giovedì, gennaio 17, 2019

un avviso dei partigiani , non divertitevi mentre noi ci sacrifichiamo


Avvertimenti
Non ci si deve divertire mentre i veri patrioti soffrono

Questo rapporto del Distaccamento partigiano Giacosa ha davvero dell'incredibile, però illustra la filosofia di questi soggetti e la visione della vita che hanno, il tutto sostenuto dalle armi che portavano.
Siamo a Murialdo, in frazione Almarossa, la data è indefinibile e imprecisa ma siamo nel periodo insurrezionale.
In quel sito ha luogo una festa danzante, come ce ne sono tante in balere di campagna, forse è l'unico modo che si ha di conoscere ragazze e di provare a divertirsi. Alle 21 arriva questo contingente di partigiani armi alla mano, che fermano tutto e che fanno un sermone ai presenti , nel quale li si rimprovera di divertirsi mentre “i migliori Italiani”, loro con i mitra, lottavano per una “società migliore” e inoltre sottolineavano lo “stridente contrasto” tra i “sacrifici degli uni “, sempre loro i valorosi partigiani, e la “spensierata allegria” degli altri, i giovani danzanti che assistevano “passivi all'evolversi della situazione nazionale “.
Ma non era finita a scopo pedagogico gli eroici partigiani costringevano alcuni dei giovani che poco prima danzavano a trasportare dei pesi per un tratto di qualche centinaio di metri. Insomma questi eroici combattenti della libertà avevano in sé un bel po' di stalinismo da manuale, ma si sarebbero trovati bene in Afganistan tra i Talebani , l'importante è essere armati e imporre la loro visione a persone disarmate ed inermi che quindi non potevano reagire in alcun modo.

RN





domenica, gennaio 13, 2019

il primo tentativo di sequestro di Dora cosmin


La maestra Teodora Cosmin, detta Dora
Come è noto la povera maestra Cosmin, di 46 anni, fu rapita a luglio 1945, da partigiani comunisti, al suo arrivo presso la stazione ferroviaria di Savona Letimbro, portata in località Purada sulle alture tra Vado Ligure e Segno, qui fu seviziata e assassinata e non venne mai ritrovata.
La sua colpa era quella di essere sorella di un gerarca della RSI, Piero, morto tuttavia di malattia nel maggio del 1945, quindi quello della Dora fu un assassinio sadico ed inutilmente malvagio.

Non tutti sanno e si evidenzia da alcuni documenti che pubblico di seguito, che i compagni di Quiliano l'avevano già messa nel mirino da tempo, infatti fu oggetto di un primo tentativo di sequestro , finito male, per l'intervento di alcuni militari della S.Marco.
Il fatto accadde il 7 gennaio del 1945, la maestra era sfollata da Alassio a Quiliano presso la famiglia Toso, era sera quando fu aggredita da un uomo che tentò di tacitarla con una sciarpa che le strinse sulla bocca, a seguito della sua disperata resistenza, intervenne un altro rapitore travisato con una maschera sul viso, la povera maestra continuò a reagire e in quel momento da paura, furono attratti dal trambusto alcuni militari della San Marco che ingaggiarono con questi una sparatoria.
La Dora alla fuga dei suoi rapitori, salì in casa e dopo aver accese le luci si affacciò alla finestra da dove vide che i San Marco avevano preso di due rapitori che comunque erano difesi a spada tratta da due donne, la madre e la sorella.
Una volta in ,salvo fu convocata in caserma per il riconoscimento dei due soggetti e grande fu la sua sorpresa nel riconoscere in uno dei due personaggi un giovane da lei beneficiato in diverse occasioni e che purtroppo invece di dimostrare gratitudine la voleva rapire e farle fare una brutta fine.
Interrogato in proposito il giovane confermò, che essi avevano avuto ordine di rapirla e che nel gruppo c'era un terzo uomo riuscito ad eclissarsi dopo aver abbandonato una pistola automatica che in effetti venne rinvenuta a terra ancora calda per gli spari che aveva esploso contro la pattuglia di S. Marco.
I tre rapitori erano di base in un accampamento partigiano chge era situato sul Monte Baraccone davanti a Quiliano e era figlio di un certo Carlito, soprannominato U Foa,
La maestra rimase sconvolta di questo fatto, ringraziò i militari che l'avevano salvata , il Tenente Ulrico Guerrieri di Borgo a Buggiano ( Pistoia ) e i due marò, Giacomo Giancarlini e Giovanni Esposito tutti del presidio di Quiliano, poi decise per quella notte di dormire in Caserma e chiese di poter vaere una pistola per poter difendere al sua persona.
Purtroppo i partigiani comunisti non mollarono e pochi mesi dopo quella notte la rapirono quando meno lei se l'aspettava e fecero quello che fecero.
Ancora oggi la Dora Cosmin ha come tomba un bosco, un prato o una forra sulle alture del quilianese e nessuno può andare a pregare o a deporre un fiore su una sepoltura Cristiana , cosa che i suoi assassini le negarono.
R.N.







