venerdì, ottobre 17, 2008

LE EDICOLE SACRE NEL CENTRO STORICO DI GENOVA
















Le edicole votive nel centro storico di Genova

In questi giorni, ancora caldi, ho fatto il turista nei vicoli del centro storico di Genova, e tra spacciatori, prostitute, drogati, e quant’altro ho provato ad allontanare lo sguardo, e l’obiettivo fotografico, dal piano stradale e dal pattume umano che lo ingombra e ai miei occhi si e’ presentata una realta’ molto diversa : decine e decine di Madonne e Santi che a pochissimi metri di altezza dal suolo, in edicole votive, osservano sconsolate verso terra oppure alzano gli occhi al cielo, come per implorare aiuto da DomineDio, ogni angolo di palazzo ne ha praticamente una, di vario stile e conformazione, in rilievo, pittorica, o con altra metodologia artistica. Sono tutte molto belle e appaiono ben conservate, nonostante risalgano a molti anni fa. Un’altra cosa che ha dell’incredibile e’ che non sembrano vandalizzate e non sono ancora state asportate, magari per rivenderle e realizzare un po di soldi…vista la crisi economica…

Roberto Nicolick



giovedì, ottobre 16, 2008

DACIA VALENT...incommentabile


Se dovessi usare il linguaggio di Dacia Valent, e posso anche provarmici perché trattasi di linguaggio democratico e multiculturale, quindi lecito, direi che la signora le ha tutte: è somala (con cittadinanza italiana), è musulmana, è comunista, è stupida, è antisemita ed è razzista. Ne ha ancora, beninteso, ma sono tratti caratteristici che non possono essere definiti se non ricorrendo al turpiloquio - ricorso che Valent per altro non si nega - e quindi soprassiedo. Tuttavia il lettore immagini come potrebbe essere definita questa icona della sinistra progressista che si permette di scrivere: «Italiani bastardi, italiani di merda e ci aggiungo bianchi». Italiani «stupidi, ignoranti, pavidi, vigliacchi, zecche, pulci e figli di puttana». «Brutti come la fame, privi di capacità d’ingegno se non nella volontà delle vostre donne di prostituirsi e di prostituire le proprie figlie».In sostanza saremmo «un popolo di mafiosi, camorristi, ignoranti bastardi senza un futuro» e la simpatica Valent si augura che possano i nostri figli «morire nelle culle o non essere mai partoriti». Né va meglio per il ceto politico: «Non avete un’élite, coglioni, fatevene una ragione: i vostri deputati e senatori sono delle merde tali e quali a voi». La natura o proprio l’animo coprofilo della nera, musulmana, comunista e stupida signora le fa naturalmente dire che l’Italia è «un paese di cacche» e che Giorgio Perlasca - elevato da Israele «Giusto fra le Nazioni» - era solo «un fascista di merda». A parte le insistenze fecali, indubbiamente un debito culturale di qualche cabila somala e quindi tutto sommato apprezzabili, un po’ come i felafel, che possono non piacerti ma è politicamente scorretto sostenere che fanno schifo, a ben vedere le argomentazioni della Valent offrono un poderoso contributo al dialogo e al confronto, sia esso mono o multietnico. Escludendo infatti e in maniera categorica che una donna per di più nera, per di più comunista, per di più antiamericana e filo palestinese, il top del top del «sincero democratico» insomma, possa nutrire, anche di sguincio, sentimenti riconducibili al razzismo, se ne deve concludere che il suo è solo un linguaggio franco, aperto. Magari duro, magari brusco, però senza sottintesi razziali, senza che vi si possa leggere alcunché di discriminatorio.Ne consegue che l’espressione «sporco negro» così come «italiani di merda e ci aggiungo bianchi» appartengono al lessico e al galateo democratico per cui se nella società civile, se fra i repubblicones non desta indignazione la seconda, non deve destarla neanche la prima. Insomma, Dacia Valent sarà quel che sarà, però va riconosciuto che ha contribuito a «fare chiarezza». La qual cosa per una somala «stupida, ignorante, brutta come la fame» e mi fermo qui, è davvero un eccellente risultato.

