatto, come territorio appartenente al Terzo Reich:emanano nuove leggi, tentano di dare un nuovo assetto civile alle zone plurietniche,riaprendo scuole con l’insegnamento in sloveno e croato, inserendo traduttorinegli uffici pubblici, affidando ad ufficiali germanici, che siedono accanto aigiudici ordinari, l’amministrazione della giustizia. Il controllo delterritorio è per loro, naturalmente vitale e la repressione della lottapartigiana è condotta con i metodi più duri.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Nei primi mesi del 1944 i tedeschi fannoaffluire a Trieste un reparto specializzato nell’eliminazione dei corpi deiprigionieri uccisi, che ha fatto esperienza nel campo di sterminio diTreblinka. La vecchia pilatura di riso di Trieste a San Sabba, fino allorautilizzata come centro di smistamento di ebrei e di soldati italiani noncollaborazionisti verso i “lager” allestiti in Austria, Polonia e Germania,viene trasformata in campo di concentramento con l’accensione di un fornocrematorio. La Risiera di San Sabba è l’ultima meta per centinaia di ebreirastrellati in tutta la zona, ma soprattutto il luogo di eliminazione di alcunemigliaia di partigiani italiani, sloveni e croati catturati nei rastrellamenti,o di persone sospettate di far parte del movimento politico clandestino.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;SECONDA OCCUPAZIONE&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;: dal 1 Maggio al 15 Giugno 1945.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Interessa tutta &lt;st1:personname productid="la Venezia Giulia" w:st="on"&gt;la Venezia Giulia&lt;/st1:personname&gt; daGorizia a Zara.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Verso la fine dell’aprile1945 i tedeschi si ritirano, gli slavi occupano tutta l’Istria, comprese le &lt;st1:personname productid="citt￠ di Trieste" w:st="on"&gt;città di Trieste&lt;/st1:personname&gt;,Gorizia, Pola e Fiume; Zara è nelle loro mani già dal 30 ottobre 1944. Questaseconda occupazione dura 45 giorni per i principali centri urbani. Nel periodotra il 12 e il 15 giugno gli jugoslavi, per ordine degli Alleati, abbandonano icentri urbani di Gorizia, di Trieste e di Pola, che passano alle direttedipendenze del Governo Militare Alleato. Tutto il rimanente territoriogiuliano, comprese le città di Fiume e Zara, rimane definitivamente sotto ilcontrollo della Jugoslavia: si ritorna all’orrendo periodo dell’autunno 1943.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Già da allora era iniziatol’esodo degli italiani, a cominciare da quelli che erano stati più in vistadurante il passato regime. Tale esodo continuò negli anni successivi, maraggiunse proporzioni bibliche dopo la firma del trattato di pace del 10 Febbraio1947.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;TERZA&amp;nbsp; E DEFINITIVA OCCUPAZIONE&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;:&amp;nbsp;ha inizio il 15 Settembre 1947.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Con l’entrata invigore del trattato di pace gli Alleati abbandonano la &lt;st1:personname productid="citt￠ di Pola" w:st="on"&gt;città di Pola&lt;/st1:personname&gt;, che vieneoccupata dagli slavi. In attesa della costituzione del Territorio Libero diTrieste, il trattato &amp;nbsp;affida &lt;st1:personname productid="la Zona A" w:st="on"&gt;la Zona A&lt;/st1:personname&gt; (Trieste) all’amministrazionemilitare provvisoria alleata e &lt;st1:personname productid="la Zona B" w:st="on"&gt;la Zona B&lt;/st1:personname&gt; (Pirano, Capodistria, Umago, Buie, Cttanova ) a quella&amp;nbsp;jugoslava.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 18pt;"&gt;LA VIOLENZA SCONVOLGE L’ISTRIA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “Mi hai gettato nellafossa profonda, in caverne tenebrose, in abissi. Fra i morti è il mio giaciglio”(Salmo 88). “Quante volte questo grido di sofferenza si è dovuto levare dalcuore di donne e di uomini dal 1^ settembre 1939 alla fine dell’estate 1945. Maoccorre parlarne? Bisogna far sì che quel tragico evento non cessi di essere unavvertimento. La generazione che l’ha sperimentato e sofferto vive ancora”:Vaticano, 26 agosto 1989 - Papa &lt;st1:personname productid="Giovanni Paolo" w:st="on"&gt;Giovanni Paolo&lt;/st1:personname&gt; II (Lettera Apostolica per il 50° anniversariodell’inizio della seconda guerra mondiale).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Con la tragediagiuliana una parola nuova viene inserita nel dizionario criminale: FOIBA.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il termine “foiba”deriva dal latino “&lt;i&gt;fovea” &lt;/i&gt;e significa fossa, cava, buca. Le foibe sonovoragini rocciose, create dall’erosione violenta di molti corsi d’acqua; raggiungonoi &lt;st1:metricconverter productid="200 metri" w:st="on"&gt;200 metri&lt;/st1:metricconverter&gt;di profondità e si perdono in tanti cunicoli nelle viscere della terra. Lepareti viscide, nere, tormentate da sporgenze e da caverne, terminano su unfondo di melma e detriti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;“Il sottosuolo dei vastialtipiani carsici - scrive il Prof. Battaglia - nasconde un mondo di tenebre.Abissi verticali e cupi cunicoli che si perdono nel silenzio delle profonditàterrestri, caverne immense, tortuose gallerie percorse da fiumane urlanti, saleincantate rivestite da cristalli, antri selvaggi che la fantasia del volgopopolò di paurose leggende”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;img height="329" src="file:///C:/DOCUME~1/Roberto/IMPOST~1/Temp/msohtml1/01/clip_image004.jpg" v:shapes="_x0000_i1026" width="316" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;La tragica imboccatura di una foibaistriana&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’ Ing. Boegan&amp;nbsp; ha registrato in Istria l’esistenza di 1700foibe: ognuna è numerata.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;In principio le foibe&lt;b&gt;&lt;/b&gt;venivano usate quali discariche, in cui era gettato ciò che nonserviva più, come derrate alimentari avariate, carcasse di animali, macerie, ecosì via. Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale furono utilizzateper infoibare (spingere nellefoiba) migliaia di istriani e triestini, ma anche slavi, antifascisti efascisti, colpevoli di opporsi all’espansionismo comunista del MarescialloTito. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nessuno sa quantisiano stati gli infoibati. Stime ricorrenti esprimono valutazioni da un minimodi cinquemila ad un massimo di oltre 20 mila Vittime&lt;b&gt;.&lt;/b&gt; Dopo atrocisevizie, i Martiri venivano condotti nei pressi della foiba, venivano legatiloro i polsi e i piedi con filo di ferro e poi&amp;nbsp;uniti gli uni agli altri sempre tramite fil di ferro. I massacratori sidivertivano a sparare al primo del gruppo che cadeva nella foiba trascinandotutti gli altri. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;img height="179" src="file:///C:/DOCUME~1/Roberto/IMPOST~1/Temp/msohtml1/01/clip_image006.jpg" v:shapes="_x0000_i1027" width="267" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Lacci per legare gli infoibati&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Rino Alessi,&amp;nbsp; ( “Giornale di Trieste”, 7 settembre 1953): “Lavendetta slava ha donato al lessico il verbo “infoibare”, il verbo dellacarneficina senza giudizio, dell’assassinio collettivo, indiscriminato”: è unalotta senza pietà che usa il terrorismo per seminare il panico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Già nel 1941 oltrecento alpini della “Pusteria” cadono prigionieri e vengono infoibati, dopo esserestati scannati ad uno ad uno sul ciglio dell’abisso. Le truppe slave, irritatedall’attacco di quelle italiane che erano arrivate fino a Lubiana, provocatedagli incendi e dalle fucilazioni ad opera dei tedeschi, logorate edincattivite dalla fame, si precipitano sull’Istria con una terribile carica divendetta. Le prime popolazioni che incontrano devono pagare per la dichiarazionedi guerra ordinata da Berlino e da Roma: l’espiazione&amp;nbsp; peserà tutta sui giuliani. Il 16 agosto 1944il “Gorski List” scrive: “Irroreremo queste terre con il nostro sangue, maporteremo i confini all’Isonzo”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Winston Churchill,che è stato il primo a fornire aiuti militari a Tito e che ha fatto paracadutareil figlio Randolph fra i partigiani jugoslavi, il 23 giugno 1945 scrive aStalin: “Grandi crudeltà sono state commesse in quella zona dagli slavi controgli italiani, specialmente a Trieste e a Fiume. Le pretese aggressive del MarescialloTito devono essere stroncate”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il MarescialloAlexander scrive al Presidente Harry Truman il 12 giugno 1945: “il comportamentodei partigiani slavi sia in Austria, sia nella &lt;st1:personname productid="Venezia Giulia" w:st="on"&gt;Venezia Giulia&lt;/st1:personname&gt; fece unacattiva impressione sulle truppe britanniche e americane. I nostri uominifurono costretti ad assistere, senza poter intervenire, ad azioni cheoffendevano il loro senso di giustizia; ed ebbero la sensazione di rendersicomplici”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Lo scrittore Silvio Bertoldi (“1945 - L’annodel Mondo Nuovo”) scrive: “Trieste e l’Istria hanno pagato un prezzo disumano durantel’occupazione tedesca e l’abbandono agli slavi&amp;nbsp;dopo l’8 settembre. L’orrore delle foibe, ove migliaia di connazionalisono stati gettati dai “titini” con un colpo alla nuca (e talvoltaprecipitandoli senza neppure quello), documenta il cumulo di rancori, di odi,di vendette, di rappresaglie su “fascisti” che nella maggior parte dei casierano soltanto italiani, ai quali fare finalmente pagare la colpa della loronazionalità”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;Ilmotorista navale Angelo D’Ambrosio, nella sua relazione del 13 luglio 1945,dice di “aver incontrato, in prossimità di S. Pietro del Carso, una colonnaproveniente da Trieste, composta da circa 180 militari italiani, la maggiorparte Guardie di Finanza, guidate da partigiani di Tito”. Gli stessiprigionieri, a domanda, risposero che ritenevano di essere diretti verso uncampo di concentramento. Nella notte furono intesi degli spari ed il giornodopo il D’Ambrosio con altri italiani, vide il passaggio di sei carri, carichidi cadaveri completamente spogliati. Nei giorni successivi i croati dellabrigata di Tito (compresi gli ufficiali) indossavano divise, calzature&amp;nbsp; e quanto altro era appartenuto ai militari dellaFinanza italiana.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;Ilmondo civile dovrà inorridire, e quando sarà possibile, far luce su tutti gliorrori e i delitti di cui si macchiarono senza giustificato motivo i partigianislavi. ”E’ vero che torturavano. E' vero che fucilavano senza ragione. Ilsupplizio di legare i prigionieri per le braccia ai pali e tenerli così sospesiper delle ore era all’ordine del giorno. Certe volte le grida di dolore deitorturati facevano impazzire noi poveretti che eravamo obbligati ad assistereal supplizio” (Relazione di Antonio Cau,&amp;nbsp;Appuntato della Guardia di Finanza - Maggio 1945 )&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nel maggio del 1945 una missione delC.L.N. di Trieste, capeggiata da Don Marzari si reca a Roma e denuncia leviolenze al Presidente Bonomi, all’Ammiraglio americano Stone, all’Ambasciatoreinglese: “Sono stati operati arresti&amp;nbsp; inmassa di fascisti, ma anche di patrioti italiani che con il fascismo non avevanonulla da spartire...”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;L’Ambasciatore Tarchiani (lettera a Grew del19 maggio 1945) informa che De Gasperi protesta a Washington “contro le deportazionie le fucilazioni a Trieste e a Gorizia e contro il regime di terrore: 4000persone scomparse, 700 sembra siano state fucilate a Trieste. Le truppeanglo-americane finora hanno assistito alle scene passivamente.” &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;IlProf. De Castro, Consigliere politico del Governo italiano presso quelloalleato, che ha esaminato gli archivi diplomatici italiani, offre una serie dinotizie impressionanti: &lt;st1:personname productid="il 2 ottobre" w:st="on"&gt;il 2 ottobre&lt;/st1:personname&gt; 1945 De Gasperi, ministro degli Esteri, invia aParri, Presidente del Consiglio, una lettera nella quale afferma che, secondonotizie avute da un osservatore “altamente qualificato ed estremamente imparziale,l’occupazione di tutta &lt;st1:personname productid="la Venezia Giulia" w:st="on"&gt;la Venezia Giulia&lt;/st1:personname&gt; per quaranta giorni ha avuto un tale caratteredi autentica barbarie, ha instaurato un tale regime di violenza, ha privato lapopolazione così brutalmente dei diritti più elementari, ha dato esempio diferocia disumana e tale prova di incapacità di amministrare quelle terre chenessun uomo di cuore che stima la civiltà può avere animo di costringere dellepopolazioni che non ne vogliono sapere, sotto tale insopportabile giogo. Siavverte che, per quanto riguarda le autorità jugoslave, una nuova relazionedocumentata è già stata fatta pervenire a Londra e a Washington e allaCommissione Alleata da parte di questo Ministero”. Rispondendo ad una richiestadi Washington, De Gasperi il 6 Ottobre 1945 invia un elenco nominativo di 912cittadini italiani deportati dalla zona di Trieste e di 1455 deportati daquella di Gorizia (escluse le zone dell’Istria, di Fiume e di Zara ) e concludeaffermando che “è tuttora in corso una raccolta di numerose altre denunce percui si ritiene che la cifra complessiva risulterà molto superiore a quellasopra segnalata”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; De Castro commenta: “Difficilmente un uomodella serietà di De Gasperi avrebbe inviato ufficialmente a due Governi esteril’elenco dei fatti che potessero venire facilmente smentiti. Infatti già nell’estatedel&amp;nbsp; 1945 si valutano in 10-12 mila lepersone scomparse”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Manlio Cecovini, ex &lt;st1:personname productid="Sindaco di Trieste" w:st="on"&gt;Sindaco di Trieste&lt;/st1:personname&gt; (“Aquarant’anni dall’Esodo”) scrive: “Si verificano massicci prelievi notturni dicittadini inermi, conclusi per la maggior parte nell’orrore della foiba. Larabbia slava si accanì spietatamente. Si seppe di uccisioni di donne gravide,di estirpazione di occhi, di evirazioni. Le torture erano all’ ordine delgiorno, la spaventosa realtà delle foibe era di comune dominio”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Enzo Biagi soggiunge: “Alla furiaselvaggia dei suoi uomini (di Ante Pavelic, che nel 1941 aveva offerto lacorona della Croazia a Vittorio Emanuele III ed il 9 settembre 1943 dichiara laguerra al Regno d’Italia) e alle vendette contro chi è ritenuto responsabile divoler impedire l’unione dell’Istria alla Jugoslavia si devono le tragichefoibe, fosse piene di cadaveri italiani strangolati, massacrati, fucilati acentinaia, che hanno coperto di sangue un’antica Patria e chiuso il conto di unirresponsabile odio razziale”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; G. Miglia, antifascista (“Voce Giuliana” –n. 194 / 1976) testimonia: “La nostra terra era percorsa ogni giorno e ogninotte da vampate di terrore che si propagandavano di strada in strada, di casain casa”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il socialista Raimondo Manzin scrive daPola: “L’armistizio catastrofico dell’8 settembre 1943 dava luogo al caos, allaresa di tutti i presidi di Pola e dell’Istria, alla prima ondata di massacri edi infoibamenti di migliaia di italiani ad opera delle bande sanguinariescatenate dalla propaganda degli emissari jugoslavi calati in Istria e infinealla reazione altrettanto terroristica e feroce dei nazisti”. Poi: “Erano incorso nella prima settimana del maggio 1945 gli arresti e le deportazioni dicentinaia di ex fascisti, ma anche di italiani non fascisti e il ricordo dell’infoibamentoin massa che si era verificato nel settembre 1943 contribuiva a far aumentareil terrore per questi nuovi prelievi di tanta gente”. Ed ancora: “I massacri diitaliani, infoibati o sepolti vivi nelle cave di bauxite ad opera degli slavi,avevano scosso la coscienza morale e ferito profondamente i sentimenti dellepopolazioni istriane”. Infine: “Negli ultimi mesi del 1943 il recupero dialcune centinaia di salme di infoibati desta esecrazioni e reazioni. Percontrobattere gli effetti di quegli eccidi orribili, i nuovi capi dell’organizzazionepolitica e partigiana jugoslava, sopraggiunti in Istria, si preoccuparono didiffondere la notizia che la colpa andava attribuita ad elementi nazionalisticilocali irresponsabili, che nulla aveva a che fare con le formazioni partigianee che pertanto i colpevoli sarebbero stati puniti. Si vedrà poi nel mese dimaggio del 1945, quale valore aveva tale affermazione dal momento che imedesimi eccidi, ma su scala ben più vasta, si ripeteranno ad opera delleformazioni titine”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In sintesi, la maggior parte degliinfoibamenti di italiani ha avuto luogo in due distinti periodi: il primo dal 9Settembre al 13 Ottobre 1943 e cioè subito dopo l’armistizio, quando gran partedell’Istria era caduta in balia dei partigiani slavi; il secondo dopo ilritorno degli slavi e cioè dal 1^ Maggio in poi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;img height="809" src="file:///C:/DOCUME~1/Roberto/IMPOST~1/Temp/msohtml1/01/clip_image008.jpg" v:shapes="_x0000_i1028" width="518" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 18pt;"&gt;&amp;nbsp;Settembre-Ottobre 1943&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;img height="758" src="file:///C:/DOCUME~1/Roberto/IMPOST~1/Temp/msohtml1/01/clip_image010.gif" v:shapes="_x0000_i1029" width="516" /&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: right; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 18pt;"&gt;Maggio-Giugno 1945&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: right; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Notizie di infoibamenti e del recupero disalme, con particolari sconcertanti e con lunghi elenchi delle Vittime, sitrovano in un documento eccezionale valore di 126 pagine e di 42 illustrazionifotografiche. Esso riporta i verbali resi negli anni 1943-1945 alle autorità italianee firmate da testimoni oculari: si &amp;nbsp;tratta quindi di testimonianze contemporanee eresponsabili, non falsate da successivi ripensamenti. Il documento è statopubblicato in italiano ed in inglese dal Governo italiano in edizioneriservata, col titolo: “Comportamento delle Forze jugoslave di occupazione neiriguardi degli italiani della &lt;st1:personname productid="Venezia Giulia" w:st="on"&gt;Venezia Giulia&lt;/st1:personname&gt; e in Dalmazia”. Il documento è stato presentato dal Governoitaliano a Londra e a Parigi nel 1946 e 1947.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’antifascista G. Holzer scrive nel maggio1946 (“Fasti e nefasti della quarantena titina a Trieste”): “Gli arresti inmassa ebbero inizio subito, il 1^ maggio. Parecchie migliaia di giuliani, moltidei quali ex combattenti della libertà, vennero prelevati unicamente perchécontrari al colpo di mano titino. Questi disgraziati furono in parte infoibatied i rimanenti inviati in campi di concentramento in Jugoslavia. Sino al 15giugno 1945 il campo di San Pietro del Carso raccoglieva circa 14 milainternati. La prima operazione era quella di depredare le Vittime. Quindi, legateloro le mani dietro la schiena con il filo di ferro, le obbligavano a suon dilegnate ad incamminarsi verso il loro tragico destino, dove la morte era l’unicaconsolatrice”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il 20 ottobre l949 il deputato gorizianoOn. Silvano Baresi dichiarava alla Camera: “Il maggio 1945 portò la morte nella&lt;st1:personname productid="Venezia Giulia." w:st="on"&gt;Venezia Giulia.&lt;/st1:personname&gt;Solo a Trieste, a Pola e a Gorizia, nei quarantacinque giorni di occupazionetitina, circa cinquemila persone furono prelevate. Nelle terre rimaste sotto ildominio slavo non si conosce, purtroppo, il numero delle Vittime. Io vi chiedoquanti di voi conoscono la tragedia che ha sconvolto questa regione e che haportato la maggior parte della popolazione ad abbandonare la propria terra.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: center; text-autospace: none;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 18pt;"&gt;LE FOIBE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Le Foibe di Basovizza e di Monrupino sonole due più grandi fosse comuni esistenti in Italia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="mso-layout-grid-align: none; mso-pagination: none; text-align: justify; text-autospace: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 36.0pt; mso-list: l3 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 14pt;"&gt;·&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;LA&amp;nbsp; FOIBA&amp;nbsp;DI&amp;nbsp; BASOVIZZA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;img height="254" src="file:///C:/DOCUME~1/Roberto/IMPOST~1/Temp/msohtml1/01/clip_image011.gif" v:shapes="_x0000_i1030" width="355" /&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La Foiba di Basovizzasi trova sul Carso a nove km da Trieste, entro l’attuale confine italiano. Sitratta di un pozzo di miniera scavato nel 1905 fino ad una profondità di &lt;st1:metricconverter productid="256 metri" w:st="on"&gt;256 metri&lt;/st1:metricconverter&gt;. Gli speleologiavevano assicurato che nel sottosuolo c’erano degli strati di carbone, ma nonavendolo trovato a quella profondità, proseguirono con una galleria di 700metri: il risultato fu ancora negativo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nel 1939 alcunispeleologi si calarono dentro per ricuperare i corpi di due suicidi e constataronoche il fondo del pozzo si era elevato a &lt;st1:metricconverter productid="226 metri" w:st="on"&gt;226 metri&lt;/st1:metricconverter&gt; a causa dellestrutture di legno della cava e di residuati bellici della prima guerramondiale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Dal 1^ maggio al 15giugno 1945 (periodo dell’occupazione titina) sono stati gettati in questa voraginecirca 2500 Martiri tra civili, carabinieri, finanzieri e militari italiani,tedeschi e persino neozelandesi. Le Vittime sono state portate sul posto concamion, spogliate, legate a catena, sono state mitragliate sull’orlo dellaFoiba e precipitate. Nel 1945, con l’amministrazione alleata, alcuni speleologihanno rilevato che la base di &lt;st1:metricconverter productid="226 metri" w:st="on"&gt;226 metri&lt;/st1:metricconverter&gt; era salita a 198, per complessivi &lt;st1:metricconverter productid="500 metri cubi" w:st="on"&gt;&lt;st1:metricconverter productid="500 metri" w:st="on"&gt;500 metri&lt;/st1:metricconverter&gt; cubi&lt;/st1:metricconverter&gt;, perchévi erano stati&amp;nbsp; gettati dentro i corpi,alcuni ancora vivi, dei condannati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Queste notizietrovano conferma nella relazione della Commissione d’inchiesta del GovernoAlleato che nel 1946 effettuò vari sopraluoghi: “In località Basovizza esisteun pozzo artificiale della profondità di circa &lt;st1:metricconverter productid="256 metri" w:st="on"&gt;256 metri&lt;/st1:metricconverter&gt; per otto dilunghezza e quattro di larghezza, denominato pozzo della miniera. Questavoragine venne particolarmente usata nel maggio 1945. Testimoni oculaririferiscono che gruppi di 100-200 e una volta di 500 persone vennero fatteprecipitare nel pozzo. Tra le Vittime risultano tantissime donne e anchebambini”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La Commissione, dopole prime ricerche, venne alla determinazione che occorreva fare un lavoro beneorganizzato per il recupero delle salme. Infatti, in breve tempo, furono tiratefuori centinaia di salme. Nella Foiba erano state gettate nel 1945 anche unasessantina di salme di soldati tedeschi e di 23 soldati neozelandesi dellaSeconda Divisione Neozelandese dell’VIII Armata Britannica. “Era ilrisentimento dei partigiani titini contro gli Alleati anglo-americani che li avevanocostretti ad abbandonare Trieste”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il recupero dellesalme è stato tentato dagli inglesi, ma fu abbandonato per&amp;nbsp; ragioni tecniche. Il 21 agosto 1948 alcunispeleologi triestini si sono calati sul fondo, ma hanno constatato che l’ariaera irrespirabile per la decomposizione dei cadaveri e che non era possibileoperare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Nell’ottobre 1957 una guida tedesca, membro diuna Commissione del Governo di Bonn, ha constatato che il livello del fondo siera elevato fino a &lt;st1:metricconverter productid="135 metri" w:st="on"&gt;135 metri&lt;/st1:metricconverter&gt;. Questa ultima variazione è dovuta allo scaricodei residuati dell’ultima guerra.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nella motivazionedella Medaglia d’oro concessa alla &lt;st1:personname productid="citt￠ di Trieste" w:st="on"&gt;città di Trieste&lt;/st1:personname&gt; si dice, tra l’altro: “Sottoposta adurissima occupazione straniera subiva con fierezza il martirio delle stragi edelle foibe”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nel 1959 il ministrodella Difesa Giulio Andreotti&amp;nbsp; dispose lacopertura della Foiba con una pietra tombale con la seguente epigrafe dettatadall’Arcivescovo Antonio Santin: “Onore e cristiana pietà a coloro che qui sonoCaduti: Il loro sacrificio ricordi agli uomini la via della giustizia e dell’amore sulla quale fiorisce la vera pace”. A fianco è stato eretto un cippo,offerto dalla &lt;st1:personname productid="Cava Romana di" w:st="on"&gt;Cava Romana di&lt;/st1:personname&gt; Aurisina, che riporta la sezione interna della Foiba.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;img height="334" src="file:///C:/DOCUME~1/Roberto/IMPOST~1/Temp/msohtml1/01/clip_image013.jpg" v:shapes="_x0000_i1031" width="231" /&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=21019054" name="foiba"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;img height="327" src="file:///C:/DOCUME~1/Roberto/IMPOST~1/Temp/msohtml1/01/clip_image014.jpg" v:shapes="_x0000_i1032" width="357" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il 22 ottobre 1980 ilMinistero per i Beni Culturali e Ambientali ha emesso il seguente decreto: “Ritenutoche l’immobile Foiba di Basovizza, sito in provincia di Trieste, Frazione diBasovizza, proprietà del &lt;st1:personname productid="Comune di Trieste" w:st="on"&gt;Comune di Trieste&lt;/st1:personname&gt;, ha interesse particolarmente importante perchétestimonianza di tragiche vicende accadute alla fine del secondo conflittomondiale, divenuta fossa comune di un numero rilevante di Vittime inmaggioranza italiani, uccisi e ivi fatti precipitare. Una zona larga &lt;st1:metricconverter productid="20 metri" w:st="on"&gt;20 metri&lt;/st1:metricconverter&gt; intorno allaenorme pietra tombale che ricopre oggi la Foiba di Bosovizza è da considerarsiparte integrante della stessa. Visto l’articolo 2 della legge del 1 giugno 1939n. 1089 decreta l’immobile Foiba di Basovizza d’interesse particolarmente importantee viene sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nella leggestessa”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 36.0pt; mso-list: l3 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 14pt;"&gt;·&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;LA FOIBADI MONRUPINO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;img height="311" src="file:///C:/DOCUME~1/Roberto/IMPOST~1/Temp/msohtml1/01/clip_image016.jpg" v:shapes="_x0000_i1033" width="243" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;img height="253" src="file:///C:/DOCUME~1/Roberto/IMPOST~1/Temp/msohtml1/01/clip_image018.jpg" v:shapes="_x0000_i1034" width="343" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La Foiba di Monrupinosi trova in territorio italiano, a &lt;st1:metricconverter productid="11 km" w:st="on"&gt;11 km&lt;/st1:metricconverter&gt; da Trieste a ridosso della scarpataferroviaria, si apre in una dolina e con i suoi &lt;st1:metricconverter productid="175 metri" w:st="on"&gt;175 metri&lt;/st1:metricconverter&gt; è uno degli abissipiù profondi del Carso. L’orifizio misura dieci metri per 15 e raccoglie leacque di un vasto impluvio; a &lt;st1:metricconverter productid="60 metri" w:st="on"&gt;60 metri&lt;/st1:metricconverter&gt; di profondità c’è un ripiano lungo dieci metri elargo due, poi il baratro continua per una profondità di &lt;st1:metricconverter productid="115 metri" w:st="on"&gt;115 metri&lt;/st1:metricconverter&gt; con una sezionequasi quadrata tra i sei ed i cinque metri. Il fondo misura sette metriquadrati. Le pareti viscide e nere sono di pietre sconnesse e friabili.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nel 1945 la Foibaaveva ingoiato circa 2000 Vittime tra civili e militari italiani e della Wehrmacht.I contadini raccontano di aver visto per varie sere il via vai dei camion, di averudito le urla dei condannati e il crepitio delle armi che durava a lungo nellanotte. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il recupero dellesalme non è stato neanche tentato data la tortuosità, la friabilità delle paretie la grande profondità. Nel 1959 il Commissariato per le Onoranze ai Caduti delMinistero della Difesa ha chiuso la Foiba con una grande pietra tombale. Ildecreto del 22 ottobre 1980, analogo a quello emesso per Basovizza, hadichiarato di interesse “particolarmente importante” la Foiba; inoltre, unazona larga &lt;st1:metricconverter productid="10 metri" w:st="on"&gt;10 metri&lt;/st1:metricconverter&gt;intorno alla pietra tombale e il viale d’accesso sono da considerarsi partiintegrali della Foiba stessa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 36.0pt; mso-list: l3 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 14pt;"&gt;·&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;LE&amp;nbsp; ALTRE&amp;nbsp;FOIBE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;FOIBA DI VINES&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;: ha una profondità di &lt;st1:metricconverter productid="146 metri" w:st="on"&gt;146 metri&lt;/st1:metricconverter&gt;. Le prime notizie certe degliinfoibamenti giungono da Albona il 12 settembre 1943 quando “il territorio diAlbona assistette a soppressioni violente e a crudeli infoibamenti. &lt;st1:personname productid="La sola Foiba" w:st="on"&gt;La sola Foiba&lt;/st1:personname&gt; di Vinesaccolse un centinaio di Vittime” (Sergio Cella). Scrive Bruno Coceani: “ &lt;st1:personname productid="La prima Foiba" w:st="on"&gt;La prima Foiba&lt;/st1:personname&gt;, ricolmadi cadaveri, fu scoperta per caso da un ragazzo che cercava, perlustrando lecave di bauxite, suo padre che era stato arrestato dagli slavi ad Arsa. E’ la Foibadi Vines ed è il 6 ottobre &lt;st1:metricconverter productid="1943”" w:st="on"&gt;1943”&lt;/st1:metricconverter&gt;;da questa foiba vengono recuperate 115 salme. Molte erano accoppiate mediantelegatura con filo di ferro, ai due avambracci. Soltanto uno presentava segni dicolpi d’arma da fuoco, ciò fa supporre che il colpito abbia trascinatonell’abisso il compagno ancora vivo. “Nel maggio 1945 (rapporto del CLN) inquesta Foiba, sul cui fondo scorre dell’acqua, gli assassinati dopo esserestati torturati, furono precipitati con una pietra legata con un filo di ferroalle mani. Furono poi lanciate delle bombe a mano all’interno”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;FOIBA DI SCADAICINA&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt; sulla strada per Fiume: gli abitanti del luogo hanno recuperatoqualche salma.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;FOIBA DI PODUBBO&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;: ha una profondità di &lt;st1:metricconverter productid="190 metri" w:st="on"&gt;190 metri&lt;/st1:metricconverter&gt;, a imbuto, molto stretta consporgenze aguzze e friabili. Gli esumatori constatano la presenza delle salme,ma non fu possibile il recupero.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;CAVA DI BAUXITE DI GALLIGNANA&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;: è profonda dieci metri: vengonorecuperate 44 salme di Vittime massacrate nella prima quindicina del settembre 1943.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;CAVA DI BAUXITE DI LINDARO&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;: vengono esumate 31 salme di Vittime, massacrate il 19settembre 1943; tra le salme anche quella di un Sacerdote.