martedì, ottobre 28, 2008

LASCIATECI STUDIARE, OCCUPATE CASA VOSTRA

 

gelmini

Controprotesta su Facebook: "Voglio studiare"

da Panorama

ROMA - Su Internet c'é chi protesta contro la protesta nelle università. Sulle pagine di Facebook sono apparsi commenti arrabbiati che denunciano l'impedimento ad esercitare il diritto allo studio. Una contro protesta che - secondo quanto si legge online - approderà questa settimana negli atenei in ordine sparso con volantinaggi e manifestazioni. In pochi giorni gruppi come "Io voglio studiare", "Occupate casa vostra", "Diciamo no al blocco delle lezioni", "Basta con le occupazioni" sono presi d'assalto su facebook da chi non vuole sospendere le lezioni, da chi è preoccupato a non riuscire a laurearsi in tempo e a dover pagare altre tasse. Ecco altri commenti: "E' un mio diritto continuare ad andare a scuola. Non condivido la protesta e non accetto che mi si imponga di non fare lezione"; "gli studenti italiani sono 9 milioni e sole poche migliaia protestano"; "credo sia un sopruso che pochi facinorosi impediscano agli studenti di seguire le lezioni". Ed ancora: "l'Università italiana fa schifo. Chi protesta vuole proteggere l'Università dei baroni". "La cosa più bella e vedere il nullafacente di 30 anni ultrafuoricorso......che protesta....ahahahahaha ma vai a studiare".

venerdì, ottobre 24, 2008

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nicolickcope  Gia' si sta spargendo la notizia della prossima uscita del mio libro sulla strage di Cadibona, e gia' mi arrivano le prime minacce ad esso collegate, via SMS, telefono....i soliti vigliacconi.

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Piacenza, alla guida ubriaco uccise 4 giovani:
patteggia tre anni. Rabbia di familiari e Lega

PIACENZA (23 ottobre) - Ha patteggiato tre anni di carcere per omicidio colposo plurimo e 1.180 euro di multa, davanti al gup del tribunale di Piacenza, l'albanese Ashim Tola, 34 anni, residente nella città emiliana, che alla guida di un'Audi A4 station wagon travolse e uccise quattro giovani cremonesi a Castelvetro Piacentino nella notte fra il 27 e il 28 giugno 2007.
Subito dopo l'incidente fu sottoposto all'alcoltest, che fece scoprire nel suo sangue valori tre volte superiori al consentito: 1,69 grammi per litro, contro il limite di 0,5. Morirono Davide Chiodelli, 21 anni, Adenilson Grisi, 24, e due studenti stranieri domiciliati a Cremona, il ventenne Adam Fassali e Eyafe Harrymann Junior, di 17 anni. I quattro amici tornavano a casa dopo una serata trascorsa in compagnia, quando sulla loro Seat Leon piombò a forte velocità la vettura di Tola, con due connazionali a bordo.
L'albanese, che nello scontro riportò una lesione da schiacciamento a un polmone, si era messo alla guida dell'Audi in stato di alterazione dopo una lite fuori da un night di Fiorenzuola. L'esito del patteggiamento è stato accolto con rabbia e amarezza dai familiari delle vittime. «È una vergogna», ha commentato il padre di Davide Chiodelli, Cesare. Ed Emilia Samarani, madre di Adenilson Grisi: «Credo che qualsiasi genitore che abbia perso un figlio in quel modo non possa ritenere giusta una condanna così».
Per uno dei legali dell'albanese, Fabio Leggi, «Tola è molto addolorato per quanto accaduto e, dal giorno di quell'incidente, anche la sua vita è profondamente cambiata». «Una sentenza manifestamente inadeguata» è statao il commento della Lega Nord, tramite il capogruppo in Regione Maurizio Parma.

