giovedì, aprile 21, 2011

Lettera aperta ai politici sull'emergenza pedofilia

A TUTTI I CANDIDATI
Mi rivolgo pubblicamente a tutti Voi che a breve richiamerete intorno alle urne Noi elettori, per capire in che modo pensate di porre un freno al costante dilagare di quel fenomeno, neanche tanto sommerso, che prende lo scomodo nome di Pedofilia.
Credo presuntuosamente di avere abbastanza consapevolezza della gravità del problema, da potermi permettere una lettera aperta come questa.
Da circa dieci anni a questa parte ho deciso di mettere la mia vita a disposizione del prossimo, un prossimo la cui età si abbassa sempre di più (oggi da uno a quattro anni), grazie alle “nuove” voglie di esseri troppo disumani per chiamarli uomini. Predatori di bambini che riescono, in qualsiasi parte del mondo si trovino ad agire, a godere di assurde complicità e di vergognosi alibi.
Li ho visti con i miei occhi cacciare i bambini in strada a Bucarest, prima che quest’ultimi trovassero rifugio sotto ad un tombino.
Ho visto i loro trofei in internet, nelle perizie gratuite fatte per molte serie Procure italiane, contenenti lunghi elenchi di bambini catturati e catalogati in immagini, impossibili da descrivere in questo contesto.
Li ho incontrati troppe volte faccia a faccia in tristi aule di Tribunale, ripuliti e laccati come il giorno della Prima Comunione, col sorriso beffardo e la strafottenza di chi è sinceramente convinto, di poterla fare franca a vita.
Eppure, di tutto questo, quello che più mi ha indignato, che più mi ha lasciato disarmato, è stata la difesa che una certa parte della società “civile” ha creato a loro favore.
Tutti pronti ad indignarsi se l’insospettabile di turno riceve il doveroso avviso di garanzia, ma zitti ed omertosamente distratti se, come è accaduto di recente in una città del Nord Italia, il pedofilo condannato a 10 anni gode della libera uscita mentre una delle sue vittime di 5 anni, tenta il suicidio, “solo” per la paura di doverlo rivedere.
In quel caso nessuna polemica. Nessuna obiezione. Nessun boicottaggio. Né tantomeno un grido, che non fosse di dolore, da parte ancora una volta delle vittima stessa.
Tutti abili ed esperti a creare sapienti giustificazioni, facendoci precipitare all’età della pietra quando si arriva addirittura a sostenere che i “bambini si inventano di essere stati abusati”, ma poi tutti zitti quando si deve far fronte al dolore di chi, dall’alto dei suoi 3 anni, ti chiede di assicurargli il diritto alla gioia, al gioco, alla fede, alla vita. Senza che nessuno, nemmeno per un momento, possa illudersi di sporcargli, impunemente, l’anima. Senza che nessuno, nemmeno per un istante, abbia il potere di sostenere che quel bimbo è “pazzo malato, come chi gli sta accanto”.
Mi auguro di tutto cuore che col ruolo istituzionale che andrete a ricoprire, (a prescindere dal colore politico che vi rappresenterà !!! ) in qualità di rappresentanti (a vario livello) del popolo italiano, vogliate stringervi sinceramente intorno ai figli feriti di quel popolo e vi impegnate concretamente a spazzare via, una volta per tutte, questa assurda follia.
Ribadendo, anche in conclusione, la presunzione di cui sopra, vorrei sapere in che modo inserirete nei vostri programmi elettorali la lotta alla pedofilia . Soprattutto vorrei sapere cosa verrà fatto per tutelare le possibili vittime o recuperare chi vittima lo è già.
Credetemi basta poco. Sappiamo tutti cosa dobbiamo fare. Sappiamo anche che malgrado il prezzo da pagare sia alto, tutti siamo tenuti ad affrontarlo. Sappiamo anche che non possiamo fermarci ora. Ma soprattutto, per trovare la forza, ci basti ricordare di quel giorno, in cui bambini lo siamo stati anche noi……
Mi auguro di poter leggere qui le vostre risposte. Sarà per lo meno la dimostrazione che non c’è l’intento di far calare il sipario sui cuori e le coscienze in ascolto.
A nome di molti (troppi) bambini,