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;FOIBA DI TERLI&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;: il 1^ novembre 1943 il maresciallo di Vigili del Fuoco diPola, Harzarich, aiutato da altri tre vigili, procede al recupero delle salme;sono presenti alcuni familiari delle Vittime. La Foiba è una voragineirregolare, tortuosa e con spuntoni di roccia; ci sono 55 salme che vengonotrasportate a gruppi di tre-quattro, con un argano installato sull’imboccatura.Le salme sono devastate dalla caduta e dalla decomposizione: i parenti riconoscono25 loro familiari. Un padre riconosce le tre figlie di&amp;nbsp; 17-19-21 anni dai loro vestiti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;FOIBA DI DRENCHIA&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;: il Prof. De Castro parla di 52 cadaveri di donne, ragazzi epartigiani della “ Osoppo”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;ABISSO DI SEMICH&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;: Mons. L. Parentin racconta (“Voce Giuliana” - n. 299 del 16dicembre1980): “Un’ispezione del 1944 accertò che partigiani di Tito nelsettembre precedente avevano precipitato nell’abisso di Semich, profondo &lt;st1:metricconverter productid="190 metri" w:st="on"&gt;190 metri&lt;/st1:metricconverter&gt;, un centinaiodi sventurati: soldati italiani e civili, uomini e donne, quasi tutti prima seviziatie precipitati vivi. Impossibile sapere il numero di quelli che vi furonogettati a guerra finita, durante l’orrendo 1945 e dopo. Questa è stata una delletante foibe carsiche trovate adatte, con approvazione dei superiori, daicosiddetti tribunali popolari, per consumare le loro nefandezze. Il famigeratotribunale di Pisino fu un esecutore spietato. Conosciamo i nomi dei suoicomponenti, dei fiancheggiatori e di parecchi delatori. La Foiba ingoiòindistintamente chiunque avesse sentimenti italiani, avesse sostenuto cariche,o fosse semplicemente oggetto di sospetti e di rancori. Per giorni e giorni lagente aveva sentito urla strazianti provenire dall’abisso, le grida dei rimastiin vita, sia perché trattenuti dagli spuntoni di roccia, sia perché resi follidalla disperazione. Prolungavano l’atroce agonia col sollievo dell’acquastillante. Il prato conservò per mesi le impronte degli autocarri arrivati qua,grevi del loro carico umano, imbarcato senza ritorno”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;FOIBA BERTARELLI&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;: “Gli abitanti del luogo vedevano ogni sera passare colonne diprigionieri, ma non ne vedevano mai il ritorno”. (G. Botteri) “Il numero delle Vittimeprecipitate in questa voragine ascende a migliaia”. (G. Holzer&amp;nbsp; 1946)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;FOIBA DI CASSEROVA&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt; sulla strada &lt;st1:personname productid="per Fiume" w:st="on"&gt;per Fiume&lt;/st1:personname&gt;: “Vi sono stati precipitati tedeschi, uomini e donneitaliani, sloveni, molti ancora vivi. Poi, dopo avere gettato benzina e bombe amano, l’imboccatura è stata fatta saltare”. (G. Botteri in un rapporto del CLN)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;FOIBA DI VILLA ORIZI&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;: è profonda &lt;st1:metricconverter productid="90 metri" w:st="on"&gt;90 metri&lt;/st1:metricconverter&gt;. La gente del circondario racconta che nel maggio1945 vi furono trasportate circa 200 persone. Uomini e donne, dopo aver subitocrudeli sevizie, vennero scaraventati nella vicina voragine; parecchi, persfuggire alle torture, si gettarono spontaneamente nel precipizio. Nella zonadi Santa Caterina (Pisino) fu vista nel maggio 1945 partire verso il suppliziouna lunga fila di gente, legata con filo di ferro. Gli agenti erano armati dimitra e le Vittime, consapevoli della loro sorte, recitavano in coro e initaliano, il Padre Nostro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;FOIBA DI CERNOVIZZA&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt; (Pisino): le Vittime vennero gettate in massa nella foiba: pareche i cadaveri ascendano a qualche centinaio. Nel settembre 1945 l’entrata fufatta franare con le mine allo scopo di far sparire le tracce del massacro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;MINIERE DI CARBONE DI VAL PEDENA&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt; (Pisino): presso la chiesetta di SanBartolo c’è una voragine profonda &lt;st1:metricconverter productid="100 metri" w:st="on"&gt;100 metri&lt;/st1:metricconverter&gt;. Testimoni oculari attestano lesevizie e l’infoibamento di oltre un centinaio di persone. Era fatto obbligoalla popolazione di rimanere in casa e di non affacciarsi alle finestre: legrida di quei disgraziati venivano udite a notevole distanza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;FOIBA DEI COLOMBI&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt; “Quasi ogni notte un’autocorriera si reca alle carceri. Si diceai prigionieri che si tratta di un trasferimento. Poi giunti sul luogo delsupplizio, con le mani legate dietro la schiena, vengono precipitati nell’abisso,talvolta con la grazia di un colpo di pistola alla nuca. Uno scaglione diprigionieri venne condotto verso Porto Remaz e lì, uniti a catena con il filodi ferro ed assicurati a grosse pietre, precipitati in mare.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;FOIBA DI VILLA SURANI&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;: “Il Piccolo” del 15 ottobre 1943 informa che dalla voragine diSurani vengono estratte le salme di 26 italiani che erano stati massacrati lanotte del 4 ottobre. Le Vittime hanno le mani saldamente legate con filo spinato;molti hanno colpi di baionetta in più parti del corpo. L’11 e il 12 novembrel943 vengono recuperate altre 126 salme.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;* * *&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; E’ tragicamente emblematicoil sacrificio di Norma Cossetto, laureanda in lettere e filosofia pressol’Università di Padova. In quel periodo girava in bicicletta per i Comuni dell’Istriaallo scopo di preparare il materiale per la sua tesi di laurea, che aveva pertitolo “ L’Istria Rossa” (terra rossa di bauxite).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il 25 Settembre 1943un gruppo di partigiani irruppe in casa Cossetto razziando ogni cosa. Il giornosuccessivo prelevarono Norma che venne condotta nella caserma dei carabinieridi Visinada dove i capi banda la tormentarono promettendole libertà e mansionidirettive, se avesse collaborato con loro. Al netto rifiuto, la rinchiuseronell’ex caserma della Finanza a Parenzo con altri parenti, conoscenti e amici.Dopo una sosta di un paio di giorni, vennero trasferiti nella scuola diAntignana, dove Norma iniziò il suo martirio: fissata a un tavolo con alcunecorde, è stata violentata da diciassette aguzzini, ubriachi ed esaltati equindi gettata nuda nella foiba di Surani, poco distante, sulla catasta deglialtri cadaveri. Suo padre era conosciuto e stimato per aver dedicato la suavita allo sviluppo di quei paesi. In quei giorni si trovava a Trieste einformato dell’arresto della figlia, ma ignorandone la fine, si precipitò a S.Domenica con un parente. All’ingresso del paese i partigiani lo rassicuraronoche gli avrebbero consegnata la figlia, ma verso sera li trascinarono in unagguato e li uccisero. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il 13 Ottobre &lt;st1:metricconverter productid="1943 a" w:st="on"&gt;1943 a&lt;/st1:metricconverter&gt; S. Domenicaritornarono i tedeschi i quali, su richiesta di Licia, sorella di Norma,catturarono alcuni partigiani che raccontarono la sua tragica fine e quella disuo padre. Il 10 Dicembre 1943 i vigili del fuoco di Pola recuperarono la suasalma: era caduta supina, con le braccia legate con il filo di ferro, aveva iseni pugnalati ed altre parti del corpo sfregiate.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La salma di Norma fucomposta nella cappella del cimitero di Castellier. Dei suoi 17 torturatori, seifurono arrestati e costretti a passare l’ultima notte della loro vita nellacappella per vegliare &lt;st1:personname productid="la loro Vittima. Veglia" w:st="on"&gt;la loro Vittima. Veglia&lt;/st1:personname&gt; funebre di terrore alla lucetremolante di due ceri, nel fetore acre della decomposizione di quel corpo cheessi avevano seviziato, nell’attesa angosciosa della morte certa. Soli con &lt;st1:personname productid="la loro Vittima" w:st="on"&gt;la loro Vittima&lt;/st1:personname&gt;, forsecon il peso enorme dei loro rimorsi, tre impazzirono e all’alba caddero con glialtri, fucilati a colpi di mitra.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’orribile sacrificiodi&amp;nbsp; Norma provocò una profonda indignazione:l’unica sua colpa era di essere italiana. Per lei c’è stato un riconoscimentomolto autorevole: su proposta del Prof. Concetto Marchesi, che l’aveva guidatanei suoi studi, l’Università di Padova nel 1949 le concesse la laurea “honoriscausa”. A coloro che obiettavano come la Cossetto non fosse stata una partigiana,Marchesi rispose che essa&amp;nbsp; meritava iltitolo più di ogni altro perché era morta per l’italianità dell’Istria. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;* * *&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nelle foibe diOpicina, di Campagna e di Corgnale vennero infoibate circa 200 persone, traqueste una donna e un bambino, rei di essere moglie e figlio di un carabiniere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Altre foibeegualmente importanti, ma meno conosciute sono: Pozzo di Luppogliano; Foiba diTreghelizza Castellier; Foiba di Pucicchi; Foiba di Cregli; Foiba di Umago;Foiba di Canizza; Abisso di Semez; Foiba di Vescovado; Foiba di Gropada; Foibadi Villa Cecchi; Cava di Baxite a Villa Catturi; Foiba di Rozzo; Foibe di Saini,di Pogliacchi, di Nancovigi, di Picich; Brestovizza; Foiba di Podgomilla; Foibadi Gimino; Foiba di Gallignana; Foiba di Gramschi; Foiba del Risano; Foiba diRaspo; Foiba di Obrovo (Fiume); Foiba di Trebiciano; Foiba di Rupinpiccolo;Grotta del cane; Fous di Salanceta; Grotta N. 242 di Ternovizza; Foiba diProsecco; Foiba N. 149 di Farnetti; Foiba di Focovizza; Foiba N. 294 Janka Oslinka.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Non siamo in una Foiba,ma nel mare di Zara o di altre città e paesi della costa istriana: molte Vittimeinnocenti sono state precipitate in mare con una pietra al collo. La morte,infatti, si è presentata nella &lt;st1:personname productid="Venezia Giulia" w:st="on"&gt;Venezia Giulia&lt;/st1:personname&gt; e in Dalmazia nelle versioni piùdolorose. Oltre all’infoibamento e all’annegamento, ci sono state le lapidazioni,le impiccagioni, gli strangolamenti e le fucilazioni. L’Istria dal settembre1943 e ancor più dal maggio 1945 (salvo nei pochi casi in cui le foibe sitrovano in territorio italiano) è rimasta un cimitero senza croci.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I padri, le madri ele vedove, delle Vittime sono ormai morti; sono rimasti gli orfani e i figlidei figli che non si sono mai rassegnati al silenzio e all’indifferenza echiedono che giustizia sia fatta prima che il tempo e l’oblio ottenebrino lamemoria. “L’&lt;st1:personname productid="ARENA DI POLA" w:st="on"&gt;Arena di Pola&lt;/st1:personname&gt;”,Organo del Libero &lt;st1:personname productid="Comune di Pola" w:st="on"&gt;Comune di Pola&lt;/st1:personname&gt; in Esilio, che tiene i contatti con gli Esuli inItalia e nel mondo, nel settembre &lt;st1:metricconverter productid="2009 ha" w:st="on"&gt;2009 ha&lt;/st1:metricconverter&gt; proposto questo titolo: SULLE FOIBE ILTEMPO SI E’ FERMATO. Si legge tra l’altro: “Intitolare strade, piazze, parchid’Italia o innalzare monumenti ai Martiri delle foibe non è sufficiente. E’tempo che il mondo sappia dove e come sono stati compiuti quegli eccidi, peroltre sessant’anni tenuti nascosti, quasi fossero una vergogna per la nostraciviltà”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Lo stesso giornale ciricorda la petizione riguardante le foibe, inviata dal Libero &lt;st1:personname productid="Comune di Pola" w:st="on"&gt;Comune di Pola&lt;/st1:personname&gt; in Esilioal Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e alSottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel maggio 2009.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Dalle risposte sembraemergere la volontà di conoscere esaurientemente, da integrare con quella &amp;nbsp;di recarsi sull’orlo dell’abisso, erigere unalapide, inginocchiarsi e chiedere perdono ai Morti sacrificati, affinché illoro olocausto non rimanga nell’oscurità e nel silenzio per sempre.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Quando si parla dellefoibe non bisogna soffermarsi solo sul fenomeno specifico, ma occorre trattareanche le deportazioni e gli internamenti nei “Lager” jugoslavi. Il piano diTito per l’annessione della &lt;st1:personname productid="Venezia Giulia" w:st="on"&gt;Venezia Giulia&lt;/st1:personname&gt;, dell’Istria e della Dalmazia prevedeva oltre alleeliminazioni di massa (pulizia etnica), anche i campi di prigionia e lepressioni sulla comunità italiana per costringerla all’abbandono della suaterra (epurazione). Oltre agli infoibati, agli annegati, ai fucilati, moltiitaliani persero la loro vita nei campi titini di Borovnica, Skofja Loka,Osseh, Stara Gradiska, Siska, Goli Otok&amp;nbsp; (IsolaCalva): pochi conoscono il significato di questi nomi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Dachau e Buchenvald sono certamente più noti,eppure sono la stessa cosa: la sola differenza è che i primi erano inJugoslavia e che gli internati erano migliaia di italiani, deportati dalla &lt;st1:personname productid="Venezia Giulia" w:st="on"&gt;Venezia Giulia&lt;/st1:personname&gt; alla finedel secondo conflitto mondiale ed anche successivamente, a guerra finita,durante l’occupazione titina.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 18pt;"&gt;L’ESPIAZIONE &amp;nbsp;ITALIANA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La guerra del1939/1945 ha causato oltre 50 milioni di morti, tra militari e civili. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;La Jugoslavia, secondo il Generale Dedijer, ha avuto 305 milamilitari e un milione 395 mila civili uccisi. Chi è il maggior colpevole? Gli storicijugoslavi indicano nell’aggressione dell’Asse la causa principale: un’occupazionepesante di 700 mila soldati tedeschi, dall’aprile 1941 all’aprile 1945. Quattroanni di guerra implacabile, terrestre ed aerea, rappresaglie durissime.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Lo stesso Dedijer(“Josip Broz - Tito”, Belgrado 1952) scrive: “la Jugoslavia era ridotta inpezzi, ma Hitler non si fermò soltanto qui. Da una parte spinse il CroatoPavelic a dare inizio a stermini in massa dei serbi in Croazia. Così cominciòuna delle stragi più orrende della seconda guerra mondiale. Interi villaggivennero portati davanti a grandi foibe e qui uomini, donne e bambini, venivanoscannati e gettati dentro l’abisso. Dall’altra parte Hitler incitava i Quislingdella Serbia ad effettuare stragi di mussulmani e di croati in Bosnia”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Una seconda causa vaindividuata nella lotta fra le stesse formazioni partigiane jugoslave. Losloveno Bogdan Novak ha scritto: “i comunisti, applicando il motto ‘chi non ècon noi è contro di noi’, dichiararono&amp;nbsp;che ogni avversario politico era fascista o filofascista. Moltioppositori, che non avevano mai collaborato con i tedeschi, furono arrestati esparirono. Decine di migliaia di uomini furono trucidati senza processo” (inspecie i cetnici, i domobranci, i belagardisti, gli stessi cosacchi, enaturalmente gli ustascia: tutti anticomunisti, anche se spesso nemici fra di loro).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Anche l’esercito russo che combatté in Jugoslavia contro itedeschi causò danni e morti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Resta l’ultima causa:la dichiarazione di guerra dell’Italia del 6 Aprile 1941 e la corresponsabilitàcon i tedeschi fino all’8 settembre 1943. Tito non era stato preavvisatodell’imminente resa dell’Italia, ma le sue unità agirono con velocità peressere le prime a raggiungere le truppe italiane in Jugoslavia in modo daaccogliere la resa e impadronirsi del loro armamento ed equipaggiamento. &lt;st1:personname productid="Tito il 2" w:st="on"&gt;Tito il 2&lt;/st1:personname&gt; ottobre 1943 avevapiantato le prime basi militari jugoslave e i primi campi di addestramentonelle Puglie: a Bari, a Monopoli, a Carbonara ed a Gravina, con l’aiuto degli inglesi;inoltre, ebbe a Bari una rappresentanza del suo CNL (Governo provvisorio) e visi recò lui stesso nel giugno 1944 per farsi curare una ferita. I trasporti venivanoeffettuati con aerei italiani, inglesi e sovietici, con alcune motosilurantiinglesi, con trabaccoli e con motopescherecci. Da Bari raggiungevano laJugoslavia le prime armi, munizioni, viveri, benzina, vestiario e scarpe.Il&amp;nbsp; Quartier generale di Lissa haricevuto dall’Italia nel novembre e dicembre 1944 le prime 400 tonnellate di materiale.Dalle Puglie sono partite le prime due squadriglie jugoslave, di 16 apparecchiciascuna. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nell’ottobre 1943hanno raggiunto la Jugoslavia dall’Italia due brigate d’Oltremare con 2500unità; nel marzo 1944 le ha seguite &lt;st1:personname productid="la terza Brigata" w:st="on"&gt;la terza Brigata&lt;/st1:personname&gt; di 1665 unità. Si trattava di exprigionieri, di ex internati jugoslavi e di altri volontari; a queste forzefaranno seguito altri contingenti, tra i quali la prima unità corazzata. Il Gen.Vladimir Dedijer, già capo della missione nelle Puglie, scrive che dall’ottobre1943 alla fine del 1944, hanno raggiunto la Jugoslavia, provenienti dall’Italia,ben 30 mila uomini. “Grazie alle stazioni radio italiane la zona operativa èora in grado di comunicare facilmente anche con il Quartier generale di Tito”(comunicatojugoslavo dell’ottobre 1943). La tempestività e la consistenza di questiaiuti&amp;nbsp; si sono rivelati determinanti perle operazioni militari di Tito il quale, deluso per i mancati aiuti sovietici,telegraferà a Stalin: “Se non potete aiutarci, almeno non dateci fastidio”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Scotti precisa che “l’Italia,dall’inizio dell’ottobre 1943 fino all’estate 1944, è l’unico territorio sulquale i partigiani jugoslavi feriti e ammalati possono trovare ospitalità eassistenza”. Dedijer aggiunge che “i primi trenta feriti gravi furono respintidagli Alleati e furono invece accolti in un ospedale militare a Modugno” (&lt;st1:metricconverter productid="10 chilometri" w:st="on"&gt;10 chilometri&lt;/st1:metricconverter&gt; daBari). “Le cure dei sanitari italiani”- continua Scotti – “sono così solleciteche anche nei mesi successivi i feriti dalla Jugoslavia vengono trasportati aModugno. L’ospedale militare italiano finisce per accogliere soltanto jugoslavi.A un certo punto non basta più e vengono ceduti agli jugoslavi anche gli ospedaliitaliani a&amp;nbsp; Taranto, a Grottaglie, aSanta Caterina, a Santa Maria di Nardò, a Maglie, a Lecce, a Barletta ed aGravina: dieci ospedali con tutto il personale sanitario italiano e tutte leattrezzature e i medicinali a completa e gratuita disposizione degli slavi,quando gli ammalati italiani, militari e civili, non riuscivano a trovare né unletto, né medicine”. Nell’agosto 1944 gli Alleati, rispondendo ad un urgenteappello di Tito, mandano in Jugoslavia, in un solo giorno, 25 aerei da trasportoche portano in Italia 900 feriti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Scotti conclude che“i feriti trasportati e curati in Italia fino alla fine della guerra saranno11.842 dei quali 700 morti”. Dedijer rivela nel proprio diario che la suamissione ha cercato “ospitalità presso famiglie italiane per migliaia diprofughi jugoslavi (donne, vecchi e bambini) evacuati dalla Dalmazia e dalleisole. Ben 30 mila persone saranno, infatti, ospitate nelle varie localitàdella Puglia”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Tanta generosacollaborazione e ospitalità, testimoniata dalle stesse fonti jugoslave, è statadata ai partigiani di Tito in &lt;st1:personname productid="Puglia nello" w:st="on"&gt;Puglia nello&lt;/st1:personname&gt; stesso periodo in cui i partigiani trucidavano nelleFoibe istriane oltre 12 mila inermi cittadini italiani. Purtroppo, l’Italia eraun bersaglio facile, vicino e rassegnato. Ci sono state persone che hanno gonfiatole responsabilità dell’aggressione fascista e che hanno addossato all’Italiaanche le responsabilità impunite dei nazisti e quelle degli stessi jugoslavi. Questaostentazione, da parte italiana, di un permanente complesso di colpa e di unvittimismo espiatorio, ha gettato i giuliani sul banco degli imputati davantiall’opinione pubblica jugoslava e ha raggiunto il colmo nel 1975 con lacessione della zona&amp;nbsp; B &amp;nbsp;(trattato di Osimo).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 18pt;"&gt;I VINCITORI E IL TRATTATODI PACE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I lavori per la stesuradel trattato di pace con l’Italia sono cominciati a Londra l’11 settembre 1945.&lt;st1:personname productid="Il 2 marzo" w:st="on"&gt;Il 2 marzo&lt;/st1:personname&gt;1946 i 21 Ministri degli Esteri degli Stati partecipanti hanno affidato allaGran Bretagna, agli Stati Uniti, alla Francia e alla Russia l’esame dellasituazione etnica della &lt;st1:personname productid="Venezia Giulia" w:st="on"&gt;Venezia Giulia&lt;/st1:personname&gt; per poter stabilire la nuova frontiera tra l’Italia e &lt;st1:personname productid="la Jugoslavia. Un" w:st="on"&gt;la Jugoslavia. Un&lt;/st1:personname&gt;’appositaCommissione ha visitato cinque città: Gorizia, Udine, Monfalcone, Trieste, Polae ventisette paesi dell’Istria occidentale. A Fiume ha inviato una semplicedelegazione economica: non ha visitato le isole di Cherso e Lussino perespresso rifiuto del rappresentante sovietico; ha assistito a 52 interviste convarie organizzazioni; ha raccolto quattromila petizioni: 3650 filo-slave e solo350 filo-italiane. Ciò dimostra l’efficienza della propaganda jugoslava e lapaura della popolazione italiana.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Robert Laffan, membro inglese della Commissione, ha raccontato che aPisino, sul tavolo delle riunioni, è stato trovato un biglietto: “Non potendointerrogare i vivi, interrogate i morti”. La Commissione è andata in cimiteroed ha constatato che nel periodo 1870 - l918 le lapidi scritte in italianoerano &lt;st1:metricconverter productid="137, in" w:st="on"&gt;137, in&lt;/st1:metricconverter&gt;latino sei, in croato cinque, in tedesco una. Nel periodo 1918 - 1945 quelle initaliano erano &lt;st1:metricconverter productid="127, in" w:st="on"&gt;127, in&lt;/st1:metricconverter&gt;croato tre.&amp;nbsp; Dal 1943 al 1946 le lapidiscritte in italiano erano &lt;st1:metricconverter productid="162, in" w:st="on"&gt;162, in&lt;/st1:metricconverter&gt; croato sette.&amp;nbsp; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Quando le automobilidella Commissione sono passate &lt;st1:personname productid="per Pirano" w:st="on"&gt;per Pirano&lt;/st1:personname&gt; e Montona, le donne hanno aperto le mani per mostrarele palme dipinte con i colori italiani. I quattro hanno concluso l’inchiestacon&amp;nbsp; decisioni conformi alle ipotesi dipartenza, e cioè:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="margin-top: 0cm;" type="disc"&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;linea americana     (Wilson del 1920, confine che comprendeva anche Zara): alla Jugoslavia,     Zara, Fiume, le isole del Quarnero e tutta l’Istria orientale, comprese Fianona,     Albona e Pisino.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;linea inglese: ha     aggiunto (alla precedente linea) per la Jugoslavia il territorio ad est di     Dignano (Pola all’Italia).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;linea francese: ha     aggiunto alla Jugoslavia il territorio fino al fiume Quieto, compresa     Cittanova (Trieste e Gorizia all’Italia).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;linea russa: ha     aggiunto alla Jugoslavia il territorio fino all’Isonzo (compresa Trieste e     Gorizia. La Jugoslavia ha chiesto anche Grado e Monfalcone).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il 3 maggio 1946 ilministro degli esteri jugoslavo Kardelj ha protestato perché l’inchiesta erastata svolta su territorio slavo (invaso dagli slavi!) e le tre linee suggeritedagli Alleati non erano accettabili perché lasciavano troppi slavi in Italia.Quindi ha condannato le linee americana, inglese e francese, dalle quali&amp;nbsp; l’Italia avrebbe minacciato la piana diLubiana e la Croazia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il compito dell’Italianon era facile perché era uno Stato sconfitto, aveva di fronte a sé unaJugoslavia audace che occupava militarmente i territori e perché tutti le eranocontro. Un libero plebiscito avrebbe potuto risolvere secondo il dirittointernazionale il destino della popolazione giuliana, ma al plebiscito eranocontrari tutti, compresa la Russia che aveva incorporato territori senzaplebiscito, come i tre Stati Baltici.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’idea del plebiscitofu abbandonata, anche perché nell’ottobre 1945 la Jugoslavia ne aveva propostouno che gli anglo-americani respinsero in quanto non avrebbe fornito garanzie nècredibilità. Scrive De Castro che il plebiscito venne rifiutato dallo stesso DeGasperi il quale aveva scritto il 25 agosto &lt;st1:metricconverter productid="1945 a" w:st="on"&gt;1945 a&lt;/st1:metricconverter&gt; Tarchiani che “rischierebbedi creare un precedente pericoloso per l’Alto Adige dove potremmoconseguentemente trovarci nella necessità di accettare una soluzione parallela”.Certamente, con un plebiscito libero De Gasperi avrebbe potuto salvare l’Istria,ma avrebbe forse perduto Bolzano e Trento.&amp;nbsp;L’aver posto il problema in questa alternativa così cruda, danneggiò lasua immagine negli ambienti giuliani, tanto più che il plebiscito libero non sarebbemai stato attuato per l’opposizione della Jugoslavia e della Russia (Molotov, Parigi- 25 aprile 1946).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 18pt;"&gt;L’ISTRIA, FIUME E ZARAALLA&amp;nbsp; JUGOSLAVIA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Tra il 29 luglio e il15 ottobre &lt;st1:metricconverter productid="1946 ha" w:st="on"&gt;1946 ha&lt;/st1:metricconverter&gt;avuto luogo a Parigi la conferenza dei 21 Stati “vincitori” per la definizionedel trattato di pace. Su tutti pesavano gli interventi dei “Quattro Grandi”, tantoche il rappresentante neozelandese Jordan ebbe a commentare: “Che razza diconferenza è questa in cui una minoranza di quattro tizi ha sempre ragione.Questa è roba da Hitler e Mussolini”. Il 10 agosto De Gasperi chiese la “lineaWilson” ed uno statuto speciale per le città di Fiume e Zara, mentre laJugoslavia pretendeva con insistenza lo spostamento della frontiera oltre l’Isonzo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La delegazioneitaliana (De Gasperi, Saragat, Bonomi) era stata invitata ad assistere, ma nonpoteva interferire nella discussione. Erano le 16 del 10 agosto quando DeGasperi fu invitato a parlare, ma l’accoglienza fu fredda. Questo il suoesordio: “Prendendo la parola in questo consesso mondiale sento che tutto, trannela vostra personale cortesia, è contro di me”. Ha continuato dicendo che ilsacrificio “di Pola e delle città della costa istriana implica per noi unaperdita insopportabile. Voi rinnegate la linea etnica e &lt;st1:personname productid="la Carta Atlantica" w:st="on"&gt;la Carta Atlantica&lt;/st1:personname&gt;che riconosce alle popolazioni il diritto di consultazione sui cambiamentiterritoriali”. Ha protestato perché si stava decidendo che gli italiani desiderosidi conservare la nazionalità italiana potevano essere espulsi nel giro di dodicimesi con la confisca dei beni, oppure potevano evitarlo soltanto “piegandosi adaccettare la nazionalità slava”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’americano Byrnes hacommentato: “De Gasperi parlò con tatto, ma con dignità e coraggio.&amp;nbsp; Quando lasciò il podio per tornare al postoassegnatogli nell’ultima fila, passò accanto a molte persone che loconoscevano, ma nessuno gli parlò. La cosa mi fece impressione e mi sembrò inutilmentecrudele. Così quando mi passò accanto gli tesi la mano, strinsi la sua e loinvitai nel mio appartamento nel pomeriggio. Volevo fare coraggio ad un uomo cheaveva sofferto sotto Mussolini ed ora stava soffrendo per opera delle&amp;nbsp; Nazioni Alleate”. Tito, invece, avrebbecommentato lapidariamente: “De Gasperi ha osato fare delle dichiarazioniassurde e provocatorie”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il 29 settembre 1946la Conferenza accolse definitivamente la “linea francese” che prevedeva lacostituzione dello Stato Libero di Trieste e fissava la frontiera con laJugoslavia all’altezza del fiume Quieto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il 20 gennaio 1947Pietro Nenni, ministro degli Esteri, ha dichiarato di “aver constatato chenessuna delle richieste del Governo italiano è stata accettata, che il trattatourta la coscienza nazionale specie per le clausole territoriali e che in questecondizioni si trova nella necessità di formulare le più espresse riserve e dichiedere che sia riconosciuto il principio di revisione del trattato sulla basedi accordi bilaterali con gli Stati interessati e sotto il controllo dell’ONU”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il trattato di pacedel 10 febbraio 1947, composto da 90 articoli e 17 allegati, è stato “imposto”da 21 Paesi: esso premette che all’Italia “spetta la sua parte diresponsabilità della guerra”, che essa si è arresa senza condizioni il 3settembre 1943, che&amp;nbsp; dichiarò guerra allaGermania alla data del 13 ottobre 1943 e “divenne cobelligerante” e chepertanto gli Stati firmatari, “conformandosi ai principi di giustizia”, hannoconcordato le seguenti condizioni:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; mso-list: l1 level1 lfo4; tab-stops: list 18.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 12pt;"&gt;·&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;cessionealla Francia dei Comuni di Briga e Tenda e degli archivi storici fino al 1860&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; mso-list: l1 level1 lfo4; tab-stops: list 18.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 12pt;"&gt;·&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;cessionealla Jugoslavia dell’Istria con le città di Fiume e Zara, le isole di Cherso eLussino e parte delle province di Trieste e di Gorizia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; mso-list: l1 level1 lfo4; tab-stops: list 18.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 12pt;"&gt;·&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;cessionealla Jugoslavia di tutti gli oggetti “di carattere artistico, storico,scientifico e religioso, compresi tutti gli atti, manoscritti, documenti e materialebibliografico” che l’Italia aveva rimosso fino al 24 gennaio1924 e quello cheaveva ricevuto dall’Austria e dall’Ungheria fino al 4 maggio1920&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; mso-list: l1 level1 lfo4; tab-stops: list 18.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 12pt;"&gt;·&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;dirittoda parte Jugoslava di requisire tutti i beni dei cittadini italiani&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; mso-list: l1 level1 lfo4; tab-stops: list 18.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 12pt;"&gt;·&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;riparazionidi guerra che l’Italia dovrà pagare entro sette anni: 100 milioni di dollarialla Russia, cinque milioni all’Albania, 25 milioni all’Etiopia, 105 milionialla Grecia, 125 milioni alla Jugoslavia, che ha nazionalizzato i beni deiprofughi e li ha scontati sul debito italiano per un valore di 72 milioni didollari, pari a 45 miliardi di lire (accordo del 18 dicembre1954).Contemporaneamente “il Governo italiano si impegna ad indennizzare le persone icui beni sono stati requisiti dalla Jugoslavia”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; mso-list: l1 level1 lfo4; tab-stops: list 18.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 12pt;"&gt;·&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;assicurazioneda parte Jugoslava di fornire a Gorizia l’acqua derivante dagli impianti di FonteFredda e di Moncarono, già italiani&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; mso-list: l1 level1 lfo4; tab-stops: list 18.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 12pt;"&gt;·&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;obbligodell’opzione, entro un anno, da parte di tutti gli italiani che voglianoconservare la cittadinanza italiana, con pieno potere alla Jugoslavia diaccoglierla o di respingerla sulla base della lingua parlata&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; mso-list: l1 level1 lfo4; tab-stops: list 18.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 12pt;"&gt;·&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;costituzionedello Stato Libero di Trieste: saranno cittadini del nuovo Stato coloro che viabitano dal 10 giugno 1940&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; mso-list: l1 level1 lfo4; tab-stops: list 18.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 12pt;"&gt;·&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;cessionealla Grecia delle isole del Dodecaneso che erano state occupate nel 1912 durantela guerra con la Turchia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; mso-list: l1 level1 lfo4; tab-stops: list 18.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 12pt;"&gt;·&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;nonincriminazione di italiani che hanno collaborato con gli Alleati (anche slavi)a partire dal 10 giugno 1940&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; mso-list: l1 level1 lfo4; tab-stops: list 18.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 12pt;"&gt;·&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;proibizionedella rinascita di organizzazioni non democratiche&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; mso-list: l1 level1 lfo4; tab-stops: list 18.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 12pt;"&gt;·&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;rinunciaa tutte le Colonie&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; mso-list: l1 level1 lfo4; tab-stops: list 18.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 12pt;"&gt;·&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;riconoscimentodell’indipendenza dell’Albania e dell’Etiopia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; mso-list: l1 level1 lfo4; tab-stops: list 18.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 12pt;"&gt;·&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;arrestoe consegna ai tribunali di coloro che hanno “commesso atti di tradimento e dicollaborazione con il nemico” (è interessante notare che la Jugoslavia chieseun numero di “criminali” - oltre 700 - largamente superiore a quello di tuttigli altri Stati vincitori molto più grandi ed importanti della Jugoslavia medesima)&lt;b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; mso-list: l1 level1 lfo4; tab-stops: list 18.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 12pt;"&gt;·&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;rimozionedi fortificazioni militari “nel limite di 20 chilometri” dalla frontiera&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; mso-list: l1 level1 lfo4; tab-stops: list 18.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 12pt;"&gt;·&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;rinunciadi possedere “alcuna arma atomica, proiettili ad autopropulsione, cannoni aduna portata superiore a 30 chilometri, alcuna torpedine umana e mine azionatemediante meccanismi ad influenza”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; mso-list: l1 level1 lfo4; tab-stops: list 18.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 12pt;"&gt;·&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;possessodi non oltre 200 carri armati&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; mso-list: l1 level1 lfo4; tab-stops: list 18.