da Il Giornale

sabato, ottobre 11, 2008

MORTO HAIDER , GOVERNATORE DELL KARINZIA


VIENNA - Pecora nera ma anche genio della politica austriaca, Joerg Haider se ne va così come ha sempre vissuto: con un gran colpo di scena che lascia tutti di sasso. Una fine come tutta una vita: alti e bassi, luci e ombre, gloria e infamia, e sempre molto, molto clamore. Un tragico incidente alle prime ore di oggi ha ucciso Haider mentre era da solo alla guida di una vettura di servizio. E' uscito di strada e si è schiantato contro un pilone di cemento e un idrante, ed è morto sul colpo, il corpo straziato dall'urto. Forse correva troppo, forse a ucciderlo è stata la velocità, quella velocità che ha sempre guidato come una stella e una maledizione la sua vita. A 58 anni, Haider se ne va allo zenit della sua carriera dopo essere riuscito, quando tutti ormai lo davano per spacciato politicamente, a traghettare il suo nuovo partito di estrema destra, costola della Fpoe, la Bzoe (lega per il futuro dell' Austria), in una rimonta record alle elezioni anticipate del 28 settembre scorso. Dal 4,1% nel 2006 la Bzoe questa volta, con Haider capolista, ha triplicato i voti conquistando il 10,7%: un successo superiore a quello di tutti gli altri partiti, inclusa la 'sua' ex Fpoe di estrema destra, guidata ora da Heinz-Christian Strache, passata dall'11% nel 2006 al 17,5%. Nell'aprile 2005 Haider, per dissensi proprio col suo delfino Strache, lasciò la guida della Fpoe e fondò la Bzoe (più moderata). Assieme, le sue due creature hanno preso quasi il 30% dei voti e prima o poi, con o senza riunificazione dei due partiti, è molto probabile che si arriverà in Austria a un cancelliere Strache, o, se non fosse morto, si sarebbe arrivati a un cancelliere Haider. Di sicuro Haider, fra le figure più brillanti e al tempo stesso più controverse dell'Austria, è il politico che più di ogni altro ha plasmato, nel bene e nel male, l'immagine del Paese, dentro e fuori i confini nazionali. Nella storia della Seconda Repubblica, il suo posto e la sua notorietà sono paragonabili solo, per meriti e demeriti molto diversi, a quelli del cancelliere socialista Bruno Kreisky, del presidente Kurt Waldheim e del cacciatore di nazisti Simon Wiesenthal. Carisma, oratoria accattivante, populismo, look dinamico e giovanile erano le armi del suo successo, unitamente a un enorme fiuto politico e a una sincera vicinanza alla gente. Nel suo Land della Carinzia Haider era venerato come un dio e i consensi superavano il 40% (alle prossime regionali nel 2009 si prevedeva addirittura la conquista della maggioranza assoluta). La sua politica era un misto di populismo e contraddizioni, come pieno di contraddizioni era lui stesso. 'Macho' con voci ricorrenti di omosessualità, giovanile anche prossimo ai 60 anni, conservatore ma vicino alla gente anche nel cavalcare gli umori più elementari: contro l'Europa, gli immigrati, la corruzione e lottizzazione rosso-nera, e restrittivo con la minoranza slovena in Carinzia. Il suo sogno era spezzare il predominio Spoe-Oevp e in gran parte c'é riuscito: Spoe e Oevp sono ridotte sotto il 30% e la destra unita è la seconda forza del Paese. Sotto shock, l'Austria ufficiale - tutti i leader politici, il presidente Heinz Fischer, il cancelliere Alfred Gusenbauer, l'ex cancelliere con cui andò al governo Wolfgang Schuessel, hanno espresso sgomento e reso onore alle armi a un politico che per 25 anni ha indubbiamente dettato l' agenda politica del Paese. Nato il 26 gennaio 1950 a Bad Goisern (Alta Austria), Haider lascia la moglie e due figlie, una delle quali é sposata in Italia. Laurea in legge, Haider proviene da una famiglia coinvolta nel nazismo, lui ha sempre negato di simpatizzare, ma i suoi scivoloni in odore di apologia sono stati tanti: dall'elogio della politica di occupazione nel Terzo Reich al tributo ai reduci delle Waffen SS, all'espressione "campi penali" con riferimento ai campi di concentramento nazisti. Nel 2000 l' ingresso nel governo federale a Vienna della sua Fpoe xenofoba e antieuropea valse all'Austria le sanzioni bilaterali dell'Ue. Negli ultimi anni il suo declino, dopo l'uscita dalla Fpoe e la creazione della Bzoe nel 2005, sembrava inarrestabile e invece alle ultime elezioni, il 28 settembre scorso, Haider era riuscito nel colpo della sua vita: la Bzoe ha triplicato i voti battendo tutti gli altri partiti in termini di avanzamento: dal 4,1% al 10,7%. Al momento l'Austria sembra marciare verso una nuova grande coalizione Spoe-Oevp. Ma un prossimo cancelliere di estrema destra, ora che con la morte di Haider la spinta alla riunificazione di Fpoe e Bzoe è più forte, potrebbe essere dietro l'angolo: senza Haider, la cui traiettoria si è fermata contro un pilone in Carinzia.
fonte ANSA