sabato, gennaio 12, 2019

pizzini di "requisizione 2

Pubblico qui di seguito alcuni pizzini che nel periodo insurrezionale venivano consegnati ai civili dopo le "requisizioni" operate dai partigiani , è chiaro che chi subiva queste "requisizioni" non si poteva opporre e aveva ben poche speranze di , i seguito, di poter recuperare quello che gli era stato tolto.
Ho anche pubblicato un foglio manoscritto di una "requisizione" di un maiale, un animale molto importante se non addirittura vitale per la famiglia di contadini a cui veniva preso, avvenuta a Pallare in Val Bormida, qui ci sarebbe da ridere per la grafia e per gli errori di sintassi e di grammatica che l'estensore della letterina ha messo nero su bianco, denotando un Q.I. molto elevato, ma, purtroppo questi soggetti che requisivano erano tutti armati e arroganti nel potere che le armi conferivano loro e quindi c'era poco da discutere altrimenti da rapinatori si trasformavano anche in assassini. Leggere ora a distanza di più di 70 anni questo foglio a quadretti fa davvero ridere ma se si immagina la grandezza del cervello di questo soggetto e soprattutto il mitra che brandiva allora non si può sorridere più di tanto.





martedì, gennaio 08, 2019

Requisizione a Calizzano

Requisizioni
Durante il periodo insurrezionale erano frequenti le cosiddette “requisizioni” operate prevalentemente dai partigiani comunisti, che in realtà erano predazioni belle e buone, alla vittima veniva rilasciato un pizzino dal valore legale nullo con la promessa verbale che sarebbe stato ripagato una volta finita la guerra.
Non tutti ci stavano a farsi derubare e capitava quello che è accaduto a questo signore, un agricoltore, Ferrando Giacomo, abitante in una frazione di Calizzano, che si vedeva capitare in casa tre soggetti armati, che si definivano partigiani guidati da un caporione dal soprannome “Zinza”, i quali erano venuti per portargli via le due vacche, che a loro dire sarebbero state usate per alimentare il distaccamento partigiano Bruzzone.
I tre soggetti, per non portare via le vacche al povero Ferrando, chiedevano in cambio , si chiama ricatto o estorsione, una somma , bel diecimila lire dell'epoca da consegnarsi seduta stante. Il contadino correva subito da un vicino e si faceva prestare la somma che consegnava ai tre predoni i quali notata la reticenza del derubato nel consegnare i denari richiesti lo minacciavano di accusarlo di essere fascista e che in tale evenienza sarebbero ritornati con il distaccamento partigiano a svaligiargli tutta la casa. Ecco quello che accadeva i contadini che abitavano in campagna , in case isolate e senza alcuna difesa e quindi alla mercè di queste bande.Con questa dichiarazione firmata da testimoni il derubato avrebbe cercato in un futuro di avere giustizia.