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 12pt;"&gt;·&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;radiazionedei sottufficiali e degli ufficiali fascisti, salvo i riabilitati&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; mso-list: l1 level1 lfo4; tab-stops: list 18.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 12pt;"&gt;·&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;riduzionedella flotta militare e del personale a 25.000 uomini&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; mso-list: l1 level1 lfo4; tab-stops: list 18.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 12pt;"&gt;·&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;riduzionedell’esercito a 165.000 soldati ed a 65.000 carabinieri&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 18.0pt; mso-list: l1 level1 lfo4; tab-stops: list 18.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 12pt;"&gt;·&lt;span style="font: normal normal normal 7pt/normal 'Times New Roman';"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;rientrodei prigionieri di guerra a spese dell’Italia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; A Roma l’Assemblea Costituentesospese per mezz’ora la seduta, quale protesta contro la “pace ingiusta”: lacittà venne a trovarsi in uno strano silenzio (alle 11 il suono delle sirene hafermato la vita, mentre tram, autobus e tutte le automobili sono rimastibloccati nelle strade, coi portoni&amp;nbsp;chiusi &amp;nbsp;e le bandiere esposte amezz’asta).&amp;nbsp; L’On. Fausto Pecorari, unicorappresentante della regione giuliana, invitò l’Assemblea a riflettere sultremendo voto che stava per dare: “Con questo trattato la civiltà italiana dellasponda orientale dell’Adriatico sparirà, come è sparita in Dalmazia”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 18pt;"&gt;L’ESODO&amp;nbsp; DI&amp;nbsp; 350MILA&amp;nbsp; ITALIANI&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’esodo si èpresentato come l’unica soluzione per salvare la vita e la libertà: nel suocarattere plebiscitario ha assunto il significato ed il valore dell’autodecisionedei popoli, sancita dalla Carta Atlantica, e di una protesta collettiva control’ingiustizia internazionale che ha negato ai giuliani il plebiscito.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “Migliaia e migliaiai deportati sotto gli occhi indifferenti degli anglosassoni; molti torturati,gli uccisi. Gli italiani erano semplice preda. Che cosa si poteva fare? Salvarele ragioni della vita, le ragioni dell’anima per non piegare, per non farsisemplicemente distruggere da gente imbestialita fuori da ogni legge. Il gestodegli antichi aquileiesi fu ripetuto con semplicità, con umana dignità, comeavviene nelle grandi azioni necessarie. Pola fu abbandonata; Fiume, Rovigno, Parenzo,Pisino, Albona, Cherso, Lussino e via via, tutte le altre ne seguironol’esempio”. (Biagio Marin).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 18 agosto 1946 -Sulla spiaggia di Vergarolla, presso Pola, &amp;nbsp;29 mine antisbarco, seppellite nella sabbia ecollegate fra loro, scoppiano dilaniando 109 persone e disperdendo le loro membrain mare, contro i pini e contro la facciata della sede della Società Sportiva “PietasJulia”, che aveva preparato una gara. Il Tribunale alleato accerterà che “l’esplosionenon poteva essere accidentale” (tesi ribadita nel 2008 dopo l’apertura degliarchivi del Foreign Office e la conferma di responsabilità dell’OZNA).&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: 11pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Infattile mine erano state disinnescate e lasciate in vista sulla spiaggia in quantoritenute innocue: per gli abitanti di Pola fu l’ultimo tragico avvertimento.&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: 11pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;“Nonè certo il caso di restare a Pola per fare da cavie, sacrificandosi per fareopera di italianità, come qualcuno ha detto a Roma. Nella capitale non si haidea di cosa succede nell’Istria. Il pericolo è grande di fronte all’inerziadel Governo. La popolazione di Pola è angosciata e domanda se riuscirà asalvarsi.” (CLN di Pola, estratto dal verbale della seduta in data&amp;nbsp; 27 dicembre 1946).&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: 11pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I giuliani e gliistriani hanno affrontato l’esodo con determinazione fredda e responsabile: sapevanoche l’Italia sconfitta, semidistrutta, mal vista internazionalmente, con tremilioni di disoccupati ed oltre, avrebbe offerto loro le baracche di legno, ilpane nero ed ancora razionato, il sussidio dei poveri: non ci potevano essere certointeressi materiali nella loro scelta. “L’esilio ha rappresentato per noi l’abbandonodi ogni cosa cara, la distruzione dei focolari domestici e delle comunitàcittadine, per molti ha voluto dire la morte, la disperazione, la miseria”. (SergioCella).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Amedeo Colella &amp;nbsp;hadefinito l’esodo come “una esigenza di sopravvivenza, di libertà, un bisogno dicontinuare a vivere &lt;st1:personname productid="nello spirito" w:st="on"&gt;nello spirito&lt;/st1:personname&gt; della civiltà latina, di praticare la religione deipadri, di educare i figli nelle tradizioni venete, un onesto e generoso amor diPatria”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Pasquale De Simone,segretario del CLN di Pola, antifascista, ha scritto nel 1961: “Il nostro esodoè stato ed è scarsamente capito; ma ci si risparmi almeno la puerilità divederlo come un fenomeno di suggestione collettiva, di un’esaltazione retorica.Nacque come dolorosa necessità nella mente di ognuno per garantire una esistenzadegna di essere vissuta, maturò a occhi bene aperti e si sviluppò a contattodei grandi e piccoli problemi creati dal trasferimento in massa di unapopolazione. Respingiamo il richiamo alle suggestioni che per tiepidezza ofrettolosità sono state da qualche parte ricercate per infirmare il valore diuna pagina di storia che ha, invece, il significato inalienabile di protesta,di rivolta contro il disprezzo della volontà popolare con cui si è volutodisporre del destino di una terra”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nessun settoredell’opinione pubblica pensò ad un esodo tanto massiccio: la stampa si era&amp;nbsp; occupata del problema giuliano, ma identificandoloquasi sempre con la questione di Trieste. Pochi inviati dei giornali (tra iquali Indro Montanelli) arrivarono fino a Pola nei momenti caldi del 1946; quasitutti si fermarono a Trieste, senza penetrare nella realtà particolare, quantoa condizione sociale ed a situazione psicologica, dei 30 mila abitanti di Pola,arroccati nei confini cittadini e collegati a Trieste soltanto via mare, conuna linea a frequenza trisettimanale. Nessuno si azzardava a fare uso dellaferrovia che attraversa l’Istria, in quanto occupata militarmente dalla Jugoslavia.Neppure De Gasperi credette allo spopolamento quasi completo di Pola. Quando ilCLN di Pola fece compilare ai cittadini le schede per l’esodo e ne furonopresentate oltre 28 mila, il Presidente del Consiglio pensò ad una forzaturapropagandistica per contestare l’iniquo verdetto di Parigi, ma subito dopo,rendendosi conto di essere in presenza di un moto di popolo irrefrenabile, sipreoccupò per il danno derivante sul piano nazionale dalla slavizzazione immediatadi una città a seguito della partenza di quasi tutti i suoi abitanti. Cercò diprendere tempo chiedendo - invano - il rinvio di un anno dell’attuazione deltrattato di pace, al fine di rendere possibile il raffreddamento dellecontrapposizioni e lo stemperamento dei contrasti in un clima più rasserenato,sia pure per forza di rassegnazione. Intanto invitava a non precipitare, ma ilmessaggio portato a Pola dai delegati del CLN che facevano la spola con Roma accrebbeil timore dell’abbandono ed accentuò nei 28 mila che avevano sottoscritto lascheda dell’esodo, l’ansia di partire senza indugio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Sotto questapressione, la fase dell’esodo fu dichiarata aperta dall’apposito Comitato di Assistenzaistituito dal CLN che provvide a noleggiare i primi bragozzi per il trasportodelle masserizie. Alcune settimane dopo le autorità di Governo presero attodell’evidenza. Fu possibile avvalersi anche della ferrovia per l’inoltro delmobilio, accatastato per lo più a Trieste. Trascorsi Natale e fine d’anno del &lt;st1:metricconverter productid="1946 in" w:st="on"&gt;1946 in&lt;/st1:metricconverter&gt; una coraleesplosione di festosità (per reazione all’angoscia, per un fermo grido dell’animo popolare, per l’ultimo ritrovarsi prima della dispersione), le partenze ebberoinizio nel 1947 subito dopo l’Epifania, con le corse normali della motonave “Pola”verso Trieste, che prese ad effettuare i viaggi stracolma di passeggeri. La lineafu poi rafforzata con il “Grado” per consentire l’effettuazione di corsegiornaliere nel periodo dell’emergenza..&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Gli Alleati, nonessendo più in grado di gestire il grande afflusso di profughi a Trieste, sollecitaronol’Italia ad intervenire. Il Governo, allora, mise a disposizione il piroscafo “Toscana”per una serie di collegamenti con Venezia e Ancona, protratti fino a marzo,quando Pola rimase quasi deserta: poco più di tremila coloro che restarono,comprese alcune centinaia di “indispensabili”, intendendo per tali gliimpiegati pubblici che erano trattenuti sul posto dai doveri d’ufficio ed aiquali il Governo Militare Alleato aveva garantito il viaggio di trasferimentoal momento del passaggio di sovranità alla Jugoslavia (15 settembre). Gli Alleatisi adoperarono per facilitare l’esodo degli abitanti di Pola, ma anche dallezone circostanti (già sotto la dominazione slava) che giungevano in città conogni mezzo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Tutti gli altriistriani, fiumani e dalmati abbandonarono le loro case sotto il controllopoliziesco dei partigiani slavi.&amp;nbsp; Molti,in base al trattato di pace, ottennero il visto di partenza, ma ebbero lapossibilità di portare con sé solo una valigia di indumenti e cinquemila lire. Adaltri, invece, il visto venne negato per ragioni politiche, per vendetta, pernon privarsi di personale specializzato: ebbero così origine tante fughe drammatichee pericolose. Sul Carso di Gorizia e di Trieste funzionava a pagamento unservizio di “spalloni” che guidavano i fuggiaschi attraverso passaggiclandestini; purtroppo non mancarono coloro che vennero colpiti da&amp;nbsp; raffiche di mitra, dallo scoppio di mine, onon riuscirono a superare il filo spinato. Alcuni, provenienti dalle costeistriane o dalle isole, affrontarono l’Adriatico con fragili barche a remi eraggiunsero l’Italia stremati dalla fatica, con le mani spellate e sanguinanti;altri, meno “fortunati”, vennero intercettati dalle vedette slave e&amp;nbsp; condannati fino a dieci anni di lavoriforzati, per non dire delle salme di fuggiaschi travolti dalla bufera,restituite dal mare sulle coste venete e romagnole.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 18pt;"&gt;NELLE&amp;nbsp; BARACCHE&amp;nbsp;DI 109 CAMPI PROFUGHI&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I profughi arrivavanoin Italia a ondate, ma dove e come sistemare tanta gente? Gli Esuli chiedevanodi non essere dispersi e proposero una sottoscrizione &lt;st1:personname productid="nazionale per" w:st="on"&gt;nazionale per&lt;/st1:personname&gt; creare dellepiccole città.&amp;nbsp; Luigi Einaudi sostenne l’ideadel CLN &lt;st1:personname productid="di Pola per" w:st="on"&gt;di Pola per&lt;/st1:personname&gt;un forte insediamento in Alto Adige dove le attrezzature alberghiere offrivanouna decorosa collocazione provvisoria e dove le industrie avrebbero potutooffrire diverse sistemazioni definitive. I Comuni del Gargano si riunirono inassemblea ed offrirono la terra per fondare una “Nuova Pola” affinché “ifratelli polesi possano riaffacciarsi su quel mare da dove incomprensione ed ingiustiziali hanno cacciati” (Deliberazione della Giunta Municipale di Vieste del 18aprile 1947).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;img height="288" src="file:///C:/DOCUME~1/Roberto/IMPOST~1/Temp/msohtml1/01/clip_image020.jpg" v:shapes="_x0000_i1035" width="414" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Esodo dai Pola&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;Il parlamentare giuliano Antonio De Berti,dal canto suo, indicò la località di Castel Porziano per fare risorgere Pola epresentò un progetto dettagliato, ma il Governo si oppose a tutte leconcentrazioni e preferì chiaramente &lt;st1:personname productid="la dispersione. Le" w:st="on"&gt;la dispersione. Le&lt;/st1:personname&gt;autorità non si rendevano conto delle ragioni per cui tanta gente aveva &amp;nbsp;rifiutato una Jugoslavia “democratica” evincitrice, ed aveva preferito l’Italia sconfitta, distrutta e umiliata: “Questigiuliani - pensarono - devono essere dei nazionalisti pericolosi. Disperdiamolida Trieste alla Sicilia, da Torino a Bari”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ed agirono diconseguenza. &amp;nbsp;Si erano appena vuotati icampi dei prigionieri e le caserme dei soldati, ed in questi locali si allestironoalla meglio 109 accantonamenti che vennero chiamati Campi di Raccolta. Laburocrazia risolse il problema nella forma meno impegnativa: “I profughi sonodei poveri senza casa e senza lavoro, si mettano in fila dietro gli altripoveri”. Una massa di 350 mila persone richiedeva, invece, una soluzioneglobale e razionale: costoro, già abituati a soffrire ed a rischiare, hannocominciato a costruirsi una nuova vita con tenacia silenziosa; non sono scesiin piazza ad urlare sotto le finestre delle autorità quando si sono vistiintruppati nelle baracche recintate da filo spinato, decaduti nella miseria,con una gavetta in mano, in fila davanti ad una marmitta militare; quando permesi ed anni hanno visto i loro figli e i loro vecchi tremare di freddo su unabrandina.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Non si potevarisolvere un problema così grave mettendo i profughi in fila con tre milioni didisoccupati e con quattro milioni di senza tetto. Un gruppo ardimentoso diistriani, fiumani e dalmati diede vita a vari enti: a Roma sorse l’&lt;st1:personname productid="Associazione Nazionale Venezia" w:st="on"&gt;Associazione Nazionale Venezia&lt;/st1:personname&gt; Giulia e Dalmazia, articolata in Comitati Provincialied in varie delegazioni all’estero, con diverse iniziative di assistenzamorale, giuridica ed economica, e nel 1947 entrò in scena l’Opera perl’Assistenza ai Profughi Giuliani e Dalmati. Era necessario impostare unprogramma assistenziale agile e funzionale, acquisire la fiducia dello Stato edegli Istituti finanziari, e naturalmente, quella dei profughi. A tale scopo furonochiamate a far parte dell’Opera eminenti personalità che misero a punto unprogramma articolato su tre settori principali: casa, lavoro, assistenza aiminori ed agli anziani. Alla presidenza si sono succeduti uomini di alto valorenel campo industriale e finanziario che hanno sempre dimostrato una generosa attenzioneper il problema giuliano: Oscar Sinigaglia, fondatore delle Acciaierie diCornigliano, Enrico Manuelli, Presidente del Gruppo Finsider, Giusto Carra,alto funzionario industriale, e via dicendo. L’Opera, con 50 miliardi di lire,ha costruito 8.326 case in 39 Province, creando spesso dei veri borghi e quartierigiuliani come a Trieste, Gorizia, Roma, Venezia, Varese, Udine, Milano, Brescia,Catania, Genova.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;img height="331" src="file:///C:/DOCUME~1/Roberto/IMPOST~1/Temp/msohtml1/01/clip_image022.jpg" v:shapes="_x0000_i1036" width="235" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;img height="331" src="file:///C:/DOCUME~1/Roberto/IMPOST~1/Temp/msohtml1/01/clip_image024.jpg" v:shapes="_x0000_i1037" width="230" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Campo Raccolta Profughi - Brescia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il collocamento allavoro si à svolto attraverso varie fasi: l’Opera ha censito tutti i disoccupati,ha organizzato corsi di qualificazione per i giovani, ha preso contatto conimportanti industrie che presentavano la possibilità di assunzioni; hatrasferito &lt;st1:personname productid="i lavoratori" w:st="on"&gt;i lavoratori&lt;/st1:personname&gt;,a proprie spese, nella zona di lavoro, pagando loro l’alloggio ed un sussidiodi mille lire giornaliere. Non appena il collocamento del profugo ha evidenziatouna garanzia di stabilità, essa ha costruito gli alloggi e vi ha trasferito lefamiglie dei lavoratori; con questo sistema è riuscita a collocare al lavoro 62mila giuliani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Altri, che in Istriaerano dipendenti dello Stato, ebbero ripristinato il loro posto di lavoro. Adesempio, a Sestri Ponente (Genova), nella Manifattura Tabacchi furono collocatiparecchi profughi, che però non furono bene accolti ed ebbero&amp;nbsp; momenti di vero sconforto: basti pensare chedurante la campagna elettorale del 1948 alcuni candidati comunistiqualificarono i profughi, proprio in Liguria, come “banditi” che avevano osatoabbandonare il “paradiso” di Tito.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’Opera ha creato,per l’infanzia e la gioventù, 14 istituti scolastici: sette Case del fanciullo,due Convitti femminili, due maschili, un pensionato per gli studentiuniversitari. L’assistenza ai giovani ha registrato 76.285 presenze con unaspesa complessiva di 11 miliardi e 590 milioni di lire. I titoli di studio e lequalificazioni professionali conseguiti hanno consentito a decine di migliaiadi giovani di tutelare i valori culturali della &lt;st1:personname productid="Venezia Giulia" w:st="on"&gt;Venezia Giulia&lt;/st1:personname&gt; e diinserirsi brillantemente nella vita dello Stato. Particolare menzione meritanoi due Preventori di Sappada: la salubrità della bellissima conca alpestre, lafunzionalità dei locali, l’assistenza medica, l’attrezzatura scolastica ericreativa si sono rivelate provvidenziali per l’infanzia profuga, debilitatada una lunga degenza nei Campi di Raccolta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Inoltre, l’Opera harealizzato nove moderni centri per anziani con&amp;nbsp;942 posti letto, tutti ubicati nella &lt;st1:personname productid="Venezia Giulia" w:st="on"&gt;Venezia Giulia&lt;/st1:personname&gt;, daTrieste ad Udine e Pordenone, permettendo una serena convivenza di personeprovenienti dalle stesse terre, che avevano vissuto lo stesso dramma dell’esodo.Per la realizzazione di questo programma, così molteplice ed impegnativo, l’Operasi è avvalsa dei contributi dello Stato, dei mutui bancari, dellacollaborazione di Enti locali, della generosità di cittadini privati ed inparticolare della famiglia Mayer Sinigaglia. Il successo è stato determinato dallaforte capacità programmatrice e realizzatrice dei suoi dirigenti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Tuttavia, oltre 80mila Esuli abbandonarono l’Italia e si sparsero per le vie del mondo: cominciavaper loro un nuovo esilio, più spesso in Paesi lontani quali Australia,Argentina, Canada, Stati Uniti, Venezuela. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ed i miei parenti? Cometutti, si erano preparati alla partenza da Pola. &lt;st1:personname productid="Il 2 marzo" w:st="on"&gt;Il 2 marzo&lt;/st1:personname&gt; 1947, con il settimoviaggio del piroscafo “Toscana”, hanno visto la loro città che si allontanava,quasi nascosta dalle brume del mattino e dalle loro lacrime. Essi sapevano doveandare, non partivano alla ventura, perché avevano due punti di riferimento. Giuntia Venezia la famiglia dovette separarsi: i tre figli maggiori, la nuora e ilnipotino dovevano recarsi a Verona, ospiti di un convento di Francescani. Ilmio bisnonno e il resto della famiglia partirono per Genova dove furono ospitatidal fratello della moglie. La famiglia si sarebbe nuovamente riunita quando aGenova fosse stato possibile trovare un’attività adatta alle sue capacitàprofessionali: era una famiglia di sarti. Furono abbastanza fortunati, perchériuscirono a rilevare una sartoria già avviata in un appartamento molto grande.Richiamati i figli da Verona, che si recarono a &lt;st1:personname productid="Venezia per" w:st="on"&gt;Venezia per&lt;/st1:personname&gt; spedire i mobiligiacenti in magazzino, furono di nuovo insieme dopo una breve separazione. All’inizio,la padrona dell’appartamento non voleva riconoscere il contratto stipulato dalprecedente inquilino e non accettava l’importo della pigione, che però venivaversato su un conto bancario. In seguito la signora comprese: si trattava dipersone che desideravano vivere in pace e lavorare, accettò la&amp;nbsp; pigione ed offrì al mio prozio un appartamentinodove avrebbe potuto trasferirsi con la sua famiglia. Il lavoro aumentava, conuna buona clientela (anche vecchi clienti della sartoria di Pola provenientiappositamente da altre città)) e poterono vivere in modo decoroso e tranquillo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ma a Pola era un’altravita !!! &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;img height="344" src="file:///C:/DOCUME~1/Roberto/IMPOST~1/Temp/msohtml1/01/clip_image026.jpg" v:shapes="_x0000_i1038" width="473" /&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Il piroscafo “Toscana”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;Bibliografia&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;- P. Rocchi Flaminio, &lt;i&gt;L’esododei 350 mila giuliani fiumani e dalmati&lt;/i&gt;, Roma, Anvgd 1990&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;- &lt;st1:personname productid="De Castro Diego" w:st="on"&gt;De Castro Diego&lt;/st1:personname&gt;, &lt;i&gt;Trieste&lt;/i&gt;,Bologna, Cappelli 1953&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;- &lt;st1:personname productid="De Castro Diego" w:st="on"&gt;De Castro Diego&lt;/st1:personname&gt;, &lt;i&gt;Questionedi Trieste&lt;/i&gt;, Trieste,&amp;nbsp; Lint 1981&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;- Molzer, &lt;i&gt;Fasti e nefastidella quarantena titina a Trieste&lt;/i&gt;, Trieste,&amp;nbsp;Moderno Grafica 1946&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;- Veiter, &lt;i&gt;Aspetti socialidei profughi delle regioni costiere dell’Adriatico&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;- &lt;st1:personname productid="Molinari Fulvio" w:st="on"&gt;Molinari Fulvio&lt;/st1:personname&gt;, &lt;i&gt;Istria contesa&lt;/i&gt;,Milano, Mursia 1996&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;-&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: 11pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Alberi Dario, &lt;i&gt;Istria: storia, arte, cultura&lt;/i&gt;, Trieste, Lint 2006&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 0.0001pt; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-TwGDIqaNs6U/TuZLAzaVQKI/AAAAAAAAEHM/KAH2vsWQOr4/s1600/targa+Erica.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://2.bp.blogspot.com/-TwGDIqaNs6U/TuZLAzaVQKI/AAAAAAAAEHM/KAH2vsWQOr4/s320/targa+Erica.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/21019054-7077609507212179011?l=nicolickblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolickblog.blogspot.com/feeds/7077609507212179011/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2011/12/ad-erica-cortese-il-premio-istria-amata.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/7077609507212179011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/7077609507212179011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2011/12/ad-erica-cortese-il-premio-istria-amata.html' title='AD ERICA CORTESE IL PREMIO &quot;ISTRIA AMATA&quot;'/><author><name>robertonicolickblog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10696820634292186739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/__sovc-LxprE/SKcJsJi1znI/AAAAAAAABxA/HrexKsWky0Q/S220/P8130065.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-TwGDIqaNs6U/TuZLAzaVQKI/AAAAAAAAEHM/KAH2vsWQOr4/s72-c/targa+Erica.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-21019054.post-4676502709198464740</id><published>2011-12-12T08:06:00.000-08:00</published><updated>2011-12-12T08:49:21.231-08:00</updated><title type='text'>l'uccisione del povero virgilio ferrari di anni 15, colpevole di essere solo una povera mascotte</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;Virgilio Ferrari&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;Un giovanissimo &amp;nbsp;quindicenne mascotte degli Alpini ,assassinato senza pietà dai partigiani comunisti&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Dal 1943 al 1945, molti &amp;nbsp;reparti &amp;nbsp;dell’esercito della Repubblica SocialeItaliana, avevano nei loro ranghi, giovanissimi soldati, che svolgevano diversiruoli di supporto&amp;nbsp; sempre e comunquefunzioni &amp;nbsp;non combattenti : &amp;nbsp;staffetta portaordini , postino per i soldati ,piantone, portabandiera. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Questi ragazzini erano quindi, inbuona sostanza, delle vere e proprie “mascotte” che non partecipavano ad azionidi fuoco anche se nell’espletamento delle loro funzioni rischiavano di esserecolpiti dal fuoco nemico. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Avevano una impronta ed unatteggiamento marziale, combattivo, con l’uniforme sempre in ordine, pieni diardore patriottico e di grande entusiasmo ma erano semplicemente soldatini dirappresentanza che i loro ufficiali , responsabilmente , cercavano di nonmandare alla morte. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Purtroppo dopo il 25 aprile del1945, i soliti partigiani comunisti, non la pensavano allo stesso modo e i loroconcetti di umanità, di convenzioni militari e di tolleranza non eranoimprontati all’umano buon senso e in base a direttive ottuse e feroci, lafamosa Direttiva E27, si comportarono in modo &amp;nbsp;bestiale non solo verso i militariRepubblicani adulti uomini e donne , ma anche verso i &amp;nbsp;giovanissimi in uniforme , colpevoli solodi&amp;nbsp; indossare una uniforme &amp;nbsp;diversa da quella dei partigiani. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;st1:personname productid="La Direttiva E" w:st="on"&gt;La Direttiva E&lt;/st1:personname&gt;27indirizzata a tutte le brigate partigiane, &amp;nbsp;il vademecum delle azioni “militari” finali, dasvolgere sul territorio, &amp;nbsp;era moltochiara e ancora più esplicativo fu un giornale, IL LAVORATORE, del 1 maggio1944 : “..i patrioti italiani devono sterminare i soldati fascisti: sterminarlioggi , senza discriminazioni , perché si affretti la liberazione di tuttal’Italia” la continuazione&amp;nbsp; è ancora piùdidattica e pedagogica, tanto per non &amp;nbsp;dare luogo ad interpretazioni sbagliate, “tutti i cittadini hanno il diritto dovere di erigersi a giudici e giustizieri edi fare giustizia dei traditori a mano a mano che vengano a loro portata , inqualunque luogo, in qualsiasi ora della giornata , e con qualsiasi mezzo”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Appare chiarissima la dura sorteche attende prima, durante e dopo il 25 aprile 1945, qualsiasi Italiano,giovane, adulto o vecchio, &amp;nbsp;accusato, atorto o a ragione , di essere Fascista o collaborazionista.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La cosa può essere ancora piùtragica se va a toccare un quindicenne, ma i suoi assassini superaronol’imbarazzo con grande tranquillità , dimenticandosi di avere una coscienza elo uccisero crudelmente dandogli la &amp;nbsp;compagnia di due povere ragazze e di un altroragazzo diciannovenne che aveva aderito alle Brigate nere. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il ragazzino fu consegnato,incautamente,&amp;nbsp; da un sacerdote al capo &amp;nbsp;della polizia ausiliaria partigiana della zona, detto “spada”, un soggetto molto particolare che era solito”interrogare“ iprigionieri repubblicani con metodi e strumenti molto particolari. Gli“interrogatori” ,da cui era difficile uscire vivo, &amp;nbsp;avvenivano in &amp;nbsp;una casa di Pradleves, Cuneo, dove eranosegregati questi poveri sventurati. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Quando i criminali iniziavano letorture, qualcuno dello staff&amp;nbsp;evidentemente con l’ inclinazione alla professione di disk-jokey&amp;nbsp; , attaccava un grammofono a tutto volume percoprire le urla di dolore dei prigionieri che subivano “l’interrogatorio”. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Virgilio Ferrari è un ragazzino,uno di quei soldatini – mascotte di un reparto della Repubblica SocialeItaliana, nato a Milano il 3 dicembre 1929, decide di aderire alla repubblica esi arruola nel Battaglione Aosta della Divisione Alpina Monterosa a Dronero. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Questo ragazzino, minuto dicorporatura, basso di statura, infagottato nella uniforme da alpino e chedimostra meno degli anni che ha,&amp;nbsp; vuolevivere la storia nel suo evolversi, da protagonista, e soprattutto dalla partein cui crede fermamente.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Sono giorni molto tumultuosi esoprattutto pericolosi, il battaglione partecipa a limitate attività dicontroguerriglia, poi a fine aprile del 1945, viene sciolto e il personale siconsegna, armi e bagagli, &amp;nbsp;ai partigianidella Provincia di Cuneo. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il giovanissimo Virgilio, trovarifugio presso il &amp;nbsp;Sacerdote di cuiabbiamo già parlato e viene avviato verso un convento di suore a Dronero, manon ci arriverà mai. Il prete, forse incautamente affida il Virgilio aipartigiani di “spada”, occasione splendida per questi personaggi per dare unbell’esempio, il poverino sarà fatto girare per alcune località del Cuneense,esibito come un criminale comune e poi “giustiziato”. come tanti , i suoiassassini in quella occasione, &amp;nbsp;prelevano anche &amp;nbsp;due ausiliarie repubblicane o presunte tali ,già regolarmente picchiate, seviziate e rapate, Paola De Bernardi, domestica diBernezzo, e Rosina Piana commerciante, entrambe native &amp;nbsp;di Caraglio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;In loro compagnia &amp;nbsp;sarà ammazzato &amp;nbsp;&amp;nbsp;il &amp;nbsp;ragazzino, &amp;nbsp;in favore del &amp;nbsp;quale il prete partigiano Don Lino Volta eraintervenuto, data l'età, supplicando i partigiani affinché non fosse fucilatocome gli altri , ottenendo l'assicurazione, rivelatasi falsa, che non glisarebbe stata tolta la vita. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Pensate quali pensieri hanno attraversato la mente del piccolo alpino,pensate alla disperazione ed al terrore che hanno attanagliato il poveretto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;I loro boia &amp;nbsp;&amp;nbsp;li trasferiscono &amp;nbsp;tutti a Cuneo e li fucilano assieme a AntonioQuarti, un giovanissimo &amp;nbsp;di 19 anni chevestiva l’uniforme delle Brigate Nere. L’eccidio avviene presso &amp;nbsp;la &amp;nbsp;5°arcata del ponte nuovo in località Basse di Sant Anna, il Viadotto Soleri , notoin seguito per l’alto numero di persone che hanno deciso di suicidarsilanciandosi da esso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;Una delle due povere ragazze,che aveva il capo rapato cosparso di catrame in segno di disprezzo, stringevaancora sotto il braccio una pagnotta &amp;nbsp;chequalcuno in un gesto di &amp;nbsp;pietà le avevadonato per sfamarla. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Nella stessa notte i corpi vengono occultati in un rifugio antiaereo sullascarpata di Piazza Vittorio e qui scoperti successivamente &amp;nbsp;dalla polizia. Il corpo del giovaneVirgilio presentava un foro di ingresso di pallottola sulla guancia destra. Ilfratello del ragazzino Vittorio ricostruirà in seguito attraverso testimonianzela fine della mascotte , contrassegnata da coerenza e coraggio , rari in ungiovanissimo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ai genitori del ragazzino, verràdetto che la fucilazione avvenne a causa di una parentela &amp;nbsp;con un gerarca della Repubblica SocialeItaliana, ma era solo una malvagia bugia per giustificare un ennesimo crimine,compiuto contro un “nemico” di appena quindici anni.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Roberto Nicolick&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-left: 36.0pt;"&gt;. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-vkkuzIYZnEU/TuYmKbGweQI/AAAAAAAAEHE/xgZSLVSqsNo/s1600/alpino+virgilio+ferrari.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-vkkuzIYZnEU/TuYmKbGweQI/AAAAAAAAEHE/xgZSLVSqsNo/s1600/alpino+virgilio+ferrari.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/21019054-4676502709198464740?l=nicolickblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolickblog.blogspot.com/feeds/4676502709198464740/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2011/12/luccisione-del-povero-virgilio-ferrari.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/4676502709198464740'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/4676502709198464740'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2011/12/luccisione-del-povero-virgilio-ferrari.html' title='l&apos;uccisione del povero virgilio ferrari di anni 15, colpevole di essere solo una povera mascotte'/><author><name>robertonicolickblog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10696820634292186739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/__sovc-LxprE/SKcJsJi1znI/AAAAAAAABxA/HrexKsWky0Q/S220/P8130065.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-vkkuzIYZnEU/TuYmKbGweQI/AAAAAAAAEHE/xgZSLVSqsNo/s72-c/alpino+virgilio+ferrari.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-21019054.post-5607465321183329464</id><published>2011-12-08T06:38:00.000-08:00</published><updated>2011-12-08T06:38:10.177-08:00</updated><title type='text'>nicolick ingresso al forte.MOD</title><content type='html'>&lt;iframe height="344" src="http://www.youtube.com/embed/KIhxUpUBFAM?fs=1" frameborder="0" width="459" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/21019054-5607465321183329464?l=nicolickblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolickblog.blogspot.com/feeds/5607465321183329464/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2011/12/nicolick-ingresso-al-fortemod.