venerdì, ottobre 10, 2008

TRENTANOVE BIGLIETTI DI SOLA ANDATA




Cari Amici,

a breve esce per i tipi della L - Edizioni di Savona, un libro, di cui sono l'autore, con un titolo, un pochino criptico : 39 biglietti di sola andata...

Questo paper back tratta di un fatto, realmente accaduto, nel maggio del 45, a Cadibona, tra Altare e Savona. Una strage di 39 persone, giovani e meno giovani, trucidate dai partigiani comunisti, perche' appartanenti alla Repubblica Sociale Italiana. Questi trentanove, vennero ammazzati senza processo e in modo feroce.

Ho voluto scrivere della strage che e' il nucleo centrale del mio libro, ovviamente senza tralasciare i fatti, crudi anch'essi, che gli fecero da contorno, prima e dopo.

Questo libro, parla di violenza, la violenza , piu' faziosa, cieca e feroce, che giunge ad armare la mano di persone, gia' di per se' ottuse ed ignoranti, contro tutti quelli che professano un'idea diversa dalle loro.

Per scrivere questo volumetto ho dovuto ascoltare testimonianze spesso tristi oppure cariche di risentimento, leggere documenti e giornali dell'epoca, scarpinare nel bosco e nei siti dove accadde la strage, e quindi con il cuore e con il cervello organizzare i dati oggettivi in mio possesso.

Non e' un atto d'accusa, non e' un discorso di parte...e' uno spunto di riflessione su un fatto tragico e terribile, che non fu il primo e neppure l'ultimo, perche' a guerra finita persone piu' simili alle belve continuarono ad ammazzare, nel nome di un odio quasi tribale, senza nome e senza fine.

Questo libro e' un pensiero per trentanove testimoni della violenza piu' cieca e faziosa che possa esistere.

Spero che questa opera modesta ed umile possa fare riflettere molte persone sulla inutilita' della violenza politica.


lunedì, ottobre 06, 2008

IL MERCATO DEL LUNEDI'