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martedì, ottobre 21, 2008

DON CANTINI


FINALMENTE!!!
Questo è uno di quei casi in cui la “costanza” delle vittime, i loro sforzi,
la loro battaglia, ha dato finalmente dei grandi frutti:
Il parroco fiorentino, oggi 85 anni, è stato riconosciuto colpevole di abusi sessuali nei confronti dei suoi giovani parrocchiani tra il 1973 e il 1987
DON CANTINI "SPRETATO" SU ORDINE DI BENEDETTO XVI
Una prima "sentenza" nel 2005 fu considerata troppo debole e inefficiente
La richiesta dei fedeli di un supplemento d'indagine e dell'intervento diretto del Pontefice
ROMA - Il Papa, su proposta della Congregazione per la dottrina della fede, ha ridotto allo stato laicale don Lelio Cantini, il sacerdote di 85 anni ritenuto responsabile di abusi sessuali e psicologici negli anni 1973-1987 nella sua parrocchia fiorentina della Regina della Pace. Quattordici anni di abusi sessuali e ricatti e pressioni psicologiche che hanno trovato la forza di emergere solo nel 2004 quando le denunce delle stesse vittime hanno finalmente trovato ascolto.
"Abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori, delitto di sollecitazione a rapporti sessuali compiuto nei confronti di più persone in occasione della Confessione, dell'abuso nell'esercizio della potestà ecclesiastica nella formazione delle coscienze":
è questa la conclusione dell'istruttoria supplementare resa nota con una 'Notificazione' diffusa in serata alla stampa dal cardinale Ennio Antonelli, amministratore apostolico della diocesi di Firenze che il 26 ottobre passerà la guida della Curia al nuovo arcivescovo monsignor Giuseppe Betori.
La sentenza pone la parola fine ad una vicenda che ha molto scosso la chiesa fiorentina e che è esplosa nell'aprile 2007, dopo che alcuni parrocchiani denunciarono di essere stati vittime di questi abusi tanto che la procura di Firenze aprì un'inchiesta.
Quella su cui oggi il Pontefice ha deciso è l'istruttoria bis condotta dalla Curia a carico del prete. "Sono emersi ulteriori riscontri destinati a dare nuove ripercussioni al caso" disse a settembre monsignor Charles Scicluna, promotore di giustizia della Congregazione per la dottrina della fede, il "pubblico ministero" che per conto della Santa Sede ha vagliato per mesi il voluminoso fascicolo con le risultanze del supplemento di indagine imposto da Roma alla Curia fiorentina dopo le insistenze delle vittime, e affidata al padre carmelitano Francesco Romano.
Nel 2005 infatti l'allora cardinale Piovanelli aveva chiuso la vicenda con un semplice processo canonico amministrativo, al termine del quale, pur riconoscendo don Cantini colpevole di "delittuosi abusi sessuali, falso misticismo e dominio delle coscienze", aveva condannato l'anziano prete a pene minime, come il divieto di celebrare messa in pubblico per cinque anni e l'obbligo di recitare litanie alla Madonna. Una condanna leggera, che non teneva conto, ad esempio, del perverso meccanismo psicologico con cui don Cantini costringeva le sue vittime a commettere peccato. La parte più dolorosa della storia.
di fronte alla cautela di Antonelli le vittime, che avevano già scritto più volte alla Santa Sede, si sono rivolte di nuovo alla Congregazione per la dottrina della fede chiedendo un supplemento di indagine. Nel riserbo più assoluto, padre Romano ha riascoltato le loro voci, ma anche per la prima volta quelle dei tanti che in qualche modo sono stati a conoscenza delle vicende della Regina della pace. E alla fine, il voluminoso dossier con i risultati è stato consegnato all'arcivescovo. Fino alla decisione del Pontefice.
Nella vicenda è stato chiamato in causa dalle vittime anche il vescovo ausiliare Claudio Maniago (proveniente e formatosi nella parrocchia della Regina della Pace) che è stato criticato da alcuni di loro per avere sottostimato il caso. Don Cantini dal dicembre scorso è ricoverato per motivi di salute al Convitto ecclesiastico a Firenze.

lunedì, ottobre 20, 2008

i poveri anziani della nuova boccifila pensionati

C’era una volta la Nuova Bocciofila Pensionati….