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/5607465321183329464'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/5607465321183329464'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2011/12/nicolick-ingresso-al-fortemod.html' title='nicolick ingresso al forte.MOD'/><author><name>robertonicolickblog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10696820634292186739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/__sovc-LxprE/SKcJsJi1znI/AAAAAAAABxA/HrexKsWky0Q/S220/P8130065.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/KIhxUpUBFAM/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-21019054.post-6589252296670655715</id><published>2011-12-03T12:07:00.001-08:00</published><updated>2011-12-03T12:07:34.813-08:00</updated><title type='text'>I NUCLEI NBCR</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;h2 class="subTitle" style="background-color: white; color: #528dbe; font-family: Georgia, 'Times New Roman', Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 1.1em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 2px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: left;"&gt;I Nuclei NBCR: chi sono, cosa fanno, come si esercitano, quando entrano in azione&lt;/h2&gt;&lt;strong style="background-color: white; color: #666666; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-align: left;"&gt;L'attività di un gruppo specializzato dei Vigili del Fuoco chiamato ad intervenire in situazioni veramente eccezionali&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br style="background-color: white; color: #666666; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-align: left;" /&gt;&lt;br style="background-color: white; color: #666666; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-align: left;" /&gt;&lt;div class="pJust" style="background-color: white; color: #666666; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 12px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify !important;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img align="right" alt="nbcr" border="0" hspace="5" src="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/images/6/200566123822.jpg" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px;" title="nbcr" /&gt;Quando esiste un fondato pericolo di contagio da sostanze nucleari, biologiche, chimiche o radiologiche, in grado di provocare gravi danni a persone, animali o cose, è chiamato ad intervenire un particolare gruppo di specialisti dei Vigili del Fuoco, il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Nucleo NBCR&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Questi pompieri si distinguono immediatamente dagli altri per la particolarità dei loro indumenti. Vestiti di tute colorate, sembrano astronauti o esseri provenienti da altre atmosfere�&lt;br /&gt;Dagli anni '60, con la legge sull'ordinamento del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco 13 maggio 1961, n. 469, sono stati attribuiti al Ministero dell'Interno e al Corpo Nazionale Vigili del Fuoco "� i servizi tecnici per la tutela dell'incolumità delle persone e la preservazione dei beni derivanti anche dall'impiego dell'energia nucleare".&lt;br /&gt;La sigla NBCR non è altro che l'abbreviazione di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;NUCLEARE&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;-&amp;nbsp;&lt;strong&gt;BIOLOGICO&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;-&amp;nbsp;&lt;strong&gt;CHIMICO&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;-&amp;nbsp;&lt;strong&gt;RADIOLOGICO&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="pJust" style="background-color: white; color: #666666; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 12px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify !important;"&gt;&lt;strong&gt;I Vigili del Fuoco NBCR sono stati adeguatamente formati e dotati di strumenti e protezioni idonee ad interventi di questa natura.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;img align="left" alt="nbcr asti" border="0" hspace="5" src="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/images/6/200566124031.jpg" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px;" title="nbcr asti" /&gt;Gli specialisti NBCR sono equipaggiati di particolari tute per la protezione personale, tute "scafandrate", dotate di auto protettori per la respirazione e per l'intervento in ambienti contaminati. Gli NBCR hanno in dotazione anche maschere antigas, rilevatori di sostanze pericolose, sensori elettrochimici e particolari mezzi come&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/antiterrorismo/notizia_19058.html" style="color: #528dbe; font-weight: 800; text-decoration: none;" title="IVECO-ONE: il camion dei Vigili del Fuoco si fa in sette"&gt;&lt;strong&gt;l'IVECO-ONE&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/a&gt;, un'u&amp;nbsp;&lt;img align="right" alt="bari nbcr" border="0" hspace="5" src="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/images/6/200566124530.jpg" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px;" title="bari nbcr" /&gt;nità mobile progettata proprio per la rilevazione di agenti chimici e nucleari, per la decontaminazione di persone, veicoli e terreno, nonché per il recupero delle sostanze pericolose.&lt;br /&gt;I corsi di formazione, organizzati in modo continuo da ciascun comando provinciale, tramite le direzioni regionali, hanno registrato negli ultimi tre anni un notevole incremento con la partecipazione di ben 5000 Vigili del Fuoco.&lt;br /&gt;In ogni comando provinciale sono presenti una o più squadre d'intervento, secondo la disponibilità del personale in servizio, mentre a livello regionale è prevista una squadra avanzata e di coordinamento.&lt;br /&gt;E' possibile, tuttavia, in caso di emergenza, trasportare velocemente altri nuclei specialistici o attrezzature da una parte all'altra del territorio nazionale, mediante i nuovi elicotteri da trasporto veloce AB 109 power e il velivolo ad ala fissa, l'aereo P180 avanti.&lt;/div&gt;&lt;div class="pJust" style="background-color: white; color: #666666; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 12px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify !important;"&gt;&lt;strong&gt;L'intervento degli specialisti NBCR può essere richiesto&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in caso di incidenti di tipo industriale, ma anche in caso di incidenti stradali, quando l'impatto tra i veicoli provoca la&lt;a href="http://www.vigilfuoco.it/news/index_image.asp?Stringa=ribalt_autoci_ravenna&amp;amp;NumID=002888" style="color: #528dbe; font-weight: 800; text-decoration: none;"&gt;&amp;nbsp;&lt;img align="left" alt="nbcr" border="0" hspace="5" src="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/images/6/200566134313.jpg" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px;" title="nbcr" /&gt;&lt;/a&gt;fuoriuscita di sostanze pericolose.&lt;br /&gt;Tali episodi sono generalmente causati da un'errata manipolazione di determinate sostanze da parte dell'uomo, ma possono essere provocati anche da eventi naturali, come terremoti, alluvioni, ecc., che ne determinano la dispersione.&lt;br /&gt;I Nuclei NBCR sono chiamati ad intervenire anche in caso di impiego di sostanze pericolose a scopo terroristico.&lt;br /&gt;Un attacco non convenzionale potrebbe essere caratterizzato dalla diffusione nell'ambiente di sostanze assorbibili a livello cutaneo, o ingeribili a seguito della contaminazione di acqua o cibo, oppure assimilabili per inalazione, qualora le sostanze siano allo stato aeriforme.&lt;/div&gt;&lt;div class="pJust" style="background-color: white; color: #666666; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 12px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify !important;"&gt;&lt;strong&gt;In caso di incidente è fondamentale il controllo del flusso dei soccorritori, l'adozione di un sistema di comando adeguato, possibilmente unificato, l'attivazione di una comunicazione idonea a coordinare tutte le operazioni di soccorso sanitario e di polizia&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Direttamente sul luogo dell'incidente vengono fornite alcune istruzioni fondamentali, altre vengono diramate dalla Sala Operativa dei Vigili del Fuoco e della Questura.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="pCent" style="background-color: white; color: #666666; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 12px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: center !important;"&gt;&lt;img alt="zona rossa nbcr" border="0" hspace="5" src="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/images/6/20056613624.jpg" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px;" title="zona rossa nbcr" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="pJust" style="background-color: white; color: #666666; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 12px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify !important;"&gt;I Vigili del Fuoco devono intervenire delimitando la zona colpita per impedire l'allontanamento delle persone coinvolte e l'accesso dei curiosi e, contemporaneamente, intervenire nel soccorso in zona "rossa o calda", con i dispositivi di protezione in dotazione.&lt;br /&gt;Tra il 2001 e il 2002 sono stati effettuati circa 1.700 interventi di tipo non convenzionale, 130 nel 2003 ed alcune decine nel 2004.&lt;br /&gt;Questi interventi sono stati richiesti in casi sospetti di buste contenenti antrace, ma dopo le procedure d'emergenza e le analisi di laboratorio, si sono rivelati tutti falsi allarmi.&lt;/div&gt;&lt;div class="pJust" style="background-color: white; color: #666666; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-bottom: 12px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify !important;"&gt;&lt;strong&gt;Per essere in grado di svolgere questo particolare compito, i Vigili del Fuoco sono impegnati, in collaborazione con gli altri attori preposti alla difesa civile, in ricorrenti esercitazioni che verificano la loro operatività e la validità dei piani di sicurezza.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.vigilfuoco.it/news/index_image.asp?Stringa=ge_040714&amp;amp;NumID=003462" style="color: #528dbe; font-weight: 800; text-decoration: none;"&gt;&lt;img align="left" alt="genova nbcr" border="0" hspace="5" src="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/images/6/200566122716.jpg" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px;" title="genova nbcr" /&gt;&lt;/a&gt;Gli addestramenti sul territorio sono organizzati tenendo conto dei più diversi scenari, compreso quello di un attacco terroristico con immissione nell'ambiente di sostanze non convenzionali, polveri, liquidi, gas tossici, dannosi per l'uomo, gli animali, le cose.&lt;br /&gt;Ciascuna Prefettura-UTG organizza questi test scegliendo gli obiettivi ritenuti sensibili a livello locale e i possibili scenari, prevedendo attacchi con armi chimiche, batteriologiche, radiologiche e nucleari.&lt;br /&gt;Nel 2004 sono state effettuate più di 30 addestramenti che hanno impegnato duramente le squadre di soccorso, per testare ed ottimizzare tutte le procedure d'intervento.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.vigilfuoco.it/news/index_image.asp?Stringa=esercita_nbcr_roma&amp;amp;NumID=003129" style="color: #528dbe; font-weight: 800; text-decoration: none;"&gt;&lt;img align="left" alt="nbcr roma" border="0" hspace="5" src="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/images/6/200566123011.jpg" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px;" title="nbcr roma" /&gt;&lt;/a&gt;Tra le esercitazioni più impegnative si ricordano quelle realizzate negli spettacolari scenari operativi della&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/vigili_fuoco/notizia_19371.html" style="color: #528dbe; font-weight: 800; text-decoration: none;" title="Simulato dai Vigili del Fuoco un attacco chimico alla stazione Termini di Roma"&gt;&lt;strong&gt;Stazione Termini di Roma&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/a&gt;o della&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/vigili_fuoco/notizia_19478.html" style="color: #528dbe; font-weight: 800; text-decoration: none;" title="Esercitazione dei Vigili del Fuoco a Venezia"&gt;&lt;strong&gt;laguna di Venezia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/a&gt;, ma anche l'esercitazione realizzata a&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.vigilfuoco.it/news/popup/atlantide_pordenone.asp" style="color: #528dbe; font-weight: 800; text-decoration: none;"&gt;&lt;strong&gt;Pordenone&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/a&gt;, alla quale hanno partecipato circa 500 persone, tra cui 200 Vigili del Fuoco e quella che ha avuto luogo a&lt;a href="http://www.vigilfuoco.it/news/popup/ge_040714.asp" style="color: #528dbe; font-weight: 800; text-decoration: none;"&gt;&lt;strong&gt;Genova&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/a&gt;, dove è stata simulata la presenza di gas nervino nella stazione metropolitana di S. Giorgio.&lt;/div&gt;&lt;br style="background-color: white; color: #666666; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-align: left;" /&gt;&lt;br style="background-color: white; color: #666666; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-align: left;" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/21019054-6589252296670655715?l=nicolickblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolickblog.blogspot.com/feeds/6589252296670655715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2011/12/i-nuclei-nbcr.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/6589252296670655715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/6589252296670655715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2011/12/i-nuclei-nbcr.html' title='I NUCLEI NBCR'/><author><name>robertonicolickblog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10696820634292186739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/__sovc-LxprE/SKcJsJi1znI/AAAAAAAABxA/HrexKsWky0Q/S220/P8130065.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-21019054.post-3741232613787488184</id><published>2011-12-03T11:47:00.001-08:00</published><updated>2011-12-03T12:03:35.656-08:00</updated><title type='text'>ROSSO VIGILI DEL FUOCO, L'UNICO ROSSO CHE MI PIACE</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-bfqkpUey6E8/Ttp3V-9oRUI/AAAAAAAAEDU/qbx5AmzDP7U/s1600/IMGP0012.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-bfqkpUey6E8/Ttp3V-9oRUI/AAAAAAAAEDU/qbx5AmzDP7U/s320/IMGP0012.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-0Gw1vCwb3Qc/Ttp3hoZ04TI/AAAAAAAAEDc/TYQyQGRrTqU/s1600/IMGP0013.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-0Gw1vCwb3Qc/Ttp3hoZ04TI/AAAAAAAAEDc/TYQyQGRrTqU/s320/IMGP0013.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-qfW3sHmZehk/Ttp3uBdI-HI/AAAAAAAAEDk/7DHwaRk5tcw/s1600/IMGP0014.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-qfW3sHmZehk/Ttp3uBdI-HI/AAAAAAAAEDk/7DHwaRk5tcw/s320/IMGP0014.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Fxhe63p9JFo/Ttp36zbTUNI/AAAAAAAAEDs/Tx4n15I4sg8/s1600/IMGP0015.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-Fxhe63p9JFo/Ttp36zbTUNI/AAAAAAAAEDs/Tx4n15I4sg8/s320/IMGP0015.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-zGLa-Wi-29I/Ttp4HjcnccI/AAAAAAAAED0/OeoWKeqaUqk/s1600/IMGP0016.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-zGLa-Wi-29I/Ttp4HjcnccI/AAAAAAAAED0/OeoWKeqaUqk/s320/IMGP0016.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Ai-bxHklMM8/Ttp4TTOjRGI/AAAAAAAAED8/3ymwMIbcJ7o/s1600/IMGP0017.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-Ai-bxHklMM8/Ttp4TTOjRGI/AAAAAAAAED8/3ymwMIbcJ7o/s320/IMGP0017.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-PPv1N9SXRQI/Ttp4eyrD_nI/AAAAAAAAEEE/A7x6uFnVEPY/s1600/IMGP0018.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-PPv1N9SXRQI/Ttp4eyrD_nI/AAAAAAAAEEE/A7x6uFnVEPY/s320/IMGP0018.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-c-zsihSSqu8/Ttp4rfr3RJI/AAAAAAAAEEM/4tsk-ZF2_XQ/s1600/IMGP0019.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-c-zsihSSqu8/Ttp4rfr3RJI/AAAAAAAAEEM/4tsk-ZF2_XQ/s320/IMGP0019.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-xw-pjRMwnJY/Ttp43Rxe7sI/AAAAAAAAEEU/pQlAyIP5RLc/s1600/IMGP0020.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-xw-pjRMwnJY/Ttp43Rxe7sI/AAAAAAAAEEU/pQlAyIP5RLc/s320/IMGP0020.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-4BcYQuUahDs/Ttp5FMZrUMI/AAAAAAAAEEc/Xo1p78SHpk0/s1600/IMGP0021.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-4BcYQuUahDs/Ttp5FMZrUMI/AAAAAAAAEEc/Xo1p78SHpk0/s320/IMGP0021.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-amUeMWCSpEs/Ttp5QZi2w8I/AAAAAAAAEEk/Rn_MvTE_Rz4/s1600/IMGP0022.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-amUeMWCSpEs/Ttp5QZi2w8I/AAAAAAAAEEk/Rn_MvTE_Rz4/s320/IMGP0022.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-GQskxiyThKU/Ttp5c55dteI/AAAAAAAAEEs/sqMKnuTe8eM/s1600/IMGP0023.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-GQskxiyThKU/Ttp5c55dteI/AAAAAAAAEEs/sqMKnuTe8eM/s320/IMGP0023.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-rYCrRFGm56s/Ttp5oPuL4wI/AAAAAAAAEE0/6d1dhHi7Xn0/s1600/IMGP0024.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-rYCrRFGm56s/Ttp5oPuL4wI/AAAAAAAAEE0/6d1dhHi7Xn0/s320/IMGP0024.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-zZ-N08DYdzk/Ttp5yyekHkI/AAAAAAAAEE8/WXO3Ym38KtI/s1600/IMGP0025.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-zZ-N08DYdzk/Ttp5yyekHkI/AAAAAAAAEE8/WXO3Ym38KtI/s320/IMGP0025.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Mlo54-WrBf4/Ttp5-gN2w8I/AAAAAAAAEFE/Mi-yLLUPMF8/s1600/IMGP0026.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-Mlo54-WrBf4/Ttp5-gN2w8I/AAAAAAAAEFE/Mi-yLLUPMF8/s320/IMGP0026.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-8jIXNTN0WIk/Ttp6KukrEJI/AAAAAAAAEFM/zB5OAWD0t_A/s1600/IMGP0027.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-8jIXNTN0WIk/Ttp6KukrEJI/AAAAAAAAEFM/zB5OAWD0t_A/s320/IMGP0027.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-clFqI5_MFKg/Ttp6VgXQzeI/AAAAAAAAEFU/YzCfvPVXCn0/s1600/IMGP0028.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-clFqI5_MFKg/Ttp6VgXQzeI/AAAAAAAAEFU/YzCfvPVXCn0/s320/IMGP0028.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-x1OcO5zg4s8/Ttp6i6XHTZI/AAAAAAAAEFc/msgtLI4o0CM/s1600/IMGP0029.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-x1OcO5zg4s8/Ttp6i6XHTZI/AAAAAAAAEFc/msgtLI4o0CM/s320/IMGP0029.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Y3-aRGEtQ1s/Ttp6uOmRUbI/AAAAAAAAEFk/7f2268ufeuE/s1600/IMGP0030.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-Y3-aRGEtQ1s/Ttp6uOmRUbI/AAAAAAAAEFk/7f2268ufeuE/s320/IMGP0030.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-PO1A6tHxVIo/Ttp65_raX_I/AAAAAAAAEFs/ao87mMMYCU4/s1600/IMGP0031.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-PO1A6tHxVIo/Ttp65_raX_I/AAAAAAAAEFs/ao87mMMYCU4/s320/IMGP0031.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-oSOFVyIZXtc/Ttp7EpsATLI/AAAAAAAAEF0/-8zIS4BFZCM/s1600/IMGP0032.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-oSOFVyIZXtc/Ttp7EpsATLI/AAAAAAAAEF0/-8zIS4BFZCM/s320/IMGP0032.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-4obhfNFZmWk/Ttp7QfniJuI/AAAAAAAAEF8/OfUSSaKA5O0/s1600/IMGP0033.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-4obhfNFZmWk/Ttp7QfniJuI/AAAAAAAAEF8/OfUSSaKA5O0/s320/IMGP0033.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-QCkQncQFolY/Ttp7bnda2uI/AAAAAAAAEGE/ReZuQdNA4eI/s1600/IMGP0034.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-QCkQncQFolY/Ttp7bnda2uI/AAAAAAAAEGE/ReZuQdNA4eI/s320/IMGP0034.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-xMuK-x7hb2o/Ttp7mgkeJII/AAAAAAAAEGM/MnSDY2zqzls/s1600/IMGP0035.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-xMuK-x7hb2o/Ttp7mgkeJII/AAAAAAAAEGM/MnSDY2zqzls/s320/IMGP0035.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-TmjCLrkcR7E/Ttp7x0wt8FI/AAAAAAAAEGU/fQ8VB_P78p8/s1600/IMGP0036.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-TmjCLrkcR7E/Ttp7x0wt8FI/AAAAAAAAEGU/fQ8VB_P78p8/s320/IMGP0036.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/--o-6CA4hj3k/Ttp78aZYt4I/AAAAAAAAEGc/KqJDEf_y66o/s1600/IMGP0037.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/--o-6CA4hj3k/Ttp78aZYt4I/AAAAAAAAEGc/KqJDEf_y66o/s320/IMGP0037.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-r0DMgt7Cruw/Ttp8Ho8HQ7I/AAAAAAAAEGk/1wcj-2Ss6Ng/s1600/IMGP0038.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-r0DMgt7Cruw/Ttp8Ho8HQ7I/AAAAAAAAEGk/1wcj-2Ss6Ng/s320/IMGP0038.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-bFQlRh35Rxc/Ttp8TG18l4I/AAAAAAAAEGs/MBDoMwxXBYI/s1600/IMGP0039.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-bFQlRh35Rxc/Ttp8TG18l4I/AAAAAAAAEGs/MBDoMwxXBYI/s320/IMGP0039.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-9GIjRbgSuZI/Ttp8d0QALQI/AAAAAAAAEG0/rXyxpuSMGKI/s1600/IMGP0040.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-9GIjRbgSuZI/Ttp8d0QALQI/AAAAAAAAEG0/rXyxpuSMGKI/s320/IMGP0040.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-legXNl89O1c/Ttp8ppalgZI/AAAAAAAAEG8/gB6-mroWIzE/s1600/IMGP0041.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-legXNl89O1c/Ttp8ppalgZI/AAAAAAAAEG8/gB6-mroWIzE/s320/IMGP0041.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/21019054-3741232613787488184?l=nicolickblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolickblog.blogspot.com/feeds/3741232613787488184/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2011/12/rosso-vigili-del-fuoco-lunico-rosso-che.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/3741232613787488184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/3741232613787488184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2011/12/rosso-vigili-del-fuoco-lunico-rosso-che.html' title='ROSSO VIGILI DEL FUOCO, L&apos;UNICO ROSSO CHE MI PIACE'/><author><name>robertonicolickblog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10696820634292186739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/__sovc-LxprE/SKcJsJi1znI/AAAAAAAABxA/HrexKsWky0Q/S220/P8130065.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-bfqkpUey6E8/Ttp3V-9oRUI/AAAAAAAAEDU/qbx5AmzDP7U/s72-c/IMGP0012.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-21019054.post-2817668534607866517</id><published>2011-11-29T10:11:00.000-08:00</published><updated>2011-11-29T10:11:17.138-08:00</updated><title type='text'>nicolick trova un bunker o un piccolo deposito di munizioni nel bosco</title><content type='html'>&lt;iframe height="344" src="http://www.youtube.com/embed/K79aizmNfvM?fs=1" frameborder="0" width="459" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/21019054-2817668534607866517?l=nicolickblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolickblog.blogspot.com/feeds/2817668534607866517/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2011/11/nicolick-trova-un-bunker-o-un-piccolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/2817668534607866517'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/2817668534607866517'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2011/11/nicolick-trova-un-bunker-o-un-piccolo.html' title='nicolick trova un bunker o un piccolo deposito di munizioni nel bosco'/><author><name>robertonicolickblog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10696820634292186739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/__sovc-LxprE/SKcJsJi1znI/AAAAAAAABxA/HrexKsWky0Q/S220/P8130065.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/K79aizmNfvM/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-21019054.post-8336775232820895718</id><published>2011-11-29T00:54:00.001-08:00</published><updated>2011-11-29T01:05:19.966-08:00</updated><title type='text'>Droga in Birmania</title><content type='html'>A Muse, sul confine con la Cina, passano i grandi traffici delle mafie. E di lì partono le droghe dirette in Occidente via Hong Kong&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Federico Varese per “La Stampa“&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RUILI (CINA)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ruili è un nome quasi del tutto ignoto in Europa. Eppure merita di comparire in una lista dei luoghi chiave della globalizzazione criminale, come Gio- Ria Tauro in Calabria, Veleshta in Macedonia (lo snodo del traffico di esseri umani in Europa) e Ciudad del Este al confine tra Paraguay, Argentina e Brasile, dove il mercato nero è legale e non esiste alcun sistema fiscale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ruili (140 mila abitanti) si trova sul confine cinese tra la provincia dello Yunnan e il Nord-est della Birmania, quel «triangolo d’oro» che a tutt’oggi è il secondo produttore al mondo di oppio dopo l’Afghanistan e dove operano centinaia di raffinerie di eroina e anfetamine. Tutti i resoconti sulle timide aperture verso la democrazia nella Repubblica di Myanmar (il nome ufficiale della Birmania) sembrano ignorare l’ipoteca che produttori e trafficanti di droga hanno e continueranno ad avere sul futuro del Paese. «Quello che vedrai a Ruili non lo potrai osservare da nessun’altra parte in Cina» ci dice la tassista, sorpresa di trovare un italiano da queste parti. Sulla strada che porta in città ci sono quattro posti di blocco dell’esercito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non stupisce che il governo cinese abbia mobilitato l’esercito. Uomini d’affari birmani attraversano il confine per comprare i prodotti venduti nelle decine di piccoli garage adattati a negozi sulla strada che porta al confine, mentre i cinesi comprano giada grezza da lavorare nei laboratori della zona, legname, minerali e animali esotici. Altri trasportano eroina e anfetamine birmane attraverso il check point che separa Ruili dalla città birmana gemella Muse e da lì la merce prosegue per il Sud del Paese, raggiunge Canton e il porto di Hong Kong e infine l’occidente. Il mercato degli esseri umani è uno dei più fiorenti: nelle centinaia di bordelli si possono trovare giovani birmane alla ricerca di una vita migliore o vendute dalle proprie famiglie, mentre gang cinesi rapiscono ragazze di là dal confine e le vendono come mogli in Cina. Questo è il luogo della prima epidemia di Aids nel Regno di Mezzo, e continua ad avere il più alto tasso di persone infette dell’intero paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È anche una zona strategica per il futuro energetico della Cina: qui approderà un oleodotto del valore di 2 miliardi di dollari, che trasporterà il petrolio del Medio Oriente dal Golfo del Bengala attraverso la Birmania, evitando al greggio di passare per lo stretto di Malacca, infestato di pirati; e qui arriverà gran parte dell’energia idroelettrica prodotta dalle sessantacinque dighe che il regime comunista ha costruito in Birmania negli ultimi anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attività legali e illegali sono legate in maniera inestricabile, in questa parte del mondo. I contratti per l’estrazione della giada nelle miniere birmane di Hpakant sono stati ottenuti da un trafficante di droga, Wei Hsueh-kang, il quale è allo stesso tempo un rispettato uomo d’affari in Cina, il comandante di un esercito indipendentista in Birmania e un ricercato dalla giustizia americana che offre due milioni di dollari per informazioni utili alla sua cattura. Secondo Ko-lin Chin, uno studioso birmano che ha svolto lavoro sul campo in queste zone, Wei Hsueh-kang è il trafficante più importante del triangolo d’oro, dove gestisce diverse raffinerie. Pur essendo di origine cinese, è riuscito a ottenere la fiducia delle milizie locali e, con i proventi della droga, ha fondato nel 1988 un gruppo imprenditoriale con vasti interessi – costruzioni, agricoltura, estrazione della giada, dei minerali e del petrolio, elettronica, telecomunicazioni – e uffici di rappresentanza in Cina e in Myanmar.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l’apertura della Cina all’economia di mercato nel 1989, la Birmania è diventata la mèta di uomini d’affari senza scrupoli che si sono gettati sul Paese nella speranza di farsi d’oro. Secondo una stima, più di un milione di imprenditori cinesi hanno attraversato la frontiera e si sono stabiliti in Birmania negli Anni 90. Alcuni sono tornati in patria con la tasche piene, ma la maggior parte non ha avuto successo ed è rimasta bloccata in un Paese sottosviluppato, corrotto e inospitale. Avevano però una carta da giocare: grazie ai loro contatti in Cina, potevano importare la tecnologia necessaria per raffinare l’eroina e per produrre le pastiglie di anfetamine. I laboratori di raffinazione nascosti nella giungla birmana del Kachin (la stessa zona dove sorgono le miniere di giada) sono oggi più di cento. I produttori vendono la droga ai trafficanti che la trasportano al di là del confine. Le milizie autonomiste e le unità dell’esercito regolare hanno il ruolo di protettori locali, ma allo stesso investono in questo business. Molti trafficanti hanno comprato case e ristoranti a Ruili. Un boss della droga, ci dicono, ha appena fatto un grosso investimento per costruire dei campi da golf a qualche chilometro dal centro. È anche il padrone del nostro albergo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I trafficanti non sono membri di gruppi criminali tradizionali, ma uomini d’affari insospettabili per i quali la droga costuitusce solo un aspetto della loro attività. L’immagine di una piovra mondiale, di una gigantesca multinazionale del crimine perfettamente integrata, che sposta centinaia di chili di sostanze stupefacenti, è fuorviante. Questo commercio viene condotto da network flessibili che non dipendono dalle mafie tradizionali, e l’esistenza di contatti tra comunità cinesi sparse in tutto mondo rende più facile le attività criminali transnazionali. Tutti i giorni, andando all’Università di Oxford dove insegno, passo difronte alla casa dove Aung San Suu Kyi visse negli Anni 70 e prego il mio Dio che il premio Nobel possa tornare presto a guidare il suo Paese. Eppure il futuro di Myanmar passa anche per le strade scalcinate di Ruili, per le distese coltivate a oppio del Triangolo d’Oro, per le milizie indipendentiste che non sembrano disposte a cedere le armi, e per le centinaia di raffinerie clandestine gestiste da mercanti di morte cinesi. Se mai tornasse a essere una democrazia, potrà questo Paese evitare il destino di guerra e violenza di molte parti dell’America Latina?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/21019054-8336775232820895718?l=nicolickblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolickblog.blogspot.com/feeds/8336775232820895718/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2011/11/droga-in-birmania.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/8336775232820895718'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/8336775232820895718'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2011/11/droga-in-birmania.html' title='Droga in Birmania'/><author><name>robertonicolickblog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10696820634292186739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/__sovc-LxprE/SKcJsJi1znI/AAAAAAAABxA/HrexKsWky0Q/S220/P8130065.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-21019054.post-2657815019843322505</id><published>2011-11-27T10:01:00.001-08:00</published><updated>2011-11-27T10:01:48.923-08:00</updated><title type='text'>La cartiera burgo di Mignagola, un luogo di atrocità fatte dai partigiani comunisti</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-aufyPsHfeyc/TtJ6_v5Sf3I/AAAAAAAAEDM/gqOBbxGACBI/s1600/cartiera+burgo+mignagola%252C+treviso.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="236" src="http://3.bp.blogspot.com/-aufyPsHfeyc/TtJ6_v5Sf3I/AAAAAAAAEDM/gqOBbxGACBI/s320/cartiera+burgo+mignagola%252C+treviso.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;center&gt;&lt;table border="1" bordercolordark="#0066cc" bordercolorlight="#0066cc" cellpadding="6" cellspacing="0" style="border-bottom: 0px solid; border-left: 0px solid; border-right: 0px solid; border-top: 0px solid;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td bgcolor="#ffffcc" width="100%"&gt;&lt;div align="center" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #0066cc; font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="" name="Mignagola: la cartiera maledetta"&gt;&lt;/a&gt;Mignagola: la cartiera maledetta&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;Tra fine aprile e i primi di maggio del 1945 la “Cartiera Burgo” di Mignagola di Carbonera venne adibita dai partigiani comunisti a campo di concentramento e luogo di tortura di “fascisti o presunti tali” rastrellati nella zona o arresisi a guerra finita - Nei massacri di quei giorni solo un centinaio di vittime vennero identificate in quanto i corpi di molti uccisi vennero gettati nel fiume Sile sparendo per sempre - Il boia della cartiera era il sanguinario “Falco” (Gino Simionato da Sambughè) che in una sola azione massacrò a colpi di vanghetto trentaquattro prigionieri finendoli poi a colpi di mitra - Le agghiaccianti testimonianze dei superstiti sulle torture ai prigionieri e la crocefissione del sottotenente della GNR Gino Lorenzi - I rapporti dei carabinieri: «Si uccideva senza nemmeno prender nota del nome delle vittime» - Gli intrecci tra resistenza e delinquenza comune nell'impressionante serie di crimini che sconvolse il circondario - Le responsabilità dei partigiani della “Wladimiro” nei massacri - La storia dell'oro della Banca d'Italia sequestrato a Olmi di S. Biagio a sette triestini trucidati in cartiera e spartito tra partigiani cattolici e comunisti - Al termine dell'istruttoria sugli eccidi i colpevoli, noti e ignoti, vennero amnistiati in quanto responsabili di crimini «commessi in lotta contro il fascismo»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/center&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;Q&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;uesto è il racconto dei crimini e delle infamie perpetrate dalla banda del “Falco”, una delle più feroci formazioni comuniste operanti durante la resistenza nella zona a cavallo dei comuni di Breda di Piave, Carbonera e S. Biagio di Callalta, sulla destra del fiume Piave, poco distante da Treviso. Il suo nome è legato soprattutto ai massacri avvenuti all'interno della “Cartiera Burgo” di Mignagola di Carbonera dove, tra la fine di aprile e la prima decade di maggio del 1945, furono sterminate non meno di tre-quattrocento persone.