Girando per le bancarelle del mercato del lunedi’ a Savona

Oggi lunedi’, giorno di mercato a Savona, in Piazza del Popolo, bancarelle con esposte ogni tipo di mercanzia : abbigliamento, accessori, alimentari , fiori e altro; migliaia di persone provenienti da Savona e dai comuni vicini affluiscono e, visto che in qualche caso, i prezzi sono convenienti, fanno i loro acquisti.
Un gigantesca mendicante, seduta a terra su un telo di plastica blu, attrae la mia curiosita’, e’ un peso massimo, forse non soffre la fame, un “mandillo” le copre il capo, ha un cartello di cartone con scritto sopra la solita frase di circostanza : “ sei figli da mantenere, marito invalido, io malata, necessitano medicine….” Il tutto vergato in un italiano stentato e con grafia incerta, un classico del settore.
Davanti a lei, una ciotola , nuova, di plastica blu, con dentro delle monete. Per meglio impietosire i passanti la signora, con voce lamentosa, come se cantasse una nenia, invita a farle un’offerta. Mi posiziono a breve distanza e inizio a contare le persone che si avvicinano e mosse dal buon cuore posano nel contenitore una o piu’ monete, dalle ore 9 circa alle ore 10 e qualche minuto, 106, centosei persone, lasciano cadere una moneta nella ciotola. Non riesco a osservare il tipo del conio, ma facendo una media per difetto, visto che qualcuno gli ha anche lasciato una banconota, direi 50 - 60 centesimi a persona, farebbero piu’ o meno 50 - 60 euro all’ora e visto che questa signora , sicuramente “lavorera’” per almeno 5 – 6 ore, il suo guadagno netto giornaliero potrebbe aggirarsi sui 250 - 300 euro netti, in busta, completamente esentasse.
Questa ,forse,e’ una attivita’ produttiva da seguire con attenzione, produttiva per se’ e non per gli altri…ovviamente.

giovedì, ottobre 02, 2008

UNA DISCARICA A LAVAGNOLA






Il sottopasso ferroviario compreso tra Via Schiantapetto e Via Repusseno, nel quartiere di Lavagnola ( Savona), ha una strada che si diparte sul lato destro, questa strada conduce ad una sottostazione delle ferrovie e ad una creuza tipica della zona ligure. Ho ricevuto delle segnalazioni inerenti al degrado di questo tratto di strada, non privata, e quindi di pertinenza del Comune di Savona. I muri che la delimitano, facenti parte della massicciata ferroviaria sono pieni di disegni fatti dai cosidetti “writers”, ma non e’ questo il problema;
La strada, infatti e’ ingombra di rifiuti ingombranti di ogni genere, estremamente pericolosi per la circolazione dei veicoli, addirittura qualcuno vi ha abbandonato un pesante tombino di laterizi, molto pericoloso per chi gira dal sottopasso ferroviario, una moto oppure una macchina ha ottime probabilita’ di andare ad urtarlo, a lato della strada , qualcuno ha anche abbandonato un materasso.
La zona dovrebbe, a mio parere essere resa piu’ vivibile, togliendo di mezzo questo materiale su una strada percorsa dai cittadini.

POSTEGGIATORI ABUSIVI



Il parcheggio che e’ situato tra il Tribunale di Savona e Piazza del Popolo e’ il regno incontrastato dei posteggiatori abusivi, in genere stranieri ma anche italiani, i quali appena un automobilista arriva e posteggia, subito come per magia, si materializzano accanto all’autovettura, e con atteggiamenti intimidatori chiedono , in buona sostanza, un vero e proprio pizzo al malcapitato. Se non si paga, allora, al ritorno c’e’ la classica riga sulla fiancata dell’auto…Con la penuria di parcheggi che c’e’ a Savona, e’ evidente il successo economico di questi mariuoli : il parcheggio in questione puo’ tenere un centinaio di autovetture, il che significa un introito, illegale, di almeno un centinaio di euro al giorno!.
Messo sull’avviso da alcuni automobilisti, stufi di pagare la tariffa del posteggio, le eventuali multe e pure il pizzo al posteggiatore abusivo, mi sono appostato e ho fotografato il bel tipo nel momento topico ! Proprio mentre chiedeva il pizzo, in questo caso e’ un nordafricano, il quale francamente non ha gradito le mie attenzioni fotografiche, mi ha investito di una serie di improperi quindi molto irritato si e’ allontanato maledicendomi. Nelle foto si vede chiaramente il tipo mentre tampina l’automobilista e gli chiede il pizzo.
Alcuni automobilisti mi hanno raccontato che per non avere noie , preferiscono pagare, ma se l’importo versato non e’ adeguato, ricevono pure delle rimostranze dal posteggiatore!
Almeno un piccolissimo risultato l’ho raggiunto, ho indispettito il posteggiatore e l’ho fatto allontanare senza dover chiamare la polizia.
Copia delle foto verranno inviate alla Polizia municipale di Savona, per gli opportuni provvedimenti