mercoledì, aprile 02, 2008

VIA PALEOCAPA: REGNO DI BARBONI





Degrado nella main street di Savona : Via Paleocapa

Ore 12 circa, attraverso la via principale di Savona, il cosidetto salotto buono della citta', vetrine, negozi, banche, bar e quant'altro...ma ogni trenta passi incontro rispettivamente un barbone, un mendicante, un vucumpra', un clochard con il cane. Ne conto una dozzina, che non si limitano a sonnecchiare stancamente, accoccolati su dei cartoni a terra, in genere a brevi periodi si alzano e chiedono con prepotenza soldi ai passanti. Il top del degrado e' un rottame di un ciclomotore , recentemente dato alle fiamme, che campeggia alla estremita' di via Paleocapa, davanti alla Torretta Leon Pancaldo, simbolo di Savona. Nessuno interviene per rimuovere il rottame ancora puzzolente di gomma bruciata e plastica fusa, nessuno interviene per dare un ricovero dignitoso a queste persone ed ai loro cani... allora mi sorge un dubbio : sara' questo il vero simbolo della citta' di Savona ??

Roberto NICOLICK

martedì, aprile 01, 2008

UN APPELLO A FAVORE DEGLI ORSI IN CINA


Mentre i monaci Tibetani in pacifica lotta vengono massacrati dai "compagni" cinesi, non bisogna dimenticare il terribile e crudele fatto degli orsi in Cina:

La Cina mantiene oggi 10.000 (diecimila) orsi prigionieri, per l'estrazione della bile dalla cistifellea di questi animali. Gli orsi sono collocati orizzontalmente in gabbie che sembrano piuttosto delle bare; viene messo loro un collare di ferro e sono trattenuti da sbarre a pressione; nel corpo di questi animali viene introdotto un catetere, che assorbe continuamente il liquido dalla cistifellea. Gli orsi non possono cambiare minimamente la loro posizione e rimangono in questa condizione di sofferenza interminabile dai 15 ai 20 anni! Non possiamo accettare che questa crudeltà, tortura e barbarie, continui formando parte della vita di questi poveri orsi, nemmeno per un minuto. Ogni istante che passa è decisivo per loro tra SOFFRIRE e VIVERE. Con la zampa attirano il cibo attraverso una piccola apertura della gabbia. Per placare la sete, devono allungare la lingua per leccare le sbarre della loro prigione. Soffrono dolori allucinanti per rimanere una media di15 anni nella stessa posizione che deforma loro le ossa. Stiamo parlando di 15 anni, o 180 mesi, o 5.475 giorni, o 131.400 ore o 78.844.000 minuti di continuo dolore. Per ottenere la bile, si sta promuovendo un commercio terribile: la bile viene usata per confezionare shampoo, afrodisiaci e rimedi "miracolosi". Durante l'estrazione del liquido, si impianta un tubo nella cistifellea; l'altro estremo resta fuori della pancia dell'orso, collegato ad un apparecchio che estrae la bile. I dolori dell'orso sorpassano ogni limite dell'immaginazione: brama di dolore, si mutila e cerca di suicidarsi. Per aiutare basta firmare chiedendo la fine immediata delle "Fattorie della Bile" ed inviare questo messaggio a tutte le persone possibili.

lunedì, marzo 31, 2008

PINO LA MONICA


L'EDUCATORE ATTUALMENTE IN CARCERE PER ABUSI SESSUALI
Niente domiciliari per l'educatore accusato di pedofilia
Questa volta - secondo il Gip - potrebbe ripetere gli abusi per telefono. Il giovane trasferito al carcere di Modena .Il giudice per le indagini preliminari Cristina Beretti ha negato gli arresti domiciliari all'educatore e regista reggiano accusato di abusi sessuali su bambine della scuola media di Coreggio. Non tanto il pericolo di fuga, quanto quelli di reiterazione del reato e soprattutto di inquinamento delle prove sono state le motivazioni che hanno spinto il gip alla decisione. L'educatore infatti, prima che per lui scattassero le manette, avrebbe contattato telefonicamente una delle ragazzine che lo hanno denunciato. 'Se fosse ai domiciliari - ha detto il gip - sarebbe impossibile controllare totalmente i suoi movimenti telefonici'. La Monica inoltre da oggi si trova nel carcere di Modena: l'educatore in passato ha curato un progetto teatrale alla Pulce e in virtù dei legami instaurati con i detenuti si è deciso per il suo trasferimento. Il pm Rita Pantani ha annunciato la volontà di effettuare gli incidenti probatori, con l'interrogatorio alle ragazzine che accusano il giovane
( Max Frassi)

COSA FARE AI PEDOFILI ??