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;Nella zona, in combutta col “Falco” ma anche in maniera autonoma, operano diverse bande — gruppuscoli o cani sciolti — accomunati quasi tutti dalla stessa matrice criminale. C'è il gruppo di Antonio Sponchiado (“Fortunello”), la squadra di Luigi Pagotto (“Romi”), il gruppetto di Dino Piaser (“Balilla”), la banda di Dionisio Maschio (“Piton”), quella di Sebastiano Pastrello (“Russo” o “Biscotto”). C'è poi Luigi Pozzi, il furbo, defilato, imprendibile “Volpe”, coordinatore occulto e supervisore di molte imprese.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;Gino Simionato, detto “Falco”, nativo di Sambughè di Preganziol, classe 1920, arriva nella zona presumibilmente nel settembre del '44 con alle spalle una militanza nella Brigata “Mazzini”, operante nei dintorni di Valdobbiadene. Uomo rozzo e violento, egli si impone subito per la sua feroce determinazione, riuscendo a raggruppare intorno a sé una banda di suoi simili così dipinti in un rapporto dei carabinieri del 1951:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;«&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;u&gt;Simionato Gino&lt;/u&gt;, detto “Falco”&lt;/span&gt; - ... Godeva cattiva stima ed era poco amante del lavoro con tendenza a procurarsi i mezzi economici con attività illegale. Di carattere presuntuoso e arrogante, è sempre stato allontanato dai vicini e non è mai stato in buona considerazione della popolazione. Antecedentemente al reato ha tenuto mediocre condotta morale... Era diffamato come incline a commettere furti... Tenore di vita vizioso...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;u&gt;Bisetto Carlo&lt;/u&gt;, detto “Canea” (“Zebra”)&lt;/span&gt; - ... Risulta di cattiva condotta morale e politica e viene ricordato tra gli elementi sanguinari del periodo partigiano. Il reo si è dato alla delinquenza per motivi politici e il suo carattere è risultato sanguinario e crudele... La condotta susseguente al reato stesso risulta pessima... Operaio presso la Cartiera Burgo, dai conoscenti viene ricordato come persona pericolosa. Il suo carattere è violento e sanguinario.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;u&gt;Benedetti Alfonso&lt;/u&gt; (“Ferro”)&lt;/span&gt; - ... Carattere violentissimo, con tendenza a delinquere... Di carattere insubordinato... Sebbene giovanissimo e poco istruito, era divenuto, durante il periodo della liberazione, commissario di una brigata di partigiani e in tale qualità partecipò e fece parte di un tribunale partigiano. Anche dopo la liberazione ha tenuto una condotta pessima, tanto è vero che, vistosi abbandonato da tutti, è stato costretto a emigrare in Francia...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;u&gt;Cadonà&amp;nbsp; Silvio&lt;/u&gt; (“Senna” o “Secco”)&lt;/span&gt; - ... Di carattere violento, dedito al vizio e alle bevande alcooliche. Anche antecedentemente al reato ha sempre mantenuto una condotta scorretta e da tutti malvisto per il suo carattere violento. Durante la liberazione faceva parte di una formazione partigiana operante nella zona di Mignagola di Carbonera ed era da tutti temuto per il suo pessimo carattere...». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;A un certo punto, alla cartiera si dovette smettere di uccidere e ciò, per i partigiani, fu doloroso, angosciante. Nella speranza forse di poter presto ricominciare, si premurarono di occultare, nella proprietà di “Villa Dal Vesco”, a Breda di Piave, ben sessantaquattro quintali di armi e munizioni, la cui presenza fu però denunciata alle autorità militari da una popolazione ormai esausta delle loro imprese terroristiche.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left" style="margin-bottom: 2px; margin-top: 12px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #0066cc; font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="" name="Parlano i superstiti"&gt;&lt;/a&gt;Parlano i superstiti&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;D&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;i quello che accade a Mignagola e a Treviso dopo le stragi parleremo più avanti. Vediamo ora, a completamento e a conforto di quanto esposto, le testimonianze rese dai superstiti ai magistrati nel primo dopoguerra o, proprio di recente, su nostro invito.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="text-transform: uppercase;"&gt;E&lt;/span&gt;gidio &lt;span style="text-transform: uppercase;"&gt;C&lt;/span&gt;allegari&lt;/b&gt;, nella sua deposizione in tribunale, disse di avere incontrato, verso la fine del mese di aprile, mentre si trovava a S. Maria del Rovere, la signorina Armida Spellanzon, ex ausiliaria della GNR, e di averla accompagnata a recuperare delle valigie lasciate in custodia dalla parrucchiera del paese. Costei li condusse a “Villa Mocellin” e li consegnò ai partigiani che, dopo averli condotti in una stanza, li interrogarono. Ricorderà Callegari: «Io subii maltrattamenti, fra i quali un calcio che mi colpì dietro la schiena. La signorina fu coperta di improperi, ingiurie e altro. Le fu detto pure che, piuttosto di fare l'ausiliaria, sarebbe stato meglio fare la troia. Successivamente fummo prelevati e portati al Comando dei partigiani nella cartiera di&amp;nbsp; Mignagola. Lì fummo separati: lei in una stanza e io in un'altra. Qui subimmo altro interrogatorio dal comandante “Sauro” (&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;u&gt;Marcello Caldato - n.d.a.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;). Io ebbi in seguito il permesso di uscita, la signorina no. Questa fu prelevata e portata in uno stanzone; fu messa insieme ad altre persone che colà attendevano. Qui furono tutti trucidati; potevano essere in tutto una quindicina. Intesi i colpi di mitra. Prima della sparatoria intesi una voce che gridava: “Tutti a morte!”, seguita da un urlo emesso, immagino, dalle persone rinchiuse nello stanzone. Sentii distinta la voce della signorina: “No!, no!”. Dopo non sentii altro. Dalla stanza dove ero stato rinchiuso vidi dalla finestra, caricati su di un carretto trascinato a mano, sei o sette cadaveri che venivano portati via».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="text-transform: uppercase;"&gt;F&lt;/span&gt;rancesco&lt;span style="text-transform: uppercase;"&gt; G&lt;/span&gt;rifoni&lt;/b&gt;, altro superstite della cartiera, così deporrà: «Nei giorni immediatamente successivi alla liberazione, nell'aprile 1945, venni arrestato perché avevo prestato servizio come maresciallo nella GNR e tradotto nei locali della cartiera Burgo sita in Mignagola, a cinque chilometri da Treviso. In detta località, ove furono concentrati circa duemila fascisti o ritenuti tali, furono commesse dai partigiani atrocità e sevizie di ogni genere. Si calcola che almeno novecento persone furono uccise senza nemmeno la parvenza di un processo. Io giunsi alla cartiera il 30 aprile, insieme a un gruppo di una trentina di arrestati e, al momento dell'introduzione nello stabilimento, il capo dei partigiani addetto a riceverci ci prendeva a schiaffi, pugni e calci in modo che parecchi di noi rimasero pesti e sanguinanti. Altri due partigiani fecero togliere a tutti le scarpe, lasciandoci a piedi nudi e dicendo che le scarpe servivano a loro. A me, oltre le scarpe, furono tolti il denaro che avevo indosso, l'orologio d'argento, la penna stilografica e l'accendisigaro di metallo. La stessa sorte subirono i miei compagni di prigionia. Gli stessi due partigiani, armati di scudiscio, ci costrinsero a ballare con i piedi nudi sui vetri in modo che alcuni finirono per avere i piedi sanguinanti. La nostra condizione divenne ancora più dolorosa quando cominciarono ad affluire dalla montagna i componenti di varie brigate di partigiani i quali venivano sistematicamente a visitarci per cercare di riconoscere qualcuno dei responsabili delle persecuzioni da essi subite. E in tal modo essi sfogavano il loro rancore su di noi innocenti, tempestandoci di pugni e calci, tanto che dopo qualche giorno eravamo tutti pesti, contusi e tumefatti. Una sera, nel recarmi alla ritirata per un bisogno, vidi i cadaveri di tre persone impiccate a una sbarra di ferro. Nessuna contabilità e nessun inventario venivano fatti dei valori che ci venivano requisiti. Le brigate che agivano nella zona di Treviso erano la “Garibaldi” e la “Matteotti”, composte da comunisti e guidate da ufficiali slavi che erano particolarmente sanguinari. Ricordo che un capitano russo (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;u&gt;Walter Sadicov - n.d.a.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;), che indossava una giacca nera e aveva dei denti d'oro e che seppi, là dentro, che in precedenza aveva ucciso i due agenti di PS a nome Lupo e Mignona in località Carbonera, si aggirava per i locali della cartiera e uccideva coloro le cui facce non gli piacevano. Nessun registro era tenuto delle persone che entravano e uscivano. Nessuno ebbe a chiedermi un documento di identificazione al momento dell'ingresso al campo. Mi fu chiesto il nome e cognome, ma nessuno si preoccupò di registrarlo. Durante la notte, nei vari reparti dello stabilimento, che era molto vasto, si sentivano le grida delle persone che venivano giustiziate sommariamente e le raffiche dei colpi di arma da fuoco. Un giorno il capitano russo, senza alcun motivo, girando per i locali cominciò a inveire contro di noi, chiamandoci vigliacchi, e ci afferrò, alcuni, per i capelli, dandoci dei vigorosi colpi sulla testa col calcio di una grossa pistola che impugnava. In seguito a quei colpi, un capitano dell'Esercito repubblicano a nome Mollica, che era prigioniero con noi, ebbe un forte choc e rimase in condizioni disperate, tanto che fu portato fuori dal campo e non fu più veduto. Ritengo sia morto. Il sottotenente della GNR Enzo Spinelli, ventiquattrenne, che aveva la famiglia a Reggio Calabria, fu ucciso dallo stesso capitano russo con un colpo di rivoltella alla tempia. Io pure fui colpito dal calcio della pistola del russo, che mi produsse lesioni alla testa che guarirono in una decina di giorni. Il comandante del battaglione partigiani che operava intorno a Treviso, e che faceva parte della Brigata Garibaldi, si chiamava Piovesan, era un ex carabiniere e abitava a Vascon di Carbonera. Egli comandava il reparto che per primo si concentrò nella cartiera di Mignagola. Egli dava gli ordini che venivano eseguiti dai suoi gregari. Gli altri capi, che erano particolarmente feroci e che operavano insieme al capitano russo, erano Falco e Volpe. Un giorno, da un gruppo di cinquanta persone fui portato insieme ad altri quattro per essere fucilato, perché si diceva da parte dei partigiani che un gruppo di fascisti, resistendo a essi, aveva ucciso due dei loro. Fortunatamente per noi, proprio al momento dell'esecuzione, giunse un commissario di brigata senza un braccio, che poi seppi essere un ex capitano d'aviazione, il quale sospese l'esecuzione stessa in quanto i fascisti responsabili erano stati catturati. Insieme a noi furono catturate alcune donne del servizio ausiliario. Esse furono violentate da alcuni partigiani che menavano vanto di tali loro imprese».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;Successivamente il Grifoni, dopo quattro giorni di prigionia, fu portato in carcere a Treviso, dove rimase detenuto per alcuni mesi. Processato, venne poi condannato a un anno di carcere per collaborazionismo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;Altro superstite che deporrà davanti al giudice istruttore è &lt;b&gt;&lt;span style="text-transform: uppercase;"&gt;R&lt;/span&gt;iccardo&lt;span style="text-transform: uppercase;"&gt; G&lt;/span&gt;uain&lt;/b&gt;, classe 1908, guardia giurata, che presta servizio fino al 26 aprile lungo il tratto dei binari che collegano la cartiera Burgo alla linea ferroviaria Treviso-Portogruaro-Trieste, a protezione dei carri di carbone in sosta che egli non permette a nessuno di avvicinare. «Il 27 aprile — ricorderà Guain — venni arrestato da alcuni elementi partigiani della zona di Treviso e precisamente da certi Aldo Fabris, Antonio Sponchiado e da altri due individui di cui non ricordo il nome. Venni rinchiuso in un locale della cartiera Burgo assieme a tanti altri arrestati e precisamente assieme a undici individui di Trieste tra cui una donna incinta. Detti triestini l'indomani del mio arrivo vennero fucilati in un cortile della stessa cartiera. Rimasi detenuto per otto giorni e fui oggetto, da parte di Aldo Fabris e degli altri due di cui non ricordo i nomi, a numerose sevizie e torture. Venni ripetutamente bastonato a sangue e varie volte mi fu sputato in bocca; mi facevano mangiare della carta e altre simili cose. Come ho sopra detto, a torturarmi erano in tre persone tra cui il Fabris e altri due di cui mi riservo di fare il nome. Posso però dire che gli stessi sono nativi e residenti nel mio stesso paese, cioè Carbonera. Detti individui mi riferirono poi che erano stati comandati e pagati dallo Sponchiado per torturarmi a sangue. Dopo otto giorni fui rimesso in libertà dagli stessi individui che ebbero ad arrestarmi. Durante il periodo di detenzione, oltre ad aver visto fucilare gli undici triestini di cui sopra, ho assistito alla fucilazione di tante altre persone che con me si trovavano detenute. Le esecuzioni venivano fatte in un cortile dello stabilimento stesso ed eseguite da un gruppo di elementi partigiani tra cui era Aldo Fabris e gli altri due individui del mio stesso paese e di cui, ripeto, mi riservo di fare i nomi. Devo aggiungere che tutte le persone che venivano arrestate, me compreso, venivano depredate di ogni loro avere. A me furono portate via la penna stilografica, la giacca e una cinta da pantaloni. A un colonnello del distretto di Treviso venne asportata la somma di lire 260.000 circa e così per tutti coloro che si trovavano con me rinchiusi nel locale della cartiera predetta».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;Quando il Guain, per intervento di un parente operaio in cartiera, torna a casa, non ha un centimetro di pelle intatta: è tutto una piaga sanguinante e impiegherà mesi a rimettersi in salute. In seguito si arruolerà nell'Arma dei carabinieri e in tale veste renderà la sua deposizione. Ma confiderà ai suoi congiunti che, fra i torturatori, c'erano anche Zaffalon, Battistella, Sponchiado e la “staffetta” Trevisi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left" style="margin-bottom: 2px; margin-top: 12px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #0066cc; font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="" name="Sevizie di ogni genere"&gt;&lt;/a&gt;Sevizie di ogni genere&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;L&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;e medesime traversie del Guain subisce &lt;b&gt;&lt;span style="text-transform: uppercase;"&gt;G&lt;/span&gt;iulio &lt;span style="text-transform: uppercase;"&gt;T&lt;/span&gt;revisan&lt;/b&gt;, anni 45, macellaio, padre di sette figli, residente a S. Biagio di C. Prelevato da casa il 27 aprile da Gino Simionato (“Falco”), Silvio Cadonà (“Senna”) e Bisetto e portato in cartiera, venne pestato a sangue e torturato: gli viene perfino riempita la bocca di carta alla quale viene poi dato fuoco, ed è sottoposto a continue finte fucilazioni per terrorizzarlo e costringere i suoi a pagare per riaverlo vivo. La figlia maggiore si offre di prendere il suo posto. Invano. C'è chi lo vede, il 28 o il 29 aprile, in cartiera, sdraiato per terra accanto al Guain, semisvenuto e gemente, con un fazzoletto legato intorno al viso che gli regge la mandibola gonfia e slogata. I congiunti non ricordano più quante volte i partigiani si siano recati a trovarli per chiedere loro denaro e bestie macellate a riscatto del poveretto che, quando viene liberato, è ormai un rudere che non si regge in piedi. Non si rimetterà più né fisicamente né psichicamente perché, ciò che ha visto e subìto in quegli orribili, infernali giorni, lo ha sconvolto per sempre e incubi spaventosi lo perseguiteranno giorno e notte. Morirà nel 1950 in una casa di cura, dopo cinque anni di sofferenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;Chi invece riesce a evitare anche le torture è il maresciallo dell'esercito &lt;b&gt;&lt;span style="text-transform: uppercase;"&gt;G&lt;/span&gt;iovanni&lt;span style="text-transform: uppercase;"&gt; Z&lt;/span&gt;anette&lt;/b&gt; di Treviso. Sfollato a Cavriè di S. Biagio, il 30 aprile sta tornando in città col carro delle sue masserizie. In piazza a Cavriè viene catturato da alcuni partigiani, fra i quali spicca per bruttezza Aldo Borsato (“Iena”). Lo Zanette, trasportato in camionetta nella cartiera, viene quasi subito liberato da Luigi Pozzi (“Volpe”), del quale sta per diventare suocero. Si saprà poi che il maresciallo faceva il doppiogioco.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;Quelle che seguono adesso sono altre testimonianze di superstiti, rese solo di recente da coloro che vissero l'inferno di quei giorni alla “Cartiera Burgo”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;Scrive &lt;b&gt;&lt;span style="text-transform: uppercase;"&gt;B&lt;/span&gt;enito&lt;span style="text-transform: uppercase;"&gt; G&lt;/span&gt;uidato&lt;/b&gt;, ex sottotenente della GNR di stanza a Oderzo presso il collegio Brandolini: «... Dal 30 aprile ai primi di maggio 1945 sono rimasto nascosto presso una famiglia di Oderzo e solo dopo le notizie allarmanti delle fucilazioni a Ponte della Priula sono andato via assieme ad altri commilitoni. Il 3 maggio fui catturato a Saletto di Piave e ricordo come un incubo di essere stato portato prima a Villa Dal Vesco di Breda e poi nella cartiera di Mignagola dai partigiani del “Falco” e messo direttamente al muro già tappezzato di carne umana e sangue fresco di precedenti fucilazioni: solo un contrordine da parte di un partigiano ci salvò da sicura morte. Insieme ad altri militi fui rinchiuso nella nota stanza e sottoposto a maltrattamenti, ingiurie e altro, dopo essere stato spogliato di tutto. Ricordo in modo particolare che, per colpire, veniva usata una canna di bambù con inserito un tubo di ferro e uno scudiscio impugnato da una partigiana».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;Il Guidato fu poi portato in un collegio a Treviso dal quale, dopo 15 giorni, riuscì a fuggire dirigendosi verso Bergamo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;Ricorda &lt;b&gt;&lt;span style="text-transform: uppercase;"&gt;C&lt;/span&gt;arlo&lt;span style="text-transform: uppercase;"&gt; C&lt;/span&gt;oraluppi&lt;/b&gt;, altro superstite: «Il 30 aprile, nella tarda mattinata, fui catturato nelle vicinanze della caserma Salsa, assieme ad altri due militi e a un paio di ausiliarie, da un grosso gruppo di cosiddetti partigiani i quali ci portarono all'interno della caserma... Ci raggiunsero in breve tempo altri prigionieri, finché, è pomeriggio, caricati su di un camion, fummo portati al “campo di concentramento” di Mignagola/Cartiera... Trovammo grande affollamento di gente, fra i quali qualche volto conosciuto e fino ad allora insospettabile che cominciò a inveire contro di noi, finché, messi in fila, fummo ben pestati da un gruppetto di partigiani che ci sputarono anche addosso (a qualcuno in bocca; a me chiesero di porgere la mano su cui sputarono). Di corsa ci fecero entrare, sempre in mezzo alla folla, nei locali della cartiera, e anche durante quel breve tragitto si sentirono in dovere di colpirci in qualsiasi modo. Rintanati in una stanza e nel corridoio, fummo chiamati a uno a uno in un altro locale ove subimmo un interrogatorio a suon di botte. A me, che dissi di essere di Mogliano, una donna, che faceva parte della mezza dozzina di persone che sedeva dietro un lungo tavolo e che forse erano la corte di giustizia, chiese se conoscevo il “Falco” e precisò il nome: Gino Simionato di Sambughè. Poiché risposi negativamente, mi assicurò, ridendo, che presto l'avrei conosciuto. Portati quasi tutti in uno stanzone, dove erano stati ammucchiati, contro una parete, tavoli e sedie, fummo depredati di quanto avevamo (orologi, catenine e soprattutto soldi). A me portarono via persino il piastrino di riconoscimento militare. A tutti furono fatte togliere le scarpe che non rivedemmo più. Partigiani entravano di continuo nella stanza e tutti cercavano qualche “criminale”; non trovandolo, picchiavano tutti. Particolare accanimento ci mise nei pestaggi un certo Giovanni Brambullo (“Dante”) che usava, per spaccare teste, una vanghetta di tipo militare. Nello stesso stanzone erano rinchiusi anche una decina di militari tedeschi, quasi tutti ufficiali, che non furono toccati e che protestarono vivacemente contro i maltrattamenti inflitti agli italiani, soprattutto quando qualcuno di questi, sbattuto a suon di botte da un angolo all'altro, finiva addosso ai tedeschi stessi. Questi tedeschi rimasero con noi forse un paio di giorni e un loro medico si prodigò a medicare in qualche modo — sfidando le ire dei partigiani — i feriti più gravi, usando — non c'era altro — dei rotoli di carta della cartiera. Furono poi portati via, sempre con i dovuti riguardi. Sentivamo continuamente raffiche di colpi di fucile e qualche guardiano ci gratificava avvisandoci che presto sarebbe toccato anche a noi. Nel gruppo di cui facevo parte, e che ogni tanto si ingrossava per nuovi arrivi o diminuiva per partenze per destinazione ignota, c'era un Pianca (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;u&gt;Emilio - n.d.a.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;) che ogni tanto veniva portato fuori e rientrava in condizioni pietose: fra l'altro gli infilarono un pugnale in un braccio, rigirandolo nella ferita. Fu poi definitivamente portato via e certamente ucciso... Altro massacrato di botte fu un giovane brigatista, di S. Lazzaro o S. Trovaso, accusato nientemeno di avere avuto in dotazione un fucile che egli chiamava “Ciàpa”. Fu trascinato fuori ormai morente, lasciandosi dietro una lunga scia di sangue. Di sangue era abbondantemente intrisa la poca paglia su cui bivaccavamo. Passarono così quattro giorni, con l'intermezzo della festa del 1° maggio, durante la quale fummo allietati da una banda che in cortile suonava fino all'ossessione le quattro note di “Bandiera Rossa”, frammiste a continue raffiche di mitra e colpi isolati. Non mangiammo, non dormimmo e alla latrina ci si andava scortati. E quanti poveracci orinavano sangue! Il 4 maggio finalmente fummo portati all'interno di un capannone. Era ormai indifferente a tutti se ci avessero fucilati. Forse era preferibile! Ci diedero invece da mangiare un risotto che quelli che riuscirono a ingoiarlo trovarono ottimo. A qualcuno restituirono le cose di minor valore sequestrate. Ci fecero lavare un po' alla meglio e ci caricarono su di una vecchia corriera, sul cui tetto, sui parafanghi, sui predellini, sul cofano, salirono partigiani armati fino ai denti, col “Falco” in testa armato di una grossa mitragliera. Eravamo forse una trentina. Alcuni altri furono liberati. Altri ancora rimasero e non so che fine abbiano fatto. Scaricati alle porte di Treviso, legati le mani dietro la schiena con fili di ferro, catene, corde, spaghi e uniti tutti da una lunga corda, scalzi, insanguinati, laceri, dovemmo attraversare la città in mezzo alla canea che ci insultava, ci sputava addosso e ci colpiva. A me e a Santarelli (un milite di Lucca grande e grosso, ma ridotto in condizioni pietose) un vecchietto continuò per una cinquantina di metri a sbatterci sulle gambe la bicicletta, definendoci traditori. In piazza Duomo, prima, e poi nel cortiletto esterno delle carceri facemmo lunghe soste per concederci alle foto ricordo dei militari americani, con i partigiani in posa e la faccia feroce. Finalmente (pensa un po'... finalmente) fummo fatti entrare nel carcere e tenuti per tutta la notte — eravamo in una trentina — in una stanzetta, in piedi, pigiati in modo che coloro che svenivano (e ce n'erano tanti ridotti al lumicino) dovevano stare ritti, sostenuti dagli altri...».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;Più avanti, il Coraluppi cita alcuni episodi che, in quei giorni di barbarie, gli consentirono di nutrire un barlume di speranza nei riguardi della dignità umana: «Il brigadiere Moretti, di Lucca, anziano, sicuramente ultracinquantenne, durante l'interrogatorio affermò con fierezza di essere fascista e squadrista e di esserne orgoglioso. Fu pestato a sangue. Moretti (era infermiere senz'altro valido e umano), per mesi, nell'infermeria della caserma Salsa, aveva curato meglio che se fosse un figlio un giovane partigiano catturato ferito e condannato a morte. Gli evitò la morte... Il milite Sbrana, pure di Lucca, alla notizia trionfalmente portataci dai partigiani che Mussolini era stato assassinato e appeso a piazzale Loreto (ci mostrarono il giornale), si scagliò violentemente su di loro investendoli di insulti e di botte e affermando che a Mussolini stesso avrebbero dovuto fare un monumento in ogni piazza d'Italia. Gli fu letteralmente spaccata la testa, fasciata poi in qualche modo con la solita carta. Un partigiano, credo guardiano della cartiera, una notte impedì a una torma di esagitati ubriachi l'ingresso al nostro stanzone, dove volevano fare la loro parte di giustizia sommaria. Rischiò la vita. Anche il parroco di S. Maria del Rovere, don Gino Longo, penetrò in cartiera e, incurante degli insulti e delle minacce, ci portò, oltre alla benedizione, il suo conforto e l'assicurazione del suo interessamento. Gliene sono sempre stato grato. Anche lui rischiò la vita. Posso dire che la grande maggioranza dei prigionieri si comportò dignitosamente... C'è da dire che entrò anche tanta gente che con i fascisti non aveva nulla a che fare: anche qualche reduce dai campi di concentramento in Austria e Germania, pescato senza documenti. Catturati con me furono i militi Paolo Matteo Fumei, di Treviso, e Primo Giovannetti, di Lucca. Uscirono vivi e liberi. C'erano pure numerosi militi della GNR di Lucca, oltre ai citati, dei quali non ricordo il nome: erano bravi soldati, fieri e coraggiosi».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;Carlo Coraluppi, fra Mignagola, carceri di Treviso, detenzione presso la caserma De Dominicis e vari campi di concentramento controllati dagli inglesi, rimase prigioniero un anno esatto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;L'affermazione di Coraluppi, secondo il quale era sufficiente esser trovati dai partigiani sprovvisti di documenti di riconoscimento per venir portati in cartiera ed eliminati, trova riscontro in varie testimonianze, tra le quali quella di &lt;b&gt;R. M.&lt;/b&gt; Costui, venuto a conoscenza in quei giorni che un suo cognato di Mignagola era stato fermato e tradotto alla “Burgo” per non aver potuto provare la sua identità, si recò subito in cartiera dove gli dissero che il suo parente era già stato avviato alla volta di Casier con un camion carico di prigionieri. Si diresse allora a Casier col “Falco” — che ben conosceva per essere stato costretto più volte in passato a ospitarlo a casa sua — riuscendo a sottrarre il cognato da sicura morte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;A proposito di Casier, va ricordato che questo paese sulle rive del Sile fu teatro durante la guerra civile di un numero imprecisato di eccidi. Qui i fascisti venivano fucilati e gettati nelle acque del fiume; la corrente provvedeva poi a portarli lontano, facendo perdere ogni traccia. &lt;b&gt;&lt;span style="text-transform: uppercase;"&gt;U&lt;/span&gt;mberto&lt;span style="text-transform: uppercase;"&gt; C&lt;/span&gt;rosato&lt;/b&gt; ricorderà che un certo Antonio Pol era specialista nel mettere un fez in testa ai fascisti legati, fissandovelo poi a martellate con dei chiodi che perforavano la testa dei condannati e facendo quindi rotolare i corpi nel Sile. Ma il Sile fu teatro anche di altri nefandi episodi. Molti prigionieri, mentre ancora si agitavano&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;negli spasimi dell'agonia, furono crocefissi a delle tavole di legno e gettati nel fiume. È opinione comune che la stragrande maggioranza degli assassinati, dei quali più si rinvennero i corpi, siano spariti per sempre inghiottiti dalle acque di questo fiume.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;Particolarmente significativa è la testimonianza resa da &lt;b&gt;&lt;span style="text-transform: uppercase;"&gt;R&lt;/span&gt;uggero&lt;span style="text-transform: uppercase;"&gt; B&lt;/span&gt;enussi&lt;/b&gt;, altro scampato ai massacri della cartiera. Benussi, figlio del presidente della Provincia di Treviso, dopo varie peripezie che lo videro, dopo l'8 settembre, prima volontario della GNR in quella città, poi allievo ufficiale a Padova, quindi ufficiale paracadutista in Montenegro e in Slovenia (era nato a Fiume), decorato di varie onorificenze germaniche e della RSI, nell'aprile del 1945, colpito da forte attacco di itterizia, si trovava ricoverato nell'ospedale di Treviso (sezione staccata di S. Artemio) diretto dal professor Tronconi, che diventerà poi sindaco di Treviso. La mattina del 29 aprile venne avvertito dal professor Tronconi che suo padre era stato arrestato dai membri del CLN; il medico lo consigliò di vestirsi e di nascondersi nella sua abitazione, sita nel giardino del nosocomio, dove già era ospitata la famiglia di Benussi. Anche perché, gli disse, certamente i partigiani sarebbero andati a cercarlo in ospedale dove, specie fra gli infermieri, c'erano parecchi elementi di sinistra. Così egli fece, ma alle ore 13,30 irruppe nella sua stanza un gruppo di persone, tra cui uno alto con barba quadra, in divisa caki, con stivaloni e dei gradi rossi (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;u&gt;Pietro Lovadina, “Barba” - n.d.a.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;), e altri, vestiti mezzo in borghese e mezzo in divisa tedesca. Quello che tutti gli altri chiamavano “Falco” prese subito a interrogarlo sulla sua attività di soldato e sul suo passato; un altro lo picchiò col nastro della mitraglia. A un certo momento se ne andarono: «Non sappiamo cosa farcene — dissero — di un cinese mezzo morto». “Falco” aggiunse anche: «Ti lascio stare perché probabilmente avranno già ammazzato tuo padre e ne basta uno in famiglia».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left" style="margin-bottom: 2px; margin-top: 12px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #0066cc; font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="" name="L'inferno dei vivi"&gt;&lt;/a&gt;L'inferno dei vivi&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;N&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;el pomeriggio però, verso le 16, quello che l'aveva picchiato la mattina, preso forse da rimorso, ritornò assieme ad altri energumeni e lo invitò a seguirli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;«Mi fece indossare — ricorda Benussi — sopra il pigiama i calzoni e una giacca e, mentre mi stavo mettendo le calze, mi disse che bastavano le scarpe, perché di calze non avevo più bisogno. Colpendomi con pugni e manrovesci mi portarono in strada dove c'era un piccolo camion che aspettava e dove c'erano altre persone e tanti partigiani. Mi fecero salire colpendomi col calcio dei mitra sulle reni e mi ammucchiarono con gli altri. C'era un vecchio con una divisa nera che si teneva gemendo una mano sull'occhio destro, mentre col fazzoletto insanguinato cercava di fermare l'emorragia. Mi venne l'istinto di aiutarlo, ma un altro mi disse: “Lascia perdere, gli hanno fatto schizzare l'occhio con un pugnale”. La testa mi si annebbiò e persi conoscenza. Mi sveglio, non so esattamente quanto tempo dopo, e mi trovo tra le mura di cinta di uno stabilimento. In un piccolo piazzale ci fanno scendere. Alcuni di noi sono feriti e si lamentano. Su un lato c'è una grande porta aperta e ci fanno entrare in una stanza dove ci chiudono senza luce. Da una piccola finestra entra un po' d'aria e io mi avvicino a questa apertura per guardare fuori, ma un prigioniero mi ferma e mi dice di non espormi. Ci guardiamo ammutoliti, saremo una decina, forse di più. Tra questi c'è uno che zoppica e gli chiedo se è stato ferito; mi dice di aver avuto da ragazzo la poliomielite e di esser rimasto così. Mi dice di chiamarsi Rino (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;u&gt;è il Carniato già incontrato - n.d.a.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;) e di aver fatto il fattorino presso la Federazione. Mentre cerchiamo di familiarizzare per farci coraggio, entrano tre persone col mitra e un pacco di giornali che buttano a terra. Uno di loro viene chiamato “Ferro” (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;u&gt;Alfonso Benedetti - n.d.a.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;) dagli altri due. Questi prende un giovane in borghese e gli fa levare i calzoni, mi sembra di colore marrone, e una maglia grigia e lo lascia così seminudo, mentre un altro suo compagno comincia a percuoterlo col calcio del mitra. Un prigioniero di circa trent'anni, alto e magro, si lancia in difesa del giovane, ma viene freddato da una raffica di mitra. Cade vicino a me e il sangue cola dalla faccia orrendamente sfracellata. Tutti urliamo. “Ferro” leva le scarpe al caduto e fa per andarsene, ma prima di uscire raccoglie gli indumenti presi al giovane e spara una raffica a casaccio che colpisce due di noi in modo non grave. Dopo poco viene dentro un altro e ci dice di portar fuori i morti. Nessuno si muove. I due feriti si lamentano: uno è stato colpito a un braccio e l'altro al ventre. Il partigiano esce e chiama altri compagni. Si sentono continuamente spari. Entrano altri partigiani e fanno prendere da alcuni di noi il cadavere di quello colpito in faccia e il ferito al ventre che si lamenta e non è più in grado di muoversi. Viene fatto prelevare per i piedi e trascinare fuori. Io sono in un angolo insieme a quello spogliato, e ci stringiamo vicini. Sentiamo una raffica e poi i partigiani se ne vanno. Restiamo soli e uno si leva la camicia per fasciare il braccio del ferito che perde sangue. Si sentono sempre raffiche e colpi singoli. A un tratto sentiamo delle urla. Vengono i partigiani e ci fanno uscire per unirci ad altri prigionieri che ci aspettano fuori. Uscendo, noto per terra i corpi del primo caduto e vicino quello del ferito al ventre, al quale hanno sparato una raffica in faccia. Un partigiano chiamato “Barba” dagli altri (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;u&gt;Enrico Chiarin - n.d.a.