Massimiliano Frassi
Presidente Associazione Prometeo onlus
“Lotta alla Pedofilia”,
www.associazioneprometeo.org

domenica, aprile 10, 2011

giovedì, aprile 07, 2011

VOTA PDL E SCRIVI NICOLICK


ALLE PROSSIME ELEZIONI AMMINISTRATIVE DI SAVONA DEL 15 MAGGIO 2011

VOTA POPOLO DELLA LIBERTA' E SCRIVI ACCANTO NICOLICK


domenica, aprile 03, 2011

UN MAESTRO ORCO


Ricevo da una persona che mi chiede di mantenere l'anonimato e di pubblicare.

Roberto Nicolick

Un ringraziamento al mio maestro elementare

Sono un uomo adulto, con famiglia e prole , nel 1962 frequentavo una classe del primo ciclo elementare in una cittadina di provincia della Liguria.

Ho riguardato per l’ennesima volta la foto che mi ritrae con la mia classe e soprattutto con il mio maestro, che mi ha seguito , in tutti i sensi per davvero, per ben cinque anni con grande “dedizione” e piacere, solo suo immagino.

Ricordo ancora quando mi prendeva sulle ginocchia e mi accarezzava, in modo particolare, un pò troppo particolare, in mezzo alle mie gambine di povero e tremante adolescente incapace di ribellarmi e di capire pienamente quello che mi veniva fatto, rammento con senso di nausea, ancora quando mi baciava sulle guance e poi finiva per tentare di baciarmi sulla bocca, forse perché mi voleva davvero troppo “bene” ed era incapace di trattenersi dal dimostrarmi “affetto”, anche se era un affetto un po’ troppo particolare.

Ricordo le sua carezze, il suo corpo sempre incombente, pressante, opprimente e troppo vicino al mio e a quello dei miei piccoli compagni di classe. Ricordo , purtroppo, anche l’incredulità dei miei genitori alle mie paure, alla mia scarsa voglia di tornare a scuola fra i banchi per fuggire da quelle “attenzioni “.

Questo maestro aveva un folto gruppo di allievi, circa 24, a cui rivolgere le sue particolari attenzioni, ogni mattina quando iniziava le lezioni convocava un piccolo scolaro, sempre diverso, a leggere il libro appoggiato sulla sua cattedra e per meglio facilitare l’opera del bimbo lo prendeva sulle ginocchia , era un privilegio quello a cui nessuno poteva sfuggire, e quando il misero allievo tornava al suo posto nel banco aveva sempre le gambine umide di un liquido vischioso ed appiccicoso di cui non riusciva a capire la provenienza. Questo strano rito della lettura avveniva sempre ad inizio mattinata per dare tempo all’umido di asciugare.

Guardando e riguardando la foto, ho notato una cosa orrenda, il maestro tiene sulle ginocchia, anche in quella occasione, un piccolo scolaro, guardando il viso di questa povera vittima lo si vede con gli occhi sbarrati, il viso contratto, con il collo retratto quasi accorciato, la bocca stretta, quasi una smorfia forse le mani dell’orco erano come due api operose sotto il piano della cattedra. Non è dato di saperlo ma, chissà quante vittime in tanti anni di insegnamento ha prodotto la follia criminale di questo personaggio…se uno non ha subito quello che ho subito io non riesce a capire il senso dell’orrendo e della violenza fisica e psicologica che devono subire i bimbi da queste persone che poi in realtà persone umane non sono ma solo disumane.

Ancora oggi a distanza di decenni, nonostante l’orco sia morto e sepolto da decenni, mi sveglio preda degli incubi, sudato, tremante e mia moglie, allarmata e consapevole, cerca di aiutarmi con l’affetto e l’amore che bisogna dare ad una vittima di queste cose orrende.

Questa foto che tenevo nascosta allo sguardo ha riaperto antiche ferite sempre presenti e il cui dolore mi accompagnerà per sempre fino alla fine dei miei giorni.