Si parla tanto in questa campagna elettorale di castrazione chimica dei pedofili. Ignorando o non sapendo, che non è assolutamente una certezza, anzi. Guardando a quei paesi dove è stata testata la castrazione chimica è fallita per molte ragioni. Innanzitutto i pesanti effetti collaterali dei farmaci che arrecano danni quali l’arresto cardiaco o l’ictus, rendendo il paziente difficilmente “guaribile”, sempre se stiamo, ovviamente, nel fantascientifico campo della cura del pedofilo. Dopo sei mesi però il paziente che eventualmente regge suddetta terapia esce dal letargo dove era stato collocato e può tornare ad agire. Poiché quei farmaci non hanno più alcun effetto. Si fa largo allora la possibilità della castrazione fisica. Ma dagli USA, nello specifico dall’unità crimini sui minori della prestigiosa F.B.I. veniamo a sapere che, ancora una volta prove alla mano, il pedofilo castrato, una volta reinserito nella società civile andrà a replicare sui bambini quanto da lui subito. In sintesi togliamo al mondo un abusante e restituiamo un potenziale assassino.
Ultima ma non ultima la pena di morte. Alzi la mano che non ci ha mai pensato. Omettendo qualsivoglia remora etico/morale la pena di morte è, come le varie castrazioni, inutili. Peggio. Aumenta la pericolosità del predatore. Poiché in quegli stati dove lo si è punito in quel modo, era solito uccidere le proprie vittime per evitare di avere testimoni. Cosa fare allora? Viste le cronache basterebbe un sano buonsenso davanti a un bimbo abusato e la certezza di una durissima pena per il suo abusante.
( Max Frassi )

sabato, marzo 29, 2008

UN MONDO DI LADRI


Sventato un furto ad un corriere
Stamane poco dopo le 12, in piazza del Popolo a Savona, ho avuto la piccola ma gradevolissima sensazione di sventare un furto ai danni di un corriere: ero appena uscito dal palazzo della amministrazione provinciale e sotto il sole, percorrevo via 4 novembre in direzione mare.

Noto a circa una cinquantina di metri, un furgone di colore chiaro, parcheggiato in doppia fila, senza particolari contrassegni, da cui scende un ragazzo con una uniforme di una grande azienda che effettua trasporti, il giovane addetto scarica dei colli e si allontana con il materiale da consegnare.

Nel mio campo visivo entrano improvvisamente due ragazzi, vestiti alla moda casual, dall’eta’ apparente di 16 – 17 anni, capelli corti , curati nell’aspetto. Uno rimane a distanza ad osservare il corriere, che nel frattempo era entrato in un esercizio commerciale, l’altro come una donnola, apre il portellone posteriore del mezzo, afferra due scatole di medie dimensioni e correndo si allontana.

Realizzo ,immediatamente, che si tratta di una coppia di ladri, il palo e l’esecutore materiale, inizio a correre verso il ladro chino nel furgone, gridando per richiamare il corriere che era dentro il negozio…il palo, vistomi, scappa immediatamente, mentre l’esecutore materiale, tenta di allontanarsi, con le due scatole, che pero’ lo appesantiscono troppo, le lascia e continua la fuga…. Veloce come un levriero, fuggendo a gambe levate, abbandona anche un paio di cesoie con cui, presumo, avrebbe tagliato l’imballo dei colli rubati…. mentre io chiamo con il cellulare il 113, arriva trafelato il corriere, gli spiego la cosa e lui si mette all’inseguimento del giovane ladro, lo raggiunge e per tutta risposta il giovane ladro tenta di colpirlo con un pugno, nasce una colluttazione nel corso della quale, qualche sventola raggiunge il criminale che pero’ riesce a far perdere le proprie tracce..
Arriva una volante della polizia di stato, a cui spiego il fatto.
Il risultato positivo e’ stato che il furto non ha potuto avere corso e i ladri, una volta tanto, hanno dovuto battere in ritirata. Il giovane corriere mi ha raccontato che pochi giorni fa, per aprirgli il furgone gli hanno segato un lucchetto in acciaio e che uno dei bersagli preferenziali dei ladri, mordi e fuggi, sono proprio i corrieri, i cui mezzi vengono scassinati mentre gli addetti sono ad effettuare la consegna, magari a pochi metri di distanza, con un tempismo ed una velocita’ pazzeschi.

mercoledì, marzo 26, 2008

UCCIDE UN CANE PER ARTE. UNO DEI TANTI CRIMINALI CIRCOLANTI....