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;) mi dice di rientrare a prendere il pacco di giornali. Eseguo e torno fuori. Ci uniscono al gruppo di prigionieri di prima, che presentano tutti segni di bastonature alla faccia. Si muovono a stento e si lamentano. Io accuso sempre di più nausea allo stomaco e cammino con difficoltà perché ho le scarpe un po' grandi e sono senza calze. Un partigiano mi vede e dice a un compagno che “Mandrake” mi sta cercando. Un prigioniero mi dice che stiamo all'interno della cartiera Burgo di Mignagola: un nome che resterà per sempre impresso nella mia mente. Mentre passiamo vicino a un&amp;nbsp; grande mucchio di carbone, un partigiano chiama Rino, il poliomielitico, e, schernendolo, gli dice: “Tu che sei bravo a camminare, sali su quel mucchio di carbone. Se arrivi in cima sei salvo!”. Il poveretto comincia a salire, ma scivola sempre, finché una raffica di mitra lo abbatte. Siamo terrorizzati. Ci buttano all'interno di una piccola stanza dove c'è della paglia in terra: è umida. Ci fanno sedere sopra. Sento che i calzoni mi si appiccano al terreno. Tocco con la mano, perché mi sembra lubrificante. Una lieve luce accesa in alto illumina l'ambiente. Sollevo la mano imbrattata di una poltiglia maleodorante. “È sangue!”, grida un altro e siamo sempre più terrorizzati. Io ho una sete da impazzire. Poi entra un gruppo di partigiani che ci dicono che è arrivata l'ora di cena e ci ordinano di mangiare i giornali che ci hanno fatto portare dentro. Ci guardiamo stupiti. Uno di noi si mette perfino a ridere. I feriti alla faccia si lamentano, ma non si muovono o quasi. Allora i partigiani cominciano a colpirci col calcio del mitra. Io vengo colpito alla mascella destra e sento che una parte di dente mi si è rotta. Sputo il pezzo d'osso insieme a sangue, e in quel momento mi buttano in mano un giornale e mi obbligano a mangiarlo. Vedo che si tratta della rivista tedesca “Signal”. Faccio piccoli pezzi e li mastico a lungo fino a che li sento poltiglia. È difficile ingoiarli, ma continuo insieme agli altri, mentre i partigiani, che stanno bevendo dei fiaschi di vino, si stanno ubriacando. A un tratto un partigiano mi trasferisce in una saletta dove vedo attrezzature per i pompieri e lì mi interrogano. Faccio fatica a parlare perché ho sete. Chiedo da bere. Hanno parecchi fiaschi di vino dai quali bevono a garganella. Prendono una gavetta sporca e versano del vino. Stupisco, vedendo che non mi danno da bere dal fiasco come fanno loro. Penso che faccio loro schifo per come sono così giallo. Ma non è questo il motivo. Nella gavetta dove c'è il vino a me destinato, a turno, sputano e poi l'ultimo, tra le risate generali, ci orina dentro. Mi rifiuto di bere, ma mi danno un forte pugno e sono costretto a farlo. Mi fa schifo, ma provo anche un certo sollievo, perché ho tanta sete. Cominciano l'interrogatorio tra insulti e ceffoni. Rispondo poco e frammentariamente perché la nausea sale più forte e comincio a rimettere. Mi sbattono con la faccia su quanto ho rimesso e uno dice: “Facciamolo fuori!”. Allora decidono di portarmi nella stanza dov'ero stato prima con gli altri prigionieri. Mi chiudono dentro al buio e non vedo nulla, perché ormai è notte. Cerco di trovarmi un posto dove sdraiarmi, ma mi accorgo di non essere solo, allungo le mani mentre un fetore mi colpisce e sento nuovamente il desiderio di vomitare. Sotto le mani trovo degli indumenti bagnati e attaccaticci e... sotto dei corpi inerti. Mi pare di sognare, non capisco niente e mi sembra d'impazzire... Sono stato tutta la notte a pregare, a pensare, vomitare e cercare di rendermi conto di quanti corpi erano chiusi con me in quella stanza... La mattina dopo mi svegliai quando c'era già il chiaro del giorno. Sentii spari e poi, finalmente, la porta si aprì. Un partigiano venne dentro e si stupì nel vedermi vivo tra tutti quei morti. Erano tutti i prigionieri rinchiusi con me la sera precedente, prima che mi trasferissero nel locale dei pompieri. Mi chiese come mai ero lì vivo e poi mi disse di andare fuori con lui. Lì c'era un camion con un gruppo di&amp;nbsp;prigionieri tedeschi in divisa. Li fece scendere, mi mise fra di loro e ci fece caricare i cadaveri sul camion. Ne contai circa 25-28. Poi il camion partì. Avevo notato che quasi tutti i cadaveri avevano la faccia sfracellata. Penso che li avessero sfigurati così per impedirne in seguito l'identificazione. Poi, insieme ai tedeschi, venni condotto in altra stanza più pulita e restai con loro tutta la giornata senza particolari fatti da ricordare. Verso mezzogiorno ci portarono del pane e un bidone di acqua sporca e mangiai con loro. Si sentivano continuamente movimenti di automezzi, sparatorie, urla e canti di avvinazzati. Verso sera sentii parlare in inglese ed ebbi un tuffo al cuore. Forse erano arrivati gli “alleati” a prelevarci e il tormento era finito. Questo pensiero mi colpì così forte che mi misi a piangere. Ci fecero uscire e vidi un camion americano con la stella bianca e dei militari americani che parlavano con i partigiani. Fecero caricare tutti i prigionieri tedeschi sul camion e mi lasciarono giù perché ero “fascista” e non c'entravo con loro. E se ne andarono senza di me. Mi rinchiusero nuovamente in una stanza e mi lasciarono solo fino al giorno dopo. Di tanto in tanto sentivo spari e urla. La mattina dopo nella mia stanza vennero introdotti altri prigionieri tutti in abiti borghesi, tranne uno, in divisa di sottotenente della GNR di nome Gino. Aveva i baffetti neri e parlava in dialetto lombardo (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;u&gt;Lorenzi - n.d.a.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;). Tra questi prigionieri c'erano tre triestini dei quali non ricordo il nome, che parlavano in dialetto fra di loro. Mi presentai come fiumano e familiarizzammo. Tra di noi c'era un ragazzo che si lamentava continuamente per dolori al ventre. Gli chiedemmo perché si lagnasse e ci disse piangendo che gli avevano fatto mangiare un distintivo fascista (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;u&gt;si trattava certamente dell’agente di PS Nicola Monaco - n.d.a.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;). Lo consolammo e io gli dissi che da piccolo avevo ingoiato una moneta e che poi l'avevo defecata dopo una purga. Si rideva fra di noi per farci coraggio. Ricordo un signore di circa cinquant'anni che si esprimeva in perfetta lingua, sicuramente un laureato; non volle dirci chi fosse. Cominciò a parlarci con molta calma e ci incuteva coraggio, dicendoci che sarebbe arrivata sicuramente l'autorità ufficiale a por fine al massacro. Ci era molto simpatico. A un certo punto venne dentro un partigiano tutto mascherato di fazzoletti rossi, bandoliere e armi di tutti i tipi. Rivoltosi al signore di prima gli chiese: “Di che banda sei?”, e quello: “Della banda d'Affori”. Tutti scoppiammo in una risata. Il partigiano s'infuriò e gli sputò addosso. Non dimenticherò mai lo sguardo di questo nostro amico. Fulminò il partigiano che, bestemmiando, se ne andò. Noi ci congratulammo con questo signore che stava diventando un po' il nostro capo. Ma poco dopo il partigiano entrò con un altro chiamato “Barba” (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;u&gt;Enrico Chiarin - n.d.a.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;) e lo fecero uscire. Prima di uscire ci salutò, diede l'impermeabile che portava sulle spalle al giovane che aveva dovuto ingoiare il distintivo, dicendogli che ormai a lui non sarebbe servito più. Ci salutò dando la mano a tutti, mentre i partigiani gli intimavano di far presto, e nell'uscire ci disse: “Coraggio, lo facciamo per l'Italia!”. Quando poco più tardi uscimmo, trovammo il suo corpo spogliato degli indumenti e intriso di sangue. Il giovane lo coprì col suo impermeabile e noi ci avviammo coi partigiani in altra parte dello stabilimento. Non riuscii mai a sapere chi fosse... Ci portarono davanti a una vasca e ci fecero attendere. Vennero in circa una quindicina e cominciarono a picchiarci con i bastoni. Tra i nuovi arrivati notai due che stavano in disparte a parlare tra di loro. Io gridavo e dicevo che dovevano lasciarmi perché dovevo andare da “Mandrake” (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;u&gt;un partigiano che aveva sentito nominare, ma del quale ignorava ogni cosa - n.d.a.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;). E finalmente cessarono di colpirmi e mi chiesero perché dovevo andare da “Mandrake”. E io inventai dicendo che lui mi voleva perché ero suo amico e che per questo non ero stato ancora ammazzato. Mi misero tra i due che avevo visto appartati e, dopo aver colpito a morte i prigionieri, li finirono a colpi di mitra. Io restai allibito e svenni. Quando rinvenni mi trovai a terra vicino a quei due partigiani che erano stati testimoni del massacro senza intervenire in alcun modo e mi accorsi che stavano parlando fra loro in lingua slava. Conoscendo il croato, mi misi a parlare con loro: erano due prigionieri russi fuggiti e passati ai partigiani. Uno disse di essere commissario politico della Brigata Wladimiro (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;u&gt;il capitano Walter Sadicov - n.d.a.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;) che aveva operato sul Cansiglio. Parlammo insieme..., mi portarono in una stanza..., mi fecero brindare al 1° maggio..., mi diedero uova sode, del pane e del vino..., poi vennero a prendermi i partigiani italiani e sempre dicevo che mi voleva “Mandrake”. Alla sera mi unirono ad altri prigionieri e ricominciarono le legnate. Verso le 10 o anche più tardi cominciarono a farci uscire uno alla volta e poi si udivano urla e spari e io sempre aspettavo che giungesse il mio turno. A un tratto venne un partigiano e mi chiamò: “Cinese, vieni fuori!”. Andai fuori con lui, ma ero assente, non capivo quasi nulla, camminavo come un automa. Arrivai davanti a un gruppo di partigiani, tra cui riconobbi quello che era venuto a prelevarmi a casa. Era lui, “Mandrake” (&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;u&gt;Alfonso Moratto - n.d.a.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;)! Mi fece levare le scarpe e rimasi a piedi nudi. Mi fece levare i calzoni e la giacca e rimasi col pigiama che avevo sotto il vestito, quando erano venuti a prelevarmi a casa dal letto dove mi trovavo ammalato. Si misero a deridermi e mi dissero di correre nel cortile illuminato. Non sentivo neanche il dolore ai piedi. Sentivo colpi singoli che mi rincorrevano e io correvo mentre “Mandrake” sghignazzava. A un tratto, mentre stavo per cadere, sentii raffiche fortissime e urla concitate e caddi a terra inciampando. Quando mi rialzai, vidi i partigiani con le mani alzate, mentre un gruppo di soldati inglesi li stava disarmando. Gli inglesi mi presero con loro insieme agli ultimi prigionieri rimasti vivi e ci trasferirono in una loro caserma...».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;Verso la metà di maggio del 1945, al tribunale di Treviso giungono le prime denunce dei familiari delle vittime. Sempre di quei giorni è anche un rapporto dei carabinieri di quella città alla Procura che segnala il massacro alla cartiera. In particolare vengono indicati dalla Benemerita i luoghi dove alcuni uccisi risultano esser stati sepolti: «Nei pressi della cartiera di Carbonera, nel campo di certo Moro Romeo, risultano sepolti, in una fossa comune, cinque cadaveri. - Nell’appezzamento di terra sito dietro la chiesa di Mignagola sono sepolti tre cadaveri. - Nel cimitero di Pezzan di Carbonera un cadavere. - Nelle immediate adiacenze dell’abitato di Mignagola risulterebbe sepolto un numero rilevante di cadaveri che il parroco del luogo vorrebbe far ascendere a un centinaio. - Tra i comuni di Breda e Maserata risulterebbero sepolti in un campo di granoturco circa trenta cadaveri».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;Qualche giorno dopo, esattamente la mattina del 6 giugno, il giudice istruttore Giovanni Berlanda, assistito da un cancelliere e alla presenza del dottor Antonio Gardelin, procede all'esumazione e all'esame esterno dei cadaveri sepolti nelle adiacenze della cartiera e in prossimità del raccordo ferroviario. Presente è anche Vittorio Battistella, della cui attività di becchino della banda partigiana si è già detto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;Vengono scavate tre fosse: la prima contenente un solo cadavere, la seconda nove, la terza undici. Il riconoscimento avviene solo per le salme di Pietro Mion, Luigi Mion, Candido De Biasi, Massimo Fontebasso e Rino Carniato; gli altri sono irriconoscibili. Gli assassini hanno infatti provveduto, oltre ad asportare vestiti e documenti, a cospargere sul volto delle vittime calce viva e acido muriatico, al fine di rendere impossibile ogni identificazione. La ricerca viene quindi sospesa per riprendere nuovamente il 7 giugno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;In quella data vengono scoperte altre due fosse — la prima con undici cadaveri, l'altra con quindici — ma nessuno viene riconosciuto. Quindi, nuova sospensione e ripresa degli scavi il giorno successivo, 8 giugno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;Nella sesta fossa vengono rinvenute venti salme, di cui due di donna, con caratteristiche simili alle precedenti agli effetti della riconoscibilità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;Dopo un'ennesima sospensione, si riprende a scavare il giorno 15 giugno, alle ore 10, alla presenza del giudice istruttore Mario Alberghetti. Dalla settima fossa vengono riesumati undici cadaveri, nessuno dei quali viene riconosciuto. I ricercatori si recano allora nel campo di proprietà di Romeo Moro dove da una fossa (l'ottava) emergono altri cinque cadaveri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;In totale, dunque, ottantatré salme. Non si ha a tutt'oggi notizia di ricerche e scavi effettuati dietro la chiesa e nei campi fra Breda e Maserada, luoghi nei quali il citato rapporto dei carabinieri segnalava la presenza di altre salme.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;Intanto, a pagina 435 del registro dei morti della parrocchia di Carbonera, il parroco don Ernesto Dal Corso annota: «Ad perpetuam rei memoriam».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left" style="margin-bottom: 2px; margin-top: 12px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #0066cc; font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="" name="Cartiera insanguinata"&gt;&lt;/a&gt;Cartiera insanguinata&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;«&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;N&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;ella ricorrenza della liberazione dell’Italia dal Fascismo e dai Tedeschi, cioè dal 27 aprile al 30 aprile 1945, in località Cartiera Burgo di Mignagola di Carbonera, fu costituito un tribunale di partigiani (non so con quanta legalità) presieduto da alcuni partigiani in parte di questa parrocchia (Carbonera), quali Roberto Polo, Giovanni Brambullo, Antonio Sponchiado... e altri in parte estranei, i quali giudicarono molti fascisti o indiziati fascisti, molti dei quali furono uccisi a colpi di mitraglia o dentro le stanze degli uffici della cartiera, oppure allineati lungo le mura. Quante siano state le vittime, nessuno lo può accertare, perché nessuno poté essere presente, e neppure l’assistenza del sacerdote, richiesta da parecchi sacerdoti e dal parroco, fu permessa (i componenti il tribunale fantasma erano tutti comunisti). Le salme, dopo essere state depredate del denaro e in parte degli indumenti... e di tutti i documenti, furono sepolte lungo il tronco di ferrovia che va alla cartiera, sotto un po' di terra e l’una sopra l’altra. Alcuni giorni dopo furono risepolte in fosse lunghe e senza cassa, ma allineate. Per interessamento di sua eccellenza il vescovo Mantiero, il Comando militare di Piazza ordinò la riesumazione, e incaricati di ciò furono il medico provinciale dell’ospedale militare, il tribunale e il parroco locale. Furono scavate in otto giorni ben ottantatré salme e, poste in casse di legno, furono trasportate nel cimitero di Carbonera, nella parte che va dal campanile alla strada, in tre fosse lunghe. Dalle salme furono prelevati dei lembi di vesti, o altri indizi per l’identificazione eventuale delle salme, cose che furono trasportate in busta segnata con un numero, pari al numero della cassa, che si trova qui, in ospedale militare. Le salme identificate furono pochissime, perché i documenti furono bruciati dai componenti il tribunale. Furono identificati i quattro di Candelù, uno da Pezzan, Carniato... Fra le salme ce ne sono due di donna. - Sac. Ernesto Dal Corso».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;Nel documento, consegnatoci con qualche mutilazione dall'attuale parroco di Carbonera, sono contenute alcune inesattezze che lo stesso Dal Corso provvederà a rettificare — come vedremo — nella successiva deposizione davanti ai giudici trevigiani.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 2px;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;Riguardo poi all'accenno all'interessamento del vescovo di Treviso per la riesumazione dei cadaveri, vi è da osservare che non si ha traccia di interventi del prelato per far cessare i massacri dei quali non poteva non essere a conoscenza. Ben diverso zelo monsignor Mantiero, come s'è visto, profuse nella liberazione di alcuni sacerdoti arrestati per collaborazionismo con i partigiani, oppure per la liberazione di venticinque ostaggi catturati dai tedeschi a Carbonera dopo l'impiccagione da parte dei partigiani dei due soldatini germanici che andavano a uova o, ancora, per la liberazione dei “Falchi delle Grave” catturati dalla X MAS il 18 novembre 1944 a Maserada e portati a Conegliano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;Il numero delle salme identificate, che al momento delle prime esumazioni erano solo cinque, accrebbero via via nel corso degli anni. Siamo qui in grado di fornire i nomi di parecchi trucidati, elenco evinto dalla documentazione esistente presso il tribunale di Treviso, l'ufficio anagrafe del comune di Carbonera e l'archivio privato del compianto consulente storico Pieramedeo Baldrati di Como. A questo primo elenco ne segue un altro, con i nomi di uccisi accertati la cui salma non fu identificata:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;table border="0" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;1.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Annichiarico Fedele&lt;/b&gt;, anni 55, da Grottaglie (Taranto), archivista, cap. 620° Com. Prov. GNR, ucciso ...?...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;2.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Brunelli Guido&lt;/b&gt;, anni 40, Forlì. operaio, Btg. “Romagna”, ucciso 30 aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;3.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Carniato Rino&lt;/b&gt;, anni 29, Carbonera, fattorino, ucciso 29 aprile 1945&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;4.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Celussi Mario&lt;/b&gt;, anni 27, Monastier (Treviso), pescatore, ucciso 2 maggio 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;5.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Collotti Gaetano&lt;/b&gt;, anni 28, Castelbuono (Palermo), vicecommissario di PS, ucciso 28 aprile 1945&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;6.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;De Biasi Candido&lt;/b&gt;, anni 34, Maserada (Treviso), agricoltore, ucciso 28 aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;7.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Esci Giovanni&lt;/b&gt;, anni 46, Dolo (Venezia), operaio, ucciso 27 aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;8.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Faedi Antonio&lt;/b&gt;, anni 23, Cesena (Forlì), falegname, milite GNR, ucciso fine aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;9.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Fontebasso Massimo&lt;/b&gt;, anni 50, Maserada, guardiano idraulico, ucciso 28 aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;10.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Galli Illio&lt;/b&gt;, anni 20, Treviglio (Bergamo), studente, sottotenente “Romagna”, ucciso 4 maggio 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;11.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Lorenzi Luigi&lt;/b&gt; (&lt;b&gt;Gino&lt;/b&gt;), anni 20, Bergamo, studente, sottotenente “Romagna”, ucciso 4 maggio 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;12.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Manfredi Duilio&lt;/b&gt;, anni 22, Pescaglia (Lucca), operaio, ucciso 26 aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;13.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Mariotti Augusto&lt;/b&gt;, anni 46, Mercato Saraceno (Forlì), ucciso fine aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;14.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Mariotti Candido&lt;/b&gt;, anni 20, nato in Francia, figlio del precedente, ucciso fine aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;15.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Menegaldo Angelo&lt;/b&gt;, anni 30, Monastier (Treviso), impiegato, ucciso 2 maggio 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;16.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Mion Luigi&lt;/b&gt;, anni 37, Maserada, sottufficiale Marina, ucciso 29 aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;17.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Mion Pietro&lt;/b&gt;, anni 46, Maserada, agricoltore, ucciso 28 aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;18.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Montanari Lorenzo&lt;/b&gt;, anni 41, Cesena (Forlì), impiegato, ucciso fine aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;19.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Pessot Angelo&lt;/b&gt;, anni 44, Mansuè (Treviso), milite Brigate Nere, ucciso 30 aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;20.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Reffo Vasco&lt;/b&gt;, anni 19, Selvazzano Dentro (Padova), meccanico, milite 620° Com. Prov. GNR, ucciso 30 aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;21.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Scarano Rocco&lt;/b&gt;, anni 23, Lacedonia (Avellino), insegnante, tenente GNR, ucciso 3 maggio 1945 (?)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;22.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Schileo Carlo&lt;/b&gt;, anni 23, Villorba (Treviso), meccanico, ucciso 30 aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;23.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Seliskar Rado&lt;/b&gt;, anni 32, Lubiana (Jugoslavia), ufficiale di PS, ucciso 28 aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;24.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Spellanzon Armida&lt;/b&gt;, anni 41, Vazzola (Treviso), impiegata, ausiliaria GNR, uccisa 28 aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;25.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Spinelli Enzo&lt;/b&gt;, anni 20, Reggio Calabria, studente, sottotenente 620° Com. Prov. GNR, ucciso 3 maggio 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;26.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Testa Mario&lt;/b&gt;, anni 20, Bergamo, studente, sottotenente “Romagna”, ucciso 4 maggio 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;27.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Villani Vito&lt;/b&gt;, anni ..., Portogruaro (Venezia), ucciso ...?...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-top: 2px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="text-transform: uppercase;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;C&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana; font-size: x-small;"&gt;aduti non&lt;span style="text-transform: uppercase;"&gt; &lt;/span&gt;identificati&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;table border="0" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;1.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Bellio Giacomo Arturo&lt;/b&gt;, anni 22, Carbonera, ceramista, milite GNR, ucciso 4 maggio 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;2.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Calantore Fiorenzo&lt;/b&gt;, anni ..., provincia di Napoli, milite GNR, ucciso ...?...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;3.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Campi Aldo&lt;/b&gt;, anni 19, Terni, milite Brigate Nere, ucciso 30 aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;4.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;D'Alessandro &lt;/b&gt;(o &lt;b&gt;Alessandro&lt;/b&gt;) &lt;b&gt;Nicola&lt;/b&gt;, anni 24, ...,&amp;nbsp; ucciso ...?...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;5.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Faccini Teseo&lt;/b&gt;, anni ..., ..., milite GNR, ucciso ...?...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;6.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Facco Mario&lt;/b&gt;, anni 26, S. Giustina in Colle (Padova), marò X MAS, ucciso ...?...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;7.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Fattorello Fioravante&lt;/b&gt;, anni 24, Chiarano (Treviso), bracciante agricolo, milite Brigate Nere, ucciso 30 aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;8.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Ferri Ciro&lt;/b&gt;, anni 30, ..., ucciso ...?...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;9.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Ferro Vincenzo&lt;/b&gt;, anni 33, Pietraperzia (Enna), agente PS, ucciso ...?...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;10.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Fontebasso Tullio&lt;/b&gt;, anni 18, Maserada, studente, milite GNR, ucciso 4 maggio 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;11.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Francesconi Pietro&lt;/b&gt;, anni 30, Montenovo di Montiano (Forlì), insegnante, ucciso 30 aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;12.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Franzin Mario&lt;/b&gt;, anni 22, Cessalto (Treviso), bracciante agricolo, milite Brigate Nere, ucciso 30 aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;13.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Frassani Dino&lt;/b&gt;, anni 29, Genova, impiegato, ucciso 30 aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;14.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Frasson Narciso&lt;/b&gt;, anni 19, Preganziol (Treviso), milite Brigate Nere, ucciso 30 aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;15.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Giuffrida Salvatore&lt;/b&gt;, anni 26, ..., ucciso ...?...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;16.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Linari Umberto&lt;/b&gt;, anni 38, Borgo Tossignano (Bologna), falegname, ucciso fine aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;17.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Martorelli Pierina&lt;/b&gt; (la donna incinta uccisa con i triestini - episodio citato), ..., ...,&amp;nbsp; uccisa 28 aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;18.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Mignacca Alessandro&lt;/b&gt;, anni ..., ..., agente di PS, ucciso ...?...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;19.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Minguzzi Alberto&lt;/b&gt;, anni ..., ...,&amp;nbsp; aviere scelto, ucciso ...?...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;20.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Monaco Nicola&lt;/b&gt;, anni 25, Caserta, agente di PS, ucciso 1° maggio 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;21.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Morani Benito&lt;/b&gt;, anni 22, Magenta (Milano), studente, sottufficiale X MAS, ucciso 8 maggio 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;22.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Mufato Ferdinando&lt;/b&gt;, anni 20, Carbonera, operaio, milite GNR, ucciso 4 maggio 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;23.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Paccon Bruno&lt;/b&gt;, anni ..., ..., agente di PS, ucciso ...?...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;24.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Paccosi Bruno&lt;/b&gt;, anni 27 (come anzidetto, potrebbe essere il Paccon)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;25.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Padovan Mauro&lt;/b&gt;, anni ..., ..., ucciso ...?...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;26.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Pianca Emilio&lt;/b&gt;, anni 41, Godega S. Urbano (Treviso), guardia municipale, ucciso ai primi di maggio 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;27.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Poggi Mario&lt;/b&gt;, anni ..., ..., milite GNR, ucciso ...?..&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;28.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Polesel Antonio&lt;/b&gt;, anni 35, Codognè (Treviso), calzolaio, ucciso 3 maggio 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;29.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Saccani Franco&lt;/b&gt;, anni 15, Aosta, studente, marò X MAS, ucciso il 29 o il 30 aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;30.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Sartori Giovanni Battista&lt;/b&gt;, anni 19, Spresiano (Treviso), studente, marò X MAS, ucciso 8 maggio 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;31.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Tiveron Enrico&lt;/b&gt;, anni 34, Preganziol (Treviso), agricoltore, milite Brigate Nere, ucciso fine aprile 1945&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;32.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Vergani Luigi&lt;/b&gt;, anni 23, Milano, milite RSI, ucciso fine aprile 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;33.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Vocialta Guido&lt;/b&gt;, anni 24, Salgareda (Treviso), sottotenente X MAS, ucciso il 2 o il 3 maggio 1945&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="right" valign="top"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;34.&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: xx-small;"&gt;&lt;b&gt;Zamboni Luigi&lt;/b&gt;, anni 34, Laives (Bolzano), manovale, milite GNR, ucciso 5 maggio 1945&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/21019054-2657815019843322505?l=nicolickblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nicolickblog.blogspot.com/feeds/2657815019843322505/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2011/11/la-cartiera-burgo-di-mignagola-un-luogo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/2657815019843322505'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/21019054/posts/default/2657815019843322505'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nicolickblog.blogspot.com/2011/11/la-cartiera-burgo-di-mignagola-un-luogo.html' title='La cartiera burgo di Mignagola, un luogo di atrocità fatte dai partigiani comunisti'/><author><name>robertonicolickblog</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10696820634292186739</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/__sovc-LxprE/SKcJsJi1znI/AAAAAAAABxA/HrexKsWky0Q/S220/P8130065.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-aufyPsHfeyc/TtJ6_v5Sf3I/AAAAAAAAEDM/gqOBbxGACBI/s72-c/cartiera+burgo+mignagola%252C+treviso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-21019054.post-6846597535287758813</id><published>2011-11-27T04:50:00.001-08:00</published><updated>2011-11-27T04:50:49.990-08:00</updated><title type='text'>Elenco delle donne civili assassinate da partigiani in Cuneo e provincia, elenco tratto da una pubblicazione dell'A.N.P.I., praticamente una piccola distrazione...</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-htLr2V85i1A/TtIx9Y7c9qI/AAAAAAAAEDE/rszP1UZn_aM/s1600/ausiliaria+dileggiata+in+piazza.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="245" src="http://4.bp.blogspot.com/-htLr2V85i1A/TtIx9Y7c9qI/AAAAAAAAEDE/rszP1UZn_aM/s320/ausiliaria+dileggiata+in+piazza.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;ELENCO NOMINATIVI ACCERTATI:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;1)&lt;/b&gt; &lt;b&gt;AGNEW AGNES GRACE&lt;/b&gt;, di Ennio Boats, nata a Londra il 17/01/1902, residente in Gran Bretagna, benestante, soppressa da partigiani il 13/08/1944 nei pressi del cimitero di Casteldelfino, per cause non precisate ma probabilmente, anche se nel dopo guerra i partigiani parleranno di “errore”, con il solito sospetto di “spionaggio” praticato ai loro danni. Per anni il corpo rimase sepolto fuori le mura del cimitero. (Vite Spezzate n. 157)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;2) ALBENGA ANNA, &lt;/b&gt;di Clemente, nata a Torino il 23/09/1900, prelevata dalla propria abitazione a Dronero il 30 Dicembre 1943 e soppressa assieme a Millone Oreste, Commissario Prefettizio del PFR di Dronero, lei era la Fiduciaria del Fascio Femminile di Dronero.