lunedì, settembre 07, 2026

Pronto soccorso San Paolo

Ieri ho accompagnato un mio parente acquisito presso il Pronto Soccorso del San Paolo, egli non riusciva a espletare i suoi bisogni fisiologici ed è stato sottoposto ad una serie di esami e pratiche sanitarie che lo hanno fatto uscire dal suo stato di doloroso disagio e qui esprimo un grande plauso al personale sanitario che era presente e operativo nel P.S. del San Paolo. Siamo stati presso la sala d’attesa dalle 9 alle 18, ora in cui il mio parente è stato dimesso. In tutte queste ore ho avuto modo di valutare la grande pressione a cui è stato sottoposto il personale sanitario e le risposte di efficienza operativa, che ha saputo dare con grande umanità ed empatia. I pazienti che aspettavano di essere sottoposti al triage erano numerosi e di tutte le tipologie,ma erano accomunati da sofferenza o disagio e attendevano tutti di essere curati, cosa che anche se non subito, è accaduta. Fra tutte queste persone in sofferenza per loro stessi o per i loro congiunti, si è creata una sorta di comunanza e un dialogo umano ed empatico dove ognuno, all’occorrenza sosteneva, per quanto fosse possibile , l’altro , seppur sconosciuto. C’era anche un soggetto pittoresco , forse in stato di agitazione causata da consumo di alcol e con un evidente disagio psicologico che stonava all’interno della sala di aspetto, era presente un agente della Polizia di Stato che con grande umanità ed efficienza, controllava e conteneva questa persona per evitare che disturbasse gli altri presenti. Intervenivano anche gli assistenti sociali che dopo aver dialogato con lui, gli procuravano un appuntamento al SERT, alla fine del pomeriggio, vista la sua indisponibilità a calmarsi, intervenivano due Carabinieri che lo invitavano cortesemente ad allontanarsi dalla sala di aspetto. E’ stata quindi una esperienza di grande umanità, che mi ha indubbiamente arricchito, una volta tanto come utente invece che come milite di una Pubblica Assistenza , abituato a arrivare con l’ambulanza e a lasciare il paziente nelle mani della squadra del Pronto Soccorso e poi ad allontanarmi in pochi minuti, le cose vanno sempre viste da diverse prospettive per meglio comprendere.

terribili analogie

la tragedia che è avvenuta pochi giorni fa a Finale Ligure in cui un marito e padre ha ucciso la moglie Paola e il figlio, Mattia, mi riporta alla mente con grande dolore, un fatto analogo accaduto nel luglio del 1987, in pieno centro di Savona, in un antico e signorile palazzo di Corso Italia , la main street della città. Un padre , da me conosciuto come persona simpatica e sempre sorridente, una notte dopo aver atteso che moglie e figlio si fossero addormentati, si alza e prende la sua pistola, una Mauser semiautomatica calibro 7,65 a sei colpi, va nella stanza dove dorme il figlio, di 13 anni, gli appoggia l'arma alla nuca e spara poi raggiunge la camera dove dorme la moglie, una splendida persona , figlia e nipote di due noti medici Savonesi , le punta la pistola alla tempia e spara. Questa è la sequenza iniziale, quindi va in bagno e tenta di uccidersi ma forse la mano gli trema, è ferito, torna in camera , si sdraia accanto al corpo della moglie e questa volta raggiunge il suo scopo. Verrà trovato con l'arma stretta in pugno. Il giorno successivo i parenti preoccupati si recano presso l'appartamento senza allertare le forze dell'ordine , un loro amico si cala in corda doppia dal balcone superiore, e dopo aver rotto un vetro si rende conto dell'accaduto, immediatamente allerta la polizia. Perchè accadono queste tragedie ? cosa passa nella testa del protagonista ? Il Signore ammesso che realmente esista, cosa potrà fare per le anime di queste persone ? Dario, Albertina e Franco, da quel giorno senza nome e senza storia, riposano uno accanto all'altro , in tre loculi adiacenti presso il cimitero di Savona, uniti sicuramente dal sangue versato senza una ragione apparente che comunque sfugge a tutti noi. Una preghiera

Pronto soccorso San Paolo

Ieri ho accompagnato un mio parente acquisito presso il Pronto Soccorso del San Paolo, egli non riusciva a espletare i suoi bisogni fisiolog...