Uccide cane per ‘arte’, Guillermo Habacuc Vargas si scusa
Roma. Biennale a rischio per Guillermo Habacuc Vargas, lo ‘'peudoartista'’ 50enne del Costa Rica che ha messo in mostra un cane randagio, legato in un angolo della sala, lasciandolo morire di fame e sete. Oltre 150.000 persone da tutto il mondo, in pochissimi giorni, hanno espresso la propria indignazione verso quella che, secondo loro, non può essere certo considerata un'opera d'arte.A quanto pare Vargas avrebbe pagato dei bambini affinché catturassero un cane per poi utilizzarlo come 'opera d'arte' che consisteva appunto nel guardare l'agonia e la sofferenza fino alla morte. Ai visitatori sarebbe stato vietato di portare cibo e acqua e chiunque cercava di avvicinarsi per accudire l'animale veniva allontanato in malo modo con insulti. Sopra il cane morente, una scritta fatta di croccantini con la frase: ‘Eres lo que lees’ (‘Sei quello che leggi'). Secondo l’’artista’ lo scopo era quello di testimoniare l'indifferenza dell'essere umano nei confronti di altri esseri viventi. In un'intervista rilasciata a la 'Nación', ha dichiarato: "Lo scopo del lavoro non era causare sofferenza alla povera innocente creatura, bensì illustrare un problema. Nella mia città natale, San Josè, Costa Rica, decine di migliaia di randagi muoiono di fame e malattia e nessuno dedica loro attenzioni. Ora, se pubblicamente mostri una di queste creature morte di fame, come nel caso di Nativity, ciò crea un ritorno che evidenzia una grande ipocrisia in tutti noi. Nativity era una creatura fragile e sarebbe morta comunque su una strada". Fatto sta che il cane, secondo quanto riferisce Leonor Gonzalez, editore del supplemento culturale di ‘La Prensa’ in Nicaragua, sarebbe morto il giorno seguente a quello in cui sono state scattate le foto. Diversa la versione della galleria nicaraguense che ha ospitato l’allestimento, secondo la quale l'artista avrebbe trovato il cane in un vicolo e l'avrebbe portato nella galleria senza che fosse previsto. Secondo loro, inoltre, sarebbe stato correttamente alimentato per tutto il tempo tranne le tre ore della mostra. Il cane non è poi morto ma secondo loro è "scappato" in un momento di disattenzione.Ma i dubbi restano. Come è possibile che la galleria non abbia imposto a Vargas di liberare il cane? E ancora: è possibile che nessuno sia andato lì con prepotenza – anche violenza – per portarsi via l’animale? Per di più l’artista è stato scelto per rappresentare il suo Paese nella ‘Biennale Centroamericana 2008’ che si terrà in Honduras. In quest’ultimo caso, almeno, qualcosa si è mosso. Le ire di associazioni animaliste e di cittadini di ogni parte del mondo hanno fatto sì che un rappresentante della Biennale abbia contattato Vargas, mediante lettera scritta in cui è stato espresso lo sconcerto riguardo la pubblicità negativa ricevuta da ‘Sei quello che leggi’ ed è stata messa in dubbio la legittimità dell'ammissione come eccellente artista e rappresentate. A questo punto l’artista ha chiesto pubblicamente scusa e promesso che non riproporrà mai più simili progetti. Vargas, in un comunicato diffuso via web afferma che ‘Sei quello che leggi’ non verrà più chiamata "opera d'arte", in segno di rispetto verso quanti si sono sentiti offesi. Ha ammesso l'errore ed ha affermato che avrebbe dovuto salvare il cane invece di lasciarlo morire. E chiede a tutti di accettare le sue scuse.“Far soffrire e uccidere un cane lasciandolo morire di fame per far comprendere un problema come quello del randagismo è certamente un modo perverso per informare l'opinione pubblica – dichiara Massimo Comparotto, presidente dell'
OIPA Italia (Organizzazione internazionale Protezione animali) - In verità quest'opera 'artistica' è solo l'ennesimo esecrabile squallido tentativo per far parlare di sé per riempire una galleria d'arte. Josè Morales, vice presidente del 'Special Unit for Animal Protection and Rescue' ha commentato: "Il cane è stato legato senza cibo, non capisco come ciò possa essere considerato arte". Raymond Schnog, presidente della 'Humanitarian Association for Animal Protection', ha condannato l'atto definendolo pura crudeltà, "non comprendo come un animale possa essere stato lasciato morire di fame sul pavimento mentre una frase sulle pareti era stata composta usando cibo".Queste organizzazioni stanno studiando il caso per presentare un ricorso davanti al tribunale locale.

martedì, marzo 25, 2008

FACCIA DI BRONZO O INGENUITA' ??


Pochi giorni fa ho ricevuto una telefonata del "responsabile" provinciale del partito che a luglio mi ha espulso. Il gentile signore mi chiedeva , in sostanza, una disponibilita' ad autenticare, in qualita' di consigliere provinciale, delle firme ai gazebi del partito in oggetto.

N.B. proprio quel signore aveva ratificato la mia "cosidetta" espulsione dal movimento politico in cui ho militato per 16 anni, adducendo come motivazioni una sfilza di "imputazioni", tra cui anche quella di aver avallato firme false.....

Come si puo' chiedere ad un espulso, di autenticare delle firme, se proprio l'espulsione si basava
anche sull'autentica di firme false ??

Il signore che mi ha telefonato, per farmi questa originale richiesta, soffre di amnesia ? E' una faccia di bronzo ? E' un ingenuo ? o peggio ?............