…C’era una volta la Nuova Bocciofila Pensionati…..qualcuno ptrebbe raccontarla in questo modo, come se fosse una favola a lieto fine, purtroppo non lo e’, anzi e’ decisamente una brutta storia, che tocca da vicino, negli affetti e nei sentimenti feriti, un gruppo di anziani, pieni di aspettative andate completamente deluse da parte della amministrazione Comunale di Savona.
Pochi anni fa, la Nuova Bocciofila Oensionati , un tempo sereno oramai lontanissimo, occupava una porzione di terreno tra la Fortezza del Priamar e la passeggiata che porta al Prolungamento a mare di Savona, c’erano campi da bocce, molto frequentati, alcuni prefabbricati con sala di riunione, macchinetta per fare il caffe’, distributore di bibite, una bacheca piena di coppe e di medaglie testimoniava l’impegno e la partecipazione di questi pensionati a gare , vissute con passione: questo gruppo di anziani, circa un centinaio, dopo una vita spesa a lavorare, si erano ritagliati uno spazio dove trascorrere serenamente , tra amici e coetanei, gli ultimi anni della loro esistenza, era un rifugio tranquillo dove poter giocare a bocce, chiaccherare, fare una partita a carte, uno spazio di aggregazione, forse uno dei pochi a Savona per anziani.
Come in tutte le belle storie, capita l’incidente di percorso, rappresentato dal Comune di Savona, che vuole costruire al posto della Nuova Bocciofila Pensionati, un parcheggio a pagamento. Inutili tutte le proteste e le deboli resistenze, in pochissimo tempo le ruspe del comune di Savona arrivano, fanno tabula rasa di questa piccola e serena oasi degli anziani.
La Bocciofila, venne deportata, il termine e’ duro ma rende la realta’, in un camerone, senza finestre, all’interno della sede della V Circoscrizione che accetto’ di ospitarli, ovviamente senza i tanto sospirati campi da bocce. Cosi’ gli anziani membri della Bocciofila, si adattorono a frequentarsi, tra interminabili partite a carte, senza poter disporre di un campo da bocce. Lo spazio in effetti c’era, ma era usato in esclusiva dagli alunni della adiacente Scuola Materna, quindi gli anziani anche in questo caso, ricevettero l’ennesimo schiaffo.
La brutta storia non e’ finita, ora , pare che il Comune abbia necessita’ di ulteriori spazi, all’interno della V Circoscrizione e , ancora una volta, la Bocciofila Pensionati, verra’ presa e buttata come un klinex usato furi dalla sua sede. Nel frattempo, il numero dei membri della Bocciofila e’ sceso drasticamente, molti di loro sono morti, senza aver avuto la soddisfazione di poter vedere il tanto promesso campo da bocce…
Proprio un brutta e triste storia, che vede gli anziani, una delle fasce piu’ deboli della societa’, trattati in modo inumano e privo di sensibilita’, dopo una vita di lavoro sono presi e spostati come degli oggetti vecchi ed inutili da rottamare.
A volte mi vergogno per il genere umano.

sabato, ottobre 18, 2008

I Morti Dimenticati.: Donne Fasciste III�: Generale di Brigata Contessa Piera Gatteschi Fondelli.

I Morti Dimenticati.: Donne Fasciste III�: Generale di Brigata Contessa Piera Gatteschi Fondelli.

AIRONE CINERINO ALLA FOCE DEL LETIMBRO



L’oasi alla foce del Letimbro

Come Gruppi di Minoranza, in Provincia abbiamo deciso di chiedere, alla amministrazione Provinciale, l’inizio dell’iter amministrativo per la istituzione dell’oasi faunistica protetta in virtu’ della presenza di animali sia stanziali che migratorie. Tanto per fare un esempio, oggi pomeriggio alle 14 ho fotografato questo splendido esemplare di airone cinerino, proprio alla foce del torrente Letimbro. L’animale era tranquillo e non appariva spaventato dalla mia presenza ravvicinata.