&amp;nbsp; I funerali si tennero il 2 Gennaio a Torino. (Vite Spezzate n. 278)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;3) ALLISIARDI ANNA LUIGIA, &lt;/b&gt;di Giovanni, n. a Saluzzo il 23/03/1922, residente a Costigliole Saluzzo, operaia, arrestata dai partigiani della 181° Brigata Garibaldi e condotta alla loro base per l'interrogatorio, soppressa dagli stessi durante un attacco tedesco alla base partigiana, cfr. Tesi di Laurea di Milva Rinaudo "Civili e partigiani nella resistenza in Val Varaita". Nell'elenco dell'istituto della resistenza di Cuneo è inserita come partigiana della XI Divisione Cuneo e risulta inserita come caduta partigiana nell’organico della 181^ Div. Garibaldi Morbiducci in Vite Spezzate al n. 446. Lo storico Marco Ruzzi nel suo libro “Garibaldini in Val Varaita, 1943-1945, tra valori e contraddizioni”, è piuttosto ambiguo (forse non può esporsi più di tanto) sulle cause che determinarono la morte della donna “&lt;i&gt;decede durante la sparatoria... riconosciuta come partigiana caduta da parte della 181° sebbene sia stata condotta al distaccamento “Morre” proprio per essere interrogata circa alcuni comportamenti sospetti. Infatti, secondo alcune testimonianze, sembra che la Allisiardi intrattenesse rapporti anche con i comandi repubblicani&lt;/i&gt;.” e pur citando la tesi di laurea della Rinaudo che è ben più esplicita sul fatto, non va oltre nell’analisi del fatto. Dispiace perché questo giovane storico lascia anche intravedere una certa obiettività storica nel suo lavoro ma evidentemente ci sono dei limiti che neppure lui può permettersi di scavalcare. (Vite Spezzate n. 446)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;4) AMODEO MARIA MARGHERITA vedova ROSSI, &lt;/b&gt;“&lt;i&gt;Il 23 Gennaio 1945 in Roddi D’Alba veniva fermata e portata al distaccamento certa Margherita Rossi, sospetta spia ai danni della nostra causa. ... La sera stessa alle ore 16 nei pressi di Perno veniva giustiziata mediante fucilazione al petto. Veniva in seguito sotterrata nel cimitero di Perno. Si è in seguito provveduto ad avvisare mediante manifesto la popolazione di Roddi D’Alba&lt;/i&gt;”. Cfr. Relazione del 28 Gennaio 1945, Distaccamento “Bessonat” 48° Brigata D’Assalto “Dante Di Nanni” (non presente in Vite Spezzate)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;5) ANCHINO TERESA in BIGLIONE, &lt;/b&gt;di Giovanni, nata a Fossano il 28/10/1909 ivi residente, casalinga, assassinata da partigiani con la figlia Biglione Lucia di 17 anni il 22 Marzo 1945 a Fossano. Il marito Biglione Bartolomeo era stato soppresso un mese prima dagli stessi partigiani. Nelle memorie “Toselli” le uccisioni sono collocate a Centallo. (Vite Spezzate n. 530)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;6) ANZOLA in BATTISTON FRANCESCA MARIA&lt;/b&gt;, di Angelo, nata a Torino il 16/12/1903, coniugata Battiston, soppressa dai partigiani nel Gennaio del 1945 assieme alla madre Casale Maria di anni sessantotto in Serravalle Langhe. Risultarono imputati i partigiani E. V. da Torino, L.G. da Serravalle Langhe, E.G. da Livorno e Donato Sobrero (deceduto) per omicidio e per violenza carnale, nei confronti della Anzola. Le due donne furono prelevate da Sinio da dove erano sfollate da circa due anni e assassinate per generiche accuse di “spionaggio” e per avere, la Anzola, due fratelli arruolati nella RSI ed il padre lavoratore in Germania. Inoltre come prova i partigiani dichiararono al processo del 1955 tenutosi a Cuneo, che nella loro abitazione furono rinvenuti ritratti di Hitler e di Mussolini e documenti “fascisti” oltre le foto dei due fratelli in divisa repubblicana. Si dice, il giudice del Tribunale di Cuneo lo accenna nella sentenza, che i partigiani oltre a violentare la Anzola, invitassero anche i giovani del paese a fare altrettanto, ma “&lt;i&gt;non potè raccogliere prove in proposito&lt;/i&gt;” fatto indicato solo dalla “voce pubblica”. Comunque, come affermò il giudice nella sentenza, non era nemmeno importante sapere se le due donne erano effettivamente dedite alla delazione, i partigiani ne avevano le ragioni per pensarlo quindi tutti assolti perchè “&lt;i&gt;azione di guerra non punibile a termine delle Leggi Comuni, a senso e per il disposto dell’articolo unico del D.L.L. 12 Aprile 1945. N. 194 in quanto compiuto da patrioti (tali sono infatti i pervenuti) ai fini della guerra di liberazione&lt;/i&gt;.” (Vite Spezzate n. 578)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;7) ARLORIO MARIA&lt;/b&gt;, di Giovanmaria e di Aragno Teresa n. a Cherasco il 07/06/1903 ivi residente in Via Roma 13, casalinga, fucilata nei pressi del Cimitero di Cherasco il 25 Marzo 1945 dal distaccamento "Vincenzino" della 48° Brigata Garibaldi "Di Nanni", "siccome Ausiliaria. delle brigate nere" Cfr. “L’Altro 25 Aprile” p. 79. (Vite Spezzate n. 657)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;8) ARNAUDO PAOLA&lt;/b&gt;, di Carlo, n. a Cuneo il 07/07/1922, residente a Cuneo, soppressa dai partigiani in località Pradleve di Valle Grana, il 10/03/1945, indicata Ausiliaria RSI in Vite Spezzate al n. 709&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;9) ARRO’ ELENA&lt;/b&gt;, di Domenico, n. a Villanovetta il 06/07/1925, casalinga, residente a Piasco, “fucilata” dai partigiani a Piasco il 13 Giugno 1944 con l’accusa di “spionaggio”, cfr. Tesi di Laurea di Milva Rinaldo "Civili e partigiani nella resistenza in Val Varaita" (Vite Spezzate n. 745)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;10) BALESTRA MARIA in MALASINA&lt;/b&gt;, di Giacomo, n. a Carrù il 27/06/1923, residente a Serravalle Sesia, casalinga, uccisa da partigiani a Nella Belbo il 17 Aprile 1944, il cadavere rinvenuto il 21 Aprile a Gorzegno. Cfr. Biglietto Urgente di Servizio della Questura di Cuneo del 26/04/1944 al Ministero degli Interni; Notiziario GNR. p. 68 (Vite Spezzate n. 966)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;11) BARALE MARIA&lt;/b&gt;, di Bartolomeo, nata a Cannes (Francia) il 09/11/1922, Ausiliaria della RSI, fucilata a Cuneo in Piazza Torino angolo Corso Stura nel massacro del 3 Maggio 1945 assieme al fratello Barale Giovanni ed altre 26 persone, su sentenza del “Tribunale del Popolo” in quanto Ausiliaria della Brigata Nera, senza accuse specifiche. (Vite Spezzate n. 1083)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;12) BARUCCHI KELEMEN ELENA&lt;/b&gt;, di Pietro. n. a Briga Marittima il 04/05/1901, Ausiliaria della RSI, soppressa da partigiani in territorio di Briga Marittima il 6 Agosto 1944, senza specifiche accuse ma era Ausiliaria della RSI, citata in “Piemonte Repubblicano” del 16 Dicembre 1944. (Vite spezzate n. 1287).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;13) BASSINO LUCIA&lt;/b&gt;, nata&amp;nbsp; a Canale il 07/09/1883 ivi residente, casalinga, non si conoscono i motivi per cui venne soppressa dai partigiani il 8 Settembre 1944 a Canale. (Vite Spezzate n. 1302)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;14) BELLIARDO ANNA&lt;/b&gt;, di Giuseppe, n. a Grasse (Francia) il 20/10/1928 occupata presso la BN "Resega" come aiuto-cucina, abitante in Dronero via Cavour 11, arrestata e “processata” dalla polizia partigiana della 104° Brigata Garibaldi "C. Fissore" per spionaggio, per questo uccisa assieme Belliardo Maria a Roccabruna il 15 Febbraio 1945 Cfr. “L’Altro 25 Aprile” p. 77-78. (Vite Spezzate n. 1499)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;15) BELLIARDO MARIA&lt;/b&gt;, fu Pietro di anni 44, residente a Dronero in Via Cavour 15, arrestata e “processata” dalla polizia partigiana della 104° Brigata Garibaldi "C. Fissore" per spionaggio, per questo uccisa assieme Belliardo Anna a Roccabruna il 15 Febbraio 1945. Cfr. “L’Altro 25 Aprile” p. 77-78. (Vite Spezzate n. 1506)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;16) BELTRAMO LUCIA&lt;/b&gt;, di Tomaso, n. a Barge il 19/07/1923 ivi residente, domestica, soppressa con Re Caterina nella notte tra il 18 ed il 19 Marzo 1945 dai partigiani E.M. da Envie e M.A. da Virle Piemonte con la generica accusa di spionaggio “&lt;i&gt;senza peraltro essere in grado di dare alcun ragguaglio circa fatti specifici di spionaggio dei quali le predette fossero accusate&lt;/i&gt;” riporterà il giudice nella sentenza del processo intentato contro gli assassini (Tribunale di Cuneo, Corte di Assise, Sentenza del 24 Novembre 1953), anzi il comando partigiano aveva in seguito ammesso la loro innocenza in quanto l’uccisione delle due ragazze era dovuta ad un errore “&lt;i&gt;provocato in parte dalla condotta delle ragazze stesse, in parte dalla precipitazione del “Moretta” ... ed in parte dall’attività di qualche componente la Brigata... che aveva agito per rancori personali o per istigazione di qualche altro&lt;/i&gt;” ed aveva dato un piccolo indennizzo alle famiglie delle vittime. Le due donne vengono anche derubate di portafoglio, oggetti vari e delle scarpe: le scarpe il partigiano M.A. le regalò alla sorella Margherita. I partigiani al processo si difenderanno dicendo che avevano agito su ordine di "Moretta" alias Carlo Broccardo (deceduto) e saranno allora assolti "&lt;i&gt;per aver agito nell'adempimento di un dovere imposto da un ordine superiore&lt;/i&gt;” “&lt;i&gt;Perché i partigiani erano dei militari come tali riconosciuti e come tali sottoposti a disciplina militare che non consente al inferiore alcun sindacato sull’ordine ricevuto. Tutti i regolamenti di disciplina militare stabiliscono che l’obbedienza deve essere pronta ed assoluta&lt;/i&gt;”. Vedi anche Quotidiano Gazzetta del Popolo di Torino del 24 Novembre 1953. (Vite Spezzate n. 1570)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;17) BENINO JOLANDA in ASCHERI&lt;/b&gt;, mancano i dati anagrafici, si sa che fu soppressa da elementi partigiani nel territorio del comune di Pietraporzio in un giorno imprecisato dell’Agosto del 1944. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;Toselli nelle sue note, probabilmente equivocando, la considera fucilata a Caraglio il 1 Maggio del 1945, la stesso giorno in cui il marito Ascheri Vincenzo ed il figlio Ascheri Francesco di 15 anni vennero soppressi dai partigiani a San Sebastiano di Cuneo lungo la scarpata ferroviaria (Vite Spezzate n. 1612) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;18&lt;/b&gt;) &lt;b&gt;BERETTA SAVINA&lt;/b&gt;, da Ponticello (CO), nata nel 1898, nel 1955 la sorella Orsola scrive al sindaco del comune di Cuneo per identificare la salma di una donna uccisa da partigiani che sospetta essere la sorella anch’essa soppressa da partigiani a fine aprile 1945 e il cui cadavere non fu mai rinvenuto. Della ricerca fu interessato dalla sorella anche don Marabotto. I prete ritenne di identificare la Beretta Savina nella foto di una donna uccisa da partigiani ritrovata il 10/01/1945 nel territorio del comune di Busca, confinante con quello di Cuneo, il cui verbale di ritrovamento recitava: &lt;i&gt;“cadavere di sesso femminile dell’apparente età di anni 20-25; statura m. 1,62; capelli castani ricci; occhi chiari; colorito olivastro. – Segni particolari:piccola cicatrice sul setto nasale sinistro; dente canino destro in oro bianco o argento.” Sono registrati inoltre nel verbale i seguenti capi di indumenti reperiti sul corpo della defunta: sciarpa fantasia; soprabito lana color caffelatte; vestaglia blu; alcune maglie di lana; guanti di lana grigia; scarponcini a gambaletto senza chiodi e con legacci bianchi; calze di seta marrone; sopracalze color marrone. &lt;/i&gt;Ma, concludeva la lettera di risposta del sindaco di Cuneo:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;i&gt;Al confronto con la fotografia della Sig.ra Beretta Savina e le due fotografie della sconosciuta, custodite nell’archivio di codesto comune, non risultano rassomiglianze di sorta, parimenti risultano evidenti discordanze tra i dati forniti dalla S. V. e quelli del citato verbale&lt;/i&gt;. (non presente in Vite Spezzate)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;19) BERTAINA DOMENICA&lt;/b&gt;, di Domenico, n. a Saluzzo il 23/02/1912, casalinga, prelevata assieme al marito Imbimbo Luigi e con lui soppressa&amp;nbsp; da partigiani della brigata Garibaldi "E. Carando" a Cervere il 10 Novembre 1944. (Vite Spezzate n. 1792)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;20) BERTONE GIOVANNA DOMENICA&lt;/b&gt;, di Giacomo, nata a Cavour (TO) il 02/10/1925, ivi residente, casalinga, soppressa da elementi partigiani di una brigata garibaldina assieme allo studente Pellizza Gustavo nel territorio del comune di Barge il 22 agosto 1944. (Vite Spezzate n. 1946) fonte “BraOggi”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;21) BIANCO GIOVANNA&lt;/b&gt;, di Battista, nata a Rivoli (TO) il 23/06/1927, residente a Torino, casalinga, soppressa da elementi partigiani nel territorio del comune di Sanfrè il 10 giugno 1944. Il corpo sarà fatto ritrovare solo dopo la guerra, il 3 giugno 1945. (Vite Spezzate n. 2043)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;22) BILLONE GIUSEPPINA MARIA PROVVIDENZA&lt;/b&gt;, di Aldo, nata a Palermo il 27/08/1918, ausiliaria della RSI aggregata al reparto “Cacciatori degli Appennini”, catturata da partigiani nel Settembre del 1944 nel territorio del comune di Alba. La salma non fu mai ritrovata. Cfr. Dichiarazione di Morte Presunta del Tribunale di Palermo su Gazzetta Ufficiale del 19/05/1962 e 24/02/1963 (dispersa, non presente in Vite Spezzate)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;23) BIGLIONE LUCIA&lt;/b&gt;, di Bartolomeo, nata a Fossano il 06/06/1927, ivi residente, casalinga, assassinata da partigiani con la madre Anchino Teresa il 22 Marzo 1945 a Fossano. Il padre Biglione Bartolomeo era stato soppresso un mese prima dagli stessi partigiani. Nelle memorie “Toselli” le uccisioni sono collocate a Centallo. (Vite Spezzate n. 2105)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;h1 style="margin-right: -14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', Arial, Helvetica;"&gt;&lt;b&gt;24) BO LUCIA CATERINA, &lt;span style="font-weight: normal;"&gt;di Giacomo, nata a S. Albano Stura il 24/06/1922, residente a Marene, casalinga, soppressa da elementi partigiani della 103° Brigata Garibaldi" Nannetti" a Santo Stefano Roero il 14 Aprile 1945 quale spia della Brigata Nera "rea confessa". Nel rapporto della brigata "E. Carando" del 25/06/1945 “Relazione attività operativa della Brigata” risulta fucilata a Monteu Roero. (Vite Spezzate n. 2200)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;25) BODRERO MARIA CATERINA&lt;/b&gt;, di anni 41, uccisa da partigiani nella sua casa posta in Meira Tria n. 2 nel territorio del comune di Melle il 5 gennaio 1945 perché sospettata, con la sorella Domenica, uccisa due giorni dopo, di appartenenza al PFR. (non presente in Vite Spezzate)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;26) BODRERO DOMENICA&lt;/b&gt;, di anni 56, uccisa nella sua casa posta in Borgata Giusiano Opaco n. 14, nel territorio del comune di Melle il 7 gennaio 1945 perché sospettata, con la sorella Maria Caterina, uccisa due giorni prima, di appartenenza al PFR. (non presente in Vite Spezzate)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;27) BOGGIO ELSA&lt;/b&gt;, di Michele, nata a Torino il 01/09/1925, residente a Pinerolo, casalinga, soppressa da elementi partigiani della 1° Divisione Garibaldi, nel territorio del comune di Bagnolo Piemonte il 24 giugno 1944, nello stesso giorno dagli stessi partigiani furono eliminati altri due civili: Martina Michele di Luserna San Giovanni e Crespo Antonio, girovago, di Bagnolo Piemonte; non è chiaro se tutti assieme o singolarmente. (Vite Spezzate n. 2314)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;28) BONARDO CATERINA in TERRENO&lt;/b&gt;, di Giorgio, n. Mondovì il 06/10/1897, residente a Carrù, casalinga, separata dal marito da cinque anni, prelevata da partigiani a Carrù il 15 Dicembre del 1944 per “essere interrogata”, era considerata ostile al movimento partigiano. Fu rinvenuta cadavere il 22 Dicembre sul greto del Tanaro in località “Bocche dei Perticari” nel comune di Clavesana. (Vite Spezzate n. 2405)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;29) BORGNA MARIA TERESA detta LETIZIA&lt;/b&gt;, di Giuseppe, nata a Viola il 08/13/1908, residente a Niella Tanaro, casalinga, fu prelevata da elementi partigiani unitamente a Chiecchio Margherita e con lei uccisa in Val Casotto del comune di Pamparato il 9 Febbraio 1944. Non si conoscono i motivi che portarono i partigiani a sopprimere le due donne ma probabilmente si trattava della solita generica accusa di “spionaggio” cfr. "Carrù in guerra" di Rino Viotto, (Vite Spezzate n. 2637)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;30) BORLERO EMMA vedova MACCABEO&lt;/b&gt;, di anni 67, da Canelli (Asti), prelevata dalla propria abitazione a Canelli e portata al campo partigiano nei pressi di Santo Stefano Belbo, assassinata dal partigiano G.R. a colpi di zappa. la fotografia in “Storia della guerra civile in Italia” Vol. I p. 166. (non presente in Vite Spezzate)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;31) BOTTERO ELISABETTA&lt;/b&gt;, di Gaspare, n. a Frabosa Soprana il 02/07/1908, ivi residente, casalinga, soppressa da partigiani a Roccaforte di Mondovì il 13 Ottobre 1944. Precedentemente i partigiani avevano ucciso anche il fratello Angelo. (Vite Spezzate n. 2832)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;32) BOZIC CARLA&lt;/b&gt;, di anni 30, nata a Trieste, residente a Bra, eliminata da elementi partigiani a Bra gli ultimi giorni di Maggio del 1945 nel bagno di sangue che seguì l’entrata dei partigiani nella cittadina. Cfr. Memorie Toselli, dattiloscritto, (non presente in Vite Spezzate ma al comune di Bra esiste l’Atto di Morte)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;33)&amp;nbsp; BRACCO CRISTINA vedova BARBERIS&lt;/b&gt;, di Vincenzo, n. a Battifollo il 16/11/1891, prelevata a Battifollo dai partigiani con il figlio Attilio, mentre vengono portatinal comando partigiano il figlio, benchè ferito, riesce a fuggire, lei allora viene uccisa per rappresaglia sulla strada per Bagnasco. Il motivo della sua uccisione risale al fatto che aveva partecipato di nascosto ai funerali di Berruti Oreste ucciso dai partigiani i quali avevano vietato alla popolazione di partecipare ai funerali. "&lt;i&gt;Per onorarne la memoria il consiglio comunale ha deliberato di includere il suo nome fra i caduti civili dell'ultima guerra, considerandola vittima innocente di vicende belliche che non sempre si mantennero nei limiti dell'onesto e del necessario&lt;/i&gt;" cfr. "Nucetto nell'ultima guerra" di Carlo Schiffo, 1963 vedi anche l’articolo su “La Stampa” del 18-19/03/1949 sulla cronaca del processo contro due partigiani responsabili, Ezio Bovero e Carlo Camilla (Vite Spezzate n. 2919)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;34)&amp;nbsp; BRIZIO PAOLA&lt;/b&gt;, di Ernesto, n. a Pinerolo il 13/05/1912, residente a Sommariva, prelevata e fucilata in un bosco il 13 Aprile 1945 la condanna a morte è conservata presso l’archivio "Ronchi della Rocca" (cat. III, fas. 2, n. 7), sottoscritta dal "comandante della Polizia" (partigiana?) "Franco" e indirizzata al "Comando di brigata". La trascriviamo senza commenti, depurandola solo dagli errori di ortografia e grammatica: “&lt;i&gt;La signorina Brizio Paola di Ernesto, nata a Pinerolo il 13.5.1912, abitante a Sommariva Bosco (Cuneo), professione direttrice didattica, è stata condannata a morte da questo Comando, per aver costituito di sua spontanea volontà il Comitato dell’opera "Balilla" il giorno 15.1.1944 a Sommariva Bosco. Dichiarò inoltre di aver giurato fedeltà alla Repubblica nel maggio 1944. Dichiarò di essere sempre stata in stretta relazione col commissario prefettizio Bossi, fascista sfegatato, che nel maggio 1944 si trovava pure a Sommariva Bosco, rivestendo tale carica. Persone di nostra fiducia ammettono di aver sentito la Brizio, in un suo discorso, pronunciare le testuali parole: "Questi straccioni di partigiani sarebbe ora che la finissero&lt;/i&gt;". (Vite Spezzate n. 3035)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;35)&amp;nbsp; BRONZINO PASQUALINA in MOLETTI&lt;/b&gt;, di Giacinto, n. a Caprie (Torino) il 19/04/1915, coniugata Moletti, casalinga, eliminata in frazione Mellea nell'occasione dell'uccisione del Segretario Comunale di Marsaglia Roberto Pinto, da&amp;nbsp; elementi partigiani V.R, A.P. e G.B che saranno in seguito fucilati dai loro stessi compagni in seguito a contrasti interni. (Vite Spezzate n. 3062)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;36)&amp;nbsp; BRUNELLO WILMA&lt;/b&gt;, di NN e Brunello Maria, n. a Motta di Livenza (TV) di anni 20, residente a Milano, impiegata, venne prelevata da partigiani dalla propria abitazione e soppressa nei pressi del torrente Colla del comune di Peveragno il 17 Febbraio del 1945. Cfr. “Il Piemonte Repubblicano” del 27 Febbraio 1945. Il 8 marzo 1945 nei pressi del posto di blocco di Ponte Gesso di Cuneo verrà ucciso da un agente, che aveva cercato di fermare, il partigiano Sbragia Franco, addosso al cadavere, oltre ad una pistola spagnola “Lliana” cal. 9 lungo, vennero ritrovati i documenti della Brunello e quelli del commissario Patrocollo Aldo assassinato assieme alla donna. (Vite Spezzate n. 3079)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;37)&amp;nbsp; BRUNO MARGHERITA&lt;/b&gt;, di Vincenzo, nata a Frabosa Sottana il 09/12/1912, residente a Entracque, insegnante, venne uccisa ad Entracque il 14 Febbraio 1945 da partigiani che la uccisero nella scuola dove insegnava davanti ai suoi alunni. Cfr. Memorie Toselli. (Vite Spezzate n. 3154)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;38)&amp;nbsp; CANALE LUCIA vedova FALCO&lt;/b&gt;, di Francesco, nata a Beinette il 16/01/1891, residente a Cuneo, casalinga, soppressa assieme alla figlia Falco Margherita in località Tetti Barbero di Cuneo. Cfr. “L’immane Sconquasso” p. 101 (Vite Spezzate n. 3456)&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;39)&amp;nbsp; CANAVERO MARIA o MARIUCCIA (detta Scampolo)&lt;/b&gt;, di Giovanni, nata a Lesegno il 10/04/1921, ivi residente, insegnante, fermata da elementi partigiani il 22 Febbraio del 1945 nel territorio del comune di Bagnasco, frazione Massimino, assieme a Silvia Suono impiegata della federazione Fascista. La Canavero viene subito fucilata mentre la Suono, di 21 anni, si salva grazie ad una opportuna incursione di reparti fascisti. Cfr. Toselli, Memorie, dattiloscritto, (Vite Spezzate n. 3465)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;40)&amp;nbsp; CANOVA TERESINA EMILIA&lt;/b&gt;, di Francesco, n. a Cuneo il 27/10/1921, ivi residente, impiegata, fucilata a Cuneo da elementi partigiani in Corso Stura angolo Piazza Torino con altre 27 persone nel massacro del 3 Maggio 1945 su ordine di un Tribunale del Popolo (Vite Spezzate n. 3534)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;41)&amp;nbsp; CAPPELLO LINA&lt;/b&gt;, da Marene, prelevata e soppressa da elementi partigiani della brigata Garibaldi "E. Carando" a Cervere il 1 Gennaio 1945, come da relazione partigiana del 25 giugno 1945, &lt;i&gt;oggetto: Relazione attività operativa della Brigata&lt;/i&gt;. Questa donna non risulta nell’elenco di Vite Spezzate, quindi probabilmente il corpo non venne mai ritrovato (in Vite Spezzate questi desaparecidos nostrani sequestrati dai partigiani non vengono citati). Forse qualcuno di Marene la conosceva e ci potrà fornire i suoi dati anagrafici e qualche dato in più.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;42)&amp;nbsp; CARDONE MARIA CESARINA&lt;/b&gt;, di Cesare, n a Carrù il 22/12/1926, ivi residente, casalinga, prelevata da partigiani il 7 Dicembre 1944 dalla frazione di Ronchi e uccisa il giorno dopo nel territorio del comune di Clavesana, cfr. "Carrù in guerra" di Rino Viotto, p. 57. (Vite Spezzate n. 3676)&lt;b&gt; 43) CARFAGNINI ELVIRA&lt;/b&gt;, fu Quintilio, n. a Larino (CB) il 26/06/1920, residente a Garessio, sarta, sequestrata a Garessio assieme alla sorella Maria da elementi partigiani appartenenti alla squadra&amp;nbsp; di "Gaglietto" del 13° Battaglione. "Val Tanaro", le due ragazze subirono una sorta di “processo” e condannate “&lt;i&gt;alla pena di morte mediante fucilazione nella schiena&lt;/i&gt;” “per spionaggio a favore del nemico” come riportano i documenti partigiani, comandante il plotone di esecuzione Ezio Aceto (deceduto). Le due ragazze furono uccise alle ore 17 del 11 Ottobre 1944 all'esterno del muro del cimitero di Pamparato, un "giudice" Vincenzo Giovanni verrà ucciso a S. Michele di Mondovì a fine aprile del 1945. I partigiani furono generosi, lasciarono andare la terza sorella, Carmen, di 16 anni, sequestrata assieme alle sue due sorelle. Cfr. rivista “Autonomi”, 1° sem. 1982 (Vite Spezzate n. 7001- come Garfagnini Elvira)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;44)&amp;nbsp; CARFAGNINI MARIA&lt;/b&gt;, fu Quintilio, n. a Bojano (CB) il 25/03/1925, residente a Garessio, sarta, sequestrata a Garessio assieme alla sorella Elvira. (vedi Carfagnini Elvira per le circostanze). (Vite Spezzate n. 7002 - come Garfagnini Maria)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;45)&amp;nbsp; CARLINO ANTONIETTA&lt;/b&gt;, di Vincenzo, n. a Bitetto (Bari) il 03/10/1914, residente a Torino in via Caboto 29, Ausiliaria della RSI, prelevata da elementi partigiani dall’ospedale di Cuneo mentre prestava assistenza alla sua Capo Squadra Raffaella Chiodi lì degente per ferite, portata nelle carceri locali e poi fucilata, senza specifiche accuse, il 3 Maggio, probabilmente nella “mattanza” di corso Stura angolo piazza Torino (Raffaella Chiodi morirà il 01/01/1946 all'ospedale di Riva Torbole (TV) per le ferite). (Vite Spezzate n. 3736)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;46)&amp;nbsp; CARNEVALIS ANNA&lt;/b&gt;, di Pietro, nata a Cuneo il 01/01/1923, residente a Cuneo in corso Nizza 62, fu arrestata a Cuneo il 28 aprile 1945 portata a Borgo San Dalmazzo e tre giorni dopo riportata a Cuneo nelle carceri, fu rilasciata dopo un interrogatorio il 9 maggio, il 12 maggio fu nuovamente prelevata da casa di una sua zia, Occelli Anna, da un partigiano, caricata su di una macchina e uccisa dopo un ora dal sequestro con un colpo alla nuca in regione Ponte di Ferro di Roccavione. (Vite Spezzate n. 3742)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;47)&amp;nbsp; CASALE MARIA BENEDETTA vedova ANZOLA&lt;/b&gt;, di Fiorenzo, n. a Verolengo (TO) il 17/08/77, soppressa dai partigiani con la figlia Francesca, i cadaveri ritrovati 11 Luglio del 1950 (per le circostanze vedere Anzola Maria) (Vite Spezzate n. 3779)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;48)&amp;nbsp; CERA&amp;nbsp; LISA ANTONIETTA&lt;/b&gt;, di Ottavio, n. a Trapani il 15/07/1886, residente a Cuneo, casalinga, fucilata con la sorella Teresa da partigiani su ordine del Tribunale del Popolo in corso Stura angolo piazza Torino con altre 26 persone,&amp;nbsp; nel massacro del 3 Maggio a Cuneo, per le due non vi erano accuse specifiche ma erano le sorelle del Maggiore Gino Cera comandante la GNR di Torino&amp;nbsp; (poi fucilato il 23 Marzo del 1946), tanto bastava. (Vite Spezzate n. 4073)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent2" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;49)&amp;nbsp; CERA TERESA in CHIAPPERO&lt;/b&gt;, di Ottavio, n. a Girgenti (AG) il 16/03/1892, residente a Cuneo, casalinga, (per le circostanze vedere Cera Lisa) (Vite Spezzate n. 4076)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent2" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;50)&amp;nbsp; CHIAPELLI ROSA MARIA&lt;/b&gt;, di Mario, nata a Costigliole Saluzzo il 18/04/1918, ivi residente, casalinga, venne catturata il 25 Giugno 1944 dai partigiani assieme al fidanzato Gallini Dante mentre i due percorrevano in bicicletta la Val Varaita, nei pressi del ponte di Valcurta, due giorni dopo sarà fucilata nel territorio del comune di Sampeyre perché riconosciuta come la figlia dell’Avvocato Chiapelli Mario “il quale aveva fama di spia fascista” che a sua volta sarà, il giorno stesso prelevato dai partigiani ed ucciso ad Isasca il 28 Giugno. Assieme ai due fidanzati viene ucciso anche il partigiano “Molotof” alias Ferrero Domenico. Nel processo tenutosi alla corte di Assise di Cuneo nel 1955 sul banco degli accusati siederanno i partigiani C.M. da Rossana, M.B. da Manta ed Eduardo Zapata “Zama” da Guajaquil (Equador). Mentre i partigiani gregari vengono prosciolti per l’Amnistia del DPR 5 Aprile 1944, n. 96, il comandante “Zama” viene condannato perchè, motiva il giudice, “&lt;i&gt;Nel caso a carico della Chiappelli Rosa, anche prescindendo dalla assenza del giudizio, cui pur si sarebbe potuto procedere... null’altro esisteva se non il fatto d’esser figlia di un filofascista.... Quanto poi al Gallini... è da escludersi che a carico suo esistesse anche il minimo sospetto... Infine per il Ferrero Domenico “Molotof”... fatto sopprimere a cagione della donna che doveva poi diventare moglie dello “Zama”..., dimostrano l’assenza di un qualsiasi motivo inerente alla lotta.&lt;/i&gt;” Quindi condanna a 26 anni di carcere lo “Zapata” che per effetto di attenuanti generiche e di Amnistia del DPR del 19/12/1953, n. 22 viene interamente condonata. La corte di Assise di Appello di Torino il 02/03/1956 riforma parzialmente la sentenza condannando lo “Zapata” a anni 30 di reclusione che per effetto delle attenuanti generiche e della stessa Amnistia del 1953 vengono ridotti ad anni due di reclusione. (Vite Spezzate n. 4192)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent2" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;51)&amp;nbsp; CHIAPPUSSA ADELE&lt;/b&gt;, fu Luigi n. a Modan il 05/12/1903 residente a Susa via Oulx 8, fucilata senza processo il&amp;nbsp; 10 Settembre 1944 probabilmente nel territorio del comune di Murazzano, sotto l’imputazione di spionaggio. La ragione era che la donna aveva una relazione con un soldato tedesco e per questo andava punita. Cfr. Rapporto della Prefettura di Cuneo del 22 Febbraio 1945 al Ministero dell’Interno. Oggetto: Elementi passati per le armi dai partigiani... rilevati dai documenti rinvenuti nei comandi partigiani nel corso di rastrellamenti. (dispersa, non presente in Vite Spezzate)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent2" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;52)&amp;nbsp; CHIAVAZZA MARIA CATERINA&lt;/b&gt;, di Federico, n. a Torino il 01/08/1925, residente a Genova, Ausiliaria della RSI, fucilata per ordine del Tribunale del Popolo a Cuneo il 3 Maggio 1945, senza imputazioni specifiche, con altre 27 persone nel massacro di corso Stura angolo Piazza Torino. Era incinta. (Vite Spezzate n. 4279)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent2" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;53)&amp;nbsp; CHIECCHIO MARGHERITA&lt;/b&gt;, di Giovanni, nata a Vicoforte il 30/07/1903, residente a Niella Tanaro, casalinga, soppressa da elementi partigiani assieme a Borgna Maria Teresa il 9 Febbraio 1944 nel territorio del comune di Pamparato. cfr. "Carrù in guerra" di Rino Viotto (Vite Spezzate n. 4290)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent2" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;54)&amp;nbsp; CHIOCCHIA ANTONIA&lt;/b&gt;, di Giovanni, nata a Caraglio il 25/05/1915, residente a Pradleves, casalinga, venne fucilata da elementi partigiani a Dronero il 28 Giugno 1944, assieme a Rainero Pierina, i partigiani “fucileranno” il 3 Dicembre del 1944 anche il marito Martini Stefano di anni 46, grande invalido di guerra, privo delle gambe che per spostarsi si serviva di un carrettino che spingeva con le mani Cfr. Memorie “Toselli”. (Vite Spezzate n. 4314)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent2" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;55)&amp;nbsp; CORRADO GIOVANNA in GENTA, &lt;/b&gt;di Francesco, nata a Murazzano il 08/05/1900, residente a Belvedere Langhe, macellaia, soppressa da elementi partigiani per motivi non noti assieme al marito Genta Nicola a Dogliani il 30 Novembre 1944. (Vite Spezzate n. 4678)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent2" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;56)&amp;nbsp; CUNEO ANGELA&lt;/b&gt;, di Luigi, n. a Voghera (PV) il 06/07/1912, residente ad Ivrea, impiegata, soppressa da elementi partigiani a Frabosa Soprana il 5 Aprile 1945, indicata erroneamente Ausiliaria della RSI negli elenchi della pubblicistica dei reduci della Repubblica Sociale (vedi G. Pisanò “Ultimi in grigioverde” vol. IV p. 1932). (Vite Spezzate n. 4924)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent2" style="margin: 0cm -14.2pt 0pt 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;57)&amp;nbsp; DE BERNARDI PAOLA&lt;/b&gt;, di Rodolfo, nata a Monte di Capodistria (Pola) il 21/04/1925, residente a Bernezzo, domestica, fucilata a Cuneo il 8 Maggio 1945. "&lt;i&gt;La volante GL preleva due ausiliarie, già regolarmente rapate, Paola De Bernardi e Rosina Piana, entrambe di Caraglio: con loro viene anche preso un ragazzino per il quale il prete partigiano Don Lino Volta era intervenuto, data l'età, affinché non fosse fucilato con gli altri di Caraglio, ottenendo l'assicurazione di Rosa. (Virginio Ferrari di anni 15, mascotte della Monte Rosa di Dronero). Li portano tutti a Cuneo e li fucilano assieme a Antonio Quarti alla 5° arcata del ponte nuovo in località Basse di Sant Anna. Una delle due ragazze, che aveva il capo cosparso di catrame, stringeva ancora sotto il braccio una pagnotta di pane che qualche anima buona le aveva donato. Nella stessa notte i cadaveri vengono occultati in un rifugio antiaereo sulla scarpata di Piazza Vittorio e qui scoperti dai questurini&lt;/i&gt;.” Cfr. Memorie Toselli, dattiloscritto. (Vite Spezzate n. 5233)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;58)&amp;nbsp; DE CAROLI STEFANIA&lt;/b&gt;, di Giovanni, nata a Tresnuraghes (NU) il 23/03/1919, residente a Torino, casalinga, uccisa da elementi partigiani della III Divisione “Alpi” quando questi entrarono a Fossano il 30 Aprile 1945. (Vite Spezzate n. 5237)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;59)&amp;nbsp; DE MARIO SARTOR MARIA in ZACCARIA&lt;/b&gt;, di Valentino, nata a Santo Stefano di Cadore (Belluno) il 09/10/1891, residente a Moretta, ostetrica, con la scusa di un intervento per un parto imminente viene sequestrata a Moretta il 17 Settembre del 1944 da partigiani locali che la conducono in regione Saretto, cascina “Giasera” del territorio del comune di Polonghera dove viene uccisa e sotterrata. Il cadavere fu recuperato solo nel 1947. Aveva un paletto conficcato in vagina. Cfr. Lino Toselli, “Accadde Oggi” Cuneo 1943/45: Cronache della guerra civile, La Bisalta del 10/09/2004, p. 27. (Vite Spezzate n. 5251) Citata anche nel processo contro Simonini Agnese della CAS di Cuneo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;60)&amp;nbsp; DEGIOVANNI ALBERTINA&lt;/b&gt;, di Giuseppe, n. a Vinadio il 03/03/1911, residente a Robilante, iscritta al Partito Fascista Repubblicano, prelevata da elementi partigiani al comando di Ivano Bellino e soppressa nel territorio del comune di Roccavione il 9 Novembre 1944, il corpo sarà ritrovato cinque giorni dopo con la testa sfracellata ed il corpo straziato da arma da taglio. Cfr. “Il Piemonte Repubblicano” del 18/11/1944. (Vite Spezzate n. 5295)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;61)&amp;nbsp; DESTRE’ CATTERINA in GERMANO&lt;/b&gt;, di Agostino, n. a Paesana, il 20/04/1909, ivi residente, casalinga, fucilata da elementi partigiani con il marito Germano Alberto ed un’altra coppia di coniugi (Pescarmone Milda col marito il farmacista Martina Gian Giacomo) al cimitero di Paesana il 11 Luglio 1944, i partigiani appartenevano alla formazione di “Montecristo” operante in Val Po di cui il commissario politico era “Mario”. Cfr. don Michele Lerda: "Un prete nella resistenza Piemontese". (Vite Spezzate n. 5508)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;62)&amp;nbsp; DHO LIDIA&lt;/b&gt;, di Giuseppe, n. a Magliano Alpi il 26/07/1927, residente a Mondovì, Ausiliaria della RSI, prelevata da elementi partigiani, che la uccisero a Mondovì il 12 Marzo 1945, spaccandole il cranio con il calcio del fucile. (Vite Spezzate n. 5528)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;63)&amp;nbsp; DIAMANTE NICOLETTA&lt;/b&gt;, di n.n. nata a Perlo il 31/10/99, res. Castellino Tanaro, casalinga, prelevata da elementi partigiani il 13 Maggio 1945 assieme a Porcaro Pietro e soppressi nel territorio del comune di Lesegno tre giorni dopo Cfr. Sentenza della Corte di Appello del Tribunale di Torino del 11/10/1950. (Vite Spezzate n. 5550)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;64)&amp;nbsp; FALCO MARGHERITA MARIA&lt;/b&gt;, di Giovanbattista, nata a Cuneo il 18/05/1923, ivi residente, mezzadro, soppressa da elementi partigiani nel territorio del comune di Cuneo il 9 Novembre 1943. (Vite Spezzate n. 5925)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;65)&amp;nbsp;&amp;nbsp; FALCO MIRELLA, &lt;/b&gt;di Giuseppe. (mancano altri dati anagrafici) di questa donna sfollata dal Torinese a Bagnolo si sa solo che fu fermata da elementi partigiani della 4^ Brigata Garibaldi e da loro trattenuta per sospetti di spionaggio. Non fu mai più rivista né viva né morta. Il comandante partigiano Petraia, nel dopoguerra alla richiesta del padre della ragazza di conoscerne la sorte, rispondeva con una lettera dichiarando che la signorina, durante un forte rastrellamento, era stata fatta passare in Francia e lasciata alle autorità francesi di Guillestre come “persona sospetta”. (non presente in Vite Spezzate)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;66)&amp;nbsp; FERRERO CATERINA, &lt;/b&gt;di Domenica, nata a Torino il 16/10/1914, ivi residente, casalinga, soppressa da partigiani nel territorio del comune di Santo Stefano Belbo il 5 Febbraio 1945 sotto l’accusa di essere una “spia dei fascisti”. (Vite Spezzate n. 6158)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;67)&amp;nbsp; FERRERO ERALDA&lt;/b&gt;, di Giovanni nata a Torino il 19/11/1917, residente a Carrù, casalinga, uccisa da elementi partigiani assieme alla madre&amp;nbsp; la madre Veronica Rovella il 23 Novembre del 1944 sulla strada provinciale per Benevagienna, erano considerate notoriamente fasciste, cfr. "Carrù in guerra" di Rino Viotto, p. 57 Tre dei partigiani responsabili saranno a loro volta eliminati da altri partigiani. (Vite Spezzate n. 6172)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;68)&amp;nbsp; FERRI ERNESTINA&lt;/b&gt;, di Giovanni Battista, nata a Castiglione D’Adda (MI) il 24/07/1920, impiegata, prelevata e uccisa da elementi partigiani assieme a Javelli Maria nel territorio del comune di Pietraporzio il 28 Giugno 1944. Cfr. Lino Toselli, “Accadde Oggi” Cuneo 1943/45: Cronache della guerra civile, La Bisalta del 25/06/2004, p. 29. (Vite Spezzate n. 6271)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;69)&amp;nbsp; FERRUS PIERINA&lt;/b&gt;, di Benvenuto, n. a Revello il 12/10/1890, residente a Saluzzo, casalinga, prelevata da partigiani assieme alla sorella Virginia alla fine dell’Aprile del 1945, i loro corpi saranno rinvenuti in regione Colletta del comune di Pagno. Cfr. Lino Toselli, Memorie, dattiloscritto (Vite Spezzate n. 6309)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;70)&amp;nbsp; FERRUS VIRGINIA&lt;/b&gt;, di Benvenuto, n. a Revello il 21/04/1887, residente a Saluzzo, casalinga, prelevata da partigiani assieme alla sorella Pierina, alla fine dell’Aprile del 1945 i loro corpi saranno rinvenuti in regione Colletta del comune di Pagno. Cfr. Lino Toselli, Memorie, dattiloscritto (Vite Spezzate n. 6310)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;71)&amp;nbsp; FRANCO ANGELA&lt;/b&gt;, di Pietro, n. a Valdieri il 16/03/1920, residente a Valdieri, casalinga, uccisa da elementi partigiani nel territorio del comune di Pietraporzio il 17 Agosto 1944. Cfr. Lino Toselli, “Accadde Oggi” Cuneo 1943/45: Cronache della guerra civile, La Bisalta del 23/07/2004. (Vite Spezzate n. 6564)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;72)&amp;nbsp; FRANCO ANNA LUCIA&lt;/b&gt;, di Simone, nata a San Raphael (Francia) nel 1922, residente a Valdieri, contadina, soppressa da partigiani il 20 Agosto del 1944 nel territorio del comune di Valdieri, località Ponte sul Gesso assieme ad altri quattro uomini.