mercoledì, gennaio 02, 2019

lo strano caso di Tizzi





Nel 1923 a Quiliano nei pressi della casa del Fascio, avviene un violento scontro tra comunisti e fascisti, in tale situazione perde la vita colpito da alcuni colpi di pistola, un fascista di nome Andrea Prefumo, negli anni successivi, nel 1924, si svolge un processo a carico dei comunisti che presero parte attiva a questa spedizione punitiva, i loro nomi sono Gerolamo Podestà, Pellegro Patrone, Faustino Annovri, Carlo Bonifacio, Giuseppe Gaggero, Andrea e Gerolamo Aonzo, Carlo Annovri, Bernardo Delfino, Agostino Berardo, tutti imputati di omicidio nei confronti di Prefumo e di tentato omicidio verso Giuseppe Isetta e Giovanni Croce, questi due verranno fucilati nel maggio del 1945 dai partigiani comunisti assieme ad altri tre.
Ma successivamente allo scontro che ebbe luogo a Quiliano furono arrestate anche tre donne, Rosa Frumento, Teresa Bonifacio e Battistina Graziano, che furono detenute per un breve periodo e poi prosciolte.
In quel processo testimonia, per l'accusa, anche la maestra Teodora Cosmin, detta Dora, che nel luglio del 1945, sarà rapita mentre scende alla stazione Letimbro di Savona con la madre Isabella. La Cosmin trascinata sulle alture di Segno, dove subirà orrende sevizie, non verrà più ritrovata e dopo settantanni ancora oggi, non si sa dove il suo cadavere sia stato occultato.
La madre Isabella nella testimonianza resa alla polizia, afferma che fra i due rapitori della figlia, ci sia stato anche tale Tizzi Aurelio, classe 1921, poliziotto ausiliario partigiano nonché ex partigiano comunista. Tizzi sarà processato dalla Corte di Appello di Genova pere il rapimento della povera Cosmin, ma godrà della amnistia che lo renderà libero e il caro Tizzi è stato riconosciuto anche responsabile della fucilazione di cinque presunti fascisti nel cimitero di Quiliano e pure per questo caso, non subirà nessun procedimento penale.

Il fatto curioso è che Tizzi è proprio figlio della Rosa Frumento una delle donne che furono fermate in seguito allo scontro di Quiliano, quindi uno strano destino accomuna tutti quelli che , di parte fascista, vennero coinvolti nella sparatoria : Andrea Prefumo muore subito, Isetta e Croce sono fucilati dai partigiani rossi con Tizzi presente ed operativo, Dora Cosmin sparisce per sempre e una delle ultime persone con cui viene vista viva è proprio, Aurelio Tizzi , insomma una strana serie di coincidenze.

sabato, dicembre 29, 2018

Luca Osteria, il nostro agente segreto


Il nostro agente segreto di Genova


Quando si pensa ad un agente segreto, o per lo meno allo spionaggio in genere, si pensa subito a 007, alla CIA o al KGB, pochi sanno che il Regime Fascista o meglio la Presidenza del Consiglio, ebbe nei suoi ruoli, dal 1928 un agente segreto di tutto rispetto che inanellò una serie di successi, dovuti soprattutto alla sua grande abilità nel saper mentire e nel sapersi infiltrare tra le file nemiche e creare notizie false tese a sviare le attività militari nemiche.
Quest'uomo, Luca Osteria, classe 1905, nato in una casa di una creuza, Salita degli angeli, che iniziava di fronte alla chiesa di San Teodoro a Genova, proveniva da una famiglia meridionale di umili origini, frequenta il corso sottufficiali della Regia Marina, ha una innata intelligenza, all'anagrafe era Luca Osteria ma bisogna ricordare che negli anni successivi , ebbe anche altri alias corrispondenti ad altrettante personalità, Ugo Modesti, Umberto Upentik, Giovanni Parodi,
Osteria ha il sogno di fare l'agente segreto e ci riesce nel 1928, in un modo tutto Italiano, attraverso una raccomandazione addirittura di Costanzo Ciano , parente di Galeazzo Ciano genero di Mussolini. Costanzo Ciano era un potente ammiraglio di cui il sottocapo Luca Osteria era l'attendente, l'alto ufficiale comprese le potenzialità del giovane marinaio e lo raccomandò.
Attraverso questa presentazione entra nello spionaggio politico, e riceve l'incarico di raccogliere informazioni su coloro che non essendo d'accordo con il Regime riparano all'estero , in particolare il Club de marins, un covo di fuoriusciti comunisti che facevano attività di propaganda e stampavano materiale da inviare in Italia.
Osteria dai modi eleganti e miti, va in Francia a Marsiglia, proprio nel Club de marins, da li riesce a collegarsi sotto mentite spoglie ad una S.M.S. La branca Marinara comunista di Genova, addirittura riesce ad infiltrasi in un congresso del partito comunista a Berlino come delegato e in tale veste fa un'ottima figura pur non avendo grandi titoli di cultura, a Parigi ha modo di conoscere e di carpire la fiducia di Togliatti che rimase conquistato da questo giovane entusiasta. La sua opera di penetrazione all'interno delle organizzazioni comuniste fu un danno enorme per i marxisti, con arresti a Genova che ovviamente furono collegati alla attività di Osteria..
In seguito, grazie alle rivalità interne dei servizi informazioni fascisti, il Dottor Ugo fu individuato dai comunisti che pubblicarono la sua foto ed il suo nome sull'Unità, in pratica un most wanted e quindi la sua copertura era saltata, rendendolo pericolosamente visibile.
Compie una altra spericolata missione in Australia , identifica e rapisce un Italiano dissidente, tale Pagnotti, che progettava un attentato a Mussolini , lo trasferisce via nave in Italia e sventa questa azione.
Inizia la seconda guerra mondiale e Osteria entra nell'OVRA, organizzazione vigilanza repressione antifascista, almeno questa fu una dei significati dell'acronimo, comunque anche qui Osteria si fa notare per competenza e intelligenza, non è un torturatore ma un vero e proprio cervello, versato allo spionaggio, alla intossicazione del nemico, alla infiltrazione e alla organizzazione di reti spionistiche fuori e dentro al territorio nazionale, anzi fa parte del settore missioni estere e infatti riesce ad entrare in nazioni che fanno parte della coalizione alleata belligeranti contro l'Italia e raccogliere informazioni utili all'Asse . Insomma una persona all'avanguardia che agisce nell'ombra senza fare trapelare nulla ne prima ne dopo delle sue azioni, un vero professionista dello spionaggio.
Famosa fu la sua iniziativa di creare una rete spionistica assolutamente farlocca con degli agenti operativi chiamati tigrotti e in seguito cuccioli, l'organizzazione fu chiamata in modo melodrammatico terzo fronte, fece credere ad uno dei migliori servizi segreti del mondo, quello Britannico, che invece questa rete esisteva realmente, riuscì a beffare così bene gli Inglesi da fare eseguire da loro diversi lanci di materiale destinato a questa organizzazione fantasma , invece tutto il materiale cadde nelle mani del suo servizio informazioni , i lanci di materiale avvenivano sulla costa tra Savona e Finale Ligure o anche attraverso un sottomarino della Royal Navy che lasciava dei contenitori impermeabili ancorati a dei gavitelli.
Per questa beffa gli Inglesi giurarono di prenderlo appena possibile.
Osteria non si fidava assolutamente degli altri enti di polizia segreta di Mussolini e spesso operava alla completa insaputa degli alti comandi in cui non riponeva alcuna fiducia. Grande estimatore dei valori di Italianità, al di fuori dalla politica, dopo l'otto settembre 1943, fu richiamato in servizio ma alle sue condizioni, volle formare una squadra di collaboratori tutti suoi ex colleghi della P.S. uomini di cui conosceva a la piena attendibilità e competenza e iniziò ad operare, tuttavia nonostante fosse alle dirette dipendenze delle SS, si rese conto della mediocre professionalità di questo corpo nello spionaggio, e decise di prendersi la massima autonomia lavorando a tutto campo. Prima riuscì a avere credibilità presso i Tedeschi, fingendo un ritrovamento di una ricetrasmittente alleata in un casale diroccato, in realtà fu una scenetta da lui stesso pilotata per guadagnarsi il plauso degli ufficiali tedeschi.
Era di stanza a Milano presso un Hotel, il Regina, in quel contesto aveva, per il grado, che rivestiva e per il suo essere pragmatico, un osservatorio privilegiato sulle varie fasi della guerra e una capacità di giudizio che trascendeva una appartenenza politica, aveva capito dai rapporti riservati che la guerra era persa. Scelse sempre di condurre egli stesso gli interrogatori agli intellettuali e alle personalità antifasciste con cui riuscì a mantenere un rapporto sul piano umano e di empatia evitando qualsiasi violenza anche perchè Osteria aveva capito come sarebbero andate le cose nel prossimo futuro e forse voleva cadere in piedi.
Ebbe un incontro con un prigioniero , Ferruccio Parri che in seguito sarebbe diventato primo ministro del governo di liberazione nazionale, questo colloquio lo convinse a riallacciare con gli Inglesi, che non avevano dimenticato il tiro mancino che Osteria gli aveva giocato con Terzo Fronte, fu invitato a cena in Svizzera, da un esponente della intelligenze britannica, Mac Caffery, drogato e rapito, finì la guerra in prigionia in un campo di prigionia Britannico in Sud Italia, e a guerra terminata potè tornare .
Grazie al colloquio con Parri, il Dottor Ugo, salvò dal campo di concentramento numerosi antifascisti e fece espatriare fra gli altri Indro Montanelli
Fondamentalmente Osteria più che fascista era un amante dell'avventura, della cappa e spada, degli intrighi, marcatamente anticomunista, avvicinato in seguito dai servizi Italiani appena ricostituiti nel 1954 organizzò e diede impulso ad una rete di servizi poi alla fine decise che era venuto per lui il momento di lasciare e dedicarsi ad una attività di piccolo imprenditore, recuperi navali all'interno del porto di Genova, si spense a Genova la sua amata città nel 1988 dopo una vita spesa all'insegna dello spionaggio moderno.