&amp;nbsp; Cfr. Lino Toselli, “Accadde Oggi” Cuneo 1943/45: Cronache della guerra civile, La Bisalta del 23/07/2004. (Vite Spezzate n. 6566)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;73)&amp;nbsp; GABUTTO LUCIA&lt;/b&gt;, di Giovanni Lorenzo, nata ad Alba il 9/07/1891, ivi residente, maestra, soppressa da partigiani nel territorio del comune di Bosia il 15 febbraio 1945 per motivi non noti ma probabilmente per la solita generica accusa di “spionaggio”. (Vite Spezzate n. 6686)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;74)&amp;nbsp; GARABELLO MARIA GIUSEPPINA in NEGRO&lt;/b&gt;, di anni 58, casalinga, moglie del mugnaio Negro Carlo, a Levice il 12 aprile 1944 fu assassinata e rapinata in casa con il marito da elementi a metà tra partigiani e delinquenti che in seguito vengono incorporati nella 16° Brigata Garibaldi : Renotti Luigi che dichiarerà al processo del 1947 al Tribunale di Torino: "la rapina la facemmo per ordine dei nostri superiori", Francone Pietro che presenta il suo "foglio notizie" con la qualifica di "Patriota" del CVL dal 02/02/1945 al 07/06/1945, e certo Racca Pietro che risulta partigiano deceduto in conflitto a Castino il 24/06/1944 ma non segnalato in Vite Spezzate. Cfr. Sentenza del Tribunale di Torino Corte di Assise di Appello, 1947. (Non presente in Vite Spezzate)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;75)&amp;nbsp; GARRO LUCIA&lt;/b&gt;, di Andrea, n. a Peveragno il 06/01/1920, ivi residente, casalinga, fucilata da elementi partigiani dipendenti dalla Brigata."Valle Iosina" del Gruppo Divisioni "R", a Peveragno il 14/01/1945 assieme a Pittavino Caterina Cfr. Richiesta informazioni del Tribunale di Cuneo&amp;nbsp; all'ufficio Stralcio del CLN di Torino del 25/03/46. (Vite Spezzate n. 7071)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;76)&amp;nbsp; GASTALDI NATALIA&lt;/b&gt;, di Natale, nata a Cosio di Arroscia (Imperia), il 25/05/1921, residente a Ceva, Ausiliaria della RSI,&amp;nbsp; fucilata con altre 27 persone a Cuneo in Corso Stura angolo Piazza Torino, nel massacro del 3 Maggio 1945, su ordine del Tribunale del Popolo, senza specifiche accuse. (Vite Spezzate n. 7128)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;77)&amp;nbsp; GENESTRONI MICHELINA&lt;/b&gt;, di Giacomo, nata a Romentino (NO) il 22/06/1924, era un’Ausiliaria della RSI, risulta dispersa nel territorio di Fossano nell’Aprile del 1945, Vedi Sentenza di Morte Presunta del Tribunale di Novara, in Gazzetta Ufficiale del 25/10/1954, (Vite Spezzate n. 7232)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;78)&amp;nbsp; GIANDRONE GIUSEPPINA&lt;/b&gt;, di Mario, n. a Savona il 15/05/1926, residente a Bra, sarta, ex partigiana del distaccamento "Bonino" imputata di spionaggio, catturata a Bra “&lt;i&gt;veniva dopo regolare processo, fatto dal distaccamento di “Jimmy” fucilata nei pressi della cascina Vidavì (Bra)”&lt;/i&gt; il 6 Dicembre 1944. Cfr. relazione del comando la 48° Brigata Garibaldi "Dante Di Nanni", del 05/01/1945. (Vite Spezzate&amp;nbsp; n.7503)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;79)&amp;nbsp; GHIBAUDO BRIGIDA&lt;/b&gt;, nata il 19/11/1905 a Vernante, ivi residente, prelevata da partigiani da Vernante in un periodo imprecisato del 1945 probabilmente per la solita generica accusa di “spionaggio”, non venne mai più rivista, risulta uccisa in località Palanfrè del comune di Vernante, non esiste l’atto di morte anzi non risulta neppure morta perché ai familiari per lungo tempo fu detto che era ancora viva e sarebbe ritornata ed allora non fu redatta neanche la sentenza di morte presunta. Al comune di Vernante risulta solo l’atto di nascita. (non presente in Vite Spezzate)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;80)&amp;nbsp; GILLI MADDALENA&lt;/b&gt;, fu Agostino, n. a Carmagnola (TO) il 09/03/1898, residente a Ceresole d'Alba, casalinga, prelevata dalla propria abitazione il 15 Dicembre 1944, soppressa per “sospetto spionaggio” lo stesso giorno da elementi partigiani del distaccamento "Dante" della 6° Divisione Alpina, il cadavere fu ritrovato il 24 Settembre 1945 in località Madonna delle Grazie nel comune di Santo Stefano Roero, venne eliminata assieme a Dolcimede Vito e Nigra Augusto. (Vite Spezzate n. 7544)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;81)&amp;nbsp; GIORDANO MICHELINA&lt;/b&gt;, di Giuseppe, n. il 25/06/1925 a Borgo San Dalmazzo, ivi residente, casalinga, fucilata da elementi partigiani della banda “Monte Saben” il 11 Maggio 1945 in località Sant Antonio Aradolo di Borgo San Dalmazzo, la madre Giraudo Francesca era stata eliminata quattro giorni prima ed il padre Giuseppe due settimane prima dai medesimi partigiani. Il fratello Biagio partigiano fu fucilato il 26 Aprile a Cuneo dalle Brigate Nere. “&lt;i&gt;In una lettera inviata dal Sindaco di Borgo nel dopoguerra al Prefetto di Cuneo era segnalato “svaligiata la casa dei Giordano in via Mazzini 38 e trasformata in casa di tolleranza per i partigiani del Saben”. Dunque i genitori e la sorella del partigiano Biagio non erano spie ma parenti innocenti che dopo la liberazione hanno subito oltraggio e morte. Biagio, nome di battaglia “Gino”, per una vergognosa manipolazione non risulta neppure partigiano e per coprire altre malefatte non si fa menzione di lui né negli elenchi dei partigiani morti né sulle lapidi a ricordo dei caduti. Nella casa della famiglia Giordano “trasformata in casa di tolleranza per partigiani” furono fatte oggetto di violenza e prostituzione non solo la madre e la figlia con la testa rasata, ma anche altre ragazze a cui era stato fatto lo stesso trattamento dei capelli&lt;/i&gt;” Cfr. Memorie Toselli, dattiloscritto. (Vite Spezzate n. 7727)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;82)&amp;nbsp; GIRARDI MARIA CLARA&lt;/b&gt;, di Giuseppe, n. a Villeneuve Loubet (F) il 13/02/1926, residente a Dronero, casalinga, fu uccisa da partigiani con la sorella Maria Maddalena, a Monterosso Grana il 09/02/1945, anche il padre Giuseppe fu ucciso dai partigiani un mese dopo, era la sorella di un ex partigiano passato alla repubblica che aveva fatto fucilare il giorno prima il partigiano Faraudo Oreste detto "Topa" (della 104° Brigata Garibaldi "Fissore") ed aveva fatto ritrovare un deposito di armi dei partigiani, lei, il padre e la sorella vennero uccise per rappresaglia. Cfr. Processo “Girardi Francesco” Corte di Assise Straordinaria del Tribunale di Cuneo, 1945 (Vite Spezzate n. 7778)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;83)&amp;nbsp; GIRARDI MARIA MADDALENA&lt;/b&gt;, di Giuseppe, n. a Villeneuve Loubet (F) il 11/07/1928, residente a Dronero, casalinga, uccisa con la sorella Maria Clara. (per le circostanze vedi Girardi Maria Clara). (Vite Spezzate n. 7779)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;84)&amp;nbsp; GIRAUDO BIANCA&lt;/b&gt;, di Carlo, n. a Boves il 23/02/1922, ivi residente, casalinga, fucilata a Cuneo in Corso Stura angolo Piazza Torino nel massacro del 3 Maggio 1945 su ordine del Tribunale del Popolo senza accuse specifiche. (Vite Spezzate n. 7808)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;85)&amp;nbsp; GIRAUDO FRANCESCA in GIORDANO&lt;/b&gt;, di Michele, n. a Vignolo (CN) il 15/02/1903, residente a Borgo San Dalmazzo, casalinga, soppressa da elementi partigiani il 7 Maggio 1945 a Borgo San Dalmazzo (per le circostanze vedi Giordano Michelina). (Vite Spezzate n. 7821)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;86)&amp;nbsp; GIUGE PROSPERINA ESTER&lt;/b&gt;, di Teodoro, n. a Molliers di Valdieri il 02/08/1920, residente a Demonte, prelevata da partigiani della formazione GL "C. Rosselli" dalla sua abitazione in Demonte alle ore 16 del 27 aprile del 1945, portata al comando partigiano, allora in via Nazionale in Demonte, fu "&lt;i&gt;denudata, percossa e insultata con volgari epiteti per farla confessare&lt;/i&gt;" non ammetteva le sue colpe e il 3 maggio fu deciso di fucilarla anche senza “confessione” ma in seguito alle implorazioni dei congiunti a di altri rimasti sconosciuti, l'esecuzione venne sospesa e la donna fu ricoverata all'ospedale civile di Demonte il 10 Maggio. Ma quello stesso giorno, alle ore 17, fu prelevata da quell’ospedale da una squadra di partigiani e uccisa.in località Gravera del comune di Moiola, Tribunale di Torino, Corte d'Assise di Appello, Sentenza contro ignoti del 28/02/1947. (Vite Spezzate n. 7896)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;87)&amp;nbsp; GIULIANO GIUSEPPINA&lt;/b&gt;, di Pietro, n. a Fossano il 18/04/1906, residente a Roccavione, casalinga, prelevata e soppressa da elementi partigiani nei pressi del cimitero di Roccavione il 1 Maggio 1945, probabilmente assieme al Tenente della Divisione “Littorio” della RSI Oreste D’Avanzo. Non vi erano accuse specifiche ma aveva frequentato qualche soldato della “Littorio”, tanto bastava. Cfr. Memorie Toselli, dattiloscritto. (Vite Spezzate n. 7920)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;88) GRIMALDI MARIA ROSA&lt;/b&gt;, di Anacleto, nata a Cossano Belbo il 20/08/1923, ivi residente, civile, casalinga, uccisa a Rocchetta Belbo il 05/01/1945, Reg. Gen. Dei Reati 1947 n. 2615, uccisione di donna ritenuta fascista, denuncia del 04/02/47 (Vite Spezzate n. 8179)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;89) GRISERI MARGHERITA&lt;/b&gt;, mancano i dati anagrafici, insegnante a Mondovì, soppressa il 8 Marzo 1944 a Pianvignale di Frabosa Sottana. “&lt;i&gt;già in aspettativa da due anni, per la perdita completa dell’udito, è stata prelevata nel suo domicilio ed è caduta sotto i colpi di fucile mentre, consapevole del terribile destino, s’era inginocchiata per rivolgere un’ultima preghiera e forse per chiedere perdono per i suoi uccisori. La medesima, animo nobilissimo, ha lasciato quanto possedeva a beneficio del Liceo Magistrale di Mondovì&lt;/i&gt;” Cfr. “Il Piemonte Repubblicano” del 23/12/1944 (non inserita in Vite Spezzate)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;90) GROSSO MARIUCCIA&lt;/b&gt;, di Giacomo, n. a Peveragno il 13/11/1924, ivi residente, casalinga, soppressa da elementi partigiani il 31 Dicembre 1943 nel territorio del comune di Peveragno. (Vite Spezzate n. 8248)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;91) JAVELLI MARIA&lt;/b&gt;, di Ludovico, nata ad Argentera il 14/03/1892, residente ad Argentera, Sarta, soppressa assieme a Ferri Ernestina da elementi partigiani senza specifiche accuse il 28 Giugno 1944 a Pietraporzio. Cfr. Lino Toselli, “Accadde Oggi” Cuneo 1943/45: Cronache della guerra civile, La Bisalta del 25/06/2004, p. 29. (Vite Spezzate n. 8444)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;92) LAPENNA ANGELA&lt;/b&gt;, di Mario, nata a Monbaldone (AT), ivi residente, contadina, nata il 14/01/1924, fucilata da partigiani, con la generica accusa di spionaggio, il 23 Ottobre 1944, il corpo rinvenuto il 27 Febbraio 1946 in prossimità della Cascina Carrantino, del comune di Castino, con 7 sconosciuti, in fosse separate, presumibilmente fucilati nel Settembre-Ottobre 1944, cfr. "Relazione attività svolta dal 10 al 30 Ottobre 1944" della 3° Brigata "Asti", 2° Divisione "Langhe", catturata dal distaccamento "Biondino" e passata per le armi. (Vite Spezzate n. 8596)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;93) LERDA CAROLINA&lt;/b&gt;, di Carlo e di Serale Maria, nata a Busca il 04/09/1926, ivi residente, civile, soppressa da partigiani il 04/04/1945 e sepolta nel giardino della caserma dei Carabinieri di Pradleves, i resti del corpo furono riesumati nel 1949, Cfr. Sentenza del Trib. di Cuneo del 10/01/1949 (Vite Spezzate n. 8660)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;94) LERDA LUCIA&lt;/b&gt;, di Mattia, nata a Monterosso Grana il 22/05/1920, ivi residente, sequestrata dalla propria abitazione alla Levata ed eliminata da elementi partigiani in Valle Grana il 17 Luglio 1944. Non si conoscono le accuse per le quali fu uccisa. Il suocero della Lerda, Raineri Giuseppe, si recò in Valle Grana a cercare notizie della nuora, fu intercettato e soppresso dai partigiani a Pradleves. Cfr. Lino Toselli, “Accadde Oggi” Cuneo 1943/45: Cronache della guerra civile, La Bisalta del 05/03/2004, p. 28. (Vite Spezzate n. 8670)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;95) LUCIANO OLGA MARIA&lt;/b&gt;, di Domenico, n. a Lesegno il 02/08/1923, ivi residente, sarta, uccisa in casa a Lesegno il 11 Giugno 1944 nell’occasione del prelevamento dei genitori e della sorella Liliana da parte di elementi partigiani, in quanto tutta la famiglia era iscritta al Partito Fascista Repubblicano. Cfr. Notiziario GNR, Cuneo, Giugno 1944. (Vite Spezzate n. 8850)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;96) MAGGIOTTI GIUSEPPINA, &lt;/b&gt;di Domenico, nata a Nizza il 21/09/1907, residente a Torino, ambulante, soppressa da elementi partigiani in territorio di Alta Valle Stura il 8 Luglio 1944, convivente dell’ex partigiano Mulè Antonio fucilato anche lui da partigiani perché ritenuto responsabile di alcune rapine compiute nella zona di Caraglio. (Vite Spezzate n. 8927)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;97) MAGNALDI ADELINA MARIA MARGHERITA in CONTE&lt;/b&gt;, di Giovanni Antonio, n. a Cuneo il 12/12/1903, ivi residente, casalinga, fucilata nonostante fosse in stato di avanzata gravidanza, da elementi partigiani a Cuneo in Corso Stura angolo Piazza Torino nel massacro del 3 Maggio 1945, senza specifiche accuse se non essere la moglie del vice Commissario Prefettizio di Cuneo. la fotografia della donna è pubblicata in “I Caduti della RSI Cuneo e Provincia” NovAntico Editrice, Pinerolo 2001, pag. 283 (Vite Spezzate n. 8952)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;98) MARENGO CATERINA in GRASSO&lt;/b&gt;, di Giacomo, n. a Bra il 24/10/1919, ivi residente, casalinga, fucilata assieme al il marito Grasso Settimio da elementi partigiani nel territorio del comune di Sanfrè il 15 Agosto 1944, tumulata a Bra il 29 Aprile 1947. (Vite Spezzate n. 9263)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;99) MARUBINI VERA&lt;/b&gt;, di Marubino, nata ad Albenga il 04/05/1913, residente a Bossolasco, casalinga, sequestrata ed uccisa a Bossolasco il 19/06/1944 (Vite Spezzate n. 9522)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;100) MAUNERO ANTONINA in CERUTTI&lt;/b&gt;, di anni 39, da Bra, operaia, coniugata con Cerutti Francesco, eliminata da elementi partigiani a Bra il 14 Maggio del 1945 nel bagno di sangue che seguì l’entrata dei partigiani nella cittadina. Cfr. Memorie Toselli, dattiloscritto, (non presente in Vite Spezzate)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;101) MEINARDI PIERINA in SORBA&lt;/b&gt;, di Pietro, nata a Castagnole Lanze (AT) il 20/03/1899, residente a Borgo San Dalmazzo, casalinga, viene uccisa il 25 Giugno 1944 da elementi partigiani penetrati in casa sua a Borgo San Dalmazzo mentre cercava di opporsi al sequestro della figlia Sorba Ada di 19 anni, iscritta al Partito Fascista Repubblicano; la figlia gravemente ferita morirà all’ospedale Santa Croce di Cuneo il 29 Luglio. Cfr. “Il Piemonte Repubblicano” del 29/07/1944. (Vite Spezzate n. 9730)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;102) MILANO ORTENSIA&lt;/b&gt;, di Giuseppe, n. a Busca il 03/05/1924, residente a Villar San Costanzo, operaia, uccisa in Borgata Oggeri di fronte al fratellino di otto anni nel cortile di casa perchè vista in compagnia di soldati tedeschi, nello stesso giorno in cui i partigiani soppressero Belliardo Anna e Belliardo Maria nel territorio del comune di Roccabruna il 15 Febbraio 1945, sepolta a San Giuliano di Roccabruna Cfr. Sentenza di Stato Civile, Tribunale di Cuneo del 06/07/1955 (Vite Spezzate n. 9953)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;103) MIRETTI GIUSEPPINA&lt;/b&gt;, di Giuseppe, n. a Paesana il 05/07/1898, ivi residente, casalinga, prelevata e soppressa da elementi partigiani nel territorio del comune di Casteldelfino in un giorno imprecisato dell’Agosto del 1944. (Vite Spezzate n. 10003)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;104) MOLINERI MARIA&lt;/b&gt;, nata a Monterosso Grana il 14/07/1901, residente a Dronero, casalinga, soppressa da elementi partigiani il 14 Febbraio 1945 nel territorio del comune di Roccabruna, il giorno dopo altre tre donne vengono uccise (le due Belliardo e Milano Ortensia) probabilmente dagli stessi partigiani. (Vite Spezzate n. 10051)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;105) MORETTI FRONTINA&lt;/b&gt;, di Antonio, n. il 03/02/1912 ad Alzano Sopra (BG), residente ad Alzano Lombardo (BG) in via A. Fontana. Catturata a Dogliani&amp;nbsp; da elementi partigiani del distaccamento "Islafran" della 16° Brigata Garibaldi e fucilata “&lt;i&gt;risultata chiara la loro attività fascista&lt;/i&gt;”con altri due nel territorio del comune di Dogliani il 20 Luglio del 1944. Cfr. "Dichiarazione di morte presunta" pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 20/05/1961 che la dichiara scomparsa il 17 luglio 1944, il corpo mai ritrovato. (non presente in Vite Spezzate)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;106) NASI MADDALENA&lt;/b&gt;, fu Francesco, n. a Savigliano il 12/12/1892, residente a Cavalermaggiore, maestra alla frazione di Madonna del Pilone di Cavalermaggiore, considerata “fascista della prima ora” era stata per parecchi anni segretaria del Fascio Femminile della frazione Madonna del Pilone, prelevata dalla sua abitazione il 3 Aprile del 1945 e quindi "giustiziata" da elementi partigiani della 105° Brigata "Carlo Pisacane" al comando del partigiano "Jimmi" come spia, era sorella del Generale della GNR Guglielmo Nasi. Fu rinvenuta cadavere in un bosco in regione Motturone. (Vite Spezzate n. 10488)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;107) NAVITO MARIA GIOVANNA&lt;/b&gt;, nata a Chateauroux (Francia) il 31/08/1924, residente a Paesana, prelevata da elementi partigiani nell’Aprile del 1945 nel territorio del comune di Paesana e mai più rivista. Cfr. Dichiarazione di Morte Presunta del Tribunale di Saluzzo, Gazzetta Ufficiale, foglio delle inserzioni del 17/03/1962. (Vite Spezzate n. 10496)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;108) NEGRI DOMENICA in SERENA&lt;/b&gt;, di Giuseppe, nata a Fossano il 01/06/1897, residente a Fossano, fioraia, arrestata a Torino per collaborazionismo fu tradotta alle carceri di Fossano e dopo maltrattamenti il 18 Maggio fu prelevata da due partigiani per un “interrogatorio”. Venne assassinata con due colpi al capo durante il tragitto. I due partigiani della scorta non furono mai identificati. La sua colpa era di essere la moglie di un noto fascista di Fossano. (Vite Spezzate n. 10503)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;109) NICOLINO TERESA&lt;/b&gt;, di Giovanni, n. a Manta il 06/09/1882, residente a Villar San Costanzo, domestica, era la perpetua di don Antonio Zali e fu uccisa da elementi partigiani assieme al parroco nella canonica l’8 Giugno del 1944 a Villar San Costanzo. Cfr. “Il Piemonte Repubblicano” del 13/06/1944. (Vite Spezzate n. 10576)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;110) OLIVERO MARIA&lt;/b&gt;, di Battista, n. a Roccasparvera il 27/03/1921, residente in Borgo san Dalmazzo, casalinga, prelevata in frazione Tetto Deu e soppressa da elementi partigiani il 13 Aprile del 1944 nel territorio del comune di Valloriate, frazione Sapè. Cfr. Lino Toselli, “Accadde Oggi” Cuneo 1943/45: Cronache della guerra civile, La Bisalta del 02/04/2004 (Vite Spezzate n. 10776)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;111) OLIVIERI PASQUALINA ENRICA FANNY&lt;/b&gt;, di Nicolò, n. ad Imperia il 04/09/1888, residente a Cuneo, impiegata, fucilata a Cuneo su ordine del Tribunale del Popolo il 3 Maggio 1945 nel massacro do corso Stura angolo Piazza Torino, senza accuse specifiche ma era impiegata al Fascio Femminile di Cuneo. (Vite Spezzate n. 10789)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;112) OSELLA ANNAMARIA&lt;/b&gt;, fu Bernardo, n. a Carmagnola il 14/09/1887, residente a Torino, casalinga, "&lt;i&gt;Amante del Gaviorno Mario, legalmente separata dal marito da circa 23 anni, aiutava in continuità il suddetto amante nel suo sporco mestiere. Rea confessa di spionaggio a danno di partigiani&lt;/i&gt;" fucilata da elementi partigiani della 103° Brigata Garibaldi “Nanetti” il 27 Giugno del 1944 nel territorio del comune di Bagnolo Piemonte. Cfr. Registro dei Giustiziati 103° Brigata. (Vite Spezzate n. 10855)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;113) OSELLA EMMA&lt;/b&gt;, di Bernardo, n. a Torino il 29/11/1922, residente ad Alba, Ausiliaria della RSI, fucilata da elementi partigiani il 5 Maggio a Mondovì assieme al Tenente Farina ed altri due militari in Piazza Ellero, senza accuse specifiche ma forse solo perchè era Ausiliaria e fidanzata del Tenente Alberto Farina. (Vite Spezzate n. 10856)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;114) PASQUALE RENATA&lt;/b&gt;, fu Bartolomeo, nata a Busca il 12/11/1917, ivi residente, casalinga, prelevata e soppressa in località sconosciuta, il 28 Giugno del 1944. Cfr. Dichiarazione di Morte Presunta del Tribunale di Cuneo del 1953 (Vite Spezzate n. 11071)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;115) PEANO EMILIA in SABENA&lt;/b&gt;, di Giacomo, n. a Saluzzo il 03/03/1903, ivi residente, maglierista,&amp;nbsp; prelevata da elementi partigiani dalla sua abitazione in Saluzzo unitamente al figlio Sabena Renato di anni 14 il 10 Aprile del 1945 ed il 16 dello stesso mese ambedue uccisi sui monti di Brondello. (Vite Spezzate n. 11146)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;116) PEIRONE LUCIA&lt;/b&gt;, nata a Cigliè il 09/09/1925, ivi residente, prelevata e violentata in regione&amp;nbsp; Peirone (Cigliè), da elementi partigiani della 16° Brigata. "Perotti" assassinata come sospetta spia vicino mulino Feisoglio in frazione Scarrone di Serravalle Langhe il 18 Maggio del 1944, i responsabili furono assolti perché si trattava di "fatto di guerra". Cfr. Quotidiano Gazzetta del Popolo del 04/12/1953 (Vite Spezzate n. 11219)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;117) PESCARMONE MILDA in MARTINA&lt;/b&gt;, di Prospero, n. a San Damiano d'Asti, residente a Paesana, prelevata dalla propria abitazione e “fucilata” il 10 luglio con marito Martina Gian Giacomo ed i coniugi Germano al cimitero di Paesana a mezzanotte, gravemente ferita muore all'ospedale di Saluzzo il 13 Luglio 1944. Cfr. don Michele Lerda: "Un prete nella resistenza Piemontese". (Vite Spezzate n. 11436)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;118) PIANA ROSINA&lt;/b&gt;, di Giuseppe, n. a Caraglio il 14/10/1922, ivi residente, commerciante, uccisa a Cuneo il 8 Maggio 1945, per le circostanze vedi De Bernardi Paola. (Vite Spezzate n. 11509)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;119) PITTAVINO CATERINA&lt;/b&gt;, di Giuseppe, n. a Peveragno il 17/07/1925, ivi residente, casalinga, fucilata da il 14/01/1945 a Peveragno da comando Partigiano dipendente dalla Brg."Valle Iosina" del Gruppo Divisioni "R assieme a Garro Lucia Cfr. Richiesta informazioni del Tribunale di Cuneo&amp;nbsp; all'ufficio Stralcio del CLN di Torino del 25/03/46. (Vite Spezzate n. 11657)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;120) PONZINI LUIGIA EUGENIA&lt;/b&gt;, di Paolo, nata a Cuneo il 10/08/1925, residente a Bra, studentessa, fucilata da partigiani a Bra al castello della Zizzola il 28 Aprile 1945 nel bagno di sangue che seguì l’occupazione della cittadina da parte delle forze partigiane, fu uccisa assieme al padre adottivo Ponzini Paolo ed altre 8 persone. (Vite Spezzate n. 11754)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;121) PORRATI MARIA in BONGIOVANNI&lt;/b&gt;, di Francesco, nata ad Alessandria il 02/08/1896, residente a Pianfei, impiegata all’ufficio assistenza dei fasci femminili, fucilata da elementi partigiani a Cuneo il 3 Maggio 1945 nel massacro di corso Stura angolo piazza Torino con altre 28 persone su ordine di un Tribunale del Popolo. (Vite Spezzate n. 11780)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;122) POSOPAT ARMINIA&lt;/b&gt;, di Fabiano, nata a Fiume il 21/11/1922, residente a Savigliano, casalinga, soppressa da partigiani in località imprecisata del cuneese il 05/06/1944 (Vite Spezzate n. 11804)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;123) POZZO TERESA CATERINA&lt;/b&gt;, di Giovanni, nata a Torino il 29/04/1928, ivi residente, Ausiliaria della RSI aggregata al II reparto Arditi Ufficiali (2° RAU) fu catturata con altri soldati da partigiani che avevano attaccato l'automezzo sul quale viaggiava nei pressi di Bra (borgata Ricchiardo) il 1° Marzo del 1945, successivamente alla cattura, nonostante non avesse compiuto nemmeno 17 anni, fu soppressa da elementi partigiani della 103° Brigata "Nannetti" nel territorio di Montaldo Roero nello stesso giorno. (Vite Spezzate n. 11811)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;124) PRANDI DOMENICA&lt;/b&gt;, di Giuseppe, nata a Limone Piemonte il 17/01/1900, ivi residente, Ausiliaria della RSI, venne uccisa da partigiani a Limone Piemonte il 3 Maggio 1945 senza accuse specifiche se non di essere una ausiliaria. Cfr. Memorie Toselli, dattiloscritto. (Vite Spezzate n. 11818)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;125) QUARTARA CAROLINA GIOVANNA&lt;/b&gt;, fu Giuseppe, n. a Torino il 21/08/1901, residente a Torino, commerciante, sfollata a Dogliani. Processata e fucilata da partigiani appartenenti alla 16° Brigata Garibaldi "Gen. Perotti" a Bonvicino il 24 Luglio del 1944. (Vite Spezzate n. 11992)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;126) RABALLO MIRANDA&lt;/b&gt;, di Carlo, nata ad Orbassano (TO) il 20/08/1926, residente a Guarene (CN), studentessa, soppressa in territorio del comune di Barbaresco il 06/04/1945 (Vite Spezzate n. 12012) fonte “BraOggi”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;127) RAGAZZONI ADELAIDE TERESA&lt;/b&gt;, nata e residente a Cuneo, commerciante, deceduta in Pietraporzio nell'agosto del 1944, gerente di un negozio di merceria in Cuneo, sequestrata in Demonte da partigiani della banda del famigerato "Spada". Nel sottrarsi ad un rastrellamento i partigiani la eliminarono, nelle stesse circostanze fu soppresso il commissario di PS dott. Fiorentino. Cfr. Lino Toselli, “Accadde Oggi” Cuneo 1943/45: Cronache della guerra civile, La Bisalta del 23/07/2004, p. 26. (Vite Spezzate n. 12078)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;128) RAINERO PIERINA OTTAVIA&lt;/b&gt;, di Giuseppe, nata a Caraglio il 22/05/1927, residente a Roma, casalinga, prelevata ed eliminata da elementi partigiani nel territorio del comune di Dronero, regione Assarti il 28 Giugno del 1944 assieme a Chiocchia Antonia ed altre due persone, (Vite Spezzate n. 12107)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;129) RAINERO ROSA&lt;/b&gt;, di Antonio, nata a Sommariva del Bosco il 03/07/1878, residente a Ceresole d’Alba, Ostetrica, soppressa da elementi partigiani nel territorio del comune di Monteu Roero nell’Ottobre del 1944. (Vite Spezzate n. 12109)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;130) RE CATERINA detta RINA&lt;/b&gt;, di Tommaso, n. a Barge il 10/05/1923, ivi residente, casalinga, assassinata con Beltramo Lucia dai partigiani E.M.&amp;nbsp; e M.A., che nel processo intentato contro di loro nel dopoguerra saranno assolti "&lt;i&gt;per aver agito nell'adempimento di un dovere imposto da un ordine superiore&lt;/i&gt;" ordine che proveniva dal comandante partigiano Carlo Broccardo (deceduto). Quotidiano Gazzetta del Popolo di Torino del 24 Novembre 1953. per le circostanze vedi Beltramo Lucia. (Vite Spezzate n.12243)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;131) RE ERMINIA&lt;/b&gt;, di Giuseppe, n. a Caraglio il 05/02/1915 ivi residente in via S. Paolo 76, prelevata il 3 Gennaio 1945 da elementi partigiani appartenenti alla polizia partigiana della Brigata "P. Braccini" e soppressa nel territorio del comune di Pradleves: “&lt;i&gt;fucilata senza processo perché non necessario per appartenenti a formazioni nere e come tali da considerarsi fuorilegge". &lt;/i&gt;(Vite Spezzate n. 12245)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;132) REBUFATTI LUCIA&lt;/b&gt;, di Domenico, n. a Rossana il 20/1/20, ivi residente, domestica, uccisa da elementi partigiani il 20 Febbraio del 1945 nel territorio del comune di Rossana. Cfr. Tesi di Laurea di Milva Rinaudo "Civili e partigiani nella resistenza in Val Varaita". (Vite Spezzate n. 12278)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;133) REBUFATTI PAOLA detta PAOLINA&lt;/b&gt;, di Pietro, n. a Nizza il 09/10/1926, giustiziata con “&lt;i&gt;regolare processo&lt;/i&gt;” come spia da partigiani appartenenti alla 181° Brigata Garibaldi della 11° Divisione "Cuneo", nel territorio del comune di Rossana il 28/11/1944, fu violentata a turno dai partigiani. cfr. Tesi di Laurea di Milva Rinaldo "Civili e partigiani nella resistenza in Val Varaita". (Vite Spezzate n. 12279)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'trebuchet ms', arial, helvetica;"&gt;&lt;b&gt;134) RECHER FRANCESCA ANTONIETTA ved TALLERI&lt;/b&gt;, residente a Carmagnola, via della Repubblica 60, catturata a Dogliani da partigiani della 180° Brigata Garibaldi "Marco" assieme alla figlia e “fucilate” assieme. La donna accompagnava la figlia alla ricerca del marito Filippo Licastro scomparso nella zona di Dogliani. Il Licastro sarà ucciso dai partigiani il 02/03/1944, dieci giorni dopo la soppressione della moglie e della suocera. Nel diario "Martinengo-Del Podio" in "Dogliani una terra e la sua Storia" le due donne sono indicate: madre Francesca Recher vedova Talleri e figl