venerdì, dicembre 21, 2018

due immondi insetti omicidi

Aldo, il senza tetto che viveva con il suo gatto sotto i portici di Palermo, è stato assassinato da due insetti rom. Già qualche giorno fa altri insetti gli avevano lanciato dei sassi, così senza una ragione , tanto per gioco e per rapinarlo di 25 euro, due giovanissimi , uno di 16 anni e l'altro di 12, lo hanno assassinato colpendolo con un oggetto appuntito al capo senza nessuna pietà, senza ritegno, senza umanità e senza dimostrare di essere creature umane confermando di essere solo ed unicamente insetti della peggiore specie. Aldo non faceva nulla di male, esisteva senza chiedere nulla lui e il suo gatto, tuttavia sono usciti dalla fogna in cui vivevano questi due insetti e hanno assassinato una persona buona e mille volte migliore di loro. Purtroppo questi due sfaccimme non finiranno in galera , il dodicenne non è punibile e il sedicenne è stato affidato da una comunità.
La speranza è che la Mafia , una volta tanto correttamente, amministri la Giustizia eseguendo la sentenza capitale che questi due insetti si meritano.



mercoledì, dicembre 19, 2018



Queste sono le pagine degli elenchi dei partigiani che erano presenti sul territorio della provincia di Savona, ho fotografato 298 pagine con nomi e cognomi, soprannome del partigiano, paternità, anni di attività e anche i gradi. E' una lettura lunga e laboriosa che offre uno spaccato sociale dei personaggi che facevano parte di queste formazioni , brigate, distaccamenti e altro, escluse le SAP e le GAP che erano in pratica cellule di pochi soggetti che operavano prevalentemente sul territorio cittadino con metodi terroristici, colpendo nella loro quotidianità singole persone e che quindi erano difficilmente prevedibili. Mi ha colpito la grande quantità del grado di Tenente, attribuita a persone che ho conosciuto di persona, io ragazzino e loro già sulla via della maturità. Io ho sempre saputo che il grado di tenente era conseguito attraverso una frequenza alla Accademi Militare e poi ad una prosecuzione presso una Scuola di Applicazione d'arma, in tutto quattro anni di duro lavoro e studio. Nel caso dei soggetti i cui nomi sono scritti su queste 298 pagine è tutta un'altra storia, poi ovviamente c'è il discorso delle loro "gesta" che ho